<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578</id><updated>2012-02-24T11:45:41.261+01:00</updated><title type='text'>Il post del giorno</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Angel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10192843818584780362</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_h5_q7nnNNTg/Sq-t8I8y7MI/AAAAAAAAAIE/Gb2VJ1DI-Xo/S220/Copia+di+angelo.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>1556</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-4261255804655069923</id><published>2012-02-24T11:45:00.000+01:00</published><updated>2012-02-24T11:45:41.268+01:00</updated><title type='text'>Elvira - Figlia spirituale di Padre Pio - XXII</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Continuiamo a scoprire la figura di Elvira, figlia spirituale di San Pio da Pietrelcina; nell'appuntamento odierno l'attenzione si sposta sul cenacolo di Elvira:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;CAPITOLO V &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;IL CENACOLO DELLA S.S. TRINITÀ &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;I GRUPPI DI PREGHIERA&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;strong&gt;IL CENACOLO DI ELVIRA&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1950 Elvira Gazzoni ebbe da Padre Pio l'incarico di istituire e di dirigere a Rimini uno di questi Gruppi di Preghiera che verrà poi chiamato "I1 Cenacolo". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Furono dapprima poche donne quelle che, aderendo all'invito di Elvira, si riunivano in casa sua per pregare; creature umili e semplici che avevano però avuta chiara la percezione di quanto fosse importante il compito al quale venivano chiamate a collaborare: riparare i peccati degli uomini, consolare il cuore di Gesù, implorare luce per il mondo intero. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosi, nell'umiltà e nel nascondimento, questo piccolo Cenacolo, come un fiore delicato, spandeva il suo profumo senza che nessuna notizia trapelasse all'esterno di quanto avveniva in casa di Elvira. "Discrezione" era la parola d'ordine, inconfondibile suggello di ogni opera divina. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si andò avanti così per più di una decina d'anni, poi altre persone si aggiunsero al Gruppo, tanto che, a un dato momento, la casa di Mamma Elvira non fu più sufficiente a contenerle tutte e si dovette cercare un altro locale più ampio, e poi un altro più ampio ancora, per le riunioni di preghiera. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con l'aiuto del cielo e il suo costante impegno Mamma Elvira era riuscita a stabilire fra se e la sua gente uno stretto rapporto di affetti e di intenti, a comunicare a tutti i caratteri della sua religiosità semplice e attiva, tanto che ognuno dei suoi si era trasformato in apostolo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ella poi insegnava con l'esempio a stabilirsi in una dolce umiltà, a non opporre resistenza, a giungere all'uguaglianza nell'amore. Un compito non certo facile il suo, poiché doveva favorire l'armonia e l'unione tenendo conto dei caratteri, dei difetti, delle tentazioni cui ognuno era sottoposto. Doveva richiamare senza imporsi, blandire senza solleticare la vanità, smorzare senza deprimere, incoraggiare gli sfiduciati quando lei stessa era nella prova. Doveva far sentire a tutti d'essere ugualmente importanti e nello stesso momento convincerli di essere un nulla; ammorbidire gli attriti con l'unzione del suo sorriso dando lei stessa l'esempio di perfetta accettazione e mansuetudine e mostrarsi sempre amabile con tutti, anche coi più difficili. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo, come per tutte le persone che battono le vie dello spirito, non mancavano anche per lei momenti in cui si sentiva avvolta da tenebre fitte, inaridita, scoraggiata e quasi con l'impressione di seguire un ideale poco meno che fantastico. Allora le contrarietà e le incomprensioni che incontrava la buttavano a terra e non trovava più il contatto con l'ambiente che la circondava, fino a giungere a una vera agonia interiore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Erano questi i momenti in cui il buon Padre Giacomo Mantegari, suo Direttore spirituale, interveniva esortandola ad andare avanti nella sua testimonianza che era tanto più preziosa quanto più sofferta. Le diceva di non impressionarsi se le sembrava di brancicare nel buio, perché questo era un inganno del demonio per distoglierla dal suo apostolato. Tenesse invece per certo che la sua anima era cara al Signore, che la grazia di Dio era con lei e che la sua opera era opera di Dio e dello Spirito Santo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Sia vigílante e attenta e combatta da forte che presto canterà vittoria e il demonio si ritirerà scornato. " &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così era infatti. A poco a poco la consapevolezza che il suo Cenacolo era un parafulmine per i peccati dell’umanità" riportava Elvira alla calma e le faceva trovare nuova forza per proseguire. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti finivano per capire che era una grande grazia appartenere al Cenacolo e percorrevano volentieri la via della loro purificazione nella penitenza e nella preghiera consapevoli che la preghiera, era una colonna di luce e di forza per tutti coloro che cercano nelle tenebre la verità, ma hanno paura di conoscerla e per tutti quegli altri che, pur conoscendola, si sforzano di ignorarla.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-4261255804655069923?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/4261255804655069923/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/elvira-figlia-spirituale-di-padre-pio_24.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/4261255804655069923'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/4261255804655069923'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/elvira-figlia-spirituale-di-padre-pio_24.html' title='Elvira - Figlia spirituale di Padre Pio - XXII'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-2188606367956273051</id><published>2012-02-23T16:22:00.000+01:00</published><updated>2012-02-23T16:22:17.818+01:00</updated><title type='text'>Benedetto XVI: Chiesa, il deserto può trasformarsi in grazia</title><content type='html'>&lt;iframe width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/3Be-2CHZSHo?fs=1" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-2188606367956273051?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/2188606367956273051/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/benedetto-xvi-chiesa-il-deserto-puo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/2188606367956273051'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/2188606367956273051'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/benedetto-xvi-chiesa-il-deserto-puo.html' title='Benedetto XVI: Chiesa, il deserto può trasformarsi in grazia'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/3Be-2CHZSHo/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-3849364934873049391</id><published>2012-02-23T16:21:00.000+01:00</published><updated>2012-02-23T16:21:34.922+01:00</updated><title type='text'>Udienza Generale di Papa Benedetto XVI - 22 Febbraio 2012</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;BENEDETTO XVI &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;UDIENZA GENERALE &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Aula Paolo VI&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Mercoledì, 22 febbraio 2012&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-9BykR105his/Ts5CCK-zVtI/AAAAAAAAAXY/o4PdxlNwuRo/s1600/papa-benedettoXVI_ANSA_324.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="227" src="http://2.bp.blogspot.com/-9BykR105his/Ts5CCK-zVtI/AAAAAAAAAXY/o4PdxlNwuRo/s320/papa-benedettoXVI_ANSA_324.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Mercoledì delle Ceneri&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Cari fratelli e sorelle,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;in questa Catechesi vorrei soffermarmi brevemente sul tempo della Quaresima, che inizia oggi con la Liturgia del Mercoledì delle Ceneri. Si tratta di un itinerario di quaranta giorni che ci condurrà al Triduo pasquale, memoria della passione, morte e risurrezione del Signore, il cuore del mistero della nostra salvezza. Nei primi secoli di vita della Chiesa questo era il tempo in cui coloro che avevano udito e accolto l’annuncio di Cristo iniziavano, passo dopo passo, il loro cammino di fede e di conversione per giungere a ricevere il sacramento del Battesimo. Si trattava di un avvicinamento al Dio vivo e di una iniziazione alla fede da compiersi gradualmente, mediante un cambiamento interiore da parte dei catecumeni, cioè di quanti desideravano diventare cristiani ed essere incorporati a Cristo e alla Chiesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Successivamente, anche i penitenti e poi tutti i fedeli furono invitati a vivere questo itinerario di rinnovamento spirituale, per conformare sempre più la propria esistenza a quella di Cristo. La partecipazione dell’intera comunità ai diversi passaggi del percorso quaresimale sottolinea una dimensione importante della spiritualità cristiana: è la redenzione non di alcuni, ma di tutti, ad essere disponibile grazie alla morte e risurrezione di Cristo. Pertanto, sia coloro che percorrevano un cammino di fede come catecumeni per ricevere il Battesimo, sia coloro che si erano allontanati da Dio e dalla comunità della fede e cercavano la riconciliazione, sia coloro che vivevano la fede in piena comunione con la Chiesa, tutti insieme sapevano che il tempo che precede la Pasqua è un tempo di metanoia, cioè del cambiamento interiore, del pentimento; il tempo che identifica la nostra vita umana e tutta la nostra storia come un processo di conversione che si mette in movimento ora per incontrare il Signore alla fine dei tempi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con una espressione diventata tipica nella Liturgia, la Chiesa denomina il periodo nel quale siamo entrati oggi «Quadragesima», cioè tempo di quaranta giorni e, con un chiaro riferimento alla Sacra Scrittura ci introduce così in un preciso contesto spirituale. Quaranta è infatti il numero simbolico con cui l’Antico e il Nuovo Testamento rappresentano i momenti salienti dell’esperienza della fede del Popolo di Dio. E’ una cifra che esprime il tempo dell’attesa, della purificazione, del ritorno al Signore, della consapevolezza che Dio è fedele alle sue promesse. Questo numero non rappresenta un tempo cronologico esatto, scandito dalla somma dei giorni. Indica piuttosto una paziente perseveranza, una lunga prova, un periodo sufficiente per vedere le opere di Dio, un tempo entro cui occorre decidersi ad assumere le proprie responsabilità senza ulteriori rimandi. E’ il tempo delle decisioni mature.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il numero quaranta appare anzitutto nella storia di Noè.&lt;br /&gt;Quest’uomo giusto, a causa del diluvio trascorre quaranta giorni e quaranta notti nell’arca, insieme alla sua famiglia e agli animali che Dio gli aveva detto di portare con sé. E attende altri quaranta giorni, dopo il diluvio, prima di toccare la terraferma, salvata dalla distruzione (cfr Gen 7,4.12; 8,6). Poi, la prossima tappa: Mosè rimane sul monte Sinai, alla presenza del Signore, quaranta giorni e quaranta notti, per accogliere la Legge. In tutto questo tempo digiuna (cfr Es 24,18). Quaranta sono gli anni di viaggio del popolo ebraico dall’Egitto alla Terra promessa, tempo adatto per sperimentare la fedeltà di Dio. «Ricordati di tutto il cammino che il Signore, tuo Dio, ti ha fatto percorrere in questi quarant’anni… Il tuo mantello non ti si è logorato addosso e il tuo piede non si è gonfiato durante questi quarant’anni», dice Mosè nel Deuteronomio alla fine di questi quarant'anni di migrazione (Dt 8,2.4). Gli anni di pace di cui gode Israele sotto i Giudici sono quaranta (cfr Gdc 3,11.30), ma, trascorso questo tempo, inizia la dimenticanza dei doni di Dio e il ritorno al peccato. Il profeta Elia impiega quaranta giorni per raggiungere l’Oreb, il monte dove incontra Dio (cfr 1 Re 19,8). Quaranta sono i giorni durante i quali i cittadini di Ninive fanno penitenza per ottenere il perdono di Dio (cfr Gn 3,4). Quaranta sono anche gli anni dei regni di Saul (cfr At 13,21), di Davide (cfr 2 Sam 5,4-5) e di Salomone (cfr 1 Re 11,41), i tre primi re d’Israele. Anche i Salmi riflettono sul significato biblico dei quaranta anni, come ad esempio il Salmo 95, del quale abbiamo sentito un brano: «Se ascoltaste oggi la sua voce! “Non indurite il cuore come a Meriba, come nel giorno di Massa nel deserto, dove mi tentarono i vostri padri: mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere. Per quarant'anni mi disgustò quella generazione e dissi: sono un popolo dal cuore traviato, non conoscono le mie vie”» (vv. 7c-10).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel Nuovo Testamento Gesù, prima di iniziare la vita pubblica, si ritira nel deserto per quaranta giorni, senza mangiare né bere (cfr Mt 4,2): si nutre della Parola di Dio, che usa come arma per vincere il diavolo. Le tentazioni di Gesù richiamano quelle che il popolo ebraico affrontò nel deserto, ma che non seppe vincere. Quaranta sono i giorni durante i quali Gesù risorto istruisce i suoi, prima di ascendere al Cielo e inviare lo Spirito Santo (cfr At 1,3).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con questo ricorrente numero di quaranta è descritto un contesto spirituale che resta attuale e valido, e la Chiesa, proprio mediante i giorni del periodo quaresimale, intende mantenerne il perdurante valore e renderne a noi presente l’efficacia. La liturgia cristiana della Quaresima ha lo scopo di favorire un cammino di rinnovamento spirituale, alla luce di questa lunga esperienza biblica e soprattutto per imparare ad imitare Gesù, che nei quaranta giorni trascorsi nel deserto insegnò a vincere la tentazione con la Parola di Dio. I quarant’anni della peregrinazione di Israele nel deserto presentano atteggiamenti e situazioni ambivalenti. Da una parte essi sono la stagione del primo amore con Dio e tra Dio e il suo popolo, quando Egli parlava al suo cuore, indicandogli continuamente la strada da percorrere. Dio aveva preso, per così dire, dimora in mezzo a Israele, lo precedeva dentro una nube o una colonna di fuoco, provvedeva ogni giorno al suo nutrimento facendo scendere la manna e facendo sgorgare l’acqua dalla roccia. Pertanto, gli anni trascorsi da Israele nel deserto si possono vedere come il tempo della speciale elezione di Dio e della adesione a Lui da parte del popolo: tempo del primo amore. D’altro canto, la Bibbia mostra anche un’altra immagine della peregrinazione di Israele nel deserto: è anche il tempo delle tentazioni e dei pericoli più grandi, quando Israele mormora contro il suo Dio e vorrebbe tornare al paganesimo e si costruisce i propri idoli, poiché avverte l’esigenza di venerare un Dio più vicino e tangibile. E' anche il tempo della ribellione contro il Dio grande e invisibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa ambivalenza, tempo della speciale vicinanza di Dio - tempo del primo amore -, e tempo della tentazione – tentazione del ritorno al paganesimo -, la ritroviamo in modo sorprendente nel cammino terreno di Gesù, naturalmente senza alcun compromesso col peccato. Dopo il battesimo di penitenza al Giordano, nel quale assume su di sé il destino del Servo di Dio che rinuncia a se stesso e vive per gli altri e si pone tra i peccatori per prendere su di sé il peccato del mondo, Gesù si reca nel deserto per stare quaranta giorni in profonda unione con il Padre, ripetendo così la storia di Israele, tutti quei ritmi di quaranta giorni o anni a cui ho accennato. Questa dinamica è una costante nella vita terrena di Gesù, che ricerca sempre momenti di solitudine per pregare il Padre suo e rimanere in intima comunione, in intima solitudine con Lui, in esclusiva comunione con Lui, e poi ritornare in mezzo alla gente. Ma in questo tempo di “deserto” e di incontro speciale col Padre, Gesù si trova esposto al pericolo ed è assalito dalla tentazione e dalla seduzione del Maligno, il quale gli propone una via messianica altra, lontana dal progetto di Dio, perché passa attraverso il potere, il successo, il dominio e non attraverso il dono totale sulla Croce. Questa è l'alternativa: un messianesimo di potere, di successo, o un messianesimo di amore, di dono di sé.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa situazione di ambivalenza descrive anche la condizione della Chiesa in cammino nel “deserto” del mondo e della storia. In questo “deserto” noi credenti abbiamo certamente l’opportunità di fare una profonda esperienza di Dio che rende forte lo spirito, conferma la fede, nutre la speranza, anima la carità; un’esperienza che ci fa partecipi della vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte mediante il Sacrificio d’amore sulla Croce. Ma il “deserto” è anche l’aspetto negativo della realtà che ci circonda: l’aridità, la povertà di parole di vita e di valori, il secolarismo e la cultura materialista, che rinchiudono la persona nell’orizzonte mondano dell’esistere sottraendolo ad ogni riferimento alla trascendenza. E’ questo anche l’ambiente in cui il cielo sopra di noi è oscuro, perché coperto dalle nubi dell’egoismo, dell’incomprensione e dell’inganno. Nonostante questo, anche per la Chiesa di oggi il tempo del deserto può trasformarsi in tempo di grazia, poiché abbiamo la certezza che anche dalla roccia più dura Dio può far scaturire l’acqua viva che disseta e ristora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cari fratelli e sorelle, in questi quaranta giorni che ci condurranno alla Pasqua di Risurrezione possiamo ritrovare nuovo coraggio per accettare con pazienza e con fede ogni situazione di difficoltà, di afflizione e di prova, nella consapevolezza che dalle tenebre il Signore farà sorgere il giorno nuovo. E se saremo stati fedeli a Gesù seguendolo sulla via della Croce, il chiaro mondo di Dio, il mondo della luce, della verità e della gioia ci sarà come ridonato: sarà l’alba nuova creata da Dio stesso. Buon cammino di Quaresima a voi tutti!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;{Saluti&lt;/b&gt;: Je salue les pèlerins francophones, particulièrement les paroissiens et les collégiens et lycéens présents ici ce matin. Que le temps du Carême vous permette de voir combien Dieu est à l’œuvre aujourd’hui dans le monde et dans l’Église. C’est un temps privilégié pour comprendre et assumer notre responsabilité de chrétien, pour faire les bons choix en étant fidèle aux engagements de notre baptême. Bon Carême et bon séjour à tous !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I greet all the English-speaking visitors present at today’s Audience, especially those from England, Belgium, Norway, Canada and the United States. I offer a special welcome to the faithful of the Personal Ordinariate of Our Lady of Walsingham on the occasion of their pilgrimage to the See of Peter. I greet the pilgrim group from the Diocese of Antwerp, and I thank the choirs for their praise of God in song. With prayerful good wishes for a spiritually fruitful Lent, I invoke upon all of you God’s abundant blessings!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Herzlich grüße ich alle Pilger und Besucher deutscher Sprache, mit besonderer Freude natürlich die große Schar Südtiroler Ministranten in Begleitung von Bischof Muser. Ich freue mich, daß ihr da seid! Herzlich willkommen! Und wir freuen uns natürlich alle, daß Bischof Muser heute am Tag der Kathedra Petri seinen 50. Geburtstag begeht. Herzlichen Glückwunsch! Wir alle wollen diese Fastenzeit als Gelegenheit sehen, dem Herrn entgegenzugehen. Wir können es besonders im Gebet und in der Hinwendung von uns weg zum Nächsten hin. Gott schenke euch schöne und gesegnete Tage in Rom.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española, en particular a los grupos provenientes de España, Argentina, México, Puerto Rico y otros países latinoamericanos. Invito a todos a que durante la Cuaresma, a imitación del Señor, sintamos cómo Dios fortalece nuestro espíritu y nos da la victoria, pese a las zozobras de la vida presente. Muchas gracias.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A minha saudação amiga para o grupo escolar da Lourinhã e todos os peregrinos presentes de língua portuguesa. A Virgem Maria tome cada um pela mão e vos acompanhe durante os próximos quarenta dias que servem para vos conformar ao Senhor ressuscitado. A todos desejo uma boa e frutuosa Quaresma!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saluto in lingua polacca:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pozdrawiam pielgrzymów polskich. Bracia i Siostry, rozpoczynamy czas Wielkiego Postu. Rozważając zbawczą mękę i śmierć Chrystusa na Krzyżu, uczmy się od Niego pełnienia woli Bożej, powierzmy Mu wszelkie trudności, cierpienia i próby życia. Niech post i modlitwa, pokuta i czyny miłosierdzia, jakie podejmiemy, przygotują nas na radosne przeżywanie wielkanocnego poranka – tajemnicy Chrystusa Zmartwychwstałego. Na ten czas odnowy ducha z serca wam błogosławię.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Traduzione italiana:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saluto cordialmente i pellegrini polacchi. Fratelli e sorelle, cominciamo il tempo di Quaresima. Meditando la passione e la morte salvifica di Cristo sulla Croce, impariamo da Lui a compiere la volontà di Dio, affidiamo a Lui ogni difficoltà, la sofferenza e le prove della vita. Il digiuno e la preghiera, la penitenza e le opere di misericordia che faremo, ci preparino a vivere gioiosamente il mattino di Pasqua – il mistero di Cristo Risorto. Per questo tempo di rinnovo dello spirito, vi benedico di cuore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saluto in lingua croata:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Srdačno pozdravljam hodočasnike hrvatskoga jezika. Danas, obredom pepeljenja, ulazimo u Korizmu, dragocijeno vrijeme molitve i pokore. Pozivam vas da dubokom vjerom živite to vrijeme milosti! Radosno vas sve blagoslivljem. Hvaljen Isus i Marija!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Traduzione italiana&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saluto con affetto i pellegrini di lingua croata. Oggi, con l'imposizione delle ceneri, entriamo nella Quaresima, tempo prezioso di preghiera e di penitenza. Vi invito a vivere con profonda fede questo tempo di grazia! Volentieri vi benedico tutti. Sia lodato Gesù Cristo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saluto in lingua slovacca:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Srdečne vítam pútnikov zo Slovenska.&lt;br /&gt;Bratia a sestry, apoštol Pavol vyzýva: „V mene Krista vás prosíme: zmierte sa s Bohom“. Na začiatku Pôstneho obdobia počujme toto pozvanie, ktoré je adresované každému z nás a ochotne ho nasledujme.&lt;br /&gt;S láskou vás žehnám.&lt;br /&gt;Pochválený buď Ježiš Kristus!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Traduzione italiana:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Do un cordiale benvenuto ai pellegrini provenienti dalla Slovacchia.&lt;br /&gt;Fratelli e sorelle, l’Apostolo Paolo invita: “Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio.” Sentiamo all’inizio del Tempo di Quaresima questo richiamo rivolto personalmente a ciascuno di noi e mettiamolo in pratica con generosità. Con affetto vi benedico.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Sia lodato Gesù Cristo!&lt;b&gt;}&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* * *&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. In particolare saluto le Ancelle del Sacro Cuore di Gesù riunite per il Capitolo Generale, i Diaconi di Milano e i vari gruppi parrocchiali: vi invito tutti a costruire sempre la vostra vita secondo la logica del Vangelo, la logica del “non conformismo cristiano”. Saluto con affetto la delegazione dei Mondiali Juniores di Sci come pure i rappresentanti della Lega italiana contro i tumori a novant’anni dalla fondazione. Il gesto dell’imposizione delle Ceneri, che segna l’inizio della Quaresima, ci invita a guardare con più umiltà a noi stessi per ricentrare la nostra vita su Dio. Un cordiale benvenuto agli avvocati dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura Italiana: vi esorto a svolgere il vostro lavoro seguendo sempre i criteri di amore alla giustizia e di servizio al bene comune.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saluto infine i giovani, gli ammalati e gli sposi novelli. La Quaresima è un tempo favorevole per intensificare la vostra vita spirituale: la pratica del digiuno vi sia di aiuto, cari giovani, per acquisire un sempre maggiore dominio su voi stessi; la preghiera sia per voi, cari ammalati, il mezzo per affidare a Dio le vostre sofferenze e sentirlo sempre vicino; le opere di misericordia, infine, aiutino voi, cari sposi novelli, a vivere la vostra esistenza coniugale aprendola alle necessità dei fratelli. Buona Quaresima a tutti!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;© Copyright 2012 - Libreria Editrice Vaticana&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-3849364934873049391?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/3849364934873049391/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/udienza-generale-di-papa-benedetto-xvi_23.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/3849364934873049391'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/3849364934873049391'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/udienza-generale-di-papa-benedetto-xvi_23.html' title='Udienza Generale di Papa Benedetto XVI - 22 Febbraio 2012'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-9BykR105his/Ts5CCK-zVtI/AAAAAAAAAXY/o4PdxlNwuRo/s72-c/papa-benedettoXVI_ANSA_324.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-1694819828693297754</id><published>2012-02-22T11:15:00.000+01:00</published><updated>2012-02-22T11:19:01.846+01:00</updated><title type='text'>Mercoledì delle Ceneri</title><content type='html'>&lt;b&gt;Oggi deroghiamo alla nostra programmazione consueta per celebrare l'inizio del periodo quaresimale. L'inizio della Quaresima coincide con l'imposizione delle Ceneri e questo è un rito molto particolare di penitenza che ci porta a riconoscere la nostra miseria dinanzi a Dio. Partecipiamo a quest'evento attraverso la storia in breve delle Ceneri (tratta dal &lt;a href="http://www.santiebeati.it/dettaglio/20240"&gt;sito Santi &amp;amp; Beati&lt;/a&gt;), seguita dall'omelia di padre Gian Franco Scarpitta che ci fa comprendere il nucleo fondamentale, il cuore della Quaresima:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'origine del Mercoledì delle ceneri è da ricercare nell'antica prassi penitenziale. Originariamente il sacramento della penitenza non era celebrato secondo le modalità attuali. Il liturgista Pelagio Visentin sottolinea che l'evoluzione della disciplina penitenziale è triplice: "da una celebrazione pubblica ad una celebrazione privata; da una riconciliazione con la Chiesa, concessa una sola volta, ad una celebrazione frequente del sacramento, intesa come aiuto-rimedio nella vita del penitente; da una espiazione, previa all'assoluzione, prolungata e rigorosa, ad una soddisfazione, successiva all'assoluzione".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La celebrazione delle ceneri nasce a motivo della celebrazione pubblica della penitenza, costituiva infatti il rito che dava inizio al cammino di penitenza dei fedeli che sarebbero stati assolti dai loro peccati la mattina del giovedì santo. Nel tempo il gesto dell'imposizione delle ceneri si estende a tutti i fedeli e la riforma liturgica ha ritenuto opportuno conservare l'importanza di questo segno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La teologia biblica rivela un duplice significato dell'uso delle ceneri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1 - Anzitutto sono segno della debole e fragile condizione dell'uomo. Abramo rivolgendosi a Dio dice: "Vedi come ardisco parlare al mio Signore, io che sono polvere e cenere..." (Gen 18,27). Giobbe riconoscendo il limite profondo della propria esistenza, con senso di estrema prostrazione, afferma: "Mi ha gettato nel fango: son diventato polvere e cenere" (Gb 30,19). In tanti altri passi biblici può essere riscontrata questa dimensione precaria dell'uomo simboleggiata dalla cenere (Sap 2,3; Sir 10,9; Sir 17,27).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2 - Ma la cenere è anche il segno esterno di colui che si pente del proprio agire malvagio e decide di compiere un rinnovato cammino verso il Signore. Particolarmente noto è il testo biblico della conversione degli abitanti di Ninive a motivo della predicazione di Giona: "I cittadini di Ninive credettero a Dio e bandirono un digiuno, vestirono il sacco, dal più grande al più piccolo. Giunta la notizia fino al re di Ninive, egli si alzò dal trono, si tolse il manto, si coprì di sacco e si mise a sedere sulla cenere" (Gio 3,5-9). Anche Giuditta invita invita tutto il popolo a fare penitenza affinché Dio intervenga a liberarlo: "Ogni uomo o donna israelita e i fanciulli che abitavano in Gerusalemme si prostrarono davanti al tempio e cosparsero il capo di cenere e, vestiti di sacco, alzarono le mani davanti al Signore" (Gdt 4,11).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La semplice ma coinvolgente liturgia del mercoledì delle ceneri conserva questo duplice significato che è esplicitato nelle formule di imposizione: "Ricordati che sei polvere, e in polvere ritornerai" e "Convertitevi, e credete al Vangelo". Adrien Nocent sottolinea che l'antica formula (Ricordati che sei polvere...) è strettamente legata al gesto di versare le ceneri, mentre la nuova formula (Convertitevi...) esprime meglio l'aspetto positivo della quaresima che con questa celebrazione ha il suo inizio. Lo stesso liturgista propone una soluzione rituale molto significativa: "Se la cosa non risultasse troppo lunga, si potrebbe unire insieme l'antica e la nuova formula che, congiuntamente, esprimerebbero certo al meglio il significato della celebrazione: "Ricordati che sei polvere e in polvere tornerai; dunque convertiti e credi al Vangelo".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il rito dell'imposizione delle ceneri, pur celebrato dopo l'omelia, sostituisce l'atto penitenziale della messa; inoltre può essere compiuto anche senza la messa attraverso questo schema celebrativo: canto di ingresso, colletta, letture proprie, omelia, imposizione delle ceneri, preghiera dei fedeli, benedizione solenne del tempo di quaresima, congedo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le ceneri possono essere imposte in tutte le celebrazioni eucaristiche del mercoledì ma sarà opportuno indicare una celebrazione comunitaria "privilegiata" nella quale sia posta ancor più in evidenza la dimensione ecclesiale del cammino di conversione che si sta iniziando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;***&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Umiltà, conversione e rinnovamento&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Orrore, morte e distruzione ormai da tante settimane stanno interessando molte popolazioni del Nord Africa, che si danno al malcontento e alla rivoluzione per rivendicare i propri diritti ad una vita decente e dignitosa senza più soprusi, ingiustizie e sopraffazioni. E' sconcertante la tracotanza e l'efferatezza di chi reagisce con sanguinose rappresaglie, alimentando tensione, odio e violenza ulteriori anziché mettere in discussione il proprio operato e assumersi le proprie responsabilità nei confronti del popolo con opportuni rimedi di pacificazione, di giustizia e di promozione del bene comune.&lt;br /&gt;Non sarà mai sufficiente qualsiasi appello che proviene da più parti perché cessi l'efferatezza smisurata a cui è soggetto chi ha diritto inviolabile di protestare, ma ciò che si sarebbe opportuno richiedere in questi casi è il buon senso e la rettitudine di coscienza da parte di chi ha in mano la situazione e da parte di tutti e ciascuno, affinché non si verifichino situazioni di degenerazione generale. Occorre cioè un radicale, profondo, rinnovamento dello spirito umano, una trasformazione impuntata della nostra personale impostazione di vita, un ravvedimento personale che si orienti verso la considerazione della dignità e dei diritti degli altri.&lt;br /&gt;Tale ribaltamento di vedute è sempre bene accetto quando si realizzi progressivamente, tuttavia con costanza e decisione; ma non avrà mai il suo successo finché esso non sarà da noi interpretato con le categorie della conversione, cioè della risposta risoluta e attenta alla chiamata di Dio in Cristo, che noi abbiamo scelto e professato come il Salvatore. In Cristo Dio riconcilia a sé tutta l'umanità, raduna tutti i popoli dispersi in un solo uomo e realizza l'identità fra tutti superando ogni barriera e divisione e ponendo fine ad aberranti scenari di odio e di violenza. Tutto questo però a condizione che noi si volga realmente lo sguardo a Cristo e che il cuore non cessi di cercare in lui Colui che per primo si è fatto trovare.&lt;br /&gt;Dio ci chiama e ci convoca nel suo Figlio Gesù Cristo; noi aderiamo alla chiamata e ci incamminiamo verso di lui. Questo significa conversione e penitenza, radici profonde di ogni rinnovamento umano in vista del progresso generale.&lt;br /&gt;Ritornare continuamente a Cristo comporta la presa di coscienza del Suo amore nei nostri riguardi e del primato della misericordia di Dio sulle nostre debolezze, il riconoscimento dell'insufficienza dei nostri ambiti circoscritti di verità immediata e passeggera, la rinuncia alla vanità illusa di felicità passeggere e deleterie e la predisposizione a procacciare l'unione e l'intimità con lui. In parole povere si tratta di rifuggire il male con orrore per attaccarci al bene (Rm 12, 9), di "evitare il peccato perché non tramonti il sole sulla nostra ira e non diamo occasione al diavolo" (Ef 4, 26-27) e come afferma lo stesso Apostolo Paolo, di evitare la condotta perversa e amorale tipica dei pagani, per niente avvezzi ai benefici dello spirito (Ef 4, 17 - 20), vigilando sulle insidie e sulle seduzioni di quanto nel mondo abbia potere di distoglierci dall'orientamento verso Dio.&lt;br /&gt;Ma la condizione principale per cui possa realizzarsi fruttuosamente un tale itinerario è l'umiltà.&lt;br /&gt;Da che cosa inizia infatti l'ammissione delle nostre colpe e la necessità del ritorno a Dio nella comunione con il Cristo Via, Verità e Vita se non dal riconoscimento della nostra nullità, della nostra pochezza e peccaminosità? Da dove partire se non dall'ammissione del nostro nulla di imperfezioni di fronte al tutto della Perfezione assoluta che è Dio? Solo l'umiltà conduce a trovare la ragione di una vera conversione che non sia ostentazione di ipocrite prassi o manifestazioni esteriori, ma che risalti e sia espressiva della nostra volontà di elevarci verso Dio ed essere umili e dimessi è la condizione per ravvivare in noi stessi anche quella serenità interiore per la quale non vanno poste obiezioni all'amore di Dio e si rinuncia volentieri ad esaltare e preconizzare noi stessi. L'umiltà apre il sipario per il primo atto della conversione. La liturgia di oggi ce la descrive per mezzo del segno delle Ceneri cosparse sul capo di ciascuno, che attestano alla consapevolezza che noi siamo nulla perché Dio possa essere tutto in noi e perché a partire dal nostro nulla, privi di ogni peso e di ogni vano fardello, possiamo incamminarci nel nostro itinerario verso Dio.&lt;br /&gt;Se le Ceneri significano la nostra umiltà, anche il digiuno ne consolida il significato.&lt;br /&gt;Astenersi da un intero pasto secondo le necessità fisiche di ciascuno, privarsi della carne nei periodi indicati dalla nostra liturgia, realizzare altre privazioni aggiuntive secondo le nostre abitudini o le ispirazioni del momento è di ausilio al fervore interiore con cui operiamo la nostra elevazione verso il Signore e significa nell'esteriorità lo slancio di conversione con cui tendiamo alla comunione con Dio. Digiunare (com'è mia esperienza personale) è già un vantaggio per il fisico, perché liberando e purificando il corpo dai pesi in eccesso ci è di sollievo e dona serenità e leggerezza, e anche dal punto di vista spirituale la rinuncia e la mortificazione fisica sono di aiuto affinché la nostra liberazione dal vano e dal superfluo abbatta sempre più ostacoli nell'ascesi che ci conduce a Dio.&lt;br /&gt;Come sempre si è affermato e comprovato, il digiuno è tuttavia sterile e insignificante quando non venga associato alla preghiera e alle opere di misericordia, perché proprio la concretezza del bene e l'amore al prossimo saggiano la consistenza dell'avvenuto itinerario di conversione spirituale, rendendone testimonianza effettiva: la carità sincera è una componente stessa del digiuno e ometterla dai nostri atteggiamenti equivale a smentire la stessa rinuncia ai cibi e alle voluttà. E' quindi necessario, già nella pratica stessa della rinuncia ai cibi, che venga destinato l'equivalente in denaro a favore di chi ha bisogno e che vengano realizzate, singolarmente e nelle comunità ecclesiali di appartenenza, iniziative concrete di vera solidarietà nei confronti dei bisognosi, tutto ovviamente secondo le nostre possibilità obiettive e tuttavia senza retoriche e negligenze su questo importante aspetto della vita cristiana in generale e della Quaresima in modo speciale.&lt;br /&gt;Risvegliando in noi la volontà di essere umili e ponendo la stessa umiltà come condizione iniziale di ogni proposito spirituale, il Mercoledì delle Ceneri ci è di sprone ad optare per il rinnovamento di noi stessi in vista della trasformazione del mondo secondo la volontà universale di Dio che in Cristo ci chiama tutti a nuova vita. Le tappe della Quaresima, con tutti gli strumenti di grazia contenuti in questo tempo liturgico non possono non darci fiducia che il bene, anche se non a portata di mano, è comunque obiettivo possibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/9/90/Fa%C5%82at_Julian,_Popielec.jpg/509px-Fa%C5%82at_Julian,_Popielec.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="222" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/9/90/Fa%C5%82at_Julian,_Popielec.jpg/509px-Fa%C5%82at_Julian,_Popielec.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-1694819828693297754?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/1694819828693297754/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2011/03/mercoledi-delle-ceneri.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/1694819828693297754'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/1694819828693297754'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2011/03/mercoledi-delle-ceneri.html' title='Mercoledì delle Ceneri'/><author><name>Angel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10192843818584780362</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_h5_q7nnNNTg/Sq-t8I8y7MI/AAAAAAAAAIE/Gb2VJ1DI-Xo/S220/Copia+di+angelo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-7151876465256091187</id><published>2012-02-21T11:11:00.000+01:00</published><updated>2012-02-21T11:11:02.514+01:00</updated><title type='text'>La Summa Teologica - Cinquantacinquesima parte</title><content type='html'>&lt;strong&gt;In considerazione del Mercoledì delle Ceneri, anticipiamo l'appuntamento di approfondimento della Summa Teologica di San Tommaso d'Aquino, un'opera che diede un fondamento scientifico, filosofico e teologico alla dottrina cristiana. Continuiamo a scoprire la parte dedicata al Trattato relativo all'essenza di Dio, ma oggi cominciamo a soffermarci sulla nostra conoscenza di Dio&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;Prima parte&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Trattato relativo all'essenza di Dio&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;La nostra conoscenza di Dio &amp;gt; &amp;nbsp;Se un qualche intelletto creato possa vedere l'essenza di Dio&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Prima parte&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Questione 12&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Articolo 1&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;SEMBRA&lt;/strong&gt; che nessun intelletto creato possa vedere Dio nella sua essenza. Infatti:&lt;br /&gt;1. Il Crisostomo, commentando il detto di S. Giovanni: "Nessuno ha visto mai Dio", dice: "Ciò che Dio è, non soltanto i profeti, ma non l'hanno conosciuto neanche gli angeli e gli arcangeli: come, infatti, ciò che è di natura creata, potrebbe vedere l'Increato?". Anche Dionigi parlando di Dio, dice: "Non se ne ha la sensazione, né l'immaginazione, né l'opinione, né l'idea, né la scienza". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Ogni infinito, in quanto tale, è sconosciuto. Ma Dio, come si è già dimostrato, è infinito. Dunque Dio è per sua natura sconosciuto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. L'intelletto creato non conosce che gli esistenti, perché ciò che per primo cade sotto l'apprensione intellettuale è l'ente (= l'esistente). Ora, Dio non è un esistente, ma è sopra gli esistenti, come afferma Dionigi. Quindi Dio non è intelligibile, ma oltrepassa ogni intelletto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Tra il conoscente e il conosciuto ci deve essere una certa proporzione, essendo il conosciuto una perfezione del conoscente. Ora, tra l'intelletto creato e Dio non vi è proporzione alcuna, essendovi tra l'uno e l'altro una distanza infinita. Dunque l'intelletto creato non può conoscere l'essenza di Dio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;IN CONTRARIO&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;:&lt;/strong&gt; C'è il detto di S. Giovanni: "Lo vedremo come egli è". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;RISPONDO:&lt;/strong&gt; Ogni essere è conoscibile nella misura che è in atto; e Dio, che è atto puro senza mescolanza alcuna di potenza, di per se stesso è sommamente conoscibile. Ma ciò che in se stesso è sommamente conoscibile, per un qualche intelletto può non essere conoscibile a motivo della sproporzione tra l'intelligibile e questo intelletto; come il sole, che è visibile al massimo grado, non può esser visto dal pipistrello, per eccesso di luce. In base a questa riflessione alcuni hanno sostenuto che nessun intelletto creato può vedere l'essenza di Dio.&lt;br /&gt;Ma ciò è inammissibile. Infatti: siccome l'ultima beatitudine dell'uomo consiste nella sua più alta operazione, che è l'operazione intellettuale, se l'intelletto creato non può in nessun modo conoscere l'essenza di Dio, una delle due: o mai raggiungerà la beatitudine, o essa consisterà in altra cosa diversa da Dio. E questo è contro la fede. Ed invero, l'ultima perfezione della creatura ragionevole si trova in Colui che è il principio del suo essere, giacché ogni cosa in tanto è perfetta in quanto raggiunge il suo principio. - Parimente, (tale sentenza) sconfina anche dalla ragione, perché nell'uomo è naturale il desiderio, quando vede un effetto, di conoscerne la causa: di qui il sorgere dell'ammirazione negli uomini. Se dunque l'intelligenza della creatura ragionevole non potesse giungere alla Causa suprema delle cose, in essa rimarrebbe vano il desiderio naturale. Quindi bisogna assolutamente ammettere che i beati vedono l'essenza di Dio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ:&lt;/strong&gt; 1. L'uno e l'altro testo parlano della cognizione comprensiva. Infatti, Dionigi alle parole riportate premette queste altre: "Per tutti, universalmente, Egli è incomprensibile, e non se ne ha la sensazione", ecc. Ed il Crisostomo, poco dopo le parole riferite, soggiunge: "Visione, qui, dice perfetta contemplazione e comprensione del Padre, tanta quanta il Padre ne ha del Figlio". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. L'infinito derivante dalla materia non attuata dalla forma è di per sé inconoscibile; perché ogni conoscenza si ha in forza della forma. Ma l'infinito proprio della forma non coartata dalla materia, è, di per sé, conoscibile al sommo. Ora, Dio è infinito così e non nel primo modo, come è chiaro da quel che precede. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Si dice di Dio che non è un esistente, non quasi non esista in alcun modo, ma perché è al di sopra di ogni esistente, in quanto è la sua stessa esistenza. Quindi da ciò non segue che sia del tutto inconoscibile, ma che supera ogni conoscimento; il che equivale a dire che è incomprensihile. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Si deve parlare di due generi di proporzioni. In un primo caso si tratta del rapporto determinato di una quantità rispetto a un'altra: così il doppio, il triplo, l'uguale sono specie di proporzioni. In un secondo modo si chiama proporzione qualsiasi rapporto di una cosa con un'altra. Ed in questo senso vi può essere una proporzione della creatura rispetto a Dio, in quanto essa sta a lui come l'effetto sta alla causa, e come la potenza sta all'atto. E in questo senso l'intelletto creato può essere proporzionato a conoscere Dio.&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_h5_q7nnNNTg/TSRGwSCjgPI/AAAAAAAABr4/okT4XyH-2yA/s200/9788870942248g.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_h5_q7nnNNTg/TSRGwSCjgPI/AAAAAAAABr4/okT4XyH-2yA/s200/9788870942248g.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-7151876465256091187?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/7151876465256091187/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/la-summa-teologica-cinquantacinquesima.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/7151876465256091187'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/7151876465256091187'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/la-summa-teologica-cinquantacinquesima.html' title='La Summa Teologica - Cinquantacinquesima parte'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_h5_q7nnNNTg/TSRGwSCjgPI/AAAAAAAABr4/okT4XyH-2yA/s72-c/9788870942248g.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-3908848962527607417</id><published>2012-02-20T12:26:00.000+01:00</published><updated>2012-02-20T12:26:45.855+01:00</updated><title type='text'>ANGELUS 2012-02-19</title><content type='html'>&lt;iframe width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/3PYn4s6eoMc?fs=1" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-3908848962527607417?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/3908848962527607417/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/angelus-2012-02-19.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/3908848962527607417'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/3908848962527607417'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/angelus-2012-02-19.html' title='ANGELUS 2012-02-19'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/3PYn4s6eoMc/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-1442169197671326218</id><published>2012-02-20T12:25:00.000+01:00</published><updated>2012-02-20T12:25:48.749+01:00</updated><title type='text'>Angelus di Papa Benedetto XVI - 19 Febbraio 2012</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;BENEDETTO XVI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ANGELUS &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piazza San Pietro&lt;br /&gt;Solennità della Cattedra di San Pietro&lt;br /&gt;Domenica, 19 febbraio 2012&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.ilsussidiario.net/img/IMAGOECONOMICA2/benedetto_xvi_papa_salutaR400-4ott10.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="213" src="http://www.ilsussidiario.net/img/IMAGOECONOMICA2/benedetto_xvi_papa_salutaR400-4ott10.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;Cari fratelli e sorelle!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa domenica è particolarmente festosa qui in Vaticano, a motivo del Concistoro, avvenuto ieri, in cui ho creato 22 nuovi Cardinali. Con loro ho avuto la gioia, stamani, di concelebrare l’Eucaristia nella Basilica di San Pietro, intorno alla Tomba dell’Apostolo che Gesù chiamò ad essere la “pietra” su cui costruire la sua Chiesa (cfr Mt 16,18). Perciò invito tutti voi ad unire anche la vostra preghiera per questi venerati Fratelli, che ora sono ancora più impegnati a collaborare con me nella guida della Chiesa universale e a dare testimonianza al Vangelo fino al sacrificio della propria vita. Questo significa il colore rosso dei loro abiti: il colore del sangue e dell’amore. Alcuni di essi lavorano a Roma, al servizio della Santa Sede, altri sono Pastori di importanti Chiese diocesane; altri si sono distinti per una lunga e apprezzata attività di studio e di insegnamento. Ora fanno parte del Collegio che più strettamente coadiuva il Papa nel suo ministero di comunione e di evangelizzazione: li accogliamo con gioia, ricordando ciò che disse Gesù ai dodici Apostoli: “Chi vuol essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti” (Mc 10,44-45).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo evento ecclesiale si colloca sullo sfondo liturgico della festa della Cattedra di San Pietro, anticipata ad oggi, perché il prossimo 22 Febbraio – data di tale festa – sarà il Mercoledì delle Ceneri, inizio della Quaresima. La “cattedra” è il seggio riservato al Vescovo, da cui deriva il nome “cattedrale” dato alla chiesa in cui, appunto, il Vescovo presiede la liturgia e insegna al popolo. La Cattedra di San Pietro, rappresentata nell’abside della Basilica Vaticana da una monumentale scultura del Bernini, è simbolo della speciale missione di Pietro e dei suoi Successori di pascere il gregge di Cristo tenendolo unito nella fede e nella carità. Già a agli inizi del secondo secolo, sant’Ignazio di Antiochia attribuiva alla Chiesa che è in Roma un singolare primato, salutandola, nella sua lettera ai Romani, come quella che “presiede nella carità”. Tale speciale compito di servizio deriva alla Comunità romana e al suo Vescovo dal fatto che in questa Città hanno versato il loro sangue gli Apostoli Pietro e Paolo, oltre a numerosi altri Martiri. Ritorniamo, così, alla testimonianza del sangue e della carità. La Cattedra di Pietro, dunque, è sì segno di autorità, ma di quella di Cristo, basata sulla fede e sull’amore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cari amici, affidiamo i nuovi Cardinali alla materna protezione di Maria Santissima, perché li assista sempre nel loro servizio ecclesiale e li sostenga nelle prove. Maria, Madre della Chiesa, aiuti me e i miei collaboratori a lavorare instancabilmente per l’unità del Popolo di Dio e per annunciare a tutte le genti il messaggio di salvezza, compiendo umilmente e coraggiosamente il servizio della verità nella carità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dopo l'Angelus&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;{ Saluti in varie lingue:&lt;/strong&gt; J’accueille avec joie les pèlerins francophones, en particulier les pèlerins de Belgique et tous ceux qui sont venus accompagner les nouveaux Cardinaux. Je salue également les jeunes des collèges Charles-Péguy de Paris et de Bobigny. C’est aujourd’hui, au Vatican, la fête du rappel de la mission que le Christ a confiée à Pierre et à ses successeurs sur la Chaire épiscopale de Rome. Je vous invite à prier pour que l’Église demeure fidèle à l’enseignement du Christ qui a choisi Pierre, pour faire paître ses brebis. Mercredi commencera le Carême. Sachons profiter de ce temps de grâce et de conversion pour revenir vers Dieu, par l’aumône, la prière et le jeûne ! À tous, je souhaite un bon dimanche, un bon pèlerinage à Rome et une bonne entrée en Carême !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I welcome all the English-speaking visitors present for this Angelus prayer, especially those accompanying the new Cardinals. In today’s Gospel, Jesus grants healing and life in body and soul in response to faith. May we too believe and trust in Christ, and seek from him both forgiveness of sin and the power to live a new life of grace. Upon all of you I invoke God’s blessings of joy and peace!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gerne grüße ich alle Brüder und Schwestern deutscher Sprache, sowie die Pilger aus den Niederlanden, die zum Konsistorium der Kardinäle nach Rom gekommen sind. Bei der heutigen Messe im Petersdom haben wir für die neuen Kardinäle gedankt und das Fest der Kathedra des heilegen Petrus gefeiert. Christus hat seine Kirche auf das Glaubensbekenntnis des Petrus gegründet und ihm den Auftrag gegeben, die Brüder im Glauben zu stärken. Begleitet den Nachfolger des Petrus, den Papst, und die Kardinäle, die ihn in besonderer Weise in seinem Petrus dienst unterstützen, mit eurem Gebet, daß wir den Auftrag des Herrn treu erfüllen und die Kirche recht leiten können. Gesegneten Sonntag euch allen!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española, en especial a los Obispos, presbíteros, personas consagradas y fieles que han venido para acompañar a los nuevos Cardenales. Acompañadlos también con la oración y la colaboración en su nueva responsabilidad. Saludo también a los Jóvenes de San José de Barcelona y a los diversos grupos parroquiales de Sevilla. En la celebración de la Cátedra de San Pedro, invito a todos a ser fieles al mensaje de Cristo transmitido por los Apóstoles y a tener presentes en la plegaria a cuantos han recibido el ministerio de hacer llegar la luz del Evangelio a través de los tiempos a todos los rincones de la tierra. Feliz domingo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saúdo, com viva gratidão e afecto, os grupos de fiéis das paróquias Aldeia Galega da Merceana, Brandoa e Laveiras-Caxias e restantes peregrinos de língua portuguesa, particularmente os familiares e amigos dos novos Cardeais, pedindo que continueis a acompanhá-los com a vossa oração e estima para poderem corresponder, com plena e constante fidelidade, ao dom recebido. Confio-os, eles e todos vós, à materna protecção da Virgem Maria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Salut pelerinii de limba română veniţi la Roma pentru Consistoriu. Rugăciunea la Mormintele Apostolilor să vă întărească credinţa şi entuziasmul de a vesti Evanghelia. Lăudat să fie Isus Cristos!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[Saluto i pellegrini di lingua romena venuti a Roma per il Concistoro. La preghiera alle Tombe degli Apostoli rafforzi la vostra fede e l’entusiasmo di annunciare il Vangelo. Sia lodato Gesù Cristo!]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Zdravím české poutníky, účastnící se konzistoře. Ať modlitba u hrobů svatých apoštolů posílí vaši víru a podnítí horlivé hlásání evangelia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[Saluto i pellegrini di lingua ceca venuti a Roma per il Concistoro. La preghiera alle Tombe degli Apostoli rafforzi la fede e l’entusiasmo di annunciare il Vangelo.]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Serdeczne pozdrowienie kieruję do Polaków, a dziś szczególnie do wszystkich polskich Kardynałów. Konsystorz jest zgromadzeniem tych, którzy zostali powołani do wspierania następcy Piotra w jego posłudze utwierdzania braci w wierze i głoszenia Ewangelii Chrystusa oraz wymownym znakiem jedności całego Kościoła. Módlmy się, aby światło i moc Ducha Świętego towarzyszyły wszystkim, a zwłaszcza nowym, kardynałom. Niech Bóg wam błogosławi!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[Un cordiale saluto rivolgo ai polacchi, e oggi in particolare a tutti i Cardinali polacchi. Il Concistoro è un raduno di coloro che sono stati chiamati a sostenere il Successore di Pietro nel suo ministero di confermare i fratelli nella fede e di proclamare il Vangelo di Cristo, nonché un eloquente segno dell’unità di tutta la Chiesa. Preghiamo perché la luce e la potenza dello Spirito Santo accompagnino tutti e soprattutto i nuovi Cardinali. Dio vi benedica!]&lt;strong&gt;}&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E rivolgo infine un cordiale saluto ai pellegrini di lingua italiana, in particolare a quelli venuti per festeggiare i nuovi Cardinali. Saluto anche i bambini della Prima Comunione di Caravaggio, i cresimandi con catechisti e genitori di Galzignano Terme, Creola e Saccolongo, Montorfano, Robilante e Lodi, i fedeli di Verona e di Eraclea, i ragazzi di Saiano e quelli di Altavilla Vicentina e Valmarana. A tutti auguro una buona domenica, una buona settimana. Buona domenicia a tutti voi!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;© Copyright 2012 - Libreria Editrice Vaticana&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-1442169197671326218?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/1442169197671326218/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/angelus-di-papa-benedetto-xvi-19.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/1442169197671326218'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/1442169197671326218'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/angelus-di-papa-benedetto-xvi-19.html' title='Angelus di Papa Benedetto XVI - 19 Febbraio 2012'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-9103344750072794595</id><published>2012-02-19T09:48:00.000+01:00</published><updated>2012-02-19T09:48:32.650+01:00</updated><title type='text'>Video Vangelo: VII odinario b (2012)</title><content type='html'>&lt;iframe width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/CieI4Qt6Az0?fs=1" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-9103344750072794595?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/9103344750072794595/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/video-vangelo-vii-odinario-b-2012.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/9103344750072794595'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/9103344750072794595'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/video-vangelo-vii-odinario-b-2012.html' title='Video Vangelo: VII odinario b (2012)'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/CieI4Qt6Az0/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-5842057454407398996</id><published>2012-02-19T09:47:00.002+01:00</published><updated>2012-02-19T09:47:50.797+01:00</updated><title type='text'>Facciamoci amici ricchi di fede</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;7^ Domenica Tempo Ordinario&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;(Mc 2, 1-12)&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Nel Vangelo di oggi vediamo come sia importante avere amici con tanta fede, sulla quale poter… contare in caso di necessità. Quel povero paralitico non aveva più niente, ma aveva quattro amici fedelissimi. Amici per la pelle appunto! E così ricchi di fede da ottenergli addirittura il miracolo della guarigione. &lt;br /&gt;Mettiamoci dunque di nuovo sulle tracce di Gesù che torna a Cafarnao. Cioè a casa. A casa di Pietro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;• Fede da spostare i tetti…&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saputo dunque che era tornato a casa, si radunò tanta di quella gente – come quando aveva guarito la suocera di Pietro – da non esserci più spazio neanche davanti alla porta. Al punto che i quattro uomini che gli portavano l’amico paralitico, non potendo assolutamente aprirsi un varco tra la folla che si accalcava davanti alla porta, decisero addirittura di salire sul tetto e scoperchiarlo, per poi calarvi giù la barella col malato. Ecco un altro esempio dei poteri straordinari che ha la fede: fa addirittura scoperchiare i tetti oltre che spostare le montagne… &lt;br /&gt;E questa volta, sono coloro che stavano accanto al malato ad avere quella fede. Nei Vangeli vediamo come la fede, a volte preceda il miracolo e a volte lo segua e ne sia la conseguenza. Alle nozze di Cana per esempio, dopo che Gesù ebbe trasformato l’acqua in vino, tutti credettero: la fede seguì il miracolo. Mentre in tanti altri casi, la fede non solo precedette il miracolo, ma ne fu la causa efficiente, come quando Giairo capo della sinagoga, pregò Gesù per la figlioletta, morta nel frattempo. Egli, vista la sua fede, la risuscitò. Oppure in molti altri casi, quando disse: “Và la tua fede ti ha salvato”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;• Credere prima del miracolo &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche il Vangelo di oggi ci dice che la fede precedette il miracolo perché “Gesù, VISTA LA LORO FEDE, disse al paralitico: ”Figliolo ti sono rimessi i tuoi peccati”. Ma questa risposta avrà certamente spiazzato gli arditi scoperchiatori di tetti, le cui attese erano ben altre. Me li immagino a confabulare tra loro: “Ma noi il tetto l’avevamo scoperchiato perché eravamo certi che dicesse “alzati e cammina” e invece…”. &lt;br /&gt;E invece per cominciare, Gesù li fa assistere ad un altro tipo di potere che non aveva ancora manifestato: quello di rimettere i peccati. E gli scribi, che invece di scrutare i tetti, scrutavano le scritture, ma soprattutto scrutavano Gesù con la lente di ingrandimento nel tentativo di coglierlo in fallo, capirono subito di essere davanti a un potere ben più straordinario di quello di operare guarigioni: quello di rimettere i peccati e mormorarono in cuor loro: “Perché costui parla così? Chi può rimettere i peccati se non Dio solo?”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;• Quale “libro” leggeva Gesù? &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma Gesù che leggeva nel cuore –“libro” che nessuno sapeva leggere, neanche i dottori della legge – svelò a tutti i loro pensieri segreti e disse: “Perché pensate così nei vostri cuori? E’ più facile dire al paralitico: ti sono rimessi i peccati o dire :alzati e cammina? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere di rimettere i peccati, ti ordino – disse al paralitico – alzati, prendi il tuo lettuccio e và a casa tua”. Finalmente gli amici, scoperchiatori di tetti, avranno tirato un sospiro di sollievo: la loro fatica era stata largamente premiata perché ora avevano la gioia di vedere il paralitico – ENTRATO DAL TETTO – uscire tranquillamente dalla porta, col suo lettuccio sotto il braccio. Ma soprattutto avrà esultato il paralitico che non solo usciva con le sue gambe e quindi era guarito nel corpo, ma usciva nuovo e splendente nell’anima, senza più traccia di peccato. Gli unici ad uscirne più neri di prima, furono proprio quegli scribi, ai quali la fede – ahimè – non venne né prima, né dopo il miracolo! &lt;br /&gt;Ecco il male più grave dal quale dobbiamo chiedere di essere guariti: il peccato, vero cancro dell’anima che ci impedisce di far posto a DIO. Ma sappiamo ancora riconoscerlo questo tipo di cancro? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.incamminocongesu.org/"&gt;Wilma Chasseur&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-5842057454407398996?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/5842057454407398996/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/facciamoci-amici-ricchi-di-fede.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/5842057454407398996'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/5842057454407398996'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/facciamoci-amici-ricchi-di-fede.html' title='Facciamoci amici ricchi di fede'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-9210723490998109243</id><published>2012-02-18T12:15:00.000+01:00</published><updated>2012-02-18T12:15:38.138+01:00</updated><title type='text'>Il miracolo della vita....Si alla vita, no all'aborto!</title><content type='html'>&lt;iframe width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/GZjwKEXW3G0?fs=1" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-9210723490998109243?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/9210723490998109243/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/il-miracolo-della-vitasi-alla-vita-no.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/9210723490998109243'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/9210723490998109243'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/il-miracolo-della-vitasi-alla-vita-no.html' title='Il miracolo della vita....Si alla vita, no all&apos;aborto!'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/GZjwKEXW3G0/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-7980052819722041533</id><published>2012-02-18T12:14:00.002+01:00</published><updated>2012-02-18T12:14:56.759+01:00</updated><title type='text'>Aborto: lo sterminio silenzioso - III</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Concludiamo l'approfondita analisi di Roberto De Angelis che affronta il tema dell'aborto dal punto di vista cristiano:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Il punto di vista Cristiano&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;ABORTO: Lo sterminio silenzioso&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;di Roberto De Angelis&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Una Chiamata all'Azione&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Adesso che uomini scellerati hanno ucciso un innocente... non dovrei chiedervi ragione del suo sangue sparso dalle vostre mani e sterminarvi dalla terra?"&lt;br /&gt;(2 Samuele 4:11)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Figlio d'uomo, io t'ho stabilito come sentinella per la casa d'Israele; quando udrai una parola dalla mia bocca, li avvertirai da parte mia. Se io dico all'empio: "Certamente morirai!" e tu non l'avverti e non parli per avvertire l'empio di abbandonare la sua via malvagia perché salvi la sua vita, quell'empio morirà nella sua iniquità; ma del suo sangue domanderò conto a te" (Ez 3:17,18). È un passo fondamentale, che si ricollega strettamente con l'esortazione di Proverbi 24:11. Noi Cristiani abbiamo una responsabilità tutta particolare nella lotta di Dio contro il male, ed è tempo che le nostre coscienze si risveglino per capire che anche se siamo stati salvati per il Regno dei Cieli, noi oggi viviamo nel mondo, e per quanto possa non piacerci è nostro dovere vivere la fede in questa realtà, con tutta la responsabilità e la serietà che questo comporta. Anche ai tre apostoli sul monte della trasfigurazione sarebbe piaciuto restare in un'estasi perenne ad ammirare quel miracolo glorioso (cfr. Marco 9:5), eppure dovettero ridiscendere a valle insieme con Gesù, perché quella era la volontà del Padre. Se Dio avesse semplicemente voluto portarci subito con Sé nella Sua santa dimora, ci avrebbe rapiti il giorno stesso in cui ci ha salvati, e noi non avremmo più dovuto curarci del mondo e di tutto il male che è nel mondo. D'altra parte, se Egli avesse deciso di lasciare l'uomo nelle tenebre senza provvedere a delle lampade, non ci avrebbe mai donato uno Spirito di luce e perfino il sacrificio del Suo Figliolo sarebbe stato risparmiato. Invece la volontà di Dio è stata un'altra: Egli ci ha salvati e ha messo nei nostri cuori una vita nuova, lasciandoci però nel mondo di prima... Perché? Non certo per lasciare che la Sua opera in noi venisse vanificata dalle ingerenze della nostra vecchia natura, ma, al contrario, affinché potessimo glorificare il Nome del nostro Salvatore nel modo più efficace: esercitando il dono della Grazia: "Non si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candeliere, perché faccia luce a tutti coloro che sono in casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli" (Matteo 5:15,16). Fratelli, quando il Signore ci ha tratti dal fango ha aperto i nostri occhi, e da quel momento siamo stati in grado di vedere il peccato in tutta la sua terribile realtà; ha rotto i nostri cuori, e allora abbiamo provato dolore per tutto il male che finalmente vedevamo dietro e intorno a noi. Oggi il Signore ci sta mostrando un altro orribile spettacolo, e se dinanzi all'evidenza di tanto male e ad una così fitta tenebra il nostro animo non si strazia e le lacrime non riescono a bagnarci gli occhi, allora chiediamo perdono al Salvatore, perché le benedizioni della Sua opera non sono più con noi! "Non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre; piuttosto denunciatele" (Efesini 5:11): dopo aver compreso l'empietà dell'aborto, non dobbiamo azzardarci a restare indifferenti rimanendo in disparte, perché questo è il modo migliore per partecipare alle "opere infruttuose delle tenebre" e renderci complici silenziosi di un crimine orrendo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Io sono con te, e nessuno ti metterà le mani addosso per farti del male&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;" &lt;strong&gt;(At 18:10).&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quei bambini continuano a morire, mentre noi parliamo, e se continueremo a parlare senza fare nulla per salvarli, sarà come se li prendessimo per mano e li accompagnassimo personalmente nella squallida clinica che sarà anche la loro tomba. Denunciatele! Perché davanti al peccato, e ad un tale peccato, non potete permettervi indulgenze o compromessi: il sangue di milioni di innocenti è salito fino al cielo, ed è necessario fare tutto il possibile per risvegliare le coscienze morali, affinché i piani del Nemico non possano più trovare terreno fertile nell'odioso mutismo dei più. Sensibilizzare l'opinione pubblica sul problema della vita umana, denunciando con quanto zelo le cliniche e gli ospedali anche nel nostro Paese si impegnano per distruggere impunemente un dono tanto prezioso, è il primo degli obiettivi da porsi se si vogliono raggiungere risultati positivi nella lotta contro l'aborto. Sia ben chiaro, noi non intendiamo richiamarci ad alcun tipo di azione terrorista che implichi la violenza e la persecuzione nei confronti degli aborzionisti: il problema è importante e la posta in gioco è alta, ma qualsiasi brutale estremismo risulta controproducente e non fa che attirare sdegno e discredito su tutti gli oppositori dell'aborto grazie alle pazzie di pochi incoscienti, senza contare l'assurdo controsenso di voler risolvere la violenza e l'omicidio con altra violenza ed altri omicidi. Anche se si agisce in buona fede, si tratta comunque di emotivismi privi di discernimento spirituale, e la Parola ammonisce: "Lo zelo senza conoscenza non è cosa buona" (Proverbi 19:2), "perché l'ira dell'uomo non compie la giustizia di Dio." (Giacomo 1:20) No, per riuscire a contrastare l'avanzamento della strage non c'è bisogno di agitazioni e di abusi, serve qualcosa di ben più potente, serve qualcosa capace di trasformare il leone in agnello, il male in bene: c'è bisogno della Parola di Dio! C'è bisogno della Parola in noi per trovare forza ed equilibrio, c'è bisogno della Parola nel mondo per colpire alla radice il germe dell'errore: il peccato e la tenebra del cuore! Occorre sensibilizzare, risvegliare, scuotere, affondare senza tregua con la potente lama dell'Evangelo di Cristo: "Infatti la Parola di Dio è vivente ed efficace, più affilata di qualunque spada a due tagli" (Ebrei 4:12). Più affilata anche di quei bisturi insanguinati che armano la diabolica follia del peccato! Più efficace della macchina sanitaria per l'eliminazione dei feti! Più di qualsiasi clinica abortista! Siamo rinati nella Parola? Portiamone la luce nei meandri più oscuri della malvagità, ed allora vedremo la verità trionfare anche lì: la verità della potenza del nostro Dio, il Signore della vita! Negli Stati Uniti, dove l'esasperazione di chi sostiene il valore della vita umana ha potuto trovare concreti sbocchi di protesta pubblica grazie all'impegno dei Cristiani, sono sorte diverse associazioni volontarie che finalmente portano in piazza l'indignazione, ormai incontenibile, verso un fenomeno che le istituzioni non mostrano di voler arginare (non molto tempo fa, ad esempio, il Presidente Clinton ha vietato un progetto di legge con il quale si voleva proibire l'orribile pratica dell'aborto a nascita parziale). Si tratta di iniziative estremamente utili per attirare l'attenzione pubblica su un problema cruciale, azioni di denuncia che dovrebbero spronare noi Cristiani e cittadini morali in Italia a scendere nelle nostre strade - in cui le uniche manifestazioni che suscitano reale interesse sono le campagne per la legalizzazione delle droghe o le orge ambulanti del cosiddetto "Orgoglio Gay" - per far udire la nostra voce, per dar voce alla Parola, per dimostrare che anche qui esistono delle persone che intendono difendere il diritto alla vita, ribadendo che l'aborto non è mai stato, non è e non potrà mai essere una pratica minimamente conciliabile con quei princìpi biblici che invece la vita la celebrano e la difendono inflessibilmente come dono e grazia del tutto particolari dell'Iddio onnipotente Creatore ed unico Proprietario di ogni vita&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-7980052819722041533?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/7980052819722041533/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/aborto-lo-sterminio-silenzioso-iii.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/7980052819722041533'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/7980052819722041533'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/aborto-lo-sterminio-silenzioso-iii.html' title='Aborto: lo sterminio silenzioso - III'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-6057615443677401298</id><published>2012-02-17T12:39:00.000+01:00</published><updated>2012-02-17T12:39:20.162+01:00</updated><title type='text'>Elvira - Figlia spirituale di Padre Pio - XXI</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Continuiamo a scoprire la figura di Elvira, figlia spirituale di San Pio da Pietrelcina; nell'appuntamento odierno l'attenzione si sposta su quella meravigliosa realtà rappresentata dai gruppi di preghiera, di cui San Pio ne è stato artefice:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;CAPITOLO V&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;IL CENACOLO DELLA S.S. TRINITÀ &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;I GRUPPI DI PREGHIERA&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;Preoccupato per lo spegnersi dello spirito cristiano nel mondo, il Sommo Pontefice Pio XII, negli anni 40, aveva ripetutamente esortato i fedeli a costituire delle comunità che, libere dalla schiavitù del rispetto umano, dessero testimonianza di fedeltà alla legge di Dio, frequentassero la Mensa Eucaristica e vi conducessero quanti più potessero amici e conoscenti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo appello del Papa aveva trovato una risonanza immediata nel cuore di Padre Pio che già da tempo accarezzava un progetto del genere. Egli infatti non solo pregava in continuazione, di notte e di giorno, recitando il Rosario anche mentre si spostava da un luogo all'altro del Convento, ma amava radunare settimanalmente dei giovani che trascorressero ore di preghiera con lui, ben convinto di ciò che Gesù aveva detto: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Se due di voi sono concordi sulla terra intorno a qualunque cosa da chiedere, sarà loro concessa, perché dove sono due o tre radunati nel mio nome, là io sono in mezzo a loro. " &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Disse dunque ai suoi collaboratori: "Figliuoli, diamoci da fare, rimbocchiamoci le maniche, rispondiamo per primi alt appello lanciato dal Pontefice. " Nacquero così i GRUPPI DI PREGHIERA che sono quanto di più prezioso Padre Pio ci abbia lasciato: la sua eredità vivente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Essi erano certamente voluti dalla Divina Provvidenza, perché qui era possibile ai cristiani caricarsi di nuove forze spirituali, mentre altrove ci si perdeva nell'intricata selva delle esperienze pluralistiche, dimenticando l'unica cosa che conti: il ricorso a Dio con la preghiera. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha ben detto il Signore: "Senza di me non potete far nulla" e oggi tocchiamo con mano quel che è capace di fare una società senza Dio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ciò che manca all’ umanità - ripeteva tante volte Padre Pio - è la preghiera." &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco allora che egli dava come alito di vita ai Gruppi ideati da lui, la preghiera; una preghiera incessante, universale, ascetica, cioè tendente a salire nella via della perfezione, tale da portare a un rinnovamento interiore ed esteriore, dell'individuo e della società. Questa carica di preghiere, fatte con fede viva, doveva essere l'esplosivo dirompente capace di liberarci dalle forze del male che, come piovra mostruosa, attanagliano uomini, famiglie, paesi, istituzioni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poiché "l'essere" più che "il dire" è la forza che trasforma il mondo, i membri di questi Gruppi dovevano, prima di tutto, essere dei cristiani veri, integrali, capaci di portare avanti, cioè di vivere integralmente il Credo e il Decalogo, di essere fedeli, senza compromessi, alla Morale di sempre e di dare questa testimonianza dovunque si trovassero a vivere, in ogni momento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era senz'altro l'attuazione di un disegno sapienziale di Dio fra gli uomini, del Padre amorosissimo che ci vorrebbe tutti salvi. "Un fiume di persone che pregano - erano stati definiti questi Gruppi - che nell'esempio di Padre Pio e nella speranza del suo aiuto spirituale, si dedicano alla vita cristiana e danno testimonianza di comunione nella preghiera, nella carità, nella povertà di spirito e nell’energia della professione cristiana". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quelli che sapranno realizzare veramente questo programma tracciato da Padre Pio, un giorno, quando tutto sarà reso noto davanti a Dio, comprenderanno quale cammino di luce avranno percorso e quanto avranno contribuito, con la loro vita di preghiera, a preparare la rifioritura della cristianità tanto oggi devastata. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nostra epoca, messa in scacco, si vede oramai sempre più costretta a sperare solo da queste forze nascoste la salvezza suprema.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-6057615443677401298?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/6057615443677401298/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/elvira-figlia-spirituale-di-padre-pio_17.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/6057615443677401298'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/6057615443677401298'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/elvira-figlia-spirituale-di-padre-pio_17.html' title='Elvira - Figlia spirituale di Padre Pio - XXI'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-450453259585249675</id><published>2012-02-16T12:27:00.000+01:00</published><updated>2012-02-16T12:27:03.768+01:00</updated><title type='text'>Benedetto XVI: Gesù ci insegna ad amare e a perdonare.</title><content type='html'>&lt;iframe width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/wnQCtBtKU88?fs=1" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-450453259585249675?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/450453259585249675/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/benedetto-xvi-gesu-ci-insegna-ad-amare.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/450453259585249675'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/450453259585249675'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/benedetto-xvi-gesu-ci-insegna-ad-amare.html' title='Benedetto XVI: Gesù ci insegna ad amare e a perdonare.'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/wnQCtBtKU88/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-2246183107043551518</id><published>2012-02-16T12:26:00.000+01:00</published><updated>2012-02-16T12:26:14.325+01:00</updated><title type='text'>Udienza Generale di Papa Benedetto XVI - 15 Febbraio 2012</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;BENEDETTO XVI &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;UDIENZA GENERALE &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aula Paolo VI&lt;br /&gt;Mercoledì, 15 febbraio 2012&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-9BykR105his/Ts5CCK-zVtI/AAAAAAAAAXY/o4PdxlNwuRo/s1600/papa-benedettoXVI_ANSA_324.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="227" src="http://2.bp.blogspot.com/-9BykR105his/Ts5CCK-zVtI/AAAAAAAAAXY/o4PdxlNwuRo/s320/papa-benedettoXVI_ANSA_324.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;La preghiera di Gesù nell'imminenza della morte - Lc&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cari fratelli e sorelle, &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;nella nostra scuola di preghiera, mercoledì scorso, ho parlato sulla preghiera di Gesù sulla Croce presa dal Salmo 22: “Dio, Dio mio perché mi hai abbandonato?” adesso vorrei continuare a meditare sulla preghiera di Gesù in croce, nell’imminenza della morte, vorrei soffermarmi oggi sulla narrazione che incontriamo nel Vangelo di san Luca. L'Evangelista ci ha tramandato tre parole di Gesù sulla croce, due delle quali – la prima e la terza – sono preghiere rivolte esplicitamente al Padre. La seconda, invece, è costituita dalla promessa fatta al cosiddetto buon ladrone, crocifisso con Lui; rispondendo, infatti, alla preghiera del ladrone, Gesù lo rassicura: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso» (Lc 23,43). Nel racconto di Luca sono così intrecciate suggestivamente le due preghiere che Gesù morente indirizza al Padre e l'accoglienza della supplica che a Lui è rivolta dal peccatore pentito. Gesù invoca il Padre e insieme ascolta la preghiera di quest’uomo che spesso è chiamato latro poenitens, «il ladrone pentito».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Soffermiamoci su queste tre preghiere di Gesù. La prima la pronuncia subito dopo essere stato inchiodato sulla croce, mentre i soldati si stanno dividendo le sue vesti come triste ricompensa del loro servizio. In un certo senso è con questo gesto che si chiude il processo della crocifissione. Scrive san Luca: «Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. Gesù diceva: “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”. Poi dividendo le sue vesti, le tirarono a sorte» (23,33-34). La prima preghiera che Gesù rivolge al Padre è di intercessione: chiede il perdono per i propri carnefici. Con questo, Gesù compie in prima persona quanto aveva insegnato nel discorso della montagna quando aveva detto: «A voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano» (Lc 6,27) e aveva anche promesso a quanti sanno perdonare: «la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo» (v. 35). Adesso, dalla croce, Egli non solo perdona i suoi carnefici, ma si rivolge direttamente al Padre intercedendo a loro favore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo atteggiamento di Gesù trova un’«imitazione» commovente nel racconto della lapidazione di santo Stefano, primo martire. Stefano, infatti, ormai prossimo alla fine, «piegò le ginocchia e gridò a gran voce: “Signore, non imputare loro questo peccato”. Detto questo, morì» (At 7,60): questa è stata la sua ultima parola. Il confronto tra la preghiera di perdono di Gesù e quella del protomartire è significativo. Santo Stefano si rivolge al Signore Risorto e chiede che la sua uccisione – un gesto definito chiaramente con l’espressione «questo peccato» – non sia imputata ai suoi lapidatori. Gesù sulla croce si rivolge al Padre e non solo chiede il perdono per i suoi crocifissori, ma offre anche una lettura di quanto sta accadendo. Secondo le sue parole, infatti, gli uomini che lo crocifiggono «non sanno quello che fanno» (Lc 23,34). Egli pone cioè l’ignoranza, il «non sapere», come motivo della richiesta di perdono al Padre, perché questa ignoranza lascia aperta la via verso la conversione, come del resto avviene nelle parole che pronuncerà il centurione alla morte di Gesù: «Veramente, quest’uomo era giusto» (v. 47), era il Figlio di Dio. «Rimane una consolazione per tutti i tempi e per tutti gli uomini il fatto che il Signore, sia a riguardo di coloro che veramente non sapevano – i carnefici – sia di coloro che sapevano e lo avevano condannato, pone l'ignoranza quale motivo della richiesta di perdono – la vede come porta che può aprirci alla conversione» (Gesù di Nazaret, II, 233).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seconda parola di Gesù sulla croce riportata da san Luca è una parola di speranza, è la risposta alla preghiera di uno dei due uomini crocifissi con Lui. Il buon ladrone davanti a Gesù rientra in se stesso e si pente, si accorge di trovarsi di fronte al Figlio di Dio, che rende visibile il Volto stesso di Dio, e lo prega: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno» (v. 42). La risposta del Signore a questa preghiera va ben oltre la richiesta; infatti dice: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso» (v. 43). Gesù è consapevole di entrare direttamente nella comunione col Padre e di riaprire all’uomo la via per il paradiso di Dio. Così attraverso questa risposta dona la ferma speranza che la bontà di Dio può toccarci anche nell’ultimo istante della vita e la preghiera sincera, anche dopo una vita sbagliata, incontra le braccia aperte del Padre buono che attende il ritorno del figlio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma fermiamoci sulle ultime parole di Gesù morente. L’Evangelista racconta: «Era già verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio, perché il sole si era eclissato. Il velo del tempio si squarciò a metà. Gesù, gridando a gran voce, disse: “Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito”. Detto questo, spirò» (vv. 44-46). Alcuni aspetti di questa narrazione sono diversi rispetto al quadro offerto in Marco e in Matteo. Le tre ore di oscurità in Marco non sono descritte, mentre in Matteo sono collegate con una serie di diversi avvenimenti apocalittici, come il terremoto, l’apertura dei sepolcri, i morti che risuscitano (cfr Mt 27,51-53). In Luca, le ore di oscurità hanno la loro causa nell’eclissarsi del sole, ma in quel momento avviene anche il lacerarsi del velo del tempio. In questo modo il racconto lucano presenta due segni, in qualche modo paralleli, nel cielo e nel tempio. Il cielo perde la sua luce, la terra sprofonda, mentre nel tempio, luogo della presenza di Dio, si lacera il velo che protegge il santuario. La morte di Gesù è caratterizzata esplicitamente come evento cosmico e liturgico; in particolare, segna l’inizio di un nuovo culto, in un tempio non costruito da uomini, perché è il Corpo stesso di Gesù morto e risorto, che raduna i popoli e li unisce nel Sacramento del suo Corpo e del suo Sangue.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La preghiera di Gesù, in questo momento di sofferenza – «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito» - è un forte grido di estremo e totale affidamento a Dio. Tale preghiera esprime la piena consapevolezza di non essere abbandonato. L’invocazione iniziale - «Padre» – richiama la sua prima dichiarazione di ragazzo dodicenne. Allora era rimasto per tre giorni nel tempio di Gerusalemme, il cui velo ora si è squarciato. E quando i genitori gli avevano manifestato la loro preoccupazione, aveva risposto: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo essere in ciò che è del Padre mio?» (Lc 2,49). Dall'inizio alla fine, quello che determina completamente il sentire di Gesù, la sua parola, la sua azione, è la relazione unica con il Padre. Sulla croce Egli vive pienamente, nell’amore, questa sua relazione filiale con Dio, che anima la sua preghiera. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le parole pronunciate da Gesù, dopo l'invocazione «Padre», riprendono un'espressione del Salmo 31: «Alle tue mani affido il mio spirito» (Sal 31,6). Queste parole, però, non sono una semplice citazione, ma piuttosto manifestano una decisione ferma: Gesù si «consegna» al Padre in un atto di totale abbandono. Queste parole sono una preghiera di «affidamento», piena di fiducia nell’amore di Dio. La preghiera di Gesù di fronte alla morte è drammatica come lo è per ogni uomo, ma, allo stesso tempo, è pervasa da quella calma profonda che nasce dalla fiducia nel Padre e dalla volontà di consegnarsi totalmente a Lui. Nel Getsemani, quando era entrato nella lotta finale e nella preghiera più intensa e stava per essere «consegnato nelle mani degli uomini» (Lc 9,44), il suo sudore era diventato «come gocce di sangue che cadono a terra» (Lc 22,44). Ma il suo cuore era pienamente obbediente alla volontà del Padre, e per questo «un angelo dal cielo» era venuto a confortarlo (cfr Lc 22,42-43). Ora, negli ultimi istanti, Gesù si rivolge al Padre dicendo quali sono realmente le mani a cui Egli consegna tutta la sua esistenza. Prima della partenza per il viaggio verso Gerusalemme, Gesù aveva insistito con i suoi discepoli: «Mettetevi bene in mente queste parole: il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini» (Lc 9,44). Adesso, che la vita sta per lasciarlo, Egli sigilla nella preghiera la sua ultima decisione: Gesù si è lasciato consegnare «nelle mani degli uomini», ma è nelle mani del Padre che Egli pone il suo spirito; così – come afferma l’Evangelista Giovanni – tutto è compiuto, il supremo atto di amore è portato sino alla fine, al limite e al di là del limite. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cari fratelli e sorelle, le parole di Gesù sulla croce negli ultimi istanti della sua vita terrena offrono indicazioni impegnative alla nostra preghiera, ma la aprono anche ad una serena fiducia e ad una ferma speranza. Gesù che chiede al Padre di perdonare coloro che lo stanno crocifiggendo, ci invita al difficile gesto di pregare anche per coloro che ci fanno torto, ci hanno danneggiato, sapendo perdonare sempre, affinché la luce di Dio possa illuminare il loro cuore; e ci invita a vivere, nella nostra preghiera, lo stesso atteggiamento di misericordia e di amore che Dio ha nei nostri confronti: «rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori», diciamo quotidianamente nel «Padre nostro». Allo stesso tempo, Gesù, che nel momento estremo della morte si affida totalmente nelle mani di Dio Padre, ci comunica la certezza che, per quanto dure siano le prove, difficili i problemi, pesante la sofferenza, non cadremo mai fuori delle mani di Dio, quelle mani che ci hanno creato, ci sostengono e ci accompagnano nel cammino dell’esistenza, perché guidate da un amore infinito e fedele. Grazie. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;{Saluti in varie lingue:&lt;/strong&gt; Je salue les pèlerins francophones, particulièrement le groupe de l’Institut Catholique de Toulouse, les paroissiens, et les collégiens et lycéens présents ici ce matin. Que l’exemple de Jésus fortifie votre confiance en l’amour du Père pour chacun de vous ! Comme nous le demandons dans la prière du Notre Père, apprenons de lui à pardonner afin que la lumière de Dieu puisse éclairer le monde. Bon séjour à tous !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I welcome the priests taking part in the Institute for Continuing Theological Education at the Pontifical North American College. My greeting also goes to the pilgrims from the Archdiocese of Toronto, as well as to the many diocesan, parish and school groups present at today’s Audience, especially the students of Our Lady’s High School in Motherwell, Scotland. Upon all the English-speaking pilgrims and visitors, including those from England, Ireland, Norway and the United States, I cordially invoke God’s blessings!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gerne grüße ich alle Gäste deutscher Sprache, insbesondere die Studierenden des Kirchenrechts der Universitäten München und Augsburg sowie den TSV 1860 München. Ich freue mich über Ihre Anwesenheit! Das Beten Jesu am Kreuz lädt uns ein, den anderen zu verzeihen und auch für die zu beten, die uns unrecht tun. Zugleich schenkt es uns Vertrauen und Zuversicht: Wir dürfen gewiß sein, daß wir in Not und Leid nicht aus Gottes Händen herausfallen, sondern in diesen guten Händen geborgen bleiben. Gott segne euch alle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española, en particular a los miembros del Club Atlético de Madrid, así como a los demás grupos provenientes de España, Costa Rica, Chile, Argentina, México y otros países latinoamericanos. Jesús que en el momento de la muerte se confío totalmente en la manos de Dios Padre, nos comunique la certeza de que, a pesar de las duras las pruebas, los problemas, el sufrimiento, estamos acompañados de su gran amor. Muchas gracias.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saúdo todos os peregrinos de língua portuguesa, nomeadamente os fiéis brasileiros vindos de Curitiba, a quem exorto a aprender do exemplo da oração de Jesus, uma oração cheia de serena confiança e firme esperança no Pai do Céu, que nunca nos abandona. Que as Suas Bênçãos sempre vos acompanhem! Ide em paz!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saluto in lingua polacca:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Witam polskich pielgrzymów. Słowa konającego Jezusa są dla nas lekcją modlitwy inspirowanej duchem przebaczenia. Powtarzając codziennie: „odpuść nam nasze winy, jako i my odpuszczamy naszym winowajcom”, pamiętajmy, że darowanie krzywd jest aktem miłości, która jednoczy nas z miłosiernym i przebaczającym Bogiem, wyzwala z nienawiści i goi wszelkie rany.&lt;br /&gt;Niech będzie pochwalony Jezus Chrystus!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Traduzione italiana:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Do il benvenuto ai pellegrini polacchi. Le parole di Gesù agonizzante sono per noi una lezione della preghiera ispirata dallo spirito di perdono. Ripetendo quotidianamente: “rimetti i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori”, ricordiamoci che il perdono delle colpe è un atto d’amore che ci unisce a Dio misericordioso e perdonante, libera dall’odio e guarisce tutte le ferite.&lt;br /&gt;Sia lodato Gesù Cristo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saluto in lingua ungherese:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Isten hozott Benneteket, kedves magyar hívek! Nagy szeretettel üdvözölletek Benneteket, különösen is azokat, akik Budapestről, Ausztriából, Németországból és Erdélyből érkeztek! &lt;br /&gt;Az örök város szent helyeinek látogatása erősítse meg odaadástokat az apostolok tanúságtételére épülő Egyház iránt.&lt;br /&gt;Szívesen adom rátok és jószándékaitokra Apostoli Áldásomat. &lt;br /&gt;Dicsértessék a Jézus Krisztus!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Traduzione italiana:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saluto con grande affetto i fedeli di lingua ungherese, specialmente coloro che sono arrivati da Budapest, dall’Austria, dalla Germania e dalla Transilvania. &lt;br /&gt;La visita dei luoghi sacri della città eterna approfondisca il vostro amore per la Chiesa, edificata sulla testimonianza degli Apostoli.&lt;br /&gt;Volentieri imparto la Benedizione Apostolica a voi ed alle vostre intenzioni. &lt;br /&gt;Sia lodato Gesù Cristo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saluto in lingua slovacca:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;S láskou pozdravujem slovenských pútnikov, osobitne zástupcov kresťanských laických združení.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bratia a sestry, Cirkev v Európe slávila včera sviatok svojich spolupatrónov, svätých bratov Cyrila a Metoda. Oni sú pre vás vzorom vernosti Kristovi a jeho Evanjeliu. Buďte verní tomuto ich odkazu. S týmto želaním vás žehnám. Pochválený buď Ježiš Kristus!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Traduzione italiana:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saluto con affetto i pellegrini slovacchi, particolarmente i delegati delle associazioni di fedeli laici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fratelli e sorelle, la Chiesa in Europa ha celebrato ieri la festa di suoi Compatroni, i Santi fratelli Cirillo e Metodio. Essi sono per voi modello di fedeltà a Cristo e al suo Vangelo. Siate fedeli a questo esempio. Con questo augurio vi benedico. Sia lodato Gesù Cristo!&lt;strong&gt;}&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;* * * &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. Benvenuti! In particolare saluto voi, fedeli della diocesi di Pozzuoli, accompagnati dal vostro Pastore Mons. Gennaro Pascarella e, mentre vi ringrazio per la testimonianza della vostra fede, auguro che le vostre comunità parrocchiali e le varie realtà ecclesiali siano sempre più luoghi di formazione spirituale e di autentica fraternità. Saluto i Cardinali Stanislao Dziwisz e Stanislao Ryłko e le altre Autorità con la Delegazione venuta a presentarmi la riproduzione della Porta Santa della Basilica di S. Pietro che sarà collocata nel museo del Beato Giovanni Paolo II a Wadowice. Saluto con affetto i rappresentanti dell’Associazione Nazionale Famiglie Numerose. Nell’odierno contesto sociale, i nuclei familiari con tanti figli costituiscono una testimonianza di fede, di coraggio e di ottimismo, perché senza figli non c’è futuro! Auspico che vengano ulteriormente promossi adeguati interventi sociali e legislativi a tutela e a sostegno delle famiglie più numerose, perché queste famiglie  costituiscono una ricchezza e una speranza per l’intero Paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saluto infine i giovani, gli ammalati e gli sposi novelli. Ieri abbiamo celebrato la festa dei Santi Cirillo e Metodio, primi diffusori della fede tra i popoli slavi. La loro testimonianza aiuti anche voi ad essere apostoli del Vangelo, fermento di autentico rinnovamento nella vita personale, familiare e sociale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;© Copyright 2012 - Libreria Editrice Vaticana&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-2246183107043551518?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/2246183107043551518/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/udienza-generale-di-papa-benedetto-xvi_16.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/2246183107043551518'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/2246183107043551518'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/udienza-generale-di-papa-benedetto-xvi_16.html' title='Udienza Generale di Papa Benedetto XVI - 15 Febbraio 2012'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-9BykR105his/Ts5CCK-zVtI/AAAAAAAAAXY/o4PdxlNwuRo/s72-c/papa-benedettoXVI_ANSA_324.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-471051386411260700</id><published>2012-02-15T11:08:00.000+01:00</published><updated>2012-02-15T11:08:56.651+01:00</updated><title type='text'>La Summa Teologica - Cinquantaquattresima parte</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Torniamo ad addentrarci nella Summa Teologica di San Tommaso d'Aquino, un'opera che diede un fondamento scientifico, filosofico e teologico alla dottrina cristiana. Continuiamo a scoprire la parte dedicata al Trattato relativo all'essenza di Dio ed in particolare la parte relativa all'unità di Dio:&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Prima parte &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Trattato relativo all'essenza di Dio&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;L'unità di Dio &amp;gt; Se Dio sia sommamente uno&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Prima parte&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Questione 11&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Articolo 4&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;SEMBRA&lt;/strong&gt; che Dio non sia sommamente uno. Infatti:&lt;br /&gt;1. Uno dice assenza di divisione. Ora, una privazione non ammette il più e il meno. Dunque Dio non è uno più di ogni altro ente che è uno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Niente è più indivisibile di ciò che è indivisibile in atto ed in potenza, come il punto e l'unità. Ora, una cosa intanto si dice maggiormente una in quanto è indivisibile. Dunque Dio non è più uno dell'unità e del punto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Ciò che è buono per essenza, è buono al sommo: dunque ciò che è uno per la sua essenza, è uno al massimo grado. Ora, ogni ente è uno per la sua essenza, come dimostra il Filosofo. Dunque ogni ente è uno al massimo grado e quindi, Dio non è uno più che gli altri esseri. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;IN CONTRARIO&lt;/strong&gt;: S. Bernardo dice "che fra tutti gli esseri, che si dicono uno, sta al vertice l'unità della Trinità divina". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;RISPONDO:&lt;/strong&gt; Siccome l'uno è l'ente indiviso, perché una cosa sia massimamente una, bisogna che sia e massimamente ente e massimamente indivisa. Ora, l'una e l'altra condizione si verifica in Dio. Egli infatti è massimamente ente, perché è ente non dall'avere un certo essere determinato da una qualche natura (o essenza) alla quale sia stato unito; ma (perché) è lo stesso essere sussistente, illimitato in tutti i sensi. È poi massimamente indiviso, in quanto non è divisibile per nessun genere di divisione né in atto, né in potenza, essendo semplice sotto tutti gli aspetti, come abbiamo già dimostrato. È dunque evidente che Dio è sommamente uno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: &lt;/strong&gt;1. Sebbene la privazione di suo non ammetta il più e il meno, tuttavia, in base ai loro contrari che comportano un più e un meno, anche i termini che indicano privazione si predicano secondo un più e un meno. A seconda, quindi, che una cosa è divisa o divisibile di più o di meno o in nessun modo, è detta o meno o più o sommamente una. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Il punto e l'unità, che è principio del numero, non sono enti al massimo grado, non avendo l'essere se non in un soggetto (cioè perché sono accidenti). Perciò nessuno dei due è uno al massimo grado. Infatti come il (loro) soggetto non è massimamente uno, per la diversità (palese) di accidente e sostanza, così neppure gli accidenti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Sebbene ogni ente sia uno per la sua essenza, l'essenza di ciascuno non causa però ugualmente l'unità: perché l'essenza di alcuni è composta di più elementi, non così quella di altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_h5_q7nnNNTg/TSRGwSCjgPI/AAAAAAAABr4/okT4XyH-2yA/s200/9788870942248g.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_h5_q7nnNNTg/TSRGwSCjgPI/AAAAAAAABr4/okT4XyH-2yA/s200/9788870942248g.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-471051386411260700?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/471051386411260700/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/la-summa-teologica-cinquantaquattresima.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/471051386411260700'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/471051386411260700'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/la-summa-teologica-cinquantaquattresima.html' title='La Summa Teologica - Cinquantaquattresima parte'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_h5_q7nnNNTg/TSRGwSCjgPI/AAAAAAAABr4/okT4XyH-2yA/s72-c/9788870942248g.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-627762322911240635</id><published>2012-02-14T12:18:00.001+01:00</published><updated>2012-02-14T12:18:38.566+01:00</updated><title type='text'>Il Volto dei Santi: Santi Cirillo e Metodio</title><content type='html'>&lt;iframe width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/WIx-Qcym_zY?fs=1" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-627762322911240635?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/627762322911240635/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/il-volto-dei-santi-santi-cirillo-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/627762322911240635'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/627762322911240635'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/il-volto-dei-santi-santi-cirillo-e.html' title='Il Volto dei Santi: Santi Cirillo e Metodio'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/WIx-Qcym_zY/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-2404558266131438979</id><published>2012-02-14T12:18:00.000+01:00</published><updated>2012-02-14T12:18:05.040+01:00</updated><title type='text'>Riscoprire i Santi: Santi Cirillo e Metodio, patroni d'Europa</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.santiebeati.it/immagini/Original/22825/22825C.JPG" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://www.santiebeati.it/immagini/Original/22825/22825C.JPG" width="212" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;Torna l'appuntamento settimanale, volto alla scoperta dei nostri cari Santi! Oggi la Chiesa Cattolica celebra le figure dei santi Cirillo e Metodio: fratelli nel sangue e nella fede, nati a Tessalonica (attuale Salonicco, Grecia) all’inizio del sec. IX, evangelizzarono i popoli della Pannonia e della Moravia. Ne riscopriamo la storia attraverso il consueto tratto biografico (Santi &amp;amp; Beati) seguito da un estratto de la "Vita" in lingua slava di Costantino:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non pochi sono i casi di frateli venerati come santi dalla Chiesa, fra i quali vogliamo ricordare in particolare i patriarchi Mosè ed Aronne, gli apostoli Pietro ed Andrea, i martiri Cosma e Damiano, i protomartiri russi Boris e Gleb, Sant’Annibale Maria ed il Servo di Dio Francesco Maria Di Francia, San Paolo della Croce ed il Venerabile Giovanni Battista Danei, i Beati Giovanni Maria e Luigi Boccardo, i Venerabili Antonio e Marco Cavanis, i Servi di Dio Flavio e Gedeone Corrà. Papa Giovanni Paolo II, il 31 dicembre 1980 con la lettera apostolica "Egregiae virtutis" volle porre due fratelli, Cirillo e Metodio, quali patroni d’Europa insieme con San Benedetto, in quanti evangelizzatori dei popoli slavi e dunque della parte orientale del vecchio continente. Trattasi di due santi mai canonizzati dai papi, dei quali soltanto nel 1880 il pontefice Leone XIII aveva esteso il culto alla Chiesa universale.&lt;br /&gt;Originari di Tessalonica, città greca a quel tempo facente parte dell'Impero Bizantino, Cirillo e Metodio evangelizzarono in particolar modo la Pannonia e la Moravia nel IX secolo. Poco notizie ci sono state però tramandate circa Cirillo e suo fratello Metodio. Sappiamo che Cirillo in realtà si chiamava Costantino ed adottò in seguito il nome Cirillo come monaco, verso il termine della sua vita. Ulteriori informazioni circa le loro attività sono pervenute sino a noi grazie a due “Vitæ”, redatte in paleoslavo, nota anche come “Leggende Pannoniche”. Si conservano inoltre le lettere che l’allora pontefice indirizzò a Metodio e la “Leggenda italica”, scritta in latino. Quest’ultima narra che a Velletri il vescovo Gauderico, devoto del papa San Clemente, le cui reliquie traslate in Italia proprio da Cirillo, volle redarre un resoconto sulla vita di quest'ultimo. A causa della innegabile scarsità di fonti storicamente attendibili, sono fiorite numerose leggende attorno alle figure di Cirillo e Metodio.&lt;br /&gt;Nativi di Salonicco (in slavo Solun), rampolli di una nobile famiglia greca, loro padre Leone era drungario della città, posizione che gli conseguiva un elevato status sociale. Secondo la “Vita Cyrilli”, quest’ultimo era il più giovane di sette fratelli e già in tenera età pare avesse espresso il desiderio di dedicarsi interamente al perseguimento della sapienza. In giovane età si trasferì a Costantinopoli, ove intraprese gli studi teologici e filosofici. La tradizione vuole che tra i suoi precettori vi fu il celebre patriarca Fozio ed Anastasio Bibliotecario riferisce dell'amicizia che intercorreva fra i due, così come di una disputa dottrinaria verificatasi tra loro. La curiosità tipica di Cirillo dimostrava il suo eclettismo: egli coltivò infatti nozioni di astronomia, geometria, retorica e musica, ma fu nel campo della linguistica che poté dar prova del suo genio. Oltre al greco, Cirillo parlava infatti correntemente anche il latino, l'arabo e l'ebraico. Da Costantinopoli, l'imperatore inviò i due fratelli in varie missioni, anche presso gli Arabi: fu durante la missione presso i Càsari che Cirillo rinvenne le reliquie del papa San Clemente, un Vangelo ed un salterio scritti in lettere russe, come narra la “Vita Methodii”. La missione più importante che venne affidata a Cirillo e Metodio fu quella presso le popolazioni slave della Pannonia e della Moravia.&lt;br /&gt;Il sovrano di Moravia, Rostislav, poi morto martire e venerato come santo, chiese all'imperatore bizantino di inviare missionari nelle sue terre, celando dietro motivazioni religiose anche il fattore politico della preoccupante presenza tedesca nel suo regno. Cirillo accettò volentieri l’invito e, giunto nella sua nuova terra di missione, incominciò a tradurre brani del Vangelo di Giovanni inventando un nuovo alfabeto, detto glagolitico (da “глаголь” che significa “parola”), oggi meglio noto come alfabeto cirillico. Probabilmente già da tempo si era cimentato nell’elaborazione di un alfabeto per la lingua slava. Non tardarono però a manifestarsi contrasti con il clero tedesco, primo evangelizzatore di quelle terre. Nel 867 Cirillo e Metodio si recarono a Roma per far ordinare sacerdoti i loro discepoli, ma forse la loro visita fu dettata da un’esplicita convocazione da parte del papa Adriano II insospettito dall’amicizia tra Cirillo e l’eretico Fozio. Ad ogni modo il pontefice riservò loro un'accoglienza positiva, ordinò prete Metodio ed approvò le loro traduzioni della Bibbia e dei testi liturgici in lingua slava. Inoltre Cirillo gli fece dono delle reliquie di San Clemente, da lui ritrovate in Crimea. Durante la permanenza nella Città Eterna, Cirillo si ammalò e morì: era il 14 febbraio 869. Venne sepolto proprio presso la basilica di San Clemente.&lt;br /&gt;Metodio ritornò poi in Moravia, ma durante un successivo viaggio a Roma venne consacrato vescovo ed assegnato alla sede di Sirmiun (odierna Sremska Mitroviča). Quando in Moravia a Rostislav successe il nipote Sventopelk, favorevole alla presenza tedesca nel regno, iniziò così la persecuzione dei discepoli di Cirillo e Metodio, visti come portatori di un'eresia. Lo stesso Metodio fu detenuto per due anni in Baviera ed infine morì presso Velehrad, nel sud della Moravia, il 6 aprile 885. I suoi discepoli vennero incarcerati o venduti come schiavi a Venezia. Una parte di essi riuscì a fuggire nei Balcani e non a caso in Bulgaria si venerano come Sette Apostoli della nazione proprio Cirillo, Metodio ed i loro discepoli Clemente, Nahum, Saba, Gorazd ed Angelario, comunemente festeggiati al 27 luglio. Il Martyrologium Romanum ed il calendario liturgico dedicano invece ai fratelli Cirillo e Metodio la festa del 14 febbraio, nell’anniversario della morte del primo.&lt;br /&gt;Se l’immane opera dei due fratelli di Tessalonica fu cancellata in Moravia, come detto trovò fortuna e proseguimento in terra bulgara, anche grazie al favore del sovrano San Boris Michele I, considerato “isapostolo”, che abbracciò il cristianesimo e ne fece la religione nazionale. La vastissima attività dei discepoli di Cirillo e Metodio in questo paese diede origine alla letteratura bulgara, ponendo così le basi della cultura scritta dei nuovi grandi stati russi. Il cirillico avvicinò moltissimo i bulgari e tutti i popoli slavi al mondo greco-bizantino: questo alfabeto si componeva di trentotto lettere, delle quali ben ventiquattro prese dall’alfabeto greco, mentre le altre appositamente ideate per la fonetica slava. Ciò comportò una grande facilità nel trapiantare in slavo l’enorme tradizione letteraria greca. La nuova lingua soppiantò ovunque il glagolitico e rese celebre sino ai giorni nostri il nome del suo ideatore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;DALLA “VITA” IN LINGUA SLAVA DI COSTANTINO&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Costantino Cirillo, stanco dalle molte fatiche, cadde malato e sopportò il proprio male per molti giorni. Fu allora ricreato da una visione di Dio, e cominciò a cantare così: Quando mi dissero: «andremo alla casa del Signore», il mio spirito si è rallegrato e il mio cuore ha esultato (cfr. Sal 121, 1).&lt;br /&gt;Dopo aver indossato le sacre vesti, rimase per tutto il giorno ricolmo di gioia e diceva: «Da questo momento non sono più servo né dell'imperatore né di alcun uomo sulla terra, ma solo di Dio onnipotente. Non esistevo, ma ora esisto ed esisterò in eterno. Amen».&lt;br /&gt;Il giorno dopo vestì il santo abito monastico e aggiungendo luce a luce si impose il nome di Cirillo. Così vestito rimase cinquanta giorni.&lt;br /&gt;Giunta l'ora della fine e di passare al riposo eterno, levate le mani a Dio, pregava tra le lacrime, dicendo: «Signore, Dio mio, che hai creato tutti gli ordini angelici e gli spiriti incorporei, che hai steso i cieli e resa ferma la terra e hai formato dal nulla tutte le cose che esistono, tu che ascolti sempre coloro che fanno la tua volontà e ti temono e osservano i tuoi precetti; ascolta la mia preghiera e conserva nella fede il tuo gregge, a capo del quale mettesti me, tuo servo indegno ed inetto.&lt;br /&gt;Liberali dalla malizia empia e pagana di quelli che ti bestemmiano; fa' crescere di numero la tua Chiesa e raccogli tutti nell'unità.&lt;br /&gt;Rendi santo, concorde nella vera fede e nella retta confessione il tuo popolo, e ispira nei cuori la parola della tua dottrina. E' tuo dono infatti l'averci scelti a predicare il Vangelo del tuo Cristo, a incitare i fratelli alle buone opere e a compiere quanto ti è gradito.&lt;br /&gt;Quelli che mi hai dato, te li restituisco come tuoi; guidali ora con la tua forte destra, proteggili all'ombra delle tue ali, perché tutti lodino e glorifichino il tuo nome di Padre e Figlio e Spirito Santo. Amen».&lt;br /&gt;Avendo poi baciato tutti col bacio santo, disse: «Benedetto Dio, che non ci ha dato in pasto ai denti dei nostri invisibili avversari, ma spezzò la loro rete e ci ha salvati dalla loro voglia di mandarci in rovina».&lt;br /&gt;E così, all'età di quarantadue anni, si addormentò nel Signore.&lt;br /&gt;Il papa comandò che tutti i Greci che erano a Roma e i Romani si riunissero portando ceri e cantando e che gli dedicassero onori funebri non diversi da quelli che avrebbero tributato al papa stesso; e così fu fatto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-2404558266131438979?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/2404558266131438979/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/riscoprire-i-santi-santi-cirillo-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/2404558266131438979'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/2404558266131438979'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/riscoprire-i-santi-santi-cirillo-e.html' title='Riscoprire i Santi: Santi Cirillo e Metodio, patroni d&apos;Europa'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-915782394667761977</id><published>2012-02-13T11:34:00.000+01:00</published><updated>2012-02-13T11:34:54.262+01:00</updated><title type='text'>Angelus 2012-02-12</title><content type='html'>&lt;iframe width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/-ObGPKZaaJI?fs=1" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-915782394667761977?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/915782394667761977/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/angelus-2012-02-12.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/915782394667761977'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/915782394667761977'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/angelus-2012-02-12.html' title='Angelus 2012-02-12'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/-ObGPKZaaJI/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-7748548996706076240</id><published>2012-02-13T11:32:00.000+01:00</published><updated>2012-02-13T11:32:30.344+01:00</updated><title type='text'>Angelus di Papa Benedetto XVI - 12 Febbraio 2012</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;BENEDETTO XVI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ANGELUS &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piazza San Pietro&lt;br /&gt;Domenica, 12 febbraio 2012&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.ilsussidiario.net/img/IMAGOECONOMICA2/benedetto_xvi_papa_salutaR400-4ott10.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="213" src="http://www.ilsussidiario.net/img/IMAGOECONOMICA2/benedetto_xvi_papa_salutaR400-4ott10.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Cari fratelli e sorelle!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domenica scorsa abbiamo visto che Gesù, nella sua vita pubblica, ha guarito molti malati, rivelando che Dio vuole per l’uomo la vita, la vita in pienezza. Il Vangelo di questa domenica (Mc 1,40-45) ci mostra Gesù a contatto con la forma di malattia considerata a quei tempi la più grave, tanto da rendere la persona “impura” e da escluderla dai rapporti sociali: parliamo della lebbra. Una speciale legislazione (cfr Lv 13-14) riservava ai sacerdoti il compito di dichiarare la persona lebbrosa, cioè impura; e ugualmente spettava al sacerdote constatarne la guarigione e riammettere il malato risanato alla vita normale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre Gesù andava predicando per i villaggi della Galilea, un lebbroso gli si fece incontro e gli disse: “Se vuoi, puoi purificarmi!”. Gesù non sfugge al contatto con quell’uomo, anzi, spinto da intima partecipazione alla sua condizione, stende la mano e lo tocca – superando il divieto legale – e gli dice: “Lo voglio, sii purificato!”. In quel gesto e in quelle parole di Cristo c’è tutta la storia della salvezza, c’è incarnata la volontà di Dio di guarirci, di purificarci dal male che ci sfigura e che rovina le nostre relazioni. In quel contatto tra la mano di Gesù e il lebbroso viene abbattuta ogni barriera tra Dio e l’impurità umana, tra il Sacro e il suo opposto, non certo per negare il male e la sua forza negativa, ma per dimostrare che l’amore di Dio è più forte di ogni male, anche di quello più contagioso e orribile. Gesù ha preso su di sé le nostre infermità, si è fatto “lebbroso” perché noi fossimo purificati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno splendido commento esistenziale a questo Vangelo è la celebre esperienza di san Francesco d’Assisi, che egli riassume all’inizio del suo Testamento: “Il Signore dette a me, frate Francesco, d’incominciare a fare penitenza così: quando ero nei peccati, mi sembrava cosa troppo amara vedere i lebbrosi; e il Signore stesso mi condusse tra loro e usai con essi misericordia. E allontanandomi da essi, ciò che mi sembrava amaro mi fu cambiato in dolcezza d’animo e di corpo. E di poi, stetti un poco e uscii dal mondo” (FF, 110). In quei lebbrosi, che Francesco incontrò quando era ancora “nei peccati - come egli dice -, era presente Gesù; e quando Francesco si avvicinò a uno di loro e, vincendo il proprio ribrezzo, lo abbracciò, Gesù lo guarì dalla sua lebbra, cioè dal suo orgoglio, e lo convertì all’amore di Dio. Ecco la vittoria di Cristo, che è la nostra guarigione profonda e la nostra risurrezione a vita nuova!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cari amici, rivolgiamoci in preghiera alla Vergine Maria, che ieri abbiamo celebrato facendo memoria delle sue apparizioni a Lourdes. A santa Bernardetta la Madonna consegnò un messaggio sempre attuale: l’invito alla preghiera e alla penitenza. Attraverso sua Madre è sempre Gesù che ci viene incontro, per liberarci da ogni malattia del corpo e dell’anima. Lasciamoci toccare e purificare da Lui, e usiamo misericordia verso i nostri fratelli!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;APPELLO&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cari fratelli e sorelle!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Seguo con molta apprensione i drammatici e crescenti episodi di violenza in Siria. Negli ultimi giorni essi hanno provocato numerose vittime. Ricordo nella preghiera le vittime, fra cui ci sono alcuni bambini, i feriti e quanti soffrono le conseguenze di un conflitto sempre più preoccupante. Inoltre rinnovo un pressante appello a porre fine alla violenza e allo spargimento di sangue. Infine, invito tutti - e anzitutto le Autorità politiche in Siria - a privilegiare la via del dialogo, della riconciliazione e dell’impegno per la pace. E’ urgente rispondere alle legittime aspirazioni delle diverse componenti della Nazione, come pure agli auspici della comunità internazionale, preoccupata del bene comune dell’intera società e della Regione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dopo l'Angelus&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;{ Saluti in varie lingue:&lt;/strong&gt; Aujourd’hui, chers frères et sœurs francophones, la Parole de Dieu nous invite à agir comme des hommes et des femmes libres. À la suite de Saint Paul les chrétiens sont invités à promouvoir la liberté et la charité. Jésus, par sa vie, sa souffrance, sa mort et sa Résurrection est venu purifier l’homme tout entier afin de le rendre libre. Il est venu nous ouvrir à la Vie. Chacun de nous est invité à proclamer les merveilles de Dieu et à répandre la Bonne-Nouvelle. Puissions-nous avec la Vierge Marie rendre gloire à notre Dieu, par toute notre vie et en toute liberté ! Bon dimanche et bonne semaine à tous !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I am pleased to welcome all of you to Saint Peter’s Square on this cold morning, especially the students and staff of Sion-Manning School from London.  At Mass today, the Gospel tells us of how our Lord willingly cured a leper.  May we not be afraid to go to Jesus, beg him to heal our sinfulness, and bring us safely to eternal life.  God bless you and your loved ones!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mit Freude grüße ich alle Pilger und Besucher deutscher Sprache. Im Evangelium des heutigen Sonntags haben wir gehört, wie Jesus mit den Worten „Werde rein!“ einen Aussätzigen heilt. Die Unreinheit isoliert den Kranken von den Menschen. Er wird sogar unfähig, Gottesdienst zu feiern, mit Gott in Beziehung zu treten. Christus führt den Kranken ins Leben und in die Gemeinschaft zurück. Er lädt auch uns ein, aus der Gemeinschaft mit ihm Boten des Friedens und der Hoffnung für unsere Mitmenschen zu werden. Der Herr segne euch und eure Familien.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saludo con afecto a los peregrinos de lengua española, en particular a los fieles de la diócesis de Coria-Cáceres, así como a las Hermanas de los Pobres de San Pedro Claver. Hoy la liturgia nos hace ver cómo la súplica confiada conmueve el corazón del Señor, que manifiesta su deseo de sanarnos, purificarnos y reconciliarnos con Él y con los hombres. Exhorto a todos a imitar la fe del leproso del Evangelio, buscando a Jesús en la oración y los Sacramentos con humildad y contrición, para alcanzar la limpieza de corazón, y poder así proclamar su grandeza con la propia vida. Muchas gracias.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Radosno pozdravljam i blagoslivljam sve hrvatske hodočasnike! Vaše hodočašće u Rim i posjet grobovima apostola neka učvrsti vašu vjeru kako biste oduševljeno svjedočili kršćansku nadu i ljubili bližnje. Hvaljen Isus i Marija!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[Con gioia saluto e benedico tuttiipellegriniCroati. Il vostro pellegrinaggio all’Urbe e la visita alle tombe degli Apostoli rafforzi la vostra fede, affinché con entusiasmo possiate testimoniare la speranza cristiana e amare gli altri. Siano lodati Gesù e Maria!]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Szeretettel köszöntöm a magyar zarándokokat, különösen is a kiskunfélegyházai Constantinum Intézmény csoportját. A keresztény szellemben történő nevelés nagy adomány, egyben kötelezettség is, hogy tanúságtételünkkel átadjuk a hitet.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[Saluto cordialmente i pellegrini ungheresi, particolarmente il gruppo degli scolari del “Constantinum Intézmény”, di Kiskunfélegyháza. L’educazione nello spirito cristiano è un grando dono ed anche un obbligo per la trasmissione della fede tramite la testimonianza.]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Srdečne pozdravujem pútnikov zo Slovenska, osobitne  z Bratislavy a okolia. Bratia a sestry, prajem vám požehnaný pobyt vo Večnom meste, kde vydali svedectvo Kristovi toľkí mučeníci. S láskou žehnám vás i vaše rodiny. Pochválený buď Ježiš Kristus!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[Saluto cordialmente i pellegrini provenienti dalla Slovacchia, particolarmente quelli da Bratislava e dintorni. Fratelli e sorelle, vi auguro un buon soggiorno nella Città eterna, dove tanti martiri hanno dato testimonianza a Cristo. Con  affetto benedico voi e le vostre famiglie. Sia lodato Gesù Cristo!]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Serdecznie pozdrawiam wszystkich Polaków. „Jeśli zechcesz możesz mnie oczyścić”…, „Chcę, bądź oczyszczony” Mk 1, 40-41) – oto dialog Chrystusa z trędowatym z dzisiejszej Ewangelii. Jest on obrazem czułości, z jaką Bóg pochyla się nad człowiekiem, tak często bezradnym wobec cierpienia, bólu, agresji zła. Tylko On może wyzwolić nas z trądu grzechów i zagubienia w życiu. Zawsze ufajmy w Jego moc i miłosierdzie. On jest Zbawicielem świata. Z serca wam wszystkim błogosławię.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;[Saluto cordialmente tutti i Polacchi. “Se vuoi, puoi purificarmi!”… “Lo voglio, sii purificato!” (Mk 1,40-41) – ecco il dialogo di Cristo con un lebbroso dal Vangelo odierno. È un quadro della delicatezza con la quale Dio si china sull’uomo, così spesso impotente di fronte alla sofferenza, al dolore, all’aggressione del male. Solo Lui ci può liberare dalla lebbra del peccato e dallo smarrimento nella vita. Abbiamo sempre fiducia nella sua potenza e nella sua misericordia! Lui è il Salvatore del mondo. Vi benedico tutti di cuore.]&lt;strong&gt;}&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E infine rivolgo un cordiale saluto ai pellegrini di lingua italiana, in particolare alla comunità del Seminario Vescovile di Patti, in Sicilia. A tutti auguro una buona domenica e una buona settimana! Buona settimana! La prossima domenica senza neve! Tanti auguri, buona domenica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;© Copyright 2012 - Libreria Editrice Vaticana&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-7748548996706076240?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/7748548996706076240/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/angelus-di-papa-benedetto-xvi-12.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/7748548996706076240'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/7748548996706076240'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/angelus-di-papa-benedetto-xvi-12.html' title='Angelus di Papa Benedetto XVI - 12 Febbraio 2012'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-1962536274440306937</id><published>2012-02-11T11:11:00.000+01:00</published><updated>2012-02-11T11:11:43.990+01:00</updated><title type='text'>NO ABORTO</title><content type='html'>&lt;iframe width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/GNQRx9M0k64?fs=1" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-1962536274440306937?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/1962536274440306937/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/no-aborto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/1962536274440306937'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/1962536274440306937'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/no-aborto.html' title='NO ABORTO'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/GNQRx9M0k64/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-7502839576466402515</id><published>2012-02-11T11:10:00.000+01:00</published><updated>2012-02-11T11:10:33.911+01:00</updated><title type='text'>Aborto: lo sterminio silenzioso - II</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Continuiamo a scorrere l'approfondita analisi di Roberto De Angelis che affronta il tema dell'aborto dal punto di vista cristiano:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Il punto di vista Cristiano&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;ABORTO: Lo sterminio silenzioso&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;di Roberto De Angelis&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Quale diritto?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"E non darò neppure un farmaco mortale a nessuno per quanto richiesto né proporrò un tal consiglio; ed ugualmente neppure darò a una donna un pessario abortivo. Ma pura e pia conserverò la mia vita e la mia arte"&lt;br /&gt;(Giuramento di Ippocrate; 3,4)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Queste parole vengono ancora oggi recitate da ogni nuovo Dottore in Medicina nel momento in cui conclude gli studi universitari. È un giuramento, perché i princìpi su cui si basa sono ritenuti fondamentali per la formazione etica e deontologica del medico. Bene, in questo interessantissimo testo, datato tra il V secolo a.C. e l'inizio del IV, si pone già la questione della vita e del diritto del medico di sopprimerla, e si trae la conclusione che un tale diritto è sempre e comunque inammissibile, perché contrario ai fini dell'arte medica stessa e perché moralmente riprovevole (...ma pura e pia conserverò la mia vita e la mia arte...). L'aborto è considerato alla pari dell'eutanasia, perché in entrambi i casi si uccide un essere umano, completo ed irripetibile. Cinquecento anni prima di Cristo la cultura pagana riteneva l'aborto un infamante omicidio ed un crimine contro la vita umana ed il dono prezioso che essa cela, nell'anno del Signore 1998 è il consiglio più frequentemente caldeggiato nei consultori italiani (e non solo) per risolvere i problemi psicologici e le questioni d'onore di indipendenti donne moderne! Le implicazioni di una situazione del genere sono odiose bestemmie che riattizzano l'ira ardente di Dio, ed un Cristiano che sia veramente tale non può lasciare che ciò accada!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il noto grecista Dario Del Corno così commenta il brano: "Da queste succinte formule spira una forte maturità intellettuale. Dalla fedeltà al giuramento, oltre che dalla propria competenza, il medico si ripromette prosperità e fama; ma la sua morale è autonoma, e le regole di questa sono immanenti alla professione stessa, non riposano su sanzioni di ordine metafisico o giuridico. Nei lineamenti fondamentali, esse sono durate per millenni; e solo tempi recentissimi hanno revocato in discussione alcuni divieti, come l'aborto e l'eutanasia. È paradossale, e per certi aspetti inquietante, che ciò sia avvenuto allorché la medicina ha recuperato quella dimensione laica, che proprio il Giuramento ippocratico dimostra in atto alle sue origini".&lt;br /&gt;Non è paradossale, perché il nostro laicismo non è il laicismo dei tempi di Ippocrate: di mezzo ci sono stati il positivismo, l'evoluzionismo, l'umanesimo, il femminismo... Il nostro laicismo non è più perfettamente lucido, ed ora, oltre a voler rendere autonomi il pensiero e l'attività dell'uomo dall'ingerenza della religione, vuole andare oltre, impegnandosi a far sì che le scelte etiche degli individui oltrepassino i confini dell'umanamente lecito per raggiungere estremi che sa essere abominevoli ai princìpi religiosi, e cui aspira proprio e soprattutto perché opposti a tali princìpi, ma di cui (forse) ignora le reali implicazioni, che risultano in realtà indegne anche dell'uomo in sé - pur svincolato da qualsiasi dimensione metafisica - se quelle stesse implicazioni non erano invece trascurate, ma anzi condannate senza appello, da quella precedente forma di laicismo in cui Ippocrate viveva ed operava. Ma tra Ippocrate e noi c'è stato di mezzo anche Cristo... e allora? La definizione che il dizionario dà di medicina è: "Scienza che studia le malattie e i mezzi per curarle e per prevenirle". Un medico dunque dovrebbe essere, ragionevolmente, "colui che cura e previene le malattie"! E allora per quale motivo anche gli aborzionisti pretendono di essere chiamati medici? Un nome per il loro mestiere esiste già, ed è "macellaio". Nei mattatoi si ammazzano delle bestie per soddisfare i clienti; nelle cliniche e negli ospedali si ammazzano dei bambini per soddisfare le madri!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt; &lt;em&gt;La Questione fondamentale&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Andando dietro alle menzogne scientiste, i sostenitori della legalizzazione dell'infanticidio assistito hanno impostato tutta la loro polemica affermando che, dal momento che il feto non ha vita extrauterina prima del 180º giorno, toglierlo di mezzo significa solo eliminare della materia organica indesiderata, senza sapere che sull'inizio della vita c'è una grande confusione tra gli scienziati, che risultano in disaccordo e si contraddicono continuamente tra loro, asserendo che il limite è da fissarsi ora al 196º giorno, ora al 154º e così via a seconda dello scienziato. Erigendo a sua stessa vergogna la torre di Babele della scienza, l'uomo vorrebbe stabilire ciò che soltanto il Creatore della vita può decidere, ma durante la sua costruzione saltano fuori tutte le imperfezioni e le impalcature pericolanti iniziano a crollare sotto il peso di pretese sovrumane. Solo Dio lo sa, e Dio ci ha detto che cosa sa, rivelando agli uomini i suoi pensieri nelle Scritture. Nel Salmo 139, ai versetti 15 e 16, Davide, ispirato dallo Spirito Santo, dice: "Le mie ossa non ti erano nascoste, quando fui formato in segreto e intessuto nelle profondità della terra. I tuoi occhi videro la massa informe del mio corpo e nel tuo libro erano già scritti tutti i giorni che erano stati fissati per me anche se nessuno di essi esisteva ancora". La massa informe del mio corpo: nella meravigliosa poesia del Salmo, la Parola di Dio fotografa un uomo nella primissima fase della sua esistenza, ossia quando non sembrerebbe neanche un uomo a causa del primitivo sviluppo fisico delle membra. Questa è una cosa molto importante, se consideriamo che, osservando delle fotografie di un feto, la tipica struttura umana è perfettamente riconoscibile già alla fine della nona settimana, mentre alla dodicesima settimana di vita intrauterina si notano con evidenza persino le parti ossee. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Io solo sono Dio e non vi è altro dio accanto a me. Io faccio morire e faccio vivere" (De 32:39)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ebbene, per il Signore la vita ha inizio ben prima di questo periodo, ma al momento stesso del concepimento, quando lo sviluppo embrionale prende il via (e d'altronde queste sono anche le conclusioni della scienza, visto che la Biologia e la Medicina dimostrano che fin dal momento del concepimento ci si trova davanti a un essere dotato di un patrimonio genetico completo - unico - irripetibile nel quale è già scritto se l'individuo sarà uomo o donna, di quale colore saranno i capelli, gli occhi e così via). Sin dalla Sua fondazione in era apostolica, la Chiesa di Cristo ha sempre proibito e condannato l'omicidio in ogni sua forma, ivi compreso l'aborto, e tale visione non è mai venuta meno nel corso dei secoli: la difesa della vita umana è stata una costante della morale cristiana nella misura in cui il suo fondamento è stato posto sull'autorevole Parola di Dio. Nel secondo secolo dopo Cristo, il grande scrittore cristiano Tertulliano, interpretando perfettamente i sentimenti e le convinzioni di ogni sincero credente, scriveva: "A noi, poiché l'omicidio è stato vietato una volta per tutte, non è consentito di distruggere chi è stato concepito nel grembo materno, l'embrione che si sta trasformando in un essere umano. È un omicidio anticipato l'impedir la nascita, e non importa se si soffoca una vita formata o se si sopprime una vita nascente. È un uomo anche chi sta per divenirlo: tutto il frutto è già nel seme" (Apologeticum, 9, 8). Geremia ricevette la vocazione ancor prima di esser stato formato nel grembo di sua madre, e prima di vedere la luce era già stato consacrato per l'Eterno e da Lui costituito profeta delle nazioni (vd. Gr 1:5). Quando Elisabetta ricevette la visita di Maria, Gesù non era che una massa informe nel grembo materno, ma quella donna pia riconobbe già in Lui il proprio Signore (vd. Luca 1:42). Gli scienziati affermano che la vita non ha inizio prima della ventiseiesima - ventottesima settimana, il Creatore della vita dice che il Suo nephesh (respiro, soffio) anima la creatura umana sin dal concepimento: a chi crederemo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'aver dato ragione agli uomini ha portato all'asettico sterminio di milioni di innocenti, una folle strage impunemente perpetrata sotto gli occhi di tutto il mondo, sotto gli occhi di Dio... Assistere in silenzio a questo odioso eccidio significa fare il gioco dell'Avversario. Non è sufficiente essere contrari all'aborto, occorre combatterlo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E allora? Quale dev'essere l'impegno dei Cristiani morali di fronte ad una tale tragedia?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-7502839576466402515?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/7502839576466402515/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/aborto-lo-sterminio-silenzioso-ii.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/7502839576466402515'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/7502839576466402515'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/aborto-lo-sterminio-silenzioso-ii.html' title='Aborto: lo sterminio silenzioso - II'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-875253702111746780</id><published>2012-02-10T11:53:00.002+01:00</published><updated>2012-02-10T11:53:52.531+01:00</updated><title type='text'>Elvira - Figlia spirituale di Padre Pio - XX</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Continuiamo a scoprire la figura di Elvira, figlia spirituale di San Pio da Pietrelcina; nell'appuntamento odierno continuiamo a vedere come è Elvira oggi:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;CAPITOLO IV &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;ELVIRA OGGI&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Quando ha preso un'anima a carico, Elvira non la lascia più per nessuna ragione al mondo e la segue, da vicino e da lontano, con puntigliosa fedeltà. Si sa di certi convertiti di Bologna che lei ha continuato a seguire dopo la conversione, accompagnandoli per ben tre anni consecutivi a Lourdes. "perché - dice - certe anime non si possono abbandonare, altrimenti si perdono ancora". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le sue periodiche visite alle pecorelle che ha ricondotto all'ovile, se hanno la parvenza di un normale "saluto ad amici" hanno però lo scopo recondito di spegnere i dubbi, di rafforzare nella fede, di additare nuove mete da raggiungere nel cammino spirituale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molte sono le persone che sollecitano una sua visita a domicilio, talvolta con insistenti pressioni, per i più svariati motivi. E lei va, portata dalla sua fedele autista, percorrendo anche mezza Italia, se occorre, naturalmente senza pretendere nessun compenso. Va per portare nelle case, dove è accolta come un angelo venuto dal cielo, la preziosa consolazione della sua fede ardente e della sua preghiera serafica. Dice quel che le viene da dentro e i suoi consigli saggi sono seguiti e le sue parole ispirate scendono nei cuori e ne addolciscono le piaghe più crude. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Più spesso però sono gli altri che vengono da lei, anche da lontano, per sottoporle i loro problemi e chiederne la soluzione. Lei è pronta nel comprendere e meravigliosa nel confortare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi l'ascolta, dopo averle confidato una pena, o un dubbio, o un errore, ha l'impressione di ricevere non delle parole soltanto, ma un aiuto effettivo, reale, grazie al quale ogni affanno scompare. Tutti sentono di poter contare su di lei e sulla forza impetratrice della sua preghiera. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certi giorni la casa di Mamma Elvira è un porto di mare. Chi parte... chi arriva... Una sequela ininterrotta di visite, alcune preannunciate per telefono, altre impreviste, che mettono a dura prova la resistenza fisica di questa creatura già tanto provata da malanni e sofferenze di ogni genere. Lei accoglie i visitatori con largo senso di ospitalità, facendo di tutto per metterli a loro agio, preoccupata dei loro mali fisici e dei loro problemi, ma soprattutto della salute della loro anima. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi entra nella sua casa è subito pervaso da un ineffabile senso di pace interiore e non vorrebbe più andarsene via. Si sente che accanto a lei si respira un'aria particolare: di pace pur nella lotta, di gioia pur nella sofferenza, di coraggio anche fra tante difficoltà, di sicurezza e di fiducia e tanto più queste sensazioni dilatano il cuore quanto più si ha fede in lei e obbedienza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fedele al compito che le è stato assegnato da Padre Pio, quello di assistere i malati, Elvira dà a questo impegno la preminenza assoluta su ogni altro, senza tenere in alcun conto nemmeno la propria salute e si porta ancora da un ospedale all'altro, dovunque vi sia un malato che domanda di lei. Quando, in mezzo alle più grandi sofferenze, è impossibilitata a muoversi, un sol pensiero l'assilla: "I miei malati! I miei malati!" E invece di gemere sui propri mali la si ode compassionare ora l'uno ora l'altro dei suoi pazienti rammaricandosi di non poter andare da loro a portare il suo aiuto e il suo conforto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Naturalmente non è soltanto la preoccupazione per i mali fisici del prossimo che spinge Elvira a muoversi, ad andare dall'uno o dall'altro, ma è soprattutto l'ansia per la salvezza di queste anime, perché lei sa che spesso, ottenuta la guarigione del corpo, i suoi pazienti, per un senso di gratitudine, sollecitati da lei, si riaccostano a Dio. E questo è ciò che le sta a cuore più di ogni altra cosa al mondo. Ella è investita in tutto il suo essere dal dolore di vedere che tanti cristiani sono diventati spregiatori dei Sacramenti e della Grazia e, sentendo in tutta la sua drammaticità il male del tempo in cui le tocca vivere, si offre con commovente slancio a ogni sorta di sofferenza per il loro ravvedimento. Avverte fino in fondo la preziosità della sofferenza come mezzo di espiazione soddisfatoria per tutte le anime a lei congiunte attraverso il Corpo Mistico e la sua eroica abnegazione è per tutti un insegnamento e un esempio. È particolarmente impressionante questo suo richiamo al valore della sofferenza e del patire per Cristo in tempi come sono i nostri, di decadenza religiosa e di ricerca del godere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo appunto abbiamo voluto tracciare la sua biografia: per dare un aiuto e una consolazione ai lettori i quali potranno rendersi conto della presenza di Dio in mezzo a noi. Mamma Elvira ne è una piena conferma. Ella è un richiamo ai valori dello spirito in un tempo in cui il materialismo tenta di soffocare e di strappare la fede al mondo; è, nella superbia e nella mollezza dell'età presente, una precisa lezione di umiltà e di osservanza cristiana. Questo solo ci interessa: che le anime sappiano cogliere questa lezione e farne frutto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-875253702111746780?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/875253702111746780/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/elvira-figlia-spirituale-di-padre-pio_10.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/875253702111746780'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/875253702111746780'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/elvira-figlia-spirituale-di-padre-pio_10.html' title='Elvira - Figlia spirituale di Padre Pio - XX'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-1110170661800453734</id><published>2012-02-09T12:49:00.000+01:00</published><updated>2012-02-09T12:49:06.145+01:00</updated><title type='text'>Benedetto XVI: Dio è presente nella storia</title><content type='html'>&lt;iframe width="480" height="359" src="http://www.youtube.com/embed/trNfvbMzUpQ?fs=1" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-1110170661800453734?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/1110170661800453734/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/benedetto-xvi-dio-e-presente-nella.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/1110170661800453734'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/1110170661800453734'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/benedetto-xvi-dio-e-presente-nella.html' title='Benedetto XVI: Dio è presente nella storia'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/trNfvbMzUpQ/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-6007356743599361340</id><published>2012-02-09T12:47:00.000+01:00</published><updated>2012-02-09T12:47:59.731+01:00</updated><title type='text'>Udienza Generale di Papa Benedetto XVI - 08 Febbraio 2012</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;BENEDETTO XVI &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;UDIENZA GENERALE &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aula Paolo VI&lt;br /&gt;Mercoledì, 8 febbraio 2012&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-9BykR105his/Ts5CCK-zVtI/AAAAAAAAAXY/o4PdxlNwuRo/s1600/papa-benedettoXVI_ANSA_324.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="227" src="http://2.bp.blogspot.com/-9BykR105his/Ts5CCK-zVtI/AAAAAAAAAXY/o4PdxlNwuRo/s320/papa-benedettoXVI_ANSA_324.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;La preghiera di Gesù di fronte alla morte (Mc e Mt)&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cari fratelli e sorelle,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;oggi vorrei riflettere con voi sulla preghiera di Gesù nell’imminenza della morte, soffermandomi su quanto ci riferiscono san Marco e san Matteo. I due Evangelisti riportano la preghiera di Gesù morente non soltanto nella lingua greca, in cui è scritto il loro racconto, ma, per l'importanza di quelle parole, anche in una mescolanza di ebraico ed aramaico. In questo modo essi hanno tramandato non solo il contenuto, ma persino il suono che tale preghiera ha avuto sulle labbra di Gesù: ascoltiamo realmente le parole di Gesù come erano. Nel contempo, essi ci hanno descritto l’atteggiamento dei presenti alla crocifissione, che non compresero – o non vollero comprendere – questa preghiera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scrive san Marco, come abbiamo ascoltato: «Quando fu mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Alle tre, Gesù gridò a gran voce: “Eloì, Eloì, lemà sabactàni?”, che significa: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”» (15,34). Nella struttura del racconto, la preghiera, il grido di Gesù si alza al culmine delle tre ore di tenebre che, da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio, calarono su tutta la terra. Queste tre ore di oscurità sono, a loro volta, la continuazione di un precedente lasso di tempo, pure di tre ore, iniziato con la crocifissione di Gesù. L'Evangelista Marco, infatti, ci informa che: «Erano le nove del mattino quando lo crocifissero» (cfr 15,25). Dall'insieme delle indicazioni orarie del racconto, le sei ore di Gesù sulla croce sono articolate in due parti cronologicamente equivalenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nelle prime tre ore, dalle nove fino a mezzogiorno, si collocano le derisioni di diversi gruppi di persone, che mostrano il loro scetticismo, affermano di non credere. Scrive san Marco: «Quelli che passavano di là lo insultavano» (15,29); «così anche i capi dei sacerdoti, con gli scribi, fra loro si facevano beffe di lui» (15,31); «e anche quelli che erano stati crocifissi con lui lo insultavano» (15,32). Nelle tre ore seguenti, da mezzogiorno «fino alle tre del pomeriggio», l’Evangelista parla soltanto delle tenebre discese su tutta la terra; il buio occupa da solo tutta la scena senza alcun riferimento a movimenti di personaggi o a parole. Quando Gesù si avvicina sempre più alla morte, c’è solo l'oscurità che cala «su tutta la terra». Anche il cosmo prende parte a questo evento: il buio avvolge persone e cose, ma pure in questo momento di tenebre Dio è presente, non abbandona. Nella tradizione biblica, il buio ha un significato ambivalente: è segno della presenza e dell’azione del male, ma anche di una misteriosa presenza e azione di Dio che è capace di vincere ogni tenebra. Nel Libro dell'Esodo, ad esempio, leggiamo: «Il Signore disse a Mosè: “Ecco, io sto per venire verso di te in una densa nube”» (19,9); e ancora: «Il popolo si tenne dunque lontano, mentre Mosè avanzò verso la nube oscura dove era Dio» (20,21). E nei discorsi del Deuteronomio, Mosè racconta: «Il monte ardeva, con il fuoco che si innalzava fino alla sommità del cielo, fra tenebre, nuvole e oscurità» (4,11); voi «udiste la voce in mezzo alle tenebre, mentre il monte era tutto in fiamme» (5,23). Nella scena della crocifissione di Gesù le tenebre avvolgono la terra e sono tenebre di morte in cui il Figlio di Dio si immerge per portare la vita, con il suo atto di amore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tornando alla narrazione di san Marco, davanti agli insulti delle diverse categorie di persone, davanti al buio che cala su tutto, nel momento in cui è di fronte alla morte, Gesù con il grido della sua preghiera mostra che, assieme al peso della sofferenza e della morte in cui sembra ci sia abbandono, l’assenza di Dio, Egli ha la piena certezza della vicinanza del Padre, che approva questo atto supremo di amore, di dono totale di Sé, nonostante non si oda, come in altri momenti, la voce dall’alto. Leggendo i Vangeli, ci si accorge che in altri passaggi importanti della sua esistenza terrena Gesù aveva visto associarsi ai segni della presenza del Padre e dell’approvazione al suo cammino di amore, anche la voce chiarificatrice di Dio. Così, nella vicenda che segue il battesimo al Giordano, allo squarciarsi dei cieli, si era udita la parola del Padre: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento» (Mc 1,11). Nella trasfigurazione, poi, al segno della nube si era affiancata la parola: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!» (Mc 9,7). Invece, all’avvicinarsi della morte del Crocifisso, scende il silenzio, non si ode alcuna voce, ma lo sguardo di amore del Padre rimane fisso sul dono di amore del Figlio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma che significato ha la preghiera di Gesù, quel grido che lancia al Padre: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato», il dubbio della sua missione, della presenza del Padre? In questa preghiera non c’è forse la consapevolezza proprio di essere stato abbandonato? Le parole che Gesù rivolge al Padre sono l’inizio del Salmo 22, in cui il Salmista manifesta a Dio la tensione tra il sentirsi lasciato solo e la consapevolezza certa della presenza di Dio in mezzo al suo popolo. Il Salmista prega: «Mio Dio, grido di giorno e non rispondi; di notte, e non c’è tregua per me. Eppure tu sei il Santo, tu siedi in trono fra le lodi d’Israele» (vv. 3-4). Il Salmista parla di «grido» per esprimere tutta la sofferenza della sua preghiera davanti a Dio apparentemente assente: nel momento di angoscia la preghiera diventa un grido.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E questo avviene anche nel nostro rapporto con il Signore: davanti alle situazioni più difficili e dolorose, quando sembra che Dio non senta, non dobbiamo temere di affidare a Lui tutto il peso che portiamo nel nostro cuore, non dobbiamo avere paura di gridare a Lui la nostra sofferenza, dobbiamo essere convinti che Dio è vicino, anche se apparentemente tace. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ripetendo dalla croce proprio le parole iniziali del Salmo, “Elì, Elì, lemà sabactàni?” – “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” (Mt 27,46), gridando le parole del Salmo, Gesù prega nel momento dell’ultimo rifiuto degli uomini, nel momento dell’abbandono; prega, però, con il Salmo, nella consapevolezza della presenza di Dio Padre anche in quest’ora in cui sente il dramma umano della morte. Ma in noi emerge una domanda: come è possibile che un Dio così potente non intervenga per sottrarre il suo Figlio a questa prova terribile? E’ importante comprendere che la preghiera di Gesù non è il grido di chi va incontro con disperazione alla morte, e neppure è il grido di chi sa di essere abbandonato. Gesù in quel momento fa suo l’intero Salmo 22, il Salmo del popolo di Israele che soffre, e in questo modo prende su di Sé non solo la pena del suo popolo, ma anche quella di tutti gli uomini che soffrono per l’oppressione del male e, allo stesso tempo, porta tutto questo al cuore di Dio stesso nella certezza che il suo grido sarà esaudito nella Risurrezione: «il grido nell'estremo tormento è al contempo certezza della risposta divina, certezza della salvezza – non soltanto per Gesù stesso, ma per “molti” » (Gesù di Nazaret II, 239-240). In questa preghiera di Gesù sono racchiusi l’estrema fiducia e l’abbandono nelle mani di Dio, anche quando sembra assente, anche quando sembra rimanere in silenzio, seguendo un disegno a noi incomprensibile. Nel Catechismo della Chiesa Cattolica leggiamo così: «Nell’amore redentore che sempre lo univa al Padre, Gesù ci ha assunto nella nostra separazione da Dio a causa del peccato al punto da poter dire a nome nostro sulla croce: “Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato?”» (n. 603). Il suo è un soffrire in comunione con noi e per noi, che deriva dall’amore e già porta in sé la redenzione, la vittoria dell’amore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le persone presenti sotto la croce di Gesù non riescono a capire e pensano che il suo grido sia una supplica rivolta ad Elia. In una scena concitata, essi cercano di dissetarlo per prolungarne la vita e verificare se veramente Elia venga in suo soccorso, ma un forte urlo pone termine alla vita terrena di Gesù e al loro desiderio. Nel momento estremo, Gesù lascia che il suo cuore esprima il dolore, ma lascia emergere, allo stesso tempo, il senso della presenza del Padre e il consenso al suo disegno di salvezza dell’umanità. Anche noi ci troviamo sempre e nuovamente di fronte all’«oggi» della sofferenza, del silenzio di Dio - lo esprimiamo tante volte nella nostra preghiera - ma ci troviamo anche di fronte all’«oggi» della Risurrezione, della risposta di Dio che ha preso su di Sé le nostre sofferenze, per portarle insieme con noi e darci la ferma speranza che saranno vinte (cfr Lett. enc. Spe salvi, 35-40).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cari amici, nella preghiera portiamo a Dio le nostre croci quotidiane, nella certezza che Lui è presente e ci ascolta. Il grido di Gesù ci ricorda come nella preghiera dobbiamo superare le barriere del nostro «io» e dei nostri problemi e aprirci alle necessità e alle sofferenze degli altri. La preghiera di Gesù morente sulla Croce ci insegni a pregare con amore per tanti fratelli e sorelle che sentono il peso della vita quotidiana, che vivono momenti difficili, che sono nel dolore, che non hanno una parola di conforto; portiamo tutto questo al cuore di Dio, perché anch’essi possano sentire l’amore di Dio che non ci abbandona mai. Grazie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;{Saluti in varie lingue:&lt;/strong&gt; Je salue les pèlerins francophones présents, particulièrement les paroissiens de Paris ainsi que les collégiens et les lycéens. Soyez sûrs de la présence et de l’amour de Dieu dans nos vies. Il écoute nos cris et répond à notre prière par l’espérance qui a surgi de la victoire de Jésus sur la mort et le mal. Je vous bénis de grand cœur !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I greet all the English-speaking visitors and pilgrims present at today’s Audience, including groups from England, Ireland, Norway and the United States of America. I extend a special welcome to the many students who are here, and I pray that your studies may serve to deepen your knowledge and love of our Lord and Saviour Jesus Christ. Whatever darkness you experience in your lives, may you always remain firm in faith, hope and love. May God bless all of you!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Einen herzlichen Gruß richte ich an alle deutschsprachigen Pilger und Besucher. Bringen auch wir Gott im Gebet unser tägliches Kreuz, im Bewußtsein, daß er da ist und uns erhört, daß wir hineinbeten in das Beten Jesu, in das Beten der Menschheit und so in das Hören Gottes. Das Beispiel Jesu lehrt uns vor allem auch, für die vielen zu beten, die die Last des täglichen Lebens fühlen, die nur die Abwesenheit Gottes spüren und seine Anwesenheit nicht wahrnehmen, um sie in unser Gebet hinein und so zu Gott hinaufzuziehen. Dies ist die Gewißheit, mit der uns das Beten Jesu erfüllt: Gott ist gegenwärtig, seine Liebe ist größer als aller Haß und aller Schmerz dieser Welt.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española, en particular a los sacerdotes del Colegio Sacerdotal Argentino en Roma, a los participantes en el curso promovido por el Centro Internacional de Animación Misionera, a los grupos venidos de España, México, Nicaragua y otros países latinoamericanos. Que la oración de Jesús sobre la cruz nos enseñe a dirigirnos a Dios con la certeza de que él está siempre presente y nos escucha, y a rezar de modo especial por aquellos hermanos nuestros que sufren o pasan necesidad, para que también ellos sientan el amor de Dios que nunca los abandona. Muchas gracias.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saúdo os fiéis da arquidiocese de Porto Alegre e restantes peregrinos de língua portuguesa. Sede bem-vindos! Com a sua ressurreição, Cristo abriu a estrada para além da morte; temos a estrada desimpedida até ao Céu. Que nada vos impeça de viver e crescer na amizade do Pai celeste, e testemunhar a todos a sua bondade e misericórdia! Sobre vós e vossas famílias, desça a sua Bênção generosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saluto in lingua polacca:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pozdrawiam obecnych tu Polaków. Jezus modlący się na krzyżu uczy nas wstawiać się z miłością za wszystkimi braćmi i siostrami, którzy doświadczają ciężaru codzienności, przeżywają trudne chwile cierpienia, fizycznego i duchowego bólu, lęku i osamotnienia, aby i oni mogli doznać miłości Boga, który nigdy nas nie opuszcza. Niech Jego błogosławieństwo stale wam towarzyszy.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Traduzione italiana:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saluto i polacchi qui presenti. Gesù che prega sulla croce ci insegna a intercedere con amore per tutti i fratelli e le sorelle che sentono il peso della vita quotidiana, che vivono momenti difficili di sofferenza, di dolore fisico e spirituale, di timore e isolamento, perché anch’essi possano sentire l’amore di Dio che non ci abbandona mai. La Sua benedizione vi accompagni sempre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saluto in lingua slovacca:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Zo srdca pozdravujem slovenských pútnikov, osobitne z farnosti Bratislava - Blumenál.&lt;br /&gt;Bratia a sestry, vaša púť ku hrobom svätých apoštolov nech vás naplní novým zápalom na ceste evanjeliového svedectva.&lt;br /&gt;Rád žehnám vás i vaše rodiny.&lt;br /&gt;Pochválený buď Ježiš Kristus!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Traduzione italiana:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saluto di cuore i pellegrini slovacchi, in particolare quelli provenienti dalla Parrocchia di Bratislava - Blumentál.&lt;br /&gt;Fratelli e sorelle, il vostro pellegrinaggio alle tombe dei Santi Apostoli vi riempia di un nuovo zelo sulla via della testimonianza evangelica.&lt;br /&gt;Volentieri benedico voi e le vostre famiglie.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Sia lodato Gesù Cristo! &lt;strong&gt;}&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;APPELLO&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cari fratelli e sorelle,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;nelle ultime settimane un’ondata di freddo e di gelo si è abbattuta su alcune Regioni dell’Europa provocando forti disagi e ingenti danni, come sappiamo. Desidero manifestare la mia vicinanza alle popolazioni colpite da così intenso maltempo, mentre invito alla preghiera per le vittime e i loro familiari. Al tempo stesso incoraggio alla solidarietà affinché siano soccorse con generosità le persone provate da tali tragici avvenimenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;* * * &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rivolgo adesso un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. Saluto la Delegazione del Consiglio di Stato, il Reparto Mobile della Polizia di Napoli e le varie associazioni.  Un caloroso saluto ai Padri Stimmatini che celebrano il 36° Capitolo Generale e alle religiose, agli insegnanti e studenti dell’Istituto “San Francesco di Sales” di Via Portuense, per i 75 anni di presenza a Roma, di cui 50 di impegno educativo nella scuola. Un saluto anche ai sacerdoti che partecipano alla settimana di studio promossa dall’Ateneo della Santa Croce sull’importante tema del ministero pastorale della direzione nei Seminari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine, un pensiero affettuoso ai giovani, ai malati e agli sposi novelli. L’odierna memoria di San Girolamo Emiliani, patrono della gioventù abbandonata, stimoli voi, cari giovani, ad essere attenti ai vostri coetanei più svantaggiati e in difficoltà. Aiuti voi, cari ammalati ad offrire le vostre sofferenze per l’educazione cristiana delle nuove generazioni. E incoraggi voi, cari sposi novelli, ad avere sempre fiducia nella Provvidenza, e non solo nelle vostre proprie capacità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;© Copyright 2012 - Libreria Editrice Vaticana&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-6007356743599361340?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/6007356743599361340/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/udienza-generale-di-papa-benedetto-xvi_09.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/6007356743599361340'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/6007356743599361340'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/udienza-generale-di-papa-benedetto-xvi_09.html' title='Udienza Generale di Papa Benedetto XVI - 08 Febbraio 2012'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-9BykR105his/Ts5CCK-zVtI/AAAAAAAAAXY/o4PdxlNwuRo/s72-c/papa-benedettoXVI_ANSA_324.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-9030689123363071970</id><published>2012-02-06T15:56:00.002+01:00</published><updated>2012-02-06T15:56:26.264+01:00</updated><title type='text'>Benedetto XVI: Nella malattia sperimentiamo i nostri limiti.</title><content type='html'>&lt;iframe width="480" height="360" src="http://www.youtube.com/embed/-WSm0PM1xQY" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-9030689123363071970?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/9030689123363071970/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/benedetto-xvi-nella-malattia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/9030689123363071970'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/9030689123363071970'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/benedetto-xvi-nella-malattia.html' title='Benedetto XVI: Nella malattia sperimentiamo i nostri limiti.'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/-WSm0PM1xQY/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-3309742385753468238</id><published>2012-02-06T15:55:00.000+01:00</published><updated>2012-02-06T15:55:17.901+01:00</updated><title type='text'>Angelus di Papa Benedetto XVI - 5 febbraio 2012</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;BENEDETTO XVI&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;ANGELUS&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Piazza San Pietro&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Domenica, 5 febbraio 2012&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.ilsussidiario.net/img/IMAGOECONOMICA2/benedetto_xvi_papa_salutaR400-4ott10.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="213" src="http://www.ilsussidiario.net/img/IMAGOECONOMICA2/benedetto_xvi_papa_salutaR400-4ott10.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Cari fratelli e sorelle!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Il Vangelo di questa domenica ci presenta Gesù che guarisce i malati: dapprima la suocera di Simone Pietro, che era a letto con la febbre ed Egli, prendendola per mano, la risanò e la fece alzare; poi tutti i malati di Cafarnao, provati nel corpo, nella mente e nello spirito, ed Egli “guarì molti… e scacciò molti demoni” (Mc 1,34). I quattro Evangelisti sono concordi nell’attestare che la liberazione da malattie e infermità di ogni genere costituì, insieme con la predicazione, la principale attività di Gesù nella sua vita pubblica. In effetti, le malattie sono un segno dell’azione del Male nel mondo e nell’uomo, mentre le guarigioni dimostrano che il Regno di Dio, Dio stesso è vicino. Gesù Cristo è venuto a sconfiggere il Male alla radice, e le guarigioni sono un anticipo della sua vittoria, ottenuta con la sua Morte e Risurrezione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Un giorno Gesù disse: “Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati” (Mc 2,17). In quella circostanza si riferiva ai peccatori, che Egli è venuto a chiamare e a salvare. Rimane vero però che la malattia è una condizione tipicamente umana, in cui sperimentiamo fortemente che non siamo autosufficienti, ma abbiamo bisogno degli altri. In questo senso potremmo dire, con un paradosso, che la malattia può essere un momento salutare in cui si può sperimentare l’attenzione degli altri e donare attenzione agli altri! Tuttavia, essa è pur sempre una prova, che può diventare anche lunga e difficile. Quando la guarigione non arriva e le sofferenze si prolungano, possiamo rimanere come schiacciati, isolati, e allora la nostra esistenza si deprime e si disumanizza. Come dobbiamo reagire a questo attacco del Male? Certamente con le cure appropriate - la medicina in questi decenni ha fatto passi da gigante, e ne siamo grati - ma la Parola di Dio ci insegna che c’è un atteggiamento decisivo e di fondo con cui affrontare la malattia ed è quello della fede in Dio, nella sua bontà. Lo ripete sempre Gesù alle persone che guarisce: La tua fede ti ha salvato (cfr Mc 5,34.36). Persino di fronte alla morte, la fede può rendere possibile ciò che umanamente è impossibile. Ma fede in che cosa? Nell’amore di Dio. Ecco la vera risposta, che sconfigge radicalmente il Male. Come Gesù ha affrontato il Maligno con la forza dell’amore che gli veniva dal Padre, così anche noi possiamo affrontare e vincere la prova della malattia tenendo il nostro cuore immerso nell’amore di Dio. Tutti conosciamo persone che hanno sopportato sofferenze terribili perché Dio dava loro una serenità profonda. Penso all’esempio recente della beata Chiara Badano, stroncata nel fiore della giovinezza da un male senza scampo: quanti andavano a farle visita, ricevevano da lei luce e fiducia! Tuttavia, nella malattia, abbiamo tutti bisogno di calore umano: per confortare una persona malata, più che le parole, conta la vicinanza serena e sincera.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Cari amici, sabato prossimo, 11 febbraio, memoria della Beata Vergine Maria di Lourdes, è la Giornata Mondiale del Malato. Facciamo anche noi come la gente dei tempi di Gesù: spiritualmente presentiamo a Lui tutti i malati, fiduciosi che Egli vuole e può guarirli. E invochiamo l’intercessione della Madonna, specialmente per le situazioni di maggiore sofferenza e abbandono. Maria, Salute dei malati, prega per noi!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;b&gt;Dopo l'Angelus:&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Cari fratelli e sorelle!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Oggi in Italia si celebra la Giornata per la Vita, iniziata per difendere la vita nascente e poi estesa a tutte le fasi e le condizioni dell’esistenza umana. Quest’anno il Messaggio dei Vescovi propone il tema: “Giovani aperti alla vita”. Mi associo ai Pastori della Chiesa in Italia nell’affermare che la vera giovinezza si realizza nell’accoglienza, nell’amore e nel servizio alla vita. Mi rallegro dell’incontro promosso ieri a Roma dalle Scuole di Ostetricia e Ginecologia delle Università romane per riflettere sulla “Promozione e tutela della vita umana nascente”, e saluto di cuore Mons. Lorenzo Leuzzi, i docenti e i giovani presenti oggi in Piazza San Pietro. Benvenuti! Grazie per a vostra presenza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Chers pèlerins francophones, samedi prochain nous célèbrerons la fête de Notre-Dame de Lourdes et la Journée mondiale des malades. Dans la première lecture de ce dimanche nous voyons que Job a expérimenté dans sa chair la souffrance. Vivant dans la douleur et l’abandon des siens et de ses amis, il ne se révolte pas mais il se tourne vers Dieu. Jésus, lui aussi, face à sa propre souffrance et à celle des hommes, se plonge dans la prière. Avec tous ceux et celles qui sont confrontés à la maladie, demandons à Dieu qu’il nous donne la grâce de l’abandon et de la patience confiante ! Qu’avec l’aide de Notre-Dame de Lourdes et de Sainte Bernadette nous puissions découvrir que le véritable bonheur n’existe qu’en Dieu ! Avec ma Bénédiction !&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;I offer greetings to all the English-speaking pilgrims and visitors present for today’s Angelus. &amp;nbsp;In the Gospel this Sunday, we learn of the healing that Jesus brought to many who were suffering from diseases of one kind or another. &amp;nbsp;We commend to him all those known to us who are in need of healing and we ask him to take away our own hardness of heart, so that we may respond more generously to his love. &amp;nbsp;May God bless all of you!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Einen herzlichen Gruß richte ich an alle deutschsprachigen Pilger und Besucher. Christus, so erzählt uns heute das Evangelium, zog durch das Land Galiläa, um die Liebe Gottes zu verkündigen mit Worten und mit der Tat der Heilung. Er wird auch unser Begleiter sein und will es sein; er will uns an seiner Gemeinschaft mit dem Vater Anteil geben und so zur &amp;nbsp;Fülle des Lebens führen. Und wir wollen ihm folgen: im Gebet, durch den regelmäßigen Empfang der Sakramente und mit guten Werken. So können wir die heilende Macht seiner Liebe erfahren und weitergeben. Der Herr geleite euch dabei mit dem Licht seiner Gnade.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Saludo con afecto a los peregrinos de lengua española, en particular al grupo de fieles de distintas parroquias de Sevilla, así como al grupo de alumnos y profesores de Zafra, Montánchez y Cáceres. El Evangelio de hoy presenta a Jesús que une estrechamente su predicación y cuidado por los enfermos a una intensa oración. Este modo de actuar del Maestro se prolonga también hoy en la vida y misión de la Iglesia. Que la Virgen María asista a cada uno de sus hijos para saber conjugar siempre la actividad apostólica y misionera con una ferviente plegaria a Dios. Feliz domingo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Moje gorące pozdrowienie kieruję do Polaków. Z okazji Światowego Dnia Chorego pragnę zachęcić chorych i cierpiących, aby znajdowali zawsze bezpieczną kotwicę w wierze, która karmi się słuchaniem Słowa Bożego, osobistą modlitwą i sakramentami. Proszę Boga, aby towarzyszyła im wrażliwa troska bliskich, pracowników służby zdrowia i wszystkich ludzi dobrej woli. Niech ludzkie cierpienie będzie zawsze otoczone miłością! Z serca wam błogosławię.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;[Rivolgo il mio caloroso saluto ai polacchi. In occasione della Giornata Mondiale del Malato desidero incoraggiare i malati e i sofferenti a trovare sempre un’ancora sicura nella fede, alimentata dall’ascolto della Parola di Dio, dalla preghiera personale e dai Sacramenti. Chiedo a Dio che li accompagni la sensibile premura dei familiari, degli operatori sanitari e di tutti gli uomini di buona volontà. La sofferenza umana sia sempre circondata di amore! Vi benedico di cuore.]&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Rivolgo un cordiale saluto ai pellegrini di lingua italiana, in particolare ai fedeli venuti da Perugia, come pure al folto gruppo familiare che oggi si è dato appuntamento qui in Vaticano, nonostante l’inverno. La sosta presso la Tomba di San Pietro rafforzi in ciascuno la fede e la perseveranza nella vita cristiana. A tutti auguro una buona domenica. E’ bella la neve, ma speriamo che presto venga la primavera. Auguri. Buona domenica!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;© Copyright 2012 - Libreria Editrice Vaticana&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-3309742385753468238?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/3309742385753468238/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/angelus-di-papa-benedetto-xvi-5.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/3309742385753468238'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/3309742385753468238'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/angelus-di-papa-benedetto-xvi-5.html' title='Angelus di Papa Benedetto XVI - 5 febbraio 2012'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-5490223038104810330</id><published>2012-02-05T09:44:00.000+01:00</published><updated>2012-02-05T09:44:41.534+01:00</updated><title type='text'>Video Vangelo: V domenica ordinario (B 2012)</title><content type='html'>&lt;iframe width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/JLNzz35zZg0?fs=1" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-5490223038104810330?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/5490223038104810330/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/video-vangelo-v-domenica-ordinario-b.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/5490223038104810330'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/5490223038104810330'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/video-vangelo-v-domenica-ordinario-b.html' title='Video Vangelo: V domenica ordinario (B 2012)'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/JLNzz35zZg0/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-3573016418584115178</id><published>2012-02-05T09:43:00.000+01:00</published><updated>2012-02-05T09:43:37.176+01:00</updated><title type='text'>Com'erano le giornate di Gesù?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;V Domenica Tempo Ordinario&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;( Mc 1, 29-39)&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;La prima domanda, la più scontata che facciamo a un nuovo amico è: “cosa fai nella vita?” Indice non di banale curiosità, ma di interesse per ciò che lo riguarda. E volete che non ci interessi sapere com’erano le giornate di Gesù? Prima di tutto era sempre in movimento: basta leggere il Vangelo di oggi per capirlo. Poi esercitava tutte le professioni: dal libero docente a tutta la gamma della sanità. Però mentre gli altri medici curavano le malattie (o, almeno, tentavano di curarle) lui le scacciava ordinando loro di andarsene e di non farsi mai più vedere. E queste obbedivano all’istante. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;• Mattino &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guardiamo dunque gli impegni di Gesù. E’ sabato mattina: entra nella sinagoga e si mette ad insegnare destando grande stupore ed ammirazione per il modo con cui lo fa perché: “ insegnava con autorità e non come gli scribi (mi chiedo: come avranno insegnato gli scribi?). Gli si presenta allora un ossesso ed ecco che vediamo l’autorità di Gesù in atto: comanda allo spirito immondo e quello subito obbedisce ed esce dall’uomo. Ecco la vera autorità: si traduce subito in fatti. In Gesù l’autorità gli viene dal fatto di essere Dio e qualsiasi “potenza”, fosse pure demoniaca, non può che essere sconfitta davanti all’onnipotenza del Figlio di Dio. Dopo aver liberato l’ossesso e scatenato una discussione dei presenti sul suo straordinario potere, Gesù esce dalla sinagoga. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;• Mezzogiorno &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Verso mezzogiorno va a casa di Pietro (forse nella speranza di trovare un po’ di tranquillità) ma ecco che trova la suocera a letto con la febbre. Allora accostatosi, Gesù la sollevò prendendola per la mano e subito la febbre la lasciò. &lt;br /&gt;Gesù, infatti, dopo aver lasciato Nazaret era andato a stabilirsi a Cafarnao, e precisamente nella casa di Pietro, e quella città era diventata la sua seconda patria. Essendo situata vicino alla grande strada – la via maris – battuta dalle carovane provenienti dalla Siria e dalla Mesopotamia e dirette in Palestina e in Egitto, era una città importante: c’era un ufficio delle imposte e un presidio di soldati romani comandati da un centurione. Per il continuo passaggio di carovane era un luogo ideale per l’annuncio del Vangelo. Ora non esiste più: fu completamente distrutta, forse da un terremoto, nel 665, e mai più ricostruita. Ci sono le rovine che ne confermano l’esistenza. E furono trovati anche i ruderi della casa di Pietro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;• Sera &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Venuta la sera, iniziò la processione: tutta la città affluì davanti alla porta portandoGli tutti i malati e gli indemoniati e ne guarì molti. Il sole era tramontato, ma a Cafarnao, davanti alla casa di Pietro, splendeva una luce intramontabile. E tutti accorrevano… &lt;br /&gt;Quel successo strepitoso, lungi dal centrarlo su di sé e fargli nascere anche un minimo e legittimo compiacimento sull’opera compiuta, gli suscita invece un grande bisogno di appartarsi per entrare in comunione con il Padre. E così vediamo Gesù che all’alba, quando ancora è tutto buio, esce di casa e si ritira in un luogo deserto a pregare. Mentre gli altri dormivano ancora, il Maestro si sprofondava in un’intensa adorazione e preghiera prolungata. Ecco il tratto più caratteristico e ricorrente della personalità di Gesù : il suo rapporto con il Padre. E poi arrivano gli apostoli a dirgli che “tutti lo cercano” ma Lui non soccombe alla tentazione del successo e dice: “Andiamocene altrove, perché io predichi anche là: per questo sono venuto”. E così si è conclusa la giornata di Gesù con tutti i suoi impegni: è andato in sinagoga dove ha insegnato e liberato un ossesso; ha guarito la suocera di Pietro e molti altri malati, liberato indemoniati, predicato e soprattutto pregato. Questo ci deve insegnare che l’unica vera ricarica dopo un’intensa giornata di lavoro è la preghiera. Tutto il resto, compresi schermi e teleschermi vari, servono solo a riempirci di vuoto e, lungi dal ricaricarci, a lasciarci più stanchi di prima. E’ urgente saperci centrare o ricentrare su Dio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.incamminocongesu.org/"&gt;Wilma Chasseur&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-3573016418584115178?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/3573016418584115178/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/comerano-le-giornate-di-gesu.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/3573016418584115178'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/3573016418584115178'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/comerano-le-giornate-di-gesu.html' title='Com&apos;erano le giornate di Gesù?'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-7628484669420775375</id><published>2012-02-03T12:15:00.000+01:00</published><updated>2012-02-03T12:15:17.640+01:00</updated><title type='text'>Elvira - Figlia spirituale di Padre Pio - XIX</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Continuiamo a scoprire la figura di Elvira, figlia spirituale di San Pio da Pietrelcina; nell'appuntamento odierno vediamo come è Elvira oggi:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;CAPITOLO IV&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;ELVIRA OGGI&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Col passare degli anni l'attività di Elvira non si è fermata, anzi si direbbe che più diminuiscono le sue forze fisiche, più s'accentua in lei la capacità d'azione e il potere di conquistare anime. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per giungere fin qui, però, quante difficoltà ha dovuto superare! L'incomprensione, la persecuzione, l'invidia, la gelosia le hanno ingombrato il cammino, ma lei è sempre stata sorretta da Dio che non poteva mancare in suo aiuto, perché lavorava per la sua gloria e cosi ha potuto farsi strada, tra maree altissime e voragini spaventose, passando di vittoria in vittoria. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Padre Pio aveva ben capito di che stoffa fosse quella "paesana": una donna spinta all'impegno sociale da profonde motivazioni interiori, una donna dolce e combattiva, dotata di intuito e di sensibilità, di forza di volontà e di capacità operativa, ricca di comunicativa, disponibile alla donazione di se e al servizio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ebbe cara come figlia spirituale sapendo che il chicco, gettato in quel terreno, avrebbe fruttato il cento per uno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi Elvira è, a sua volta, la MAMMA di una numerosa figliuolanza spirituale; è circondata da persone che la amano e confortata dalla stima di molti sacerdoti. Ispira in tutti una grande fiducia, perché è una donna di molto buon senso, ben illuminata dalla ragione, equilibrata, padrona di se. Quando deve prendere qualche decisione esamina con maturità le cose, soppesando bene il da farsi, circospetta, cauta, previdente. A questa sua prudenza, però, va congiunta una volontà ferrea che non la fa arrestare davanti a nessuna avversità e, senza lasciarsi smontare dalle obiezioni degli altri, quando vede che una iniziativa è conforme alla volontà di Dio, anche se appare difficile e rischiosa, vi si lancia decisa ad arrivare fino in fondo.. Nel sopportare le contraddizioni rivela una fortezza invincibile, una pazienza sovrumana. Sopporta ogni male sempre vedendo la sapiente mano di Dio che tutto dirige per il felice compimento della sua volontà. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che incide soprattutto nelle anime, però, è la carità, da lei veramente vissuta ed espressa nelle forme più calde, in tutte le circostanze in cui è chiamata a trovarsi. E l'amore alla base di ogni sua azione: veramente la si direbbe nata per gli altri. Nessuno sa piegarsi sulle miserie dei fratelli con tanta sollecitudine, con così commossa partecipazione come sa fare Elvira. Chiunque l'abbia avvicinata ha sperimentato il balsamo di questa sua bontà, perché lei sa darsi tutta a tutti, sempre, completamente incurante di se stessa. Conosce le dimensioni reali delle cose e delle vicende umane e non si sconcerta dinanzi ai limiti delle persone e delle situazioni, per cui tutti si trovano a proprio agio davanti a lei. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse pochi sacerdoti al mondo ebbero le confidenze che Elvira ha dalle anime e lei, dal cuore veramente sacerdotale, convoglia ogni anima a Dio con saggezza, con franchezza e con carità sublime. È sempre pronta a coprire col velo pietoso dell'anonimato chiunque vada da lei per avere un colloquio a cuore aperto e questa precauzione raggiunge addirittura lo scrupolo quando si tratta di sacerdoti. Usa sempre una grande discrezione e non indaga più in là di quanto le si dice, estremamente rispettosa della libertà altrui. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È categorica nel giudicare, ma altrettanto magnanima nel compatire. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È difficile che chi ha parlato con lei non se ne parta col serio proposito di emendare la propria vita. C'è chi, dopo aver fatto le prime conquiste spirituali, le scrive: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Signora, volevo dirle questo: sapesse come sono cambiata! In quest'ultimo periodo, dopo la rivoluzione interiore, ho avuto tanti lumi di grazia ai quali, per quanto ho potuto, ho risposto. Tramite il suo aiuto, signora Elvira, sono riuscita a rinunciare a tutte le cose vane: sigarette, giornali, televisione. Ho usato il tempo, che impiegavo in queste stupidaggini, per pregare. Come mi sento più contenta! Quanta gioia provo dentro! Ogni sofferenza la offro alla Madonna e così la sento più leggera. Avevo bisogno di dirgliele queste cose, perché, come non si può tenere per sé tanta tristezza, così non si può tenere neanche tanta gioia...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-7628484669420775375?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/7628484669420775375/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/elvira-figlia-spirituale-di-padre-pio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/7628484669420775375'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/7628484669420775375'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/elvira-figlia-spirituale-di-padre-pio.html' title='Elvira - Figlia spirituale di Padre Pio - XIX'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-6957955372613419792</id><published>2012-02-02T11:35:00.000+01:00</published><updated>2012-02-02T11:35:14.503+01:00</updated><title type='text'>Benedetto XVI: se segue la volontà di Dio, l'uomo è libero</title><content type='html'>&lt;iframe width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/9fjK3xCn9qk?fs=1" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-6957955372613419792?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/6957955372613419792/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/benedetto-xvi-se-segue-la-volonta-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/6957955372613419792'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/6957955372613419792'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/benedetto-xvi-se-segue-la-volonta-di.html' title='Benedetto XVI: se segue la volontà di Dio, l&apos;uomo è libero'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/9fjK3xCn9qk/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-1670616817574702616</id><published>2012-02-02T11:34:00.000+01:00</published><updated>2012-02-02T11:34:38.236+01:00</updated><title type='text'>Udienza Generale di Papa Benedetto XVI - 01 Febbraio 2012</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;BENEDETTO XVI &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;UDIENZA GENERALE &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aula Paolo VI&lt;br /&gt;Mercoledì, 1° febbraio 2012&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-9BykR105his/Ts5CCK-zVtI/AAAAAAAAAXY/o4PdxlNwuRo/s1600/papa-benedettoXVI_ANSA_324.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="227" src="http://2.bp.blogspot.com/-9BykR105his/Ts5CCK-zVtI/AAAAAAAAAXY/o4PdxlNwuRo/s320/papa-benedettoXVI_ANSA_324.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Cari fratelli e sorelle,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;oggi vorrei parlare della preghiera di Gesù al Getsemani, al Giardino degli Ulivi. Lo scenario della narrazione evangelica di questa preghiera è particolarmente significativo. Gesù si avvia al Monte degli Ulivi, dopo l'Ultima Cena, mentre sta pregando insieme con i suoi discepoli. Narra l’Evangelista Marco: «Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi» (14,26). Si allude probabilmente al canto di alcuni Salmi dell'hallèl con i quali si ringrazia Dio per la liberazione del popolo dalla schiavitù e si chiede il suo aiuto per le difficoltà e le minacce sempre nuove del presente. Il percorso fino al Getsemani è costellato di espressioni di Gesù che fanno sentire incombente il suo destino di morte e annunciano l'imminente dispersione dei discepoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giunti al podere sul Monte degli Ulivi, anche quella notte Gesù si prepara alla preghiera personale. Ma questa volta avviene qualcosa di nuovo: sembra non voglia restare solo. Molte volte Gesù si ritirava in disparte dalla folla e dagli stessi discepoli, sostando «in luoghi deserti» (cfr Mc 1,35) o salendo «sul monte», dice san Marco (cfr Mc 6,46). Al Getsemani, invece, egli invita Pietro, Giacomo e Giovanni a stargli più vicino. Sono i discepoli che ha chiamato ad essere con Lui sul monte della Trasfigurazione (cfr Mc 9,2-13). Questa vicinanza dei tre durante la preghiera al Getsemani è significativa. Anche in quella notte Gesù pregherà il Padre «da solo», perché il suo rapporto con Lui è del tutto unico e singolare: è il rapporto del Figlio Unigenito. Si direbbe, anzi, che soprattutto in quella notte nessuno possa veramente avvicinarsi al Figlio, che si presenta al Padre nella sua identità assolutamente unica, esclusiva. Gesù però, pur giungendo «da solo» nel punto in cui si fermerà a pregare, vuole che almeno tre discepoli rimangano non lontani, in una relazione più stretta con Lui. Si tratta di una vicinanza spaziale, una richiesta di solidarietà nel momento in cui sente approssimarsi la morte, ma è soprattutto una vicinanza nella preghiera, per esprimere, in qualche modo, la sintonia con Lui, nel momento in cui si appresta a compiere fino in fondo la volontà del Padre, ed è un invito ad ogni discepolo a seguirlo nel cammino della Croce. L’Evangelista Marco narra: «Prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a sentire paura e angoscia. Disse loro: “La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate”» (14,33-34). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella parola che rivolge ai tre, Gesù, ancora una volta, si esprime con il linguaggio dei Salmi: «La mia anima è triste», una espressione del Salmo 43 (cfr Sal 43,5). La dura determinazione «fino alla morte», poi, richiama una situazione vissuta da molti degli inviati di Dio nell’Antico Testamento ed espressa nella loro preghiera. Non di rado, infatti, seguire la missione loro affidata significa trovare ostilità, rifiuto, persecuzione. Mosè sente in modo drammatico la prova che subisce mentre guida il popolo nel deserto, e dice a Dio: «Non posso io da solo portare il peso di tutto questo popolo; è troppo pesante per me. Se mi devi trattare così, fammi morire piuttosto, fammi morire, se ho trovato grazia ai tuoi occhi» (Nm 11,14-15). Anche per il profeta Elia non è facile portare avanti il servizio a Dio e al suo popolo. Nel Primo Libro dei Re si narra: «Egli s’inoltrò nel deserto una giornata di cammino e andò a sedersi sotto una ginestra. Desideroso di morire, disse: “Ora basta, Signore! Prendi la mia vita, perché io non sono migliore dei miei padri”» (19,4).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le parole di Gesù ai tre discepoli che vuole vicini durante la preghiera al Getsemani, rivelano come Egli provi paura e angoscia in quell'«Ora», sperimenti l’ultima profonda solitudine proprio mentre il disegno di Dio si sta attuando. E in tale paura e angoscia di Gesù è ricapitolato tutto l'orrore dell'uomo davanti alla propria morte, la certezza della sua inesorabilità e la percezione del peso del male che lambisce la nostra vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo l’invito a restare e a vegliare in preghiera rivolto ai tre, Gesù «da solo» si rivolge al Padre. L’Evangelista Marco narra che Egli «andato un po’ innanzi, cadde a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse via da lui quell’ora» (14,35). Gesù cade faccia a terra: è una posizione della preghiera che esprime l’obbedienza alla volontà del Padre, l’abbandonarsi con piena fiducia a Lui. E’ un gesto che si ripete all’inizio della Celebrazione della Passione, il Venerdì Santo, come pure nella professione monastica e nelle Ordinazioni diaconale, presbiterale ed episcopale, per esprimere, nella preghiera, anche corporalmente, l’affidarsi completo a Dio, il confidare in Lui. Poi Gesù chiede al Padre che, se fosse possibile, passasse via da lui quest’ora. Non è solo la paura e l’angoscia dell’uomo davanti alla morte, ma è lo sconvolgimento del Figlio di Dio che vede la terribile massa del male che dovrà prendere su di Sé per superarlo, per privarlo di potere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cari amici, anche noi, nella preghiera dobbiamo essere capaci di portare davanti a Dio le nostre fatiche, la sofferenza di certe situazioni, di certe giornate, l’impegno quotidiano di seguirlo, di essere cristiani, e anche il peso del male che vediamo in noi e attorno a noi, perché Egli ci dia speranza, ci faccia sentire la sua vicinanza, ci doni un po’ di luce nel cammino della vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gesù continua la sua preghiera: «Abbà! Padre! Tutto è possibile a te: allontana da me questo calice! Però non ciò che voglio io, ma ciò che vuoi tu» (Mc 14,36). In questa invocazione ci sono tre passaggi rivelatori. All'inizio abbiamo il raddoppiamento del termine con cui Gesù si rivolge a Dio: «Abbà! Padre!» (Mc 14,36a). Sappiamo bene che la parola aramaica Abbà è quella che veniva usata dal bambino per rivolgersi al papà ed esprime quindi il rapporto di Gesù con Dio Padre, un rapporto di tenerezza, di affetto, di fiducia, di abbandono. Nella parte centrale dell'invocazione c’è il secondo elemento: la consapevolezza dell'onnipotenza del Padre – «tutto è possibile a te» -, che introduce una richiesta in cui, ancora una volta, appare il dramma della volontà umana di Gesù davanti alla morte e al male: «allontana da me questo calice!». Ma c’è la terza espressione della preghiera di Gesù ed è quella decisiva, in cui la volontà umana aderisce pienamente alla volontà divina. Gesù, infatti, conclude dicendo con forza: «Però non ciò che voglio io, ma ciò che vuoi tu» (Mc 14,36c). Nell'unità della persona divina del Figlio la volontà umana trova la sua piena realizzazione nell’abbandono totale dell’Io al Tu del Padre, chiamato Abbà. San Massimo il Confessore afferma che dal momento della creazione dell’uomo e della donna, la volontà umana è orientata a quella divina ed è proprio nel “sì” a Dio che la volontà umana è pienamente libera e trova la sua realizzazione. Purtroppo, a causa del peccato, questo “sì” a Dio si è trasformato in opposizione: Adamo ed Eva hanno pensato che il “no” a Dio fosse il vertice della libertà, l’essere pienamente se stessi. Gesù al Monte degli Ulivi riporta la volontà umana al “sì” pieno a Dio; in Lui la volontà naturale è pienamente integrata nell’orientamento che le dà la Persona Divina. Gesù vive la sua esistenza secondo il centro della sua Persona: il suo essere Figlio di Dio. La sua volontà umana è attirata dentro l’Io del Figlio, che si abbandona totalmente al Padre. Così Gesù ci dice che solo nel conformare la sua propria volontà a quella divina, l’essere umano arriva alla sua vera altezza, diventa “divino”; solo uscendo da sé, solo nel “sì” a Dio, si realizza il desiderio di Adamo, di noi tutti, quello di essere completamente liberi. E’ ciò che Gesù compie al Getsemani: trasferendo la volontà umana nella volontà divina nasce il vero uomo, e noi siamo redenti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica insegna sinteticamente: «La preghiera di Gesù durante la sua agonia nell'Orto del Getsemani e le sue ultime parole sulla Croce rivelano la profondità della sua preghiera filiale: Gesù porta a compimento il disegno d'amore del Padre e prende su di sé tutte le angosce dell'umanità, tutte le domande e le intercessioni della storia della salvezza. Egli le presenta al Padre che le accoglie e le esaudisce, al di là di ogni speranza, risuscitandolo dai morti» (n. 543). Davvero «in nessun'altra parte della Sacra Scrittura guardiamo così profondamente dentro il mistero interiore di Gesù come nella preghiera sul Monte degli Ulivi» (Gesù di Nazaret II, 177).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cari fratelli e sorelle, ogni giorno nella preghiera del Padre nostro noi chiediamo al Signore: «sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra» (Mt 6,10). Riconosciamo, cioè, che c'è una volontà di Dio con noi e per noi, una volontà di Dio sulla nostra vita, che deve diventare ogni giorno di più il riferimento del nostro volere e del nostro essere; riconosciamo poi che è nel “cielo” dove si fa la volontà di Dio e che la “terra” diventa “cielo”, luogo della presenza dell’amore, della bontà, della verità, della bellezza divina, solo se in essa viene fatta la volontà di Dio. Nella preghiera di Gesù al Padre, in quella notte terribile e stupenda del Getsemani, la “terra” è diventata “cielo”; la “terra” della sua volontà umana, scossa dalla paura e dall’angoscia, è stata assunta dalla sua volontà divina, così che la volontà di Dio si è compiuta sulla terra. E questo è importante anche nella nostra preghiera: dobbiamo imparare ad affidarci di più alla Provvidenza divina, chiedere a Dio la forza di uscire da noi stessi per rinnovargli il nostro “sì”, per ripetergli «sia fatta la tua volontà», per conformare la nostra volontà alla sua. E’ una preghiera che dobbiamo fare quotidianamente, perché non sempre è facile affidarci alla volontà di Dio, ripetere il “sì” di Gesù, il “sì” di Maria. I racconti evangelici del Getsemani mostrano dolorosamente che i tre discepoli, scelti da Gesù per essergli vicino, non furono capaci di vegliare con Lui, di condividere la sua preghiera, la sua adesione al Padre e furono sopraffatti dal sonno. Cari amici, domandiamo al Signore di essere capaci di vegliare con Lui in preghiera, di seguire la volontà di Dio ogni giorno anche se parla di Croce, di vivere un’intimità sempre più grande con il Signore, per portare in questa «terra» un po’ del «cielo» di Dio. Grazie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;{Saluti in varie lingue: &lt;/strong&gt;Je salue les pèlerins francophones, particulièrement le groupe du Collège du Sacré-Cœur d’Aix-en-Provence. Chers amis, dans la prière, n’hésitons pas à confier à Dieu ce qui fait notre vie, nos joies et nos soucis. Je vous invite à chercher en tout sa volonté, et à renouveler votre engagement à vivre en chrétien, en suivant Jésus, la lumière de notre vie. Avec ma bénédiction à tous, et particulièrement aux personnes consacrées, dont nous célébrerons la fête demain !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I offer a warm welcome to the group of British Army Chaplains taking part in today’s Audience. My greeting also goes to the many student and parish groups present. Upon all the English-speaking pilgrims and visitors, including those from Hong Kong and the United States of America, I cordially invoke God’s blessings of joy and peace! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mit Freude grüße ich die deutschsprachigen Pilger und Besucher. Wollen wir immer wieder Zeiten der Stille und des persönlichen Gebetes suchen und gerade in Stunden der Not vertrauensvoll unsere Sorgen dem himmlischen Vater übergeben. Wir wissen: ihm ist alles möglich und er kann auch das Schwere zum Guten führen. Gott segne euch alle!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española, en particular a los grupos provenientes de España, Chile, Argentina, México y otros países latinoamericanos. Queridos amigos pidamos al Señor para que seamos capaces de vigilar con Él en oración, de cumplir su voluntad cada día aunque comporte sacrificio. Que estemos dispuestos a vivir una intimidad cada vez más grande con Él. Muchas gracias.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amados peregrinos de língua portuguesa, a todos dou as boas-vindas, pedindo a Deus que vos encha de esperança e conceda a luz para descobrir a sua vontade sobre a vossa vida e fazer dela o ponto de referimento diário do vosso querer e do vosso ser. E que as Suas Bênçãos sempre vos acompanhem. Ide em paz!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saluto in lingua polacca:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pozdrawiam polskich pielgrzymów. Modlitwa Jezusa w ogrodzie Getsemani jest wyrazem całkowitego poddania swojej woli i zawierzenia życia Bogu Ojcu. Wszyscy jesteśmy zaproszeni do tej ufności i pełnienia woli Bożej. Jednak szczególnymi świadkami takiego oddania są w Kościele osoby konsekrowane. Obchodząc jutro ich dzień, prośmy Boga, aby mocą Ducha Świętego umacniał je na drodze pełnienia Jego woli. Wam wszystkim tu obecnym niech Bóg błogosławi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Traduzione italiana:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saluto i pellegrini polacchi. La preghiera di Gesù nell’orto del Getsemani è un’espressione della totale sottomissione della propria volontà e dell’affidamento della vita a Dio Padre. Tutti siamo invitati a tale fiducia e a compiere la volontà di Dio. Tuttavia i testimoni speciali di tale dedizione sono nella Chiesa le persone consacrate. Celebrando domani la loro giornata, chiediamo a Dio che con la potenza dello Spirito Santo li rafforzi nel cammino dell’adempimento della Sua volontà. Dio benedica tutti voi qui presenti!&lt;strong&gt;}&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* * * &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rivolgo un cordiale benvenuto a tutti i pellegrini di lingua italiana. In particolare saluto i Vescovi amici della Comunità di Sant’Egidio, provenienti da vari Paesi dell'Europa, dell'Africa e dell'Asia, e li incoraggio ad operare con entusiasmo al servizio del Vangelo, nonostante le difficoltà che a volte possono incontrare nella loro missione. Saluto con affetto i rappresentanti della Marina Militare di Grottaglie; cari amici, vi ringrazio per la vostra presenza e vi esorto a vivere con fedeltà il vostro lavoro e ad arricchirlo con la vostra personale testimonianza cristiana. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Desidero rivolgere infine il mio saluto ai giovani, agli ammalati e agli sposi novelli. La figura di san Giovanni Bosco, che ieri abbiamo ricordato, ci porta a considerare quanto sia importante educare le nuove generazioni agli autentici valori umani e spirituali della vita. Cari giovani, invoco su di voi la particolare protezione del Santo della gioventù e vi auguro di trovare sempre educatori saggi e guide sicure. Cari ammalati, la vostra sofferenza, offerta con generosità al Signore, possa rendere fecondo l'impegno che la Chiesa dedica al mondo giovanile. E voi, sposi novelli, preparatevi ad essere i primi ed insostituibili educatori dei figli che il Signore vi donerà. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;© Copyright 2012 - Libreria Editrice Vaticana&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-1670616817574702616?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/1670616817574702616/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/udienza-generale-di-papa-benedetto-xvi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/1670616817574702616'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/1670616817574702616'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/udienza-generale-di-papa-benedetto-xvi.html' title='Udienza Generale di Papa Benedetto XVI - 01 Febbraio 2012'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-9BykR105his/Ts5CCK-zVtI/AAAAAAAAAXY/o4PdxlNwuRo/s72-c/papa-benedettoXVI_ANSA_324.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-7835038280322932591</id><published>2012-02-01T12:24:00.000+01:00</published><updated>2012-02-01T12:24:11.673+01:00</updated><title type='text'>Fatti guardare negli occhi</title><content type='html'>&lt;iframe width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/kFxitRmiSF0?fs=1" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-7835038280322932591?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/7835038280322932591/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/fatti-guardare-negli-occhi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/7835038280322932591'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/7835038280322932591'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/fatti-guardare-negli-occhi.html' title='Fatti guardare negli occhi'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/kFxitRmiSF0/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-2837661861003699041</id><published>2012-02-01T12:23:00.000+01:00</published><updated>2012-02-01T12:23:08.661+01:00</updated><title type='text'>La Summa Teologica - Cinquantatreesima parte</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Torniamo ad addentrarci nella Summa Teologica di San Tommaso d'Aquino, un'opera che diede un fondamento scientifico, filosofico e teologico alla dottrina cristiana. Continuiamo a scoprire la parte dedicata al Trattato relativo all'essenza di Dio ed in particolare la parte relativa all'unità di Dio:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Prima parte &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Trattato relativo all'essenza di Dio&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;L'unità di Dio &amp;gt; Se Dio sia uno&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Prima parte&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Questione 11&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Articolo 3&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;SEMBRA&lt;/strong&gt; che Dio non sia uno. Infatti:&lt;br /&gt;1. S. Paolo dice: "Ci sono molti dei e molti signori". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. L'uno che è principio del numero non si può attribuire a Dio, perché a Dio non si può attribuire nessuna quantità. Parimente non gli si può attribuire l'uno che si identifica con l'ente, perché esso importa privazione, e ogni privazione è un'imperfezione, che disdice a Dio. Non deve dirsi, dunque, che Dio sia uno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;IN CONTRARIO&lt;/strong&gt;: Nel Deuteronomio sta scritto: "Ascolta, Israele: Il Signore Dio tuo è uno solo". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;RISPONDO&lt;/strong&gt;: Che Dio sia uno si dimostra in tre modi. Primo, dalla sua semplicità. È evidente che ciò, per cui un essere singolo viene costituito soggetto individuale, in nessuna maniera è comunicabile a più d'uno. P. es., ciò per cui Socrate è uomo, è comunicabile a molti; ma ciò per cui Socrate è quest'uomo qui, non può convenire che a uno solo. Se dunque Socrate fosse costituito uomo da ciò per cui è quest'uomo, come non vi possono essere più Socrati, così non vi potrebbero essere più uomini. Ora, questo avviene di Dio: perché Dio è la sua stessa natura, come si è già dimostrato. Per l'identico motivo, dunque, egli è Dio e questo Dio. Impossibile, quindi, che vi siano più dei.&lt;br /&gt;Secondo, dall'infinità della sua perfezione. Si è dimostrato sopra che Dio comprende in se stesso tutta la perfezione dell'essere. Se dunque ci fossero più dei, bisognerebbe che in qualche cosa differissero: quindi qualche cosa converrebbe all'uno che non converrebbe all'altro. E se questo qualche cosa fosse una privazione, l'uno non sarebbe pienamente perfetto; se poi fosse una perfezione, l'altro ne sarebbe mancante. È dunque impossibile che vi siano più dei. Ond'è che gli stessi filosofi dell'antichità, come costretti dalla verità stessa, riconoscendo l'esistenza di un principio infinito, riconobbero che questo principio è uno soltanto.&lt;br /&gt;Terzo, dall'unità del mondo. Le cose tutte che esistono si mostrano vicendevolmente ordinate dal momento che le une servono alle altre. Ora, cose diverse non concordebbero in un medesimo ordinamento, se non vi fossero indirizzate da un agente unico. Infatti, più cose sono riunite meglio in un ordine da un solo agente che da molti; perché l'uno è causa per se dell'unità, mentre i molti non sono causa dell'unità se non accidentalmente, in quanto cioè anch'essi in qualche modo formano un'unità. Siccome, dunque, quello che è primo è perfettissimo e per se (cioè in forza di se stesso), e non per accidens (in forza di altro), è necessario che il primo agente che riunisce tutte le cose in un solo ordine, sia uno solamente. E questi è Dio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: &lt;/strong&gt;1. Si parla di molti dei secondo l'errore di certuni che adoravano molti dei, pensando che i pianeti e le altre stelle, oppure le singole parti del mondo fossero dei. Cosicché (l'Apostolo) soggiunge: "Ma per noi c'è un unico Dio". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. L'uno che è principio del numero non si attribuisce a Dio; ma solo alle cose (corporee) che hanno l'essere nella materia. L'uno, infatti, che è principio del numero, è del genere delle entità matematiche, le quali esistono (di fatto) nella materia, ma dalla ragione vengono astratte e separate da essa. L'uno invece, che si identifica con l'ente, è un'entità metafisica, che essenzialmente non dipende dalla materia. E sebbene in Dio non vi sia privazione di sorta, tuttavia, dato il nostro modo di intendere, da noi non è conosciuto se non per via di negazioni e di eliminazioni. E così niente vieta che si enuncino di Dio termini negativi; p. es., che è incorporeo, infinito. E in tal modo si dice che Dio è uno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_h5_q7nnNNTg/TSRGwSCjgPI/AAAAAAAABr4/okT4XyH-2yA/s200/9788870942248g.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_h5_q7nnNNTg/TSRGwSCjgPI/AAAAAAAABr4/okT4XyH-2yA/s200/9788870942248g.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-2837661861003699041?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/2837661861003699041/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/la-summa-teologica-cinquantatreesima.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/2837661861003699041'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/2837661861003699041'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/02/la-summa-teologica-cinquantatreesima.html' title='La Summa Teologica - Cinquantatreesima parte'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_h5_q7nnNNTg/TSRGwSCjgPI/AAAAAAAABr4/okT4XyH-2yA/s72-c/9788870942248g.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-4155414622594843884</id><published>2012-01-31T11:14:00.000+01:00</published><updated>2012-01-31T11:14:29.773+01:00</updated><title type='text'>Vita di Don Bosco</title><content type='html'>&lt;iframe width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/WAzgg2H1b4w?fs=1" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-4155414622594843884?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/4155414622594843884/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/vita-di-don-bosco.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/4155414622594843884'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/4155414622594843884'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/vita-di-don-bosco.html' title='Vita di Don Bosco'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/WAzgg2H1b4w/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-1455653915760683369</id><published>2012-01-31T11:12:00.000+01:00</published><updated>2012-01-31T11:12:47.337+01:00</updated><title type='text'>Riscoprire i Santi - San Giovanni Bosco</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.santiebeati.it/immagini/Original/22600/22600.JPG" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.santiebeati.it/immagini/Original/22600/22600.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;Torna l'appuntamento settimanale, volto alla scoperta dei nostri cari Santi! Oggi la Chiesa Cattolica celebra la memoria di un grande sacerdote, San Giovanni Bosco, noto soprattutto per il suo amore e per la sua dedizione verso il mondo giovanile. Ne riscopriamo la storia attraverso il consueto tratto biografico estratto da Santi &amp;amp; Beati seguito da uno scritto del Santo in cui vi è un bellissimo botta e risposta tra un padre con il figlio su chi è Dio:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;San Giovanni Bosco è indubbiamente il più celebre santo piemontese di tutti i tempi, nonché su scala mondiale il più famoso tra i santi dell’epoca contemporanea: la sua popolarità è infatti ormai giunta in tutti i continenti, ove si è diffusa la fiorente Famiglia Salesiana da lui fondata, portatrice del suo carisma e della sua operosità, che ad oggi è la congregazione religiosa più diffusa tra quelle di recente fondazione.&lt;br /&gt;Don Bosco fu l’allievo che diede maggior lustro al suo grande maestro di vita sacerdotale, nonché suo compaesano, San Giuseppe Cafasso: queste due perle di santità sbocciarono nel Convitto Ecclesiastico di San Francesco d’Assisi in Torino.&lt;br /&gt;Giovanni Bosco nacque presso Castelnuovo d’Asti (oggi Castelnuovo Don Bosco) in regione Becchi, il 16 agosto 1815, frutto del matrimonio tra Francesco e la Serva di Dio Margherita Occhiena. Cresciuto nella sua modesta famiglia, dalla santa madre fu educato alla fede ed alla pratica coerente del messaggio evangelico. A soli nove anni un sogno gli rivelò la sua futura missione volta all’educazione della gioventù. Ragazzo dinamico e concreto, fondò fra i coetanei la “società dell’allegria”, basata sulla “guerra al peccato”.&lt;br /&gt;Entrò poi nel seminario teologico di Chieri e ricevette l’ordinazione presbiterale nel 1841. Iniziò dunque il triennio di teologia morale pratica presso il suddetto convitto, alla scuola del teologo Luigi Guala e del santo Cafasso. Questo periodo si rivelò occasione propizia per porre solide basi alla sua futura opera educativa tra i giovani, grazie a tre provvidenziali fattori: l’incontro con un eccezionale educatore che capì le sue doti e stimolo le sue potenzialità, l’impatto con la situazione sociale torinese e la sua straordinaria genialità, volta a trovare risposte sempre nuove ai numerosi problemi sociali ed educativi sempre emergenti.&lt;br /&gt;Come succede abitualmente per ogni congregazione, anche la grande opera salesiana ebbe inizi alquanto modesti: l’8 dicembre 1841, dopo l’incontro con il giovane Bartolomeo Garelli, il giovane Don Bosco iniziò a radunare ragazzi e giovani presso il Convitto di San Francesco per il catechismo. Torino era a quel tempo una città in forte espansione su vari aspetti, a causa della forte immigrazione dalle campagne piemontesi, ed il mondo giovanile era in preda a gravi problematiche: analfabetismo, disoccupazione, degrado morale e mancata assistenza religiosa. Fu infatti un grande merito donboschiano l’intuizione del disagio sociale e spirituale insito negli adolescenti, che subivano il passaggio dal mondo agricolo a quello preindustriale, in cui si rivelava solitamente inadeguata la pastorale tradizionale.&lt;br /&gt;Strada facendo, Don Bosco capì con altri giovani sacerdoti che l’oratorio potesse costituire un’adeguata risposta a tale critica situazione. Il primo tentativo in tal senso fu compiuto dal vulcanico Don Giovanni Cocchi, che nel 1840 aveva aperto in zona Vanchiglia l’oratorio dell’Angelo Custode. Don Bosco intitolò invece il suo primo oratorio a San Francesco di Sales, ospite dell’Ospedaletto e del Rifugio della Serva di Dio Giulia Colbert, marchesa di Barolo, ove dal 1841 collaborò con il teologo Giovanni Battista Borel. Quattro anni dopo trasferì l’oratorio nella vicina Casa Pinardi, dalla quale si sviluppò poi la grandiosa struttura odierna di Valdocco, nome indelebilmente legato all’opera salesiana.&lt;br /&gt;Pietro Stella, suo miglior biografo, così descrisse il giovane sacerdote: “Prete simpatico e fattivo, bonario e popolano, all’occorrenza atleta e giocoliere, ma già allora noto come prete straordinario che ardiva fare profezie di morti che poi si avveravano, che aveva già un discreto alone di venerazione perché aveva in sé qualcosa di singolare da parte del Signore, che sapeva i segreti delle coscienze, alternava facezie e confidenze sconvolgenti e portava a sentire i problemi dell’anima e della salvezza eterna”.&lt;br /&gt;Spinto dal suo innato zelo pastorale, nel 1847 Don Bosco avviò l’oratorio di San Luigi presso la stazione ferroviaria di Porta Nuova. Nel frattempo il cosiddetto Risorgimento italiano, con le sue articolate vicende politiche, provocò anche un chiarimento nell’esperienza degli oratori torinesi, evidenziando due differenti linee seguite dai preti loro responsabili: quella apertamente politicizzata di cui era fautore Don Cocchi, che nel 1849 aveva tentato di coinvolgere i suoi giovani nella battaglia di Novara, e quella più religiosa invece sostenuta da Don Bosco, che prevalse quando nel 1852 l’arcivescovo mons. Luigi Fransoni lo nominò responsabile dell’Opera degli Oratori, affidando così alle sue cure anche quello dell’Angelo Custode.&lt;br /&gt;La principale preoccupazione di Don Bosco, concependo l’oratorio come luogo di formazione cristiana, era infatti sostanzialmente di tipo religioso-morale, volta a salvare le anime della gioventù. Il santo sacerdote però non si accontentò mai di accogliere quei ragazzi che spontaneamente si presentavano da lui, ma si organizzò al fine di raggiungerli ed incontrarli ove vivevano.&lt;br /&gt;Se la salvezza dell’anima era l’obiettivo finale, la formazione di “buoni cristiani ed onesti cittadini” era invece quello immediato, come Don Bosco soleva ripetere. In tale ottica concepì gli oratori quali luoghi di aggregazione, di ricreazione, di evangelizzazione, di catechesi e di promozione sociale, con l’istituzione di scuole professionali.&lt;br /&gt;L’amorevolezza costituì il supremo principio pedagogico adottato da Don Bosco, che faceva notare come non bastasse però amare i giovani, ma occorreva che essi percepissero di essere amati. Ma della sua pedagogia un grande frutto fu il cosiddetto “metodo preventivo”, nonché l’invito alla vera felicità insito nel detto: “State allegri, ma non fate peccati”.&lt;br /&gt;Don Bosco, sempre attento ai segni dei tempi, individuò nei collegi un valido strumento educativo, in particolare dopo che nel 1849 furono regolamentati da un’opportuna legislazione: fu così che nel 1863 fu aperto un piccolo seminario presso Mirabello, nella diocesi di Casale Monferrato.&lt;br /&gt;Altra svolta decisiva nell’opera salesiana avvenne quando Don Bosco si sentì coinvolto dalla nuova sensibilità missionaria propugnata dal Concilio Ecumenico Vaticano I e, sostenuto dal pontefice Beato Pio IX e da vari vescovi, nel 1875 inviò i suoi primi salesiani in America Latina, capeggiati dal Cardinale Giovanni Cagliero, con il principale compito di apostolato tra gli emigrati italiani. Ben presto però i missionari estesero la loro attività dedicandosi all’evangelizzazione delle popolazioni indigene, culminata con il battesimo conferito da Padre Domenico Milanesio al Venerabile Zeffirino Namuncurà, figlio dell’ultimo grande cacico delle tribù indios araucane.&lt;br /&gt;Uomo versatile e dotato di un’intelligenza eccezionale, con il suo fiuto imprenditoriale Don Bosco considerò la stampa un fondamentale strumento di divulgazione culturale, pedagogica e cristiana. Scrittore ed editore, tra le principali sue opere si annoverano la “Storia d’Italia”, “Il sistema metrico decimale” e la collana “Letture Cattoliche”. Non mancarono alcune biografie,tra le quali spicca quella del più bel frutto della sua pedagogia, il quindicenne San Domenico Savio, che aveva ben compreso la sua lezione: “Noi, qui, alla scuola di Don Bosco, facciamo consistere la santità nello stare molto allegri e nell’adempimento perfetto dei nostri doveri”. Scrisse inoltre le vite di altri due ragazzi del suo oratorio, Francesco Besucco e Michele Magone, nonché quella di un suo indimenticabile compagno di scuola, Luigi Comollo.&lt;br /&gt;Pur essendo straordinariamente attivo, Don Bosco non avrebbe comunque potuto realizzare personalmente dal nulla tutta questa immane opera ed infatti sin dall’inizio godette del prezioso ausilio di numerosi sacerdoti e laici, uomini e donne. Al fine di garantire però una certa continuità e stabilità a ciò che aveva iniziato, fondò a Torino la Società di San Francesco di Sales (detti “Salesiani”), congregazione composta di sacerdoti, e nel 1872 a Mornese con Santa Maria Domenica Mazzarello le Figlie di Maria Ausiliatrice.&lt;br /&gt;L’opinione pubblica contemporanea apprezzò molto la preziosa opera di promozione sociale da lui svolta, anche se la stampa laica gli fu sempre avversa, tanto che alla sua morte la Gazzetta del Popolo si limitò a citarne cognome, nome ed età nell’elenco dei defunti, mentre la Gazzetta Piemontese (l’odierna “La Stampa”) gli riservò l’articolo redazionale dosando accuratamente meriti e demeriti del celebre sacerdote: “Il nome di Don Bosco è quello di un uomo superiore che lascia e suscita dietro di sé un vivo contrasto di apprezzamenti e opposti giudizi e quasi due opposte fame: quello di benefattore insigne, geniale, e quello di prete avveduto e procacciate”.&lt;br /&gt;Personalità forte ed intraprendente, bisognosa di particolare autonomia nella sua azione a tutto campo, non lasciava affatto indifferenti coloro che gli erano per svariati motivi a contatto. Ciò costituisce inoltre una spiegazione ai ripetuti scontri che ebbe con ben due arcivescovi torinesi: Ottaviano Riccardi di Netro e soprattutto Lorenzo Gastaldi. Lo apprezzò e lo appoggiò invece costantemente e senza riserve papa Pio IX, che con la sua potente intercessione permise all’opera salesiana di espandersi non solo a livello locale, sorte invece subita da numerosissime altre minute congregazioni.&lt;br /&gt;Giovanni Bosco morì in Torino il 31 gennaio 1888, giorno in cui è ricordato dal Martyrologium Romanum e la Chiesa latina ne celebra la Memoria liturgica. Alla guida della congregazione gli succedette il Beato Michele Rua, uno dei suoi primi fedeli discepoli. La sua salma fu in un primo tempo sepolta nella chiesa dell’istituto salesiano di Valsalice, per poi essere trasferita nella basilica di Maria Ausiliatrice, da lui fatta edificare. Il pontefice Pio XI, suo grande ammiratore, beatificò Don Bosco il 2 giugno 1929 e lo canonizzò il 1° aprile 1934. La città di Torino ha dedicato alla memoria del santo una strada, una scuola ed un grande ospedale. Nel centenario della morte, nel 1988 Giovanni Paolo II, recatosi in visita ai luoghi donboschiani, lo dichiarò Padre e Maestro della gioventù, “stabilendo che con tale titolo egli sia onorato e invocato, specialmente da quanti si riconoscono suoi figli spirituali”.&lt;br /&gt;La venerazione che Don Bosco ebbe, in vita ed in morte, per sua madre fu trasmessa alla congregazione, che negli anni ’90 del XX secolo ha pensato di introdurre finalmente la causa di beatificazione di Mamma Margherita. Merita infine ricordare la prolifica stirpe di santità generata da Don Bosco, tanto che allo stato attuale delle cause, la Famiglia Salesiana può contare ben 5 santi, 51 beati, 8 venerabili ed 88 servi di Dio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Scritto tratto da: &lt;/strong&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;IL CATTOLICO NEL SECOLO - &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;TRATTENIMENTI FAMIGLIARI DI UN PADRE CO’SUOI FIGLIOLI INTORNO ALLA RELIGIONE&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Trattenimento I. Dio Creatore - Argomento metafisico.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P. Tutto viene da Dio, o figliuoli miei, tutto devesi a Dio riferire, perchè tutto da Lui ebbe principio: quindi noi volendo trattare delle cose più importanti, cioè di nostra S. Religione, dobbiamo cominciare da Colui che ne è l’Autore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;F. Benissimo, o padre; noi vi porremo ascolto assai volentieri mentre ci parlate di Dio e delle sue maraviglie: ma ci fareste cosa gratissima, se ci voleste dire in modo chiaro e semplice chi è Dio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P. Opportuna è la vostra dimanda, o figliuoli, difficile però assai, perchè Dio è tutto, abbraccia tutto, quantunque non si debba confondere col {13 [13]} tutto. Egli pertanto non si può descrivere nè definire; solamente ci è dato di dare qualche idea della sua divinità e de’suoi attributi. Dio si suole appellare uno Spirito perfettissimo, Creatore, Signore del cielo e della terra. Egli non ebbe principio e non avrà mai fine; e non dipende da alcuno, ma tutto dipende da Lui. Non è composto di materia come questo nostro corpo, ma è un purissimo spirito, che diede l’esistenza a tutte le cose spirituali e materiali, visibili ed invisibili. Non ha gli occhi, ma colla sua infinita sapienza Egli vede tutto quello che noi facciamo sia di giorno, sia di notte: penetra perfino in ogni segreto nascondiglio del nostro cuore. È infinitamente sapiente, perciò sa tutto il passato, tutto il presente e l’avvenire. Anzi in Dio non vi ha nè passato, nè avvenire, ma un punto solo che è il presente. Così che Egli conosce ogni desiderio, pensiero e divisamento, che eziandio per un istante ci passi per la mente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;F. Le cose che ci esponete sono belle molto, ma non le comprendiamo con tanta agevolezza. Diteci dunque: se Dio è purissimo spirito, come mai possiamo vederlo e conoscerne l’esistenza cogli occhi del corpo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P. Noi certo non possiamo veder Dio cogli occhi del corpo, ma sì bene lo vediamo con certezza infallibile col lume della ragione e della fede. {14 [14]} Siccome questo argomento è della massima importanza, così io seguendo le norme che propongono la ragione e la religione farò di darvi la dovuta istruzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Volendo argomentare, come usano di fare i filosofi, diciamo: Senza niente si fa niente; ora esisto io che sono creatura, dunque deve esistere Dio Creatore; esistono tutte le cose di questo mondo, dunque avvi una potenza che le ha create. Questa potenza creatrice la si chiami pure Ente supremo, Essere onnipotente, Causa prima, Principio dei principii, Signore e Padrone di tutto e di tutti, si viene però sempre con tali espressioni ad indicare Colui, che creò tutto e a tutte le cose diede l’esistenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;F. Non potrebbe essere per avventura che qualcuno sconosciuto sia la Causa prima che abbia dato l’esistenza alle cose?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P. Se alcuno volesse supporre uno sconosciuto, il quale abbia creato e dato esistenza alle cose, noi diremo subito che questi è Dio: perciocchè non dandosi effetto senza causa, ne segue, che non può esistere la creatura senza il Creatore; a meno che si volesse asserire che una cosa possa esser causa ed effetto ad un tempo, dare esistenza a sè e poi darla agli altri; la qual cosa è assolutamente assurda, perchè non si vide mai alcuna cosa farsi da sè. Ascoltate un lepido episodio che serve a spiegare {15 [15]} quanto diciamo. Un pollaiuolo andava un giorno al mercato con parecchi altri, tra cui uno il quale, vantandosi grande conoscitore nel fatto della politica e della religione, passò ben presto a sparlare di Dio e della Chiesa Cattolica bestialmente. Siccome il buon pollaiuolo aveva fatto poco studio, così lasciando da parte i ragionamenti si fece a rispondergli col solo buon senso. Tolse in mano una delle sue galline e mostrandola al compagno: - Signore, gli disse, chi ha fatto questa gallina?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- La gallina fu fatta dall’uovo, rispose l’altro sorridendo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Chi ha fatto l’uovo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Oh quanto siete ingenuo? L’uovo fu fatto dalla gallina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Cominciò ad esistere prima l’uovo o la gallina?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Cominciò ad esistere prima l’uovo, da cui nacque la gallina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Ma dunque chi ha fatto questo primo uovo da cui nacque la gallina?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’altro a questa non seppe più che rispondere: ma tutti quelli che si trovarono presenti ammirarono il discorso del pollaiuolo e ad una voce esclamarono: Andate pure dall’uovo alla gallina finchè volete; ma dovete in fine conchiudere doverci essere un Dio onnipotente che abbia creato l’uovo e la gallina. {16 [16]}&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;F. Non si potrebbe pensare che tutto si è formato a caso?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P. Il caso è niente, e niente fa niente; il caso non produce nè conserva l’ordine, ma sibbene lo rompe e lo distrugge. Ditemi: Chi mai potrebbe credere e sostenere che questo quadro, che questo palazzo, che questa nostra città siansi formati da se stessi a caso?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;F. Sono di parere che per grossa che uno abbia la testa non gli potrebbe giammai entrare dentro cosiffatta sciocchezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P. Ora’tanto meno potrà entrare in un capo ragionevole, che questo universo sia stato fatto dal caso. Sì, miei cari figli, l’esistenza di questo mondo dimostra fino alla evidenza che esiste un Essere il quale lo creò, traendolo dal niente colla sua infinita potenza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-1455653915760683369?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/1455653915760683369/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/riscoprire-i-santi-san-giovanni-bosco.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/1455653915760683369'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/1455653915760683369'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/riscoprire-i-santi-san-giovanni-bosco.html' title='Riscoprire i Santi - San Giovanni Bosco'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-8030407723350977165</id><published>2012-01-30T11:12:00.001+01:00</published><updated>2012-01-30T11:12:49.098+01:00</updated><title type='text'>Benedetto XVI: l'autorità di Dio non è forza della natura</title><content type='html'>&lt;iframe width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/cXsmn7TsGEw?fs=1" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-8030407723350977165?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/8030407723350977165/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/benedetto-xvi-lautorita-di-dio-non-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/8030407723350977165'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/8030407723350977165'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/benedetto-xvi-lautorita-di-dio-non-e.html' title='Benedetto XVI: l&apos;autorità di Dio non è forza della natura'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/cXsmn7TsGEw/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-863129415865470172</id><published>2012-01-30T11:12:00.000+01:00</published><updated>2012-01-30T11:12:04.310+01:00</updated><title type='text'>Angelus di Papa Benedetto XVI - 29 Gennaio 2011</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;BENEDETTO XVI&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;ANGELUS &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Piazza San Pietro&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;Domenica, 29 gennaio 2012&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-ubxQI4gYwAw/TomeOHJvovI/AAAAAAAAAVs/1VYCngVMgf4/s1600/Papa%252C+Angelus.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/-ubxQI4gYwAw/TomeOHJvovI/AAAAAAAAAVs/1VYCngVMgf4/s1600/Papa%252C+Angelus.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Cari fratelli e sorelle!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Vangelo di questa domenica (Mc 1,21-28) ci presenta Gesù che, in giorno di sabato, predica nella sinagoga di Cafarnao, la piccola città sul lago di Galilea dove abitavano Pietro e suo fratello Andrea. Al suo insegnamento, che suscita la meraviglia della gente, segue la liberazione di «un uomo posseduto da uno spirito impuro» (v. 23), che riconosce in Gesù il «santo di Dio», cioè il Messia. In poco tempo, la sua fama si diffonde in tutta la regione, che Egli percorre annunciando il Regno di Dio e guarendo i malati di ogni genere: parola e azione. San Giovanni Crisostomo fa osservare come il Signore «alterni il discorso a beneficio degli ascoltatori, procedendo dai prodigi alle parole e passando di nuovo dall’insegnamento della sua dottrina ai miracoli» (Hom. in Matthæum 25, 1: PG 57, 328).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La parola che Gesù rivolge agli uomini apre immediatamente l’accesso al volere del Padre e alla verità di se stessi. Non così, invece, accadeva agli scribi, che dovevano sforzarsi di interpretare le Sacre Scritture con innumerevoli riflessioni. Inoltre, all’efficacia della parola, Gesù univa quella dei segni di liberazione dal male. Sant’Atanasio osserva che «comandare ai demoni e scacciarli non è opera umana ma divina»; infatti, il Signore «allontanava dagli uomini tutte le malattie e ogni infermità. Chi, vedendo il suo potere … avrebbe ancora dubitato che Egli fosse il Figlio, la Sapienza e la Potenza di Dio?» (Oratio de Incarnatione Verbi 18.19: PG 25, 128 BC.129 B). L’autorità divina non è una forza della natura. È il potere dell’amore di Dio che crea l’universo e, incarnandosi nel Figlio Unigenito, scendendo nella nostra umanità, risana il mondo corrotto dal peccato. Scrive Romano Guardini: «L’intera esistenza di Gesù è traduzione della potenza in umiltà… è la sovranità che qui si abbassa alla forma di servo» (Il Potere, Brescia 1999, 141.142).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spesso per l’uomo l’autorità significa possesso, potere, dominio, successo. Per Dio, invece, l’autorità significa servizio, umiltà, amore; significa entrare nella logica di Gesù che si china a lavare i piedi dei discepoli (cfr Gv 13,5), che cerca il vero bene dell’uomo, che guarisce le ferite, che è capace di un amore così grande da dare la vita, perché è Amore. In una delle sue Lettere, santa Caterina da Siena scrive: «E’ necessario che noi vediamo e conosciamo, in verità, con la luce della fede, che Dio è l’Amore supremo ed eterno, e non può volere altro se non il nostro bene» (Ep. 13 in: Le Lettere, vol. 3, Bologna 1999, 206).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cari amici, giovedì prossimo 2 febbraio, celebreremo la festa della Presentazione del Signore al tempio, Giornata Mondiale della Vita Consacrata. Invochiamo con fiducia Maria Santissima, affinché guidi i nostri cuori ad attingere sempre dalla misericordia divina, che libera e guarisce la nostra umanità, ricolmandola di ogni grazia e benevolenza, con la potenza dell’amore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dopo l'Angelus&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cari fratelli e sorelle,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;oggi, a Vienna, viene proclamata Beata Hildegard Burjan, laica, madre di famiglia, vissuta tra Ottocento e Novecento e fondatrice della Società delle Suore della Caritas socialis. Lodiamo il Signore per questa bella testimonianza del Vangelo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questa domenica ricorre la Giornata mondiale dei malati di lebbra. Nel salutare l’Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau, vorrei far giungere il mio incoraggiamento a tutte le persone affette da questa malattia, come pure a quanti li assistono e, in diversi modi, si impegnano per eliminare la povertà e l’emarginazione, vere cause del permanere del contagio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordo inoltre la Giornata internazionale di intercessione per la pace in Terra Santa. In profonda comunione con il Patriarca Latino di Gerusalemme e il Custode di Terra Santa, invochiamo il dono della pace per quella Terra benedetta da Dio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;{Saluti in varie lingue:&lt;/strong&gt; J’accueille avec joie les pèlerins de langue française. Dans l’Évangile de ce dimanche nous voyons Jésus parler avec autorité, et sa Parole, qui nous délivre de l’esprit du mal, nous révèle l’inlassable fidélité de Dieu pour tout homme. Aujourd’hui encore, cette Parole nous rend libres et elle nous invite à sortir de notre silence. L’Esprit-Saint, que nous avons reçu, fait de nous des prophètes. Notre vocation chrétienne nous pousse donc à accueillir et à annoncer autour de nous la Bonne Nouvelle de Jésus. Que la Vierge Marie nous aide à être des témoins intrépides de l’Évangile ! Bon dimanche à tous !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I offer a warm welcome to the English-speaking pilgrims and visitors present at this Angelus prayer.  In this Sunday’s Gospel we hear how the unclean spirit recognizes Jesus as the “Holy One of God”.  Let us pray that, despite the distractions of life and the apparent progress of evil, we may continue to put our faith in the Lord Jesus who is “the way, the truth and the life”.  I wish all of you a good Sunday.  May God bless you!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ganz herzlich grüße ich die Pilger und Besucher deutscher Sprache und verbinde mich in besonderer Weise mit allen Gläubigen, die heute nachmittag im Wiener Stephansdom an der Seligsprechung von Hildegard Burjan teilnehmen. Sie sagte: „Ich weiß sicher, daß es nur ein wahres Glück gibt, und das ist die Liebe Gottes! Alles andere kann erfreuen, aber Wert hat es nur, wenn es aus dieser Liebe stammt, in ihr begründet ist.“ Aus dieser Liebe hat Hildegard Burjan gelebt. Und als Gründerin der Schwesterngemeinschaft Caritas Socialis hat sie Frauen um sich geschart, die bis heute Quelle dieser Liebe sein wollen, um den notleidenden Menschen Hilfe und Trost und Hilfe zukommen zu lassen. Nach dem Beispiel von Hildegard Burjan versuchen auch wir Boten der helfenden Liebe Gottes zu sein. Einen guten Sonntag euch allen!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española presentes en esta oración mariana, en particular a los alumnos del Instituto Diego Sánchez, de Talavera la Real, del Colegio San Atón, de Badajoz, así como a los fieles procedentes de Valencia, Cádiz, Ceuta y Jérez. Con el salmista invito a todos a escuchar la voz de Dios y a no endurecer el corazón. Busquemos tiempo para meditar cuanto el Señor nos propone en la divina Palabra y respondamos a ella con una oración sincera, constante y humilde. De ahí sacaremos fuerzas para afrontar las dificultades de la vida y servir con sencillez a los que nos rodean, sobre todo a quienes pasan por pruebas diversas. Feliz Domingo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Z serdecznym pozdrowieniem zwracam się do Polaków. W tym tygodniu, w święto Ofiarowania Pańskiego, obchodzimy dzień życia konsekrowanego. Wdzięczni zakonnikom i zakonnicom za ich posługę modlitwy, działalność apostolską i charytatywną w Kościele, módlmy się o nowe powołania. Niech Duch Święty rozpala w wielu sercach pragnienie całkowitego oddania siebie Chrystusowi w ubóstwie, posłuszeństwie i czystości. Niech Bóg wam błogosławi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;[Con un cordiale saluto mi rivolgo ai polacchi. In questa settimana, nella festa della Presentazione del Signore, celebreremo la Giornata della Vita Consacrata. Grati ai religiosi e alle religiose per il loro ministero di preghiera, per l’attività apostolica e caritativa nella Chiesa, preghiamo per le nuove vocazioni. Lo Spirito Santo susciti in tanti cuori il desiderio della totale dedizione a Cristo nella povertà, nell’obbedienza e nella castità. Dio vi benedica!]&lt;strong&gt;}&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E saluto con affetto i pellegrini di lingua italiana, in particolare i fedeli venuti da Taranto, Bari e Civitavecchia, e i numerosi ragazzi dell’Azione Cattolica di Roma con i loro educatori e familiari. Cari ragazzi, anche quest’anno avete dato vita alla “Carovana della Pace”. Vi ringrazio e vi incoraggio a portare dappertutto la pace di Gesù. E accanto a me ci sono due di voi. Adesso ascoltiamo il messaggio letto da Noemi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[lettura del messaggio]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie Noemi, hai fatto molto bene! Ed ora liberiamo le colombe, che i ragazzi hanno portato, come segno di pace per la città di Roma e per il mondo intero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[lancio delle colombe]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vogliono stare nella casa del Papa!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Buona domenica a voi tutti! Buona Domenica!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;© Copyright 2012 - Libreria Editrice Vaticana&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-863129415865470172?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/863129415865470172/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/angelus-di-papa-benedetto-xvi-29.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/863129415865470172'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/863129415865470172'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/angelus-di-papa-benedetto-xvi-29.html' title='Angelus di Papa Benedetto XVI - 29 Gennaio 2011'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-ubxQI4gYwAw/TomeOHJvovI/AAAAAAAAAVs/1VYCngVMgf4/s72-c/Papa%252C+Angelus.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-7060908587016159293</id><published>2012-01-29T09:58:00.001+01:00</published><updated>2012-01-29T09:58:57.014+01:00</updated><title type='text'>Video Vangelo: IV ordinario 2012</title><content type='html'>&lt;iframe width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/0alZWsf22QM?fs=1" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-7060908587016159293?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/7060908587016159293/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/video-vangelo-iv-ordinario-2012.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/7060908587016159293'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/7060908587016159293'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/video-vangelo-iv-ordinario-2012.html' title='Video Vangelo: IV ordinario 2012'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/0alZWsf22QM/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-4643295552952981007</id><published>2012-01-29T09:58:00.000+01:00</published><updated>2012-01-29T09:58:09.613+01:00</updated><title type='text'>Quando il Maestro sgrida...</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;4^ Domenica del Tempo Ordinario&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;(Mc 1,21-28)&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Oggi seguiamo Gesù che va a alla sinagoga di Cafarnao, città fortificata sulla costa occidentale del lago di Tiberiade, a 6 km dallo sbocco del Giordano; fu costruita probabilmente dopo l’esilio perché non è mai citata nell’Antico Testamento. Essendo un’importante città di confine era fornita d’una dogana e d’un presidio militare. Qui c’era la casa di Pietro (di cui furono poi trovati i ruderi) dove spesso dimorava anche Gesù. E in questo Vangelo vediamo un rarissimo atteggiamento di Gesù, che ricorre solo un’altra volta in tutto il Vangelo. Cosa fa il Maestro qui? Qui il Maestro sgrida! Chi? Uno spirito immondo che si era impadronito di un povero malcapitato e lo tormentava. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;• …tutti obbediscono &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Assistiamo a una scena sul tragicomico perché da una parte c’è il poveretto che grida e, dall’altra, Gesù che sgrida. “Che vuoi da noi Gesù? Sei venuto a rovinarci!”. Gesù: “Taci! Esci da costui!” Questi, non volendo abbandonare la presa, grida ancora più forte, ma poi la sgridata di Gesù si rivela così efficace che il maligno molla la presa e se ne va, lasciando finalmente libero il povero malcapitato. Quando il Maestro sgrida non c’è forza che tenga, naturale o soprannaturale che sia! Tutti obbediscono! Già il vento e la tempesta avevano obbedito quando il Maestro li aveva sgridati, suscitando gran timore negli astanti: ”Ma chi è costui al quale anche il vento e la tempesta obbediscono?”. Lo stesso timore si impadronisce ora dei presenti: “Che è mai questo? Comanda persino agli spiriti immondi e gli obbediscono.” E’ chiaro che se gli elementi naturali e gli spiriti soprannaturali hanno una certa potenza, il Figlio di Dio ha l’onnipotenza contro cui ogni forza subalterna non può che infrangersi. Quando il Maestro dice “Basta!” è basta! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;• Liberare e guarire: due cose ben diverse &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui vediamo Gesù che libera dal maligno. E avevamo visto, in altri episodi, che Gesù guariva dalle malattie. Due cose ben diverse. Non possiamo far coincidere la possessione diabolica con una qualsiasi malattia fosse pure di carattere psichico come l’epilessia o roba del genere. Liberare un ossesso è un’altra cosa che guarire. Un malato può guarirlo anche un medico con delle cure, interventi chirurgici ecc. Ma per liberare un posseduto dal maligno ci vuole QUALCUNO che comandi a UN ALTRO di andarsene: “Taci! Esci!” In quel caso il malcapitato è in balia di qualcuno (non di un male) che gli fa fare cose che esulano anche dalla sua natura, come il ragazzo che si gettava nel fuoco. Sembrava epilessia, ma era ben peggio. Non possiamo quindi ridurre tutto a fenomeni di malfunzionamento psichico e organico. Il maligno esiste e disturba. E Gesù è venuto soprattutto per questo: per liberarci dal maligno: del resto l’unica preghiera che ci ha insegnato è proprio il Padre Nostro in cui c’è l’esplicita richiesta di liberarci dal maligno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;• Che vuoi da noi, Gesù? &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mettiamoci dunque con fiducia sotto la protezione di Gesù perché lui solo è il forte. Le forze del male esistono e hanno una certa potenza, ma Dio ha l’onnipotenza e nessuno può vincerlo. &lt;br /&gt;C’è però una domanda valida anche per noi: “ Che vuoi da noi Gesù?”. L’avete mai fatta questa domanda? Peggio: vi è mai capitato di capire chiaro che voleva proprio quella cosa che non volevate dargli? E avete iniziato a obiettare: “Ma no Gesù, non puoi volere proprio questo!” E Lui: “Ma io, di volontà ne ho solo una , ho solo questa!” Come diceva a un mistico che Gli chiedeva di non guardarlo con quello sguardo: “Ma io, di sguardo, ho solo questo, non ne ho un altro”. Sintonizziamoci dunque sul volere e sullo sguardo di Gesù, che sono gli unici che ci salvano. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.incamminocongesu.org/"&gt;Wilma CHASSEUR&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.conmaria.it/Lo_Spirito_Santo/Cacciatadidemoni.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="262" src="http://www.conmaria.it/Lo_Spirito_Santo/Cacciatadidemoni.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-4643295552952981007?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/4643295552952981007/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/quando-il-maestro-sgrida.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/4643295552952981007'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/4643295552952981007'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/quando-il-maestro-sgrida.html' title='Quando il Maestro sgrida...'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-6973699797403791044</id><published>2012-01-28T11:00:00.000+01:00</published><updated>2012-01-28T11:00:11.260+01:00</updated><title type='text'>NO ABORTO</title><content type='html'>&lt;iframe width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/GNQRx9M0k64?fs=1" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-6973699797403791044?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/6973699797403791044/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/no-aborto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/6973699797403791044'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/6973699797403791044'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/no-aborto.html' title='NO ABORTO'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/GNQRx9M0k64/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-3419387005304021535</id><published>2012-01-28T10:55:00.000+01:00</published><updated>2012-01-28T10:55:04.721+01:00</updated><title type='text'>Aborto: lo sterminio silenzioso</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Dopo aver terminato l'approfondimento con l'Enciclica del Beato Giovanni Paolo II, vogliamo continuare a soffermarci sul tema della vita contro l'aborto, considerando quanto quest'abominevole pratica si stia diffondendo ai giorni nostri. Lo facciamo oggi leggendo un'approfondita analisi di Roberto De Angelis che affronta il tema dell'aborto dal punto di vista cristiano:&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;Il punto di vista Cristiano&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;ABORTO: Lo sterminio silenzioso&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;di Roberto De Angelis&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;"&lt;em&gt;E sparsero il sangue innocente, il sangue dei loro figli e delle loro figlie... e il paese fu contaminato dal sangue versato&lt;/em&gt;".&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;(Salmo 106:37)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Con la legge 194 del '78 anche il nostro Paese si è uniformato alle scelte di altre nazioni, rendendo legale l'aborto (il primo paese a farlo fu la Russia bolscevica di Lenin, che nel 1920 la fece rientrare nel suo programma di scristianizzazione - non senza riguardi per il potenziale dell'aborto quale pratica malthusiana) e dando il via ad uno dei più spaventosi bagni di sangue che la storia abbia mai conosciuto. Non ha arginato minimamente la clandestinità (approssimativamente NOVANTAMILA casi l'anno), ed oggi in Italia si calcolano circa CENTOCINQUANTAMILA interruzioni volontarie della gravidanza ogni anno, dato pressoché invariato dagli anni '60. Nel solo anno 1995, ci sono stati ufficialmente 138.379 interruzioni volontarie di gravidanza: 379 omicidi al giorno, 16 ogni ora, uno ogni quattro minuti. Questo significa che in Italia ogni quattro minuti una mamma commissiona l'assassinio di suo figlio. In totale, dal '78 al '98 sono stati soppressi circa 4 MILIONI di bambini: più o meno il triplo del numero delle vittime italiane delle due guerre mondiali messe assieme. A questi dati bisogna poi aggiungere i numeri dei cosiddetti "aborti terapeutici", che sono stati, mediamente, 200.000 ogni anno (tutti casi assolutamente inevitabili?). Secondo stime recenti, in tutto il mondo le interruzioni volontarie di gravidanza sfiorano i 40 MILIONI di casi ogni anno! Dei 210 milioni di donne in età fertile che ogni anno rimangono incinte, il 38% non vuole la gravidanza, e il 22% abortisce. Soltanto in America, negli ultimi venti anni sono stati uccisi mediante aborto criminoso 31 MILIONI di bambini, ossia una media di 1,5 MILIONI di bambini ogni anno, e come è stato fatto notare, in quattro anni gli americani eguaglieranno la bontà che Hitler ha avuto verso sei milioni di Ebrei. Soltanto che questa volta non vengono usate camere a gas o fucili, ma farmaci e bisturi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I Metodi di un Eccidio&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;"&lt;em&gt;L'Eterno odia... le mani che versano sangue innocente&lt;/em&gt;".&lt;br /&gt;(Proverbi 6:16,17)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mezzo più usato in Italia per l'uccisione del feto è stato fino a poco tempo fa lo svuotamento strumentale della cavità uterina, ossia il raschiamento effettuato con una "curette" (una specie di cucchiaio dai bordi taglienti), che oggi tende ad essere sostituito con il metodo della suzione: questo consiste nell'introdurre nell'utero uno speciale strumento capace di praticare il vuoto pneumatico e di aspirare quindi l'embrione e la membrana mucosa. Negli Stati Uniti si pratica molto l'iniezione intramniotica di una soluzione salina ipertonica, che induce l'espulsione del feto con meccanismo osmotico. Infine l'aborto si può determinare con farmaci: DES (dietilstilbestrolo) per iniezione e prostaglandine per fleboclisi (introduzione continuata nelle vene di una soluzione fisiologica, praticata per favorire l'eliminazione di sostanze tossiche). Non è possibile poi tacere di quella orrenda pratica detta dell'aborto a nascita parziale, che negli Stati Uniti viene effettuato dal quarto mese fino alla fine della gravidanza. Il procedimento è di una violenza raccapricciante: l'aborzionista, dopo aver estratto parzialmente il corpo del bambino, gli perfora il cranio con le forbici, all'altezza del foro occipitale; quindi, dopo aver allargato la ferita, estrae le forbici ed inserisce un tubo collegato ad una pompa aspirante. La morte del bambino è ripugnante: il suo cervello viene risucchiato dalla pompa, ed alla fine il corpicino è rimosso definitivamente! Mi rendo conto che si tratta di cose che possono scioccare, ma ritengo assolutamente necessario fare quanta più luce possibile su di un argomento dalle tali implicazioni etiche. Se la realtà è tanto insopportabile, questo lo dobbiamo soltanto alla legge 194, ed è bene che le conseguenze di quel provvedimento vengano conosciute per quello che realmente sono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La situazione è terribilmente seria, ed i Cristiani non possono assolutamente permettersi di restare indifferenti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-3419387005304021535?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/3419387005304021535/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/aborto-lo-sterminio-silenzioso.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/3419387005304021535'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/3419387005304021535'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/aborto-lo-sterminio-silenzioso.html' title='Aborto: lo sterminio silenzioso'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-2624574842919547400</id><published>2012-01-26T11:41:00.000+01:00</published><updated>2012-01-26T11:41:34.710+01:00</updated><title type='text'>Benedetto XVI spiega la preghiera sacerdotale di Gesù.</title><content type='html'>&lt;iframe width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/pjm3tVDGChI?fs=1" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-2624574842919547400?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/2624574842919547400/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/benedetto-xvi-spiega-la-preghiera.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/2624574842919547400'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/2624574842919547400'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/benedetto-xvi-spiega-la-preghiera.html' title='Benedetto XVI spiega la preghiera sacerdotale di Gesù.'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/pjm3tVDGChI/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-1785378613422974704</id><published>2012-01-26T11:40:00.000+01:00</published><updated>2012-01-26T11:40:36.391+01:00</updated><title type='text'>Udienza Generale di Papa Benedetto XVI - 25 Gennaio 2012</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;BENEDETTO XVI &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;UDIENZA GENERALE &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aula Paolo VI&lt;br /&gt;Mercoledì, 25 gennaio 2012&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-9BykR105his/Ts5CCK-zVtI/AAAAAAAAAXY/o4PdxlNwuRo/s1600/papa-benedettoXVI_ANSA_324.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="227" src="http://2.bp.blogspot.com/-9BykR105his/Ts5CCK-zVtI/AAAAAAAAAXY/o4PdxlNwuRo/s320/papa-benedettoXVI_ANSA_324.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Cari fratelli e sorelle,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;nella Catechesi di oggi concentriamo la nostra attenzione sulla preghiera che Gesù rivolge al Padre nell'«Ora» del suo innalzamento e della sua glorificazione (cfr Gv 17,1-26). Come afferma il Catechismo della Chiesa Cattolica: «La tradizione cristiana a ragione la definisce la “preghiera sacerdotale” di Gesù. E' quella del nostro Sommo Sacerdote, è inseparabile dal suo Sacrificio, dal suo “passaggio” [pasqua] al Padre, dove egli è interamente “consacrato” al Padre» (n. 2747). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa preghiera di Gesù è comprensibile nella sua estrema ricchezza soprattutto se la collochiamo sullo sfondo della festa giudaica dell’espiazione, lo Yom kippùr. In quel giorno il Sommo Sacerdote compie l’espiazione prima per sé, poi per la classe sacerdotale e infine per l’intera comunità del popolo. Lo scopo è quello di ridare al popolo di Israele, dopo le trasgressioni di un anno, la consapevolezza della riconciliazione con Dio, la consapevolezza di essere popolo eletto, «popolo santo» in mezzo agli altri popoli. La preghiera di Gesù, presentata nel capitolo 17 del Vangelo secondo Giovanni, riprende la struttura di questa festa. Gesù in quella notte si rivolge al Padre nel momento in cui sta offrendo se stesso. Egli, sacerdote e vittima, prega per sé, per gli apostoli e per tutti coloro che crederanno in Lui, per la Chiesa di tutti i tempi (cfr Gv 17,20). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La preghiera che Gesù fa per se stesso è la richiesta della propria glorificazione, del proprio «innalzamento» nella sua «Ora». In realtà è più di una domanda e della dichiarazione di piena disponibilità ad entrare, liberamente e generosamente, nel disegno di Dio Padre che si compie nell’essere consegnato e nella morte e risurrezione. Questa “Ora” è iniziata con il tradimento di Giuda (cfr Gv 13,31) e culminerà nella salita di Gesù risorto al Padre (Gv 20,17). L’uscita di Giuda dal cenacolo è commentata da Gesù con queste parole: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui» (Gv 13,31). Non a caso, Egli inizia la preghiera sacerdotale dicendo: «Padre, è venuta l’ora: glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi te» (Gv 17,1). La glorificazione che Gesù chiede per se stesso, quale Sommo Sacerdote, è l'ingresso nella piena obbedienza al Padre, un'obbedienza che lo conduce alla sua più piena condizione filiale: «E ora, Padre, glorificami davanti a te con quella gloria che io avevo presso di te prima che il mondo fosse» (Gv 17,5). Sono questa disponibilità e questa richiesta il primo atto del sacerdozio nuovo di Gesù che è un donarsi totalmente sulla croce, e proprio sulla croce - il supremo atto di amore – Egli è glorificato, perché l'amore è la gloria vera, la gloria divina. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il secondo momento di questa preghiera è l’intercessione che Gesù fa per i discepoli che sono stati con Lui. Essi sono coloro dei quali Gesù può dire al Padre: «Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me, ed essi hanno osservato la tua parola» (Gv 17,6). «Manifestare il nome di Dio agli uomini» è la realizzazione di una presenza nuova del Padre in mezzo al popolo, all’umanità. Questo “manifestare” è non solo una parola, ma è realtà in Gesù; Dio è con noi, e così il nome - la sua presenza con noi, l’essere uno di noi - è “realizzato”.  Quindi questa manifestazione si realizza nell’incarnazione del Verbo. In Gesù Dio entra nella carne umana, si fa vicino in modo unico e nuovo. E questa presenza ha il suo vertice nel sacrificio che Gesù realizza nella sua Pasqua di morte e risurrezione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al centro di questa preghiera di intercessione e di espiazione a favore dei discepoli sta la richiesta di consacrazione; Gesù dice al Padre: «Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Consacrali nella verità. La tua parola è verità. Come tu hai mandato me nel mondo, anche io ho mandato loro nel mondo; per loro io consacro me stesso, perché siano anch’essi consacrati nella verità» (Gv 17,16-19). Domando: cosa significa «consacrare» in questo caso? Anzitutto bisogna dire che «Consacrato» o «Santo», è propriamente solo Dio. Consacrare quindi vuol dire trasferire una realtà – una persona o cosa – nella proprietà di Dio. E in questo sono presenti due aspetti complementari: da una parte togliere dalle cose comuni, segregare, “mettere a parte” dall’ambiente della vita personale dell’uomo per essere donati totalmente a Dio; e dall’altra questa segregazione, questo trasferimento alla sfera di Dio, ha il significato proprio di «invio», di missione: proprio perché donata a Dio, la realtà, la persona consacrata esiste «per» gli altri, è donata agli altri. Donare a Dio vuol dire non essere più per se stessi, ma per tutti. E’ consacrato chi, come Gesù, è segregato dal mondo e messo a parte per Dio in vista di un compito e proprio per questo è pienamente a disposizione di tutti. Per i discepoli, sarà continuare la missione di Gesù, essere donato a Dio per essere così in missione per tutti. La sera di Pasqua, il Risorto, apparendo ai suoi discepoli, dirà loro: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi» (Gv 20,21). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il terzo atto di questa preghiera sacerdotale distende lo sguardo fino alla fine del tempo. In essa Gesù si rivolge al Padre per intercedere a favore di tutti coloro che saranno portati alla fede mediante la missione inaugurata dagli apostoli e continuata nella storia: «Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola». Gesù prega per la Chiesa di tutti i tempi, prega anche per noi (Gv 17,20). Il Catechismo della Chiesa Cattolica commenta: «Gesù ha portato a pieno compimento l'opera del Padre, e la sua preghiera, come il suo Sacrificio, si estende fino alla consumazione dei tempi. La preghiera dell'Ora riempie gli ultimi tempi e li porta verso la loro consumazione» (n. 2749).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La richiesta centrale della preghiera sacerdotale di Gesù dedicata ai suoi discepoli di tutti i tempi è quella della futura unità di quanti crederanno in Lui. Tale unità non è un prodotto mondano. Essa proviene esclusivamente dall'unità divina e arriva a noi dal Padre mediante il Figlio e nello Spirito Santo. Gesù invoca un dono che proviene dal Cielo, e che ha il suo effetto – reale e percepibile – sulla terra. Egli prega «perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato» (Gv 17,21). L'unità dei cristiani da una parte è una realtà segreta che sta nel cuore delle persone credenti. Ma, al tempo stesso, essa deve apparire con tutta la chiarezza nella storia, deve apparire perché il mondo creda, ha uno scopo molto pratico e concreto deve apparire perchè tutti siano realmente una sola cosa. L'unità dei futuri discepoli, essendo unità con Gesù - che il Padre ha mandato nel mondo -, è anche la fonte originaria dell'efficacia della missione cristiana nel mondo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Possiamo dire che nella preghiera sacerdotale di Gesù si compie l'istituzione della Chiesa ... Proprio qui, nell'atto dell'ultima cena, Gesù crea la Chiesa. Perché, che altro è la Chiesa se non la comunità dei discepoli che, mediante la fede in Gesù Cristo come inviato del Padre, riceve la sua unità ed è coinvolta nella missione di Gesù di salvare il mondo conducendolo alla conoscenza di Dio? Qui troviamo realmente una vera definizione della Chiesa. La Chiesa nasce dalla preghiera di Gesù. E questa preghiera non è soltanto parola: è l'atto in cui egli «consacra» se stesso e cioè «si sacrifica» per la vita del mondo (cfr Gesù di Nazaret, II, 117s).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gesù prega perché i suoi discepoli siano una cosa sola. In forza di tale unità, ricevuta e custodita, la Chiesa può camminare «nel mondo» senza essere «del mondo» (cfr Gv 17,16) e vivere la missione affidatale perché il mondo creda nel Figlio e nel Padre che lo ha mandato. La Chiesa diventa allora il luogo in cui continua la missione stessa di Cristo: condurre il «mondo» fuori dall’alienazione dell’uomo da Dio e da se stesso, fuori dal peccato, affinché ritorni ad essere il mondo di Dio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cari fratelli e sorelle, abbiamo colto qualche elemento della grande ricchezza della preghiera sacerdotale di Gesù, che vi invito a leggere e a meditare, perché ci guidi nel dialogo con il Signore, ci insegni a pregare. Anche noi, allora, nella nostra preghiera, chiediamo a Dio che ci aiuti ad entrare, in modo più pieno, nel progetto che ha su ciascuno di noi; chiediamoGli di essere «consacrati» a Lui, di appartenerGli sempre di più, per poter amare sempre di più gli altri, i vicini e i lontani; chiediamoGli di essere sempre capaci di aprire la nostra preghiera alle dimensioni del mondo, non chiudendola nella richiesta di aiuto per i nostri problemi, ma ricordando davanti al Signore il nostro prossimo, apprendendo la bellezza di intercedere per gli altri; chiediamoGli il dono dell’unità visibile tra tutti i credenti in Cristo - lo abbiamo invocato con forza in questa Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani - preghiamo per essere sempre pronti a rispondere a chiunque ci domandi ragione della speranza che è in noi (cfr 1Pt 3,15). Grazie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;{Saluti in varie lingue&lt;/strong&gt;: Je salue les pèlerins francophones, particulièrement le groupe Notre Dame de l’Écoute de Paris. Chers amis, puisse la méditation de la Prière sacerdotale de Jésus nous aider à entrer, comme lui, dans le projet de Dieu sur nous et à élargir notre prière aux dimensions du monde. Demandons-lui de lui appartenir toujours plus pour pouvoir aimer les autres et témoigner de l’espérance qui est en nous. Bon pèlerinage à tous !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I offer a warm welcome to the students of the Bossey Graduate School of Ecumenical Studies in Switzerland, and I offer prayerful good wishes for their work. Upon all the English-speaking pilgrims and visitors present at today’s Audience I cordially invoke God’s blessings of joy and peace!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ganz herzlich grüße ich alle Pilger und Besucher deutscher Sprache. Nehmen wir Christus als unseren Herrn und Bruder an, von dem wir unsere Einheit empfangen und der uns hinausführt, um der Welt die Liebe und die Treue Gottes zu bezeugen. Der Herr schenke euch gesegnete Tage hier in Rom.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española, en particular, a los grupos provenientes de España, México, Chile y otros países latinoamericanos. Invito a todos a orar como nos enseña Jesús, pidiendo a Dios que manifieste su voluntad en nuestras vidas, nos consagre y abra nuestro corazón al mundo y a la misión. Que el don de la unidad que esta Semana hemos suplicado con insistencia nos ayude a dar razón de nuestra esperanza ante los que nos rodean. Muchas gracias. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A minha saudação amiga para os fiéis de Santa Maria dos Pobres de Paranoá e demais peregrinos de língua portuguesa, propondo-vos como modelo de vida o Apóstolo São Paulo, cuja conversão hoje recordamos num abraço ideal que se alarga a todos os cristãos na conclusão do Oitavário de Oração pela sua Unidade. Que os vossos corações, fortes na fé, possam servir sempre os amorosos desígnios de Deus. Sobre vós e vossas famílias, desça a minha Bênção. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saluto in lingua polacca:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pozdrawiam serdecznie pielgrzymów polskich. Dzisiaj w święto Nawrócenia Świętego Pawła Apostoła kończymy Tydzień Modlitw o Jedność Chrześcijan. Nawrócenie Apostoła Narodów pod Damaszkiem jest dowodem, że ostatecznie Bóg sam decyduje o losach swego Kościoła. Prośmy Go o łaskę jedności, która domaga się także naszego nawrócenia, dochowania wierności prawdzie i miłości Boga. Z serca wam błogosławię. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Traduzione italiana:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saluto cordialmente i pellegrini polacchi. Oggi, con la Festa della Conversione di San Paolo, chiudiamo la Settimana di Preghiera per l’unità dei Cristiani. La conversione, nei pressi di Damasco, dell’Apostolo delle Genti è la prova che, in definitiva, è Dio stesso a decidere delle sorti della Sua Chiesa. Invochiamolo per ottenere la grazia dell’unità, la quale esige anche la nostra conversione personale, rimanendo fedeli alla verità e all’amore di Dio. Vi benedico di cuore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saluto in lingua slovacca:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Zo srdca pozdravujem slovenských pútnikov, osobitne z Bardejova, z Prešova a z Univerzity Komenského z Bratislavy.&lt;br /&gt;Bratia a sestry, dnes sa končí Oktáva modlitieb za jednotu kresťanov. Pozývam vás k intenzívnym modlitbám k Pánovi, aby sa naplnili Kristove slová „Aby všetci boli jedno“.&lt;br /&gt;Rád vás žehnám.&lt;br /&gt;Pochválený buď Ježiš Kristus!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Traduzione italiana:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saluto di cuore i pellegrini slovacchi, particolarmente quelli provenienti da Bardejov, Prešov e dall’Università Komenský di Bratislava.&lt;br /&gt;Fratelli e sorelle, oggi termina l’Ottavario di preghiera per l’unità dei cristiani. Vi invito ad elevare intense preghiere al Signore affinché si realizzi la parola di Cristo “Perché siano una cosa sola”. &lt;br /&gt;Volentieri vi benedico.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Sia lodato Gesù Cristo!&lt;strong&gt;}&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* * * &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. Saluto le associazioni, i cori e gli studenti, in particolare quelli dell’Istituto Ecumenico Universitario di Bossey presenti per la visita di studio a Roma. Un caloroso saluto ai gruppi parrocchiali, in particolare a quello di San Nicola in Ozieri, dove viene intitolata una Piazza a Don Luigi Giussani e inaugurato oggi un Centro Culturale di educazione alla fede cristiana. A tutti l’auspicio che l’odierna Festa della Conversione di San Paolo stimoli ciascuno ad approfondire la Parola di Dio per poter annunciare, con il dialogo e con la testimonianza, che Gesù è il Salvatore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine, un pensiero affettuoso ai giovani, ai malati e agli sposi novelli. La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, che oggi si conclude, ci offre l’opportunità di riflettere sulla nostra appartenenza a Cristo e alla Chiesa. Cari giovani, fidatevi degli insegnamenti della Chiesa, finalizzati alla vostra crescita integrale. Cari ammalati, offrite le vostre sofferenze per la causa dell’unità della Chiesa di Cristo. E voi, cari sposi novelli, educate i vostri figli secondo la logica dell’amore gratuito, sul modello dell’amore di Dio per l’umanità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;© Copyright 2012 - Libreria Editrice Vaticana&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-1785378613422974704?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/1785378613422974704/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/udienza-generale-di-papa-benedetto-xvi_26.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/1785378613422974704'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/1785378613422974704'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/udienza-generale-di-papa-benedetto-xvi_26.html' title='Udienza Generale di Papa Benedetto XVI - 25 Gennaio 2012'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-9BykR105his/Ts5CCK-zVtI/AAAAAAAAAXY/o4PdxlNwuRo/s72-c/papa-benedettoXVI_ANSA_324.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-1215510106795584516</id><published>2012-01-25T10:58:00.002+01:00</published><updated>2012-01-25T10:59:20.871+01:00</updated><title type='text'>Accogli i Doni</title><content type='html'>&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/U3Anvz7VcWE?fs=1" width="480"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-1215510106795584516?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/1215510106795584516/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/accogli-i-doni.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/1215510106795584516'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/1215510106795584516'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/accogli-i-doni.html' title='Accogli i Doni'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/U3Anvz7VcWE/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-4817054908524638126</id><published>2012-01-25T10:57:00.000+01:00</published><updated>2012-01-25T10:57:41.743+01:00</updated><title type='text'>La Summa Teologica - Cinquantaduesima parte</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Torniamo ad addentrarci nella Summa Teologica di San Tommaso d'Aquino, un'opera che diede un fondamento scientifico, filosofico e teologico alla dottrina cristiana. Continuiamo a scoprire la parte dedicata al Trattato relativo all'essenza di Dio ed in particolare la parte relativa all'unità di Dio:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Prima parte &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Trattato relativo all'essenza di Dio&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;L'unità di Dio &amp;gt; Se ci sia opposizione tra l'uno e i molti&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Prima parte&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Questione 11&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Articolo 2&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;SEMBRA&lt;/strong&gt; che l'uno e i molti non si oppongano. Infatti:&lt;br /&gt;1. Nessun contrario si afferma del suo contrario. Ora, secondo il già detto, ogni molteplice è in qualche modo uno. Dunque l'uno non si oppone ai molti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Nessuna cosa è costituita dal suo opposto. Ora, l'unità costituisce la moltitudine. Dunque non si oppone ad essa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Ad una cosa se ne oppone un'altra sola. Ora, al molto si oppone il poco. Dunque non gli si oppone l'uno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Se l'uno si oppone alla moltitudine, le si oppone come l'indiviso al diviso: e così le si oppone come la privazione alla qualità corrispondente. Ora, ciò sembra che ripugni, perché ne verrebbe che l'unità sia posteriore alla moltitudine e che si definisca per mezzo di essa, mentre invece la moltitudine si definisce per mezzo dell'unità. Vi sarebbe quindi un circolo vizioso nella definizione: il che non si può ammettere. Dunque l'uno e i molti non sono tra loro opposti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;IN CONTRARIO:&lt;/strong&gt; Opposte tra loro sono quelle cose le cui nozioni sono contrastanti. Ora, la nozione dell'uno consiste nella indivisibilità, mentre quella della moltitudine contiene in sé la divisione. Dunque l'uno e i molti sono tra loro opposti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;RISPONDO&lt;/strong&gt;: L'uno si oppone ai molti, ma in maniere diverse. L'uno, infatti, che è principio del numero, si oppone alla pluralità numerica, come la misura al misurato; poiché uno include il concetto di prima misura, e il numero è la moltitudine misurata dall'uno, come dimostra Aristotele. L'uno, invece, che si identifica con l'ente, si oppone alla molteplicità a modo di privazione, cioè come l'indiviso si oppone a ciò che è diviso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ:&lt;/strong&gt; 1. Nessuna privazione toglie completamente l'essere, perché la privazione è negazione ma in un soggetto, come dice Aristotele. Tuttavia ogni privazione toglie una qualche entità. Perciò, se si tratta dell'ente stesso, avviene, a causa dell'universalità del termine, che la privazione di entità si determini sull'ente medesimo: il che non accade invece nelle privazioni di forme particolari: della vista, della bianchezza e simili. E come per l'ente, così è per l'uno e per il bene, che si identificano con l'ente: infatti la privazione del bene si fonda su qualche bene, e parimente la privazione dell'unità si fonda su qualche unità. Di qui può capitare che la moltitudine sia una certa unità, e il male un certo bene, e che il non-ente sia un certo ente. Tuttavia un contrario non si può predicare del suo contrario; perché l'uno si prende in senso assoluto, l'altro in senso relativo. Ciò infatti che è ente in un certo qual modo, perché in potenza, è non-ente in senso assoluto, cioè in atto: così ciò che è ente in senso assoluto, come sostanza, sotto un certo aspetto può essere non-ente, rispetto cioè a qualche entità accidentale. Parimente dunque, ciò che è bene (soltanto) sotto un certo aspetto può essere male assolutamente parlando; o viceversa. Così anche ciò che in senso pieno e assoluto è uno può essere molteplice sotto un certo aspetto; e viceversa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Il tutto è di due specie: c'è il tutto omogeneo, il quale si compone di parti simili, e c'è il tutto eterogeneo, che si compone di parti dissimili. In un tutto omogeneo, le parti che lo costituiscono hanno la forma (e la natura) del tutto, come ciascuna parte di acqua è acqua: e in tal modo è costituito il continuo dalle sue parti. In ogni tutto eterogeneo invece, qualsiasi parte manca della forma del tutto: nessuna parte della casa infatti è casa, e nessuna parte dell'uomo, è uomo. E un tale tutto è la moltitudine. Ora dunque, proprio in quanto la parte della moltitudine non ha la forma di essa, la moltitudine si compone di unità, come la casa è formata di non-case; non già che le unità costituiscano la moltitudine per la loro indivisibilità, per cui le si contrappongono, ma per la loro entità: come le parti della casa costituiscono la casa in quanto sono dei corpi, non già perché sono non-case. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Il termine "molto" si può prendere in due sensi. Per primo, in modo assoluto: e così si oppone all'uno. In secondo luogo in quanto implica un certo eccesso; e così si oppone al poco. Quindi nel primo senso, due son già molti; ma non nel secondo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. L'uno si oppone ai molti come privazione, in quanto nel loro concetto i molti implicano l'idea di divisione. Quindi che la divisione sia prima dell'unità è necessario non assolutamente, ma secondo il nostro modo di conoscere. Perché noi conosciamo le cose semplici mediante le composte, tanto che definiamo il punto: "ciò che non ha parti", oppure: "il principio della linea". Ma la moltitudine, anche logicamente, è posteriore all'unità; perché noi non possiamo intendere come due cose tra loro divise costituiscano una moltitudine se non perché attribuiamo all'una e all'altra l'unità. Ed è per questo che l'uno si mette nella definizione della moltitudine, e non già la moltitudine nella definizione dell'unità. Ma appena negato l'ente l'intelletto concepisce la divisione. Cosicché prima di tutto si presenta alla nostra intelligenza l'ente; in secondo luogo, (riflettendo) che questo ente non è quell'altro ente, si apprende la divisione; in terzo luogo, l'uno; in quarto luogo, la moltitudine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_h5_q7nnNNTg/TSRGwSCjgPI/AAAAAAAABr4/okT4XyH-2yA/s200/9788870942248g.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_h5_q7nnNNTg/TSRGwSCjgPI/AAAAAAAABr4/okT4XyH-2yA/s200/9788870942248g.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-4817054908524638126?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/4817054908524638126/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/la-summa-teologica-cinquantaduesima.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/4817054908524638126'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/4817054908524638126'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/la-summa-teologica-cinquantaduesima.html' title='La Summa Teologica - Cinquantaduesima parte'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_h5_q7nnNNTg/TSRGwSCjgPI/AAAAAAAABr4/okT4XyH-2yA/s72-c/9788870942248g.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-1528717757434136903</id><published>2012-01-24T11:34:00.001+01:00</published><updated>2012-01-24T11:34:30.176+01:00</updated><title type='text'>San Francesco di Sales</title><content type='html'>&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/vs_ny6FPRKc" title="YouTube video player" width="480"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-1528717757434136903?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/1528717757434136903/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/san-francesco-di-sales.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/1528717757434136903'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/1528717757434136903'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/san-francesco-di-sales.html' title='San Francesco di Sales'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/vs_ny6FPRKc/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-9162314342394590034</id><published>2012-01-24T11:33:00.001+01:00</published><updated>2012-01-24T11:35:07.453+01:00</updated><title type='text'>Riscoprire i Santi - San Francesco di Sales</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.santiebeati.it/immagini/Original/22400/22400AB.JPG" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://www.santiebeati.it/immagini/Original/22400/22400AB.JPG" width="250" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;Dopo un giorno di lutto che abbiamo voluto dedicare alla nostra Patrizia, torniamo a fare quello che lei ci ha sempre spinti a fare. &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Torna l'appuntamento settimanale, volto alla scoperta dei nostri cari Santi! Oggi andiamo ad approfondire la conoscenza di San Francesco di Sales, celebrato oggi dalla Chiesa Cattolica e recentemente al centro della nostra attenzione (e di quella di Papa Benedetto XVI!), grazie alle sue profonde riflessioni contenute nell'opera "Filotea - Introduzione alla vita devota". Ciò che più contraddistingue la figura di quest'uomo santificato da Dio è sicuramente la sua saggezza di cui Filotea ne rappresenta una delle più grandi espressioni. Proprio da quest'opera leggeremo un passo, subito dopo l'analisi biografica tratta, come di consueto, dal sito Santi e Beati:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;San Francesco di Sales, vescovo di Ginevra e dottore della Chiesa, è sicuramente il più importante e celebre fiore di santità sbocciato in Savoia, sul versante alpino francese.&lt;br /&gt;Figlio primogenito, Francois nacque il 21 agosto 1567 in Savoia nel castello di Sales presso Thorens, appartenente alla sua antica nobile famiglia. Ricevette sin dalla più tenera età un’accurata educazione, coronata dagli studi universitari di giurisprudenza a Parigi e a Padova. Qui ricevette con grande lode il berretto dottorale e ritornato in patria fu nominato avvocato del Senato di Chambéry. Ma sin dalla sua frequentazione accademica erano iniziati ad emergere i suoi preminenti interessi teologici, culminati poi nelle scoperta della vocazione sacerdotale, che deluse però le aspettative paterne. Nel 1593 ricevette l’ordinazione presbiterale ed il 21 dicembre celebrò la sua prima Messa.&lt;br /&gt;Fu sacerdote zelante ed instancabile lavoratore nella vigna del Signore. Visti gli scarsi frutti che ottenuti dal pulpito, si diede alla pubblicazione di fogli volanti, che egli stesso faceva scivolare sotto gli usci delle case o affiggeva ai muri, meritandosi per questa originale attività pubblicitaria il titolo di patrono dei giornalisti e di quanti diffondono la verità cristiana servendosi dei mezzi di comunicazione sociale. Ma anche quei foglietti, che egli cacciava sotto le porte delle case, ebbero scarsa efficacia.&lt;br /&gt;Spinto da un enorme desiderio di salvaguardare l’ortodossia cristiana, mentre imperversava la Riforma calvinista, Francois chiese volontariamente udienza al vescovo di Ginevra affinché lo destinasse a quella città, simbolo supremo del calvinismo e massima sede dei riformatori, per la difficile missione di predicatore cattolico. Stabilitosi a Ginevra, non si fece remore a discutere di teologia con i protestanti, ardendo dal desiderio di recuperare quante più anime possibili alla Chiesa, ma soprattutto alla causa di Cristo da lui ritenuta più genuina. Il suo costante pensiero era rivolto inoltre alla condizione dei laici, preoccupato di sviluppare una predicazione e un modello di vita cristiana alla portata anche delle persone comuni, immerse nella difficile vita quotidiana. Proverbiali divennero i suoi insegnamenti, pervasi di comprensione e di dolcezza, permeati dalla ferma convinzione che a supporto delle azioni umane vi fosse sempre la provvidenziale presenza divina. Molti dei suoi insegnamenti sono infatti intrisi di misticismo e di nobile elevazione spirituale.I suoi enormi sforzi ed i grandi successi ottenuti in termini pastorali gli meritarono la nomina a vescovo coadiutore di Ginevra già nel 1599, a trentadue anni di età e dopo soli sei anni di sacerdozio. Dopo altri tre anni divenne vescovo a pieno titolo e si spese per l’introduzione nella sua diocesi delle riforme promulgate dal Concilio di Trento. La città rimase comunque nel suo complesso in mano ai riformati ed il novello vescovo dovette trasferire la sua sede nella cittadina savoiarda di Annecy, “Venezia delle Alpi”, sulle rive del lago omonimo.&lt;br /&gt;Fu direttore spirituale di San Vincenzo de’ Paoli. Nel corso della sua missione di predicatore, nel 1604 conobbe poi a Dijon la nobildonna Giovanna Francesca Frèmiot, vedova del barone de Chantal, con cui iniziò una corrispondenza epistolare ed una profonda amicizia che sfociarono nella fondazione dell’Ordine della Visitazione. &lt;br /&gt;“Se sbaglio, voglio sbagliare piuttosto per troppa bontà che per troppo rigore”: in questa affermazione di Francois de Sales sta il segreto della simpatia che egli seppe suscitare tra i suoi contemporanei.&lt;br /&gt;Il duca di Savoia, dal quale Francesco dipendeva politicamente, sostenne l’opera dell’inascoltato apostolo con la maniera forte, ma non addicendosi l’intolleranza al temperamento del santo, quest’ultimo preferì portare avanti la sua battaglia per l’ortodossia con il metodo della carità, illuminando le coscienze con gli scritti, per i quali ha avuto il titolo di dottore della Chiesa. Le sue principali opere furono dunque “Introduzione alla vita devota” e “Trattato dell'amore di Dio”, testi fondamentali della letteratura religiosa di tutti i tempi. Quello dell’amore di Dio fu l’argomento con il quale convinse i recalcitranti ugonotti a tornare in seno alla Chiesa Cattolica.&lt;br /&gt;L’11 dicembre 1622 a Lione ebbe l’ultimo colloquio con la sua penitente e qui morì per un attacco di apoplessia il 28 dello stesso mese nella stanzetta del cappellano delle Suore della Visitazione presso il monastero. Il 24 gennaio 1623 il corpo mortale del santo fu traslato ad Annecy, nella chiesa oggi a lui dedicata, ma in seguito fu posto alla venerazione dei fedeli nella basilica della Visitation, sulla collina adiacente alla città, accanto a Santa Giovanna Francesca di Chantal.Francesco di Sales fu presto beatificato il 8 gennaio 1662 e già tre anni dopo venne canonizzato il 19 aprile 1665 dal pontefice Alessandro VII. Successivamente fu proclamato Dottore della Chiesa nel 1877, nonché patrono dei giornalisti nel 1923.&lt;br /&gt;Il Martyrologium Romanum riporta la sua commemorazione nell’anniversario della morte, cioè al 28 dicembre, ma per l’inopportuna coincidenza con il tempo di Natale, il calendario liturgico della Chiesa universale ha fissato la sua memoria obbligatoria al 24 gennaio, anniversario della traslazione delle reliquie.&lt;br /&gt;San Francesco di Sales, considerato quale padre della spiritualità moderna, ha avuto il merito di influenzare le maggiori figure non solo del “grand siècle” francese, ma anche di tutto il Seicento europeo, riuscendo a convertire al cattolicesimo addirittura alcuni esponenti del calvinismo. Francesco di Sales a ragione può essere considerato uno dei principali rappresentanti dell’umanesimo devoto di tipica marca francese. Fu un vescovo santo, innamorato della bellezza e della bontà di Dio.&lt;br /&gt;E’ infine doveroso ricordare come al suo nome si siano ispirate parecchie congregazioni, tra le quali la più celebre è indubbiamente la Famiglia Salesiana fondata da San Giovanni Bosco, la cui attenzione si rivolge più che altro alla crescita ed all’educazione delle giovani generazioni, con un’attenzione tutta particolare alla cura dei figli delle classi meno abbienti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Autore: Fabio Arduino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;***  *** *** *** *** *** *** *** *** *** *** ***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DA “ FILOTEA - INTRODUZIONE ALLA VITA DEVOTA”&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella creazione Dio comandò alle piante di produrre i loro frutti, ognuna “secondo la propria specie” (Gn 1, 11). Lo stesso comando rivolge ai cristiani, che sono le piante vive della sua Chiesa, perché producano frutti di devozione, ognuno secondo il suo stato e la sua condizione.&lt;br /&gt;La devozione deve essere praticata in modo diverso dal gentiluomo, dall’artigiano, dal domestico, dal principe, dalla vedova, dalla donna non sposata e da quella coniugata. Ciò non basta, bisogna anche accordare la pratica della devozione alle forze, agli impegni e ai doveri di ogni persona.&lt;br /&gt;Dimmi, Filotea, sarebbe conveniente se il vescovo volesse vivere in una solitudine simile a quella dei certosini? E se le donne sposate non volessero possedere nulla come i cappuccini? Se l’artigiano passasse tutto il giorno in chiesa come il religioso, e il religioso si esponesse a qualsiasi incontro per servire il prossimo come è dovere del vescovo? Questa devozione non sarebbe ridicola, disordinata e inammissibile? Questo errore si verifica tuttavia molto spesso. No, Filotea, la devozione non distrugge nulla quando è sincera, ma anzi perfeziona tutto e, quando contrasta con gli impegni di qualcuno, è senza dubbio falsa.&lt;br /&gt;L’ape trae il miele dai fiori senza sciuparli, lasciandoli intatti e freschi come li ha trovati. La vera devozione fa ancora meglio, perché non solo non reca pregiudizio ad alcun tipo di vocazione o di occupazione, ma al contrario vi aggiunge bellezza e prestigio. &lt;br /&gt;Tutte le pietre preziose, gettate nel miele, diventano più splendenti, ognuna secondo il proprio colore, così ogni persona si perfeziona nella sua vocazione, se l’unisce alla devozione. La cura della famiglia è rèsa più leggera, l’amore fra marito e moglie più sincero, il servizio del principe più fedele, e tutte le altre occupazioni più soavi e amabili. &lt;br /&gt;E’ un errore, anzi un’eresia, voler escludere l’esercizio della devozione dall’ambiente militare, dalla bottega degli artigiani, dalla corte dei principi, dalle case dei coniugati. E’ vero, Filotea, che la devozione puramente contemplativa, monastica e religiosa può essere vissuta solo in questi stati, ma oltre a questi tre tipi di devozione, ve ne sono molti altri capaci di rendere perfetti coloro che vivono in condizioni secolari. Perciò dovunque ci troviamo, possiamo e dobbiamo aspirare alla vita perfetta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-9162314342394590034?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/9162314342394590034/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/riscoprire-i-santi-san-francesco-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/9162314342394590034'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/9162314342394590034'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/riscoprire-i-santi-san-francesco-di.html' title='Riscoprire i Santi - San Francesco di Sales'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-6738531697680376375</id><published>2012-01-22T09:07:00.000+01:00</published><updated>2012-01-22T09:07:01.698+01:00</updated><title type='text'>Video Vangelo: III ordinario (B)</title><content type='html'>&lt;iframe width="459" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/PanF1cWrZi8?fs=1" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-6738531697680376375?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/6738531697680376375/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/video-vangelo-iii-ordinario-b.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/6738531697680376375'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/6738531697680376375'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/video-vangelo-iii-ordinario-b.html' title='Video Vangelo: III ordinario (B)'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/PanF1cWrZi8/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-2574631879981353191</id><published>2012-01-22T09:06:00.000+01:00</published><updated>2012-01-22T09:06:58.461+01:00</updated><title type='text'>La risposta</title><content type='html'>&lt;b&gt;Carissimi, il nostro cuore oggi è triste perché ci ha lasciati la nostra cara Patrizia; ma noi siamo certi che lei non ci avrebbe voluti tristi e avrebbe voluto vederci continuare a rendere testimonianza alla nostra fede. La ricordiamo riflettendo sul Vangelo di oggi attraverso le parole della sua e nostra amica Wilma Chasseur:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;3^ Domenica T. O. (Mc 1,14-20)&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;Ancora il tema della chiamata. E della risposta. Nella prima lettura vediamo il profeta Giona che per la seconda volta viene mandato a Ninive. E questa volta non cerca più di squagliarsela come aveva fatto prima. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;• Niente vie di scampo…&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha finalmente capito che quando il Signore chiama, è meglio non cercare vie di scampo, se no lo aspettano le fauci spalancate di una balena. L’unico modo per scampare al pericolo è non cercare vie di scampo. Questo – sia detto en passant – vale anche per noi: chissà quante volte abbiamo preferito “vie di scampo” alle vie che ci proponeva il Signore, e siamo finiti dritti dritti, nella gola oscura di qualche balena. Affiniamo l’udito spirituale, e appena rinnoverà l’invito, fidiamoci subito di Dio e non corriamo dietro alle balene… Adeguiamoci al Suo progetto e non perseguiamo ostinatamente progetti solo nostri: eviteremo così innumerevoli capitomboli! &lt;br /&gt;Il Vangelo ci invita a seguire Gesù che, lasciata Nazaret, va a stabilirsi a Cafarnao, in quella Galilea delle genti – come dice la profezia di Isaia – oltre il fiume Giordano, sulla quale “si levò una grande luce”. Il tempo del silenzio e del nascondimento è terminato. Per Gesù inizia il tempo dell’annuncio. E sceglie proprio la Galilea, situata ai confini tra il mondo ebraico e quello pagano, per proclamare l’universalità della salvezza. Il Messia è dunque un Galileo e per gli uomini di Galilea inizia qualcosa di radicalmente nuovo che cambierà totalmente la loro vita. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;• Passando lungo il mare di Galilea…&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gesù inizia dunque ad annunciare la buona novella e si stabilisce presso il mare di Galilea o lago di Tiberiade. Quello è proprio il lago di Gesù, rimasto – più di 2000 anni dopo – tale e quale. Se esigenze di difesa e di custodia indussero i cristiani a trasformare i luoghi sacri della Palestina, costruendovi sopra e mutandone l’aspetto naturale di modo che oggi non si possono più vedere com’erano ai tempi di Gesù, sullo splendido lago di Tiberiade, nessuno ha potuto apportare cambiamenti di sorta. E’ sempre il lago di Gesù. Chi vi è stato dice che lo si vede oggi come Egli lo vide, si possono toccarne le acque come Egli le toccò, lo si può attraversare come Egli lo attraversò e camminare sulle sue sponde come Egli vi camminò. Le acque sono sempre quelle, e forse conservano ancora nelle loro profondità, l’eco delle parole di Gesù che chiamò i primi discepoli, in quel memorabile giorno in cui “passando lungo il mare della Galilea vide Simone e Andrea mentre gettavano le reti. Gesù disse loro: seguitemi, vi farò diventare pescatori di uomini. Ed essi subito lasciate le reti lo seguirono”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;• Dio entra nella storia degli uomini&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco Dio che entra nella storia degli uomini. E vi entra mentre stanno svolgendo il loro lavoro di sempre; si presenta alla loro riva in un giorno qualunque. E si presenta alla nostra riva, a noi discepoli di oggi, per rinnovare la sua proposta. E’ sempre Lui che si presenta per primo, ieri come oggi (“non voi avete scelto Me ma io ho scelto voi”), ma siamo sempre noi che dobbiamo lasciare le nostre reti per seguirlo, “lasciare che il mondo vada per la sua strada e che accumuli la sua fortuna”. La nostra fortuna è ben altro: è seguire Lui. Se accetteremo di seguirLo e di fare la Sua volontà, riusciremo a diminuire un po’ quella sproporzione che avvertiamo, tra ciò che siamo e ciò che vorremmo essere. Perché solo Lui può renderci capaci di realizzare TOTALMENTE quel bene che vorremmo essere e far brillare quella luce che abita perennemente nei nostri cuori. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.incamminocongesu.org/"&gt;Wilma Chasseur&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-2574631879981353191?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/2574631879981353191/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/la-risposta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/2574631879981353191'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/2574631879981353191'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/la-risposta.html' title='La risposta'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-3407480423026228780</id><published>2012-01-21T11:39:00.000+01:00</published><updated>2012-01-21T11:39:06.711+01:00</updated><title type='text'>Apocalisse: La donna vestita di sole contro il drago rosso</title><content type='html'>&lt;iframe width="459" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/woy7T4qYFUQ?fs=1" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-3407480423026228780?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/3407480423026228780/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/apocalisse-la-donna-vestita-di-sole.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/3407480423026228780'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/3407480423026228780'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/apocalisse-la-donna-vestita-di-sole.html' title='Apocalisse: La donna vestita di sole contro il drago rosso'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/woy7T4qYFUQ/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-4859792973152585926</id><published>2012-01-21T11:38:00.000+01:00</published><updated>2012-01-21T11:38:02.217+01:00</updated><title type='text'>In difesa della vita - Evangelium Vitae - Conclusione</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Si conclude oggi l'appuntamento con la Lettera Enciclica "Evangelium vitae", in difesa della vita: il Beato Giovanni Paolo II ci ha lasciato davvero un importante tesoro che arricchisce la cultura della vita e che mostra gli inganni e gli orrori della cultura della morte. In questa conclusione una grande immagine viene evocata, un immagine non sconosciuta a chi ha letto e meditato il libro dell'Apocalisse:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;CONCLUSIONE&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;102. Al termine di questa Enciclica, lo sguardo ritorna spontaneamente al Signore Gesù, il «Bambino nato per noi» (cf. Is 9, 5) per contemplare in lui «la Vita» che «si è manifestata» (1 Gv 1, 2). Nel mistero di questa nascita si compie l'incontro di Dio con l'uomo e ha inizio il cammino del Figlio di Dio sulla terra, un cammino che culminerà nel dono della vita sulla Croce: con la sua morte Egli vincerà la morte e diventerà per l'umanità intera principio di vita nuova.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad accogliere «la Vita» a nome di tutti e a vantaggio di tutti è stata Maria, la Vergine Madre, la quale ha quindi legami personali strettissimi con il Vangelo della vita. Il consenso di Maria all'Annunciazione e la sua maternità si trovano alla sorgente stessa del mistero della vita che Cristo è venuto a donare agli uomini (cf. Gv 10, 10). Attraverso la sua accoglienza e la sua cura premurosa per la vita del Verbo fatto carne, la vita dell'uomo è stata sottratta alla condanna della morte definitiva ed eterna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo Maria «è madre di tutti coloro che rinascono alla vita, proprio come la Chiesa di cui è modello. È madre di quella vita di cui tutti vivono. Generando la vita, ha come rigenerato coloro che di questa vita dovevano vivere».138&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Contemplando la maternità di Maria, la Chiesa scopre il senso della propria maternità e il modo con cui è chiamata ad esprimerla. Nello stesso tempo l'esperienza materna della Chiesa dischiude la prospettiva più profonda per comprendere l'esperienza di Maria quale incomparabile modello di accoglienza e di cura della vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;«Nel cielo apparve un segno grandioso: una donna vestita di sole» (Ap 12, 1): la maternità di Maria e della Chiesa&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;103. Il rapporto reciproco tra il mistero della Chiesa e Maria si manifesta con chiarezza nel «segno grandioso» descritto nell'Apocalisse: «Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle» (12,1). In questo segno la Chiesa riconosce una immagine del proprio mistero: immersa nella storia, essa è consapevole di trascenderla, in quanto costituisce sulla terra il «germe e l'inizio» del Regno di Dio.139 Questo mistero la Chiesa lo vede realizzato in modo pieno ed esemplare in Maria. È Lei la donna gloriosa, nella quale il disegno di Dio si è potuto attuare con somma perfezione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La «donna vestita di sole» — rileva il Libro dell'Apocalisse — «era incinta» (12, 2). La Chiesa è pienamente consapevole di portare in sé il Salvatore del mondo, Cristo Signore, e di essere chiamata a donarlo al mondo, rigenerando gli uomini alla vita stessa di Dio. Non può però dimenticare che questa sua missione è stata resa possibile dalla maternità di Maria, che ha concepito e dato alla luce colui che è «Dio da Dio», «Dio vero da Dio vero». Maria è veramente Madre di Dio, la Theotokos nella cui maternità è esaltata al sommo grado la vocazione alla maternità inscritta da Dio in ogni donna. Così Maria si pone come modello per la Chiesa, chiamata ad essere la «nuova Eva», madre dei credenti, madre dei «viventi» (cf. Gn 3, 20).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La maternità spirituale della Chiesa non si realizza — anche di questo la Chiesa è consapevole — se non in mezzo alle doglie e al «travaglio del parto» (Ap 12, 2), cioè nella perenne tensione con le forze del male, che continuano ad attraversare il mondo ed a segnare il cuore degli uomini, facendo resistenza a Cristo: «In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l'hanno accolta» (Gv 1, 4-5).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come la Chiesa, anche Maria ha dovuto vivere la sua maternità nel segno della sofferenza: «Egli è qui... segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l'anima» (Lc 2, 34-35). Nelle parole che, agli albori stessi dell'esistenza del Salvatore, Simeone rivolge a Maria è sinteticamente raffigurato quel rifiuto nei confronti di Gesù, e con Lui di Maria, che giungerà al suo vertice sul Calvario. «Presso la croce di Gesù» (Gv 19, 25), Maria partecipa al dono che il Figlio fa di sé: offre Gesù, lo dona, lo genera definitivamente per noi. Il «sì» del giorno dell'Annunciazione matura in pienezza nel giorno della Croce, quando per Maria giunge il tempo di accogliere e di generare come figlio ogni uomo divenuto discepolo, riversando su di lui l'amore redentore del Figlio: «Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: "Donna, ecco il tuo figlio"«(Gv 19, 26).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;«Il drago si pose davanti alla donna... per divorare il bambino appena nato» (Ap 12, 4): la vita insidiata dalle forze del male&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;104. Nel Libro dell'Apocalisse il «segno grandioso» della «donna» (12, 1) è accompagnato da «un altro segno nel cielo»: «un enorme drago rosso» (12, 3), che raffigura Satana, potenza personale malefica, e insieme tutte le forze del male che operano nella storia e contrastano la missione della Chiesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche in questo Maria illumina la Comunità dei Credenti: l'ostilità delle forze del male è, infatti, una sorda opposizione che, prima di toccare i discepoli di Gesù, si rivolge contro sua Madre. Per salvare la vita del Figlio da quanti lo temono come una pericolosa minaccia, Maria deve fuggire con Giuseppe e il Bambino in Egitto (cf. Mt 2, 13-15).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Maria aiuta così la Chiesa a prendere coscienza che la vita è sempre al centro di una grande lotta tra il bene e il male, tra la luce e le tenebre. Il drago vuole divorare «il bambino appena nato» (Ap 12, 4), figura di Cristo, che Maria genera nella «pienezza del tempo» (Gal 4, 4) e che la Chiesa deve continuamente offrire agli uomini nelle diverse epoche della storia. Ma in qualche modo è anche figura di ogni uomo, di ogni bambino, specie di ogni creatura debole e minacciata, perché — come ricorda il Concilio — «con la sua incarnazione il Figlio di Dio si è unito in certo modo a ogni uomo».140 Proprio nella «carne» di ogni uomo, Cristo continua a rivelarsi e ad entrare in comunione con noi, così che il rifiuto della vita dell'uomo, nelle sue diverse forme, è realmente rifiuto di Cristo. È questa la verità affascinante ed insieme esigente che Cristo ci svela e che la sua Chiesa ripropone instancabilmente: «Chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me» (Mt 18, 5); «In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me» (Mt 25, 40).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;«Non ci sarà più la morte» (Ap 21, 4): lo splendore della risurrezione&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;105. L'annunciazione dell'angelo a Maria è racchiusa tra queste parole rassicuranti: «Non temere, Maria» e «Nulla è impossibile a Dio» (Lc 1, 30.37). In verità, tutta l'esistenza della Vergine Madre è avvolta dalla certezza che Dio le è vicino e l'accompagna con la sua provvidente benevolenza. Così è anche della Chiesa, che trova «un rifugio» (Ap 12, 6) nel deserto, luogo della prova ma anche della manifestazione dell'amore di Dio verso il suo popolo (cf. Os 2, 16). Maria è vivente parola di consolazione per la Chiesa nella sua lotta contro la morte. Mostrandoci il Figlio, ella ci assicura che in lui le forze della morte sono già state sconfitte: «Morte e vita si sono affrontate in un prodigioso duello. Il Signore della vita era morto; ma ora, vivo, trionfa».141&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Agnello immolato vive con i segni della passione nello splendore della risurrezione. Solo lui domina tutti gli eventi della storia: ne scioglie i «sigilli» (cf. Ap 5, 1-10) e afferma, nel tempo e oltre il tempo, il potere della vita sulla morte. Nella «nuova Gerusalemme», ossia nel mondo nuovo, verso cui tende la storia degli uomini, «non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno, perché le cose di prima sono passate» (Ap 21, 4).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E mentre, come popolo pellegrinante, popolo della vita e per la vita, camminiamo fiduciosi verso «un nuovo cielo e una nuova terra» (Ap 21, 1), volgiamo lo sguardo a Colei che è per noi «segno di sicura speranza e di consolazione».142&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;O Maria, &lt;br /&gt;aurora del mondo nuovo, &lt;br /&gt;Madre dei viventi, &lt;br /&gt;affidiamo a Te la causa della vita: &lt;br /&gt;guarda, o Madre, al numero sconfinato &lt;br /&gt;di bimbi cui viene impedito di nascere, &lt;br /&gt;di poveri cui è reso difficile vivere, &lt;br /&gt;di uomini e donne vittime di disumana violenza, &lt;br /&gt;di anziani e malati uccisi dall'indifferenza &lt;br /&gt;o da una presunta pietà. &lt;br /&gt;Fa' che quanti credono nel tuo Figlio &lt;br /&gt;sappiano annunciare con franchezza e amore &lt;br /&gt;agli uomini del nostro tempo &lt;br /&gt;il Vangelo della vita. &lt;br /&gt;Ottieni loro la grazia di accoglierlo &lt;br /&gt;come dono sempre nuovo, &lt;br /&gt;la gioia di celebrarlo con gratitudine &lt;br /&gt;in tutta la loro esistenza &lt;br /&gt;e il coraggio di testimoniarlo &lt;br /&gt;con tenacia operosa, per costruire, &lt;br /&gt;insieme con tutti gli uomini di buona volontà, &lt;br /&gt;la civiltà della verità e dell'amore &lt;br /&gt;a lode e gloria di Dio creatore e amante della vita. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Dato a Roma, presso San Pietro, il 25 marzo, solennità dell'Annunciazione del Signore, dell'anno 1995, decimosettimo di Pontificato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IOANNES PAULUS PP. II &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.abebooks.it/images/ReadingRoom/Specials/giovanni-paolo-papa/evangelium-vitae-giovanni-paolo-II.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.abebooks.it/images/ReadingRoom/Specials/giovanni-paolo-papa/evangelium-vitae-giovanni-paolo-II.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-4859792973152585926?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/4859792973152585926/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/in-difesa-della-vita-evangelium-vitae_21.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/4859792973152585926'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/4859792973152585926'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/in-difesa-della-vita-evangelium-vitae_21.html' title='In difesa della vita - Evangelium Vitae - Conclusione'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-6303867517862435992</id><published>2012-01-20T11:39:00.000+01:00</published><updated>2012-01-20T11:39:48.559+01:00</updated><title type='text'>Commento di Padre Giancarlo Paris: Siederà sul trono della sua gloria e separerà gli uni dagli altri.</title><content type='html'>&lt;iframe width="459" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/GkFTlufAwFQ?fs=1" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-6303867517862435992?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/6303867517862435992/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/commento-di-padre-giancarlo-paris.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/6303867517862435992'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/6303867517862435992'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/commento-di-padre-giancarlo-paris.html' title='Commento di Padre Giancarlo Paris: Siederà sul trono della sua gloria e separerà gli uni dagli altri.'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/GkFTlufAwFQ/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-413452181591945922</id><published>2012-01-20T11:35:00.000+01:00</published><updated>2012-01-20T11:35:59.607+01:00</updated><title type='text'>Elvira - Figlia spirituale di Padre Pio - XVIII</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Continuiamo a scoprire la figura di Elvira, figlia spirituale di San Pio da Pietrelcina; di Elvira oggi vedremo due casi particolari da dove si evince il suo spirito amorevole e caritatevole:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;CAPITOLO III&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;AMARE CON LE OPERE&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;TUTTO QUELLO CHE AVRETE FATTO AL PIU’ PICCOLO... &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se le sofferenze degli adulti trovano sempre il cuore di Mamma Elvira aperto alla compassione, che dire di quelle dei bambini? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per i piccoli ella ha sempre dimostrato una tenerezza particolare ed essi si sentono attratti da lei, affascinati dalla sua dolcezza. Le si mettono accanto felici di una sua carezza, fieri quando possono eseguire un suo ordine. Elvira offre loro spesso confetti e biscotti e gode nel vederli mangiare. Dice sempre che quando è coi bambini si sente rinascere e dimentica ogni amarezza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando un bambino soffre ella ne è straziata ed è capace di sobbarcarsi a qualsiasi sacrificio pur di sottrarlo al male. Si è potuto vederla per ore ed ore reggere fra le braccia una povera bambina spastica che la madre le portava ogni estate da Napoli, perché soltanto fra le sue braccia la povera creatura trovava un po' di tranquillità. Per lei Elvira si rassegnava ogni anno allo spossante viaggio in treno fino a Napoli in piena calura estiva, per accompagnare poi mamma e figlia a Lourdes a implorare ostinatamente una grazia che il cielo sembrava non voler concedere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel suo ricordo le piste di cemento degli aeroporti, battuti dal sole diventavano poi un incubo. Ciò nonostante era sempre pronta a ricominciare da capo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Però se Elvira sente pietà per le miserie fisiche dei bambini, più ancora la commuovono le loro carenze affettive, lo stato di abbandono in cui molti di essi vengono a trovarsi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È particolarmente sensibile alla sorte degli orfani e dei poveri bambini abbandonati; lo è sempre stata. Davanti a certi casi è davvero capace di smuovere cielo e terra. Quando era ancora vivo suo marito egli le era di validissimo aiuto nello svolgimento di ogni prassi burocratica e fu cosa che molte creature poterono trovare un'assistenza e un rifugio. Citeremo solo un episodio che illustra sufficientemente questo delicato settore dell'apostolato di Elvira. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;ARGENTINA&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Argentina era ammalata, all'Ospedale. Aveva quattro figli e il marito in America. Il marito le mandava abbastanza per mantenere la famiglia, ma lei era sempre in miseria perché non sapeva amministrare il denaro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Elvira la curò finché la vide tornare a casa guarita, per quanto ancora sotto il controllo del Dottor Malatesta. Un bel giorno il Dottore mandò a chiamare la signora Elvira e le disse: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Signora, vada a vedere di questa donna, perché ho saputo che vuol scappare via. " &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando Elvira arrivò a casa sua, Argentina era già scappata abbandonando i quattro figli. C'erano, sì degli zii che abitavano vicino alla loro casa, ma non si curavano di loro. Elvira senti tanta compassione per questi poveri orfanelli che un giorno chiese a un loro zio il permesso di fare la domanda per metterli in collegio. Lo zio rifiutò. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Elvira però non si dette per vinta e, avendo avuto l'indirizzo della madre, le scrisse per avere il consenso. Come l'ebbe ottenuto, cominciò a bussare alle porte di tutti i collegi per sistemare quei quattro fratellini. La femmina, più grandicella, fu accolta dalle Stimmatine, gli altri dalla "Mater Dei". Anzi, le Suore, avendo saputo il caso, si dissero disposte ad accogliere anche la madre. Elvira corse allora a Bologna per rintracciarla all'indirizzo che aveva avuto, ma non la trovò. Quella sciagurata chiedeva, si, ogni tanto notizie dei figli, ma non si fece più vedere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Elvira continuò a visitare regolarmente questi bambini, ai quali portava sempre qualche cosa, finché arrivò il momento che Bruna, la bambina più grande, dovette passare alla Comunione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Emozionata come se si trattasse di una sua figliuola. Elvira la portò a casa sua per farle fare la Confessione generale, ma dopo la Confessione la vide triste e pensierosa. Alle sue domande la bambina rispose che non si era confessata bene, perché aveva una cosa che non poteva dire. Sollecitata amorevolmente alla confidenza, raccontò poi come un suo zio l'avesse violentata. Elvira ne fu sconvolta e, avendole frattanto trovato un posto a servizio presso una signora, perché in collegio non potevano più tenerla, raccomandò vivamente alla signora di non mandarla fuori da sola, di aver cura di lei come si farebbe con una figlia, ma si ebbe come risposta: "Signora, io la prendo come donna di servizio, non come figlia!" &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora, come solo il suo grande cuore poteva suggerirle, Elvira se la prese in casa con se, finchè la Madonna provvide a farla ricongiungere coi fratelli.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-413452181591945922?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/413452181591945922/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/elvira-figlia-spirituale-di-padre-pio_20.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/413452181591945922'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/413452181591945922'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/elvira-figlia-spirituale-di-padre-pio_20.html' title='Elvira - Figlia spirituale di Padre Pio - XVIII'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-2288920673273077639</id><published>2012-01-19T12:03:00.000+01:00</published><updated>2012-01-19T12:03:15.185+01:00</updated><title type='text'>Benedetto XVI: Dio salva dalle divisioni</title><content type='html'>&lt;iframe width="459" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/lhJ1uztNRPg?fs=1" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-2288920673273077639?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/2288920673273077639/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/benedetto-xvi-dio-salva-dalle-divisioni.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/2288920673273077639'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/2288920673273077639'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/benedetto-xvi-dio-salva-dalle-divisioni.html' title='Benedetto XVI: Dio salva dalle divisioni'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/lhJ1uztNRPg/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-7013040579581878566</id><published>2012-01-19T12:02:00.000+01:00</published><updated>2012-01-19T12:02:26.302+01:00</updated><title type='text'>Udienza Generale di Papa Benedetto XVI - 18 Gennaio 2012</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;BENEDETTO XVI &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;UDIENZA GENERALE &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aula Paolo VI&lt;br /&gt;Mercoledì, 18 gennaio 2012&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-9BykR105his/Ts5CCK-zVtI/AAAAAAAAAXY/o4PdxlNwuRo/s1600/papa-benedettoXVI_ANSA_324.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="227" src="http://2.bp.blogspot.com/-9BykR105his/Ts5CCK-zVtI/AAAAAAAAAXY/o4PdxlNwuRo/s320/papa-benedettoXVI_ANSA_324.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Settimana di Preghiera per l'Unità dei Cristiani&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cari fratelli e sorelle!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inizia oggi la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani che, da oltre un secolo, viene celebrata ogni anno da cristiani di tutte le Chiese e Comunità ecclesiali, per invocare quel dono straordinario per cui lo stesso Signore Gesù ha pregato durante l’Ultima Cena, prima della sua passione: “Perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me ed io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato” (Gv 17,21). La pratica della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani fu introdotta nel 1908 da Padre Paul Wattson, fondatore di una comunità religiosa anglicana che entrò in seguito nella Chiesa cattolica. L’iniziativa ricevette la benedizione del Papa san Pio X e fu poi promossa dal Papa Benedetto XV, che ne incoraggiò la celebrazione in tutta la Chiesa cattolica con il Breve Romanorum Pontificum, del 25 febbraio 1916.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ottavario di preghiera fu sviluppato e perfezionato negli anni trenta del secolo scorso dall’Abbé Paul Couturier di Lione, che sostenne la preghiera “per l’unità della Chiesa così come vuole Cristo e conformemente agli strumenti che Lui vuole”. Nei suoi ultimi scritti, l’Abbé Couturier vede tale Settimana come un mezzo che permette alla preghiera universale di Cristo di “entrare e penetrare nell’intero Corpo cristiano”; essa deve crescere fino a diventare “un immenso, unanime grido di tutto il Popolo di Dio”, che chiede a Dio questo grande dono. Ed è precisamente nella Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani che l’impulso impresso dal Concilio Vaticano II alla ricerca della piena comunione tra tutti i discepoli di Cristo trova ogni anno una delle sue più efficaci espressioni. Questo appuntamento spirituale, che unisce cristiani di tutte le tradizioni, accresce la nostra consapevolezza del fatto che l’unità verso cui tendiamo non potrà essere solo il risultato dei nostri sforzi, ma sarà piuttosto un dono ricevuto dall’alto, da invocare sempre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni anno i sussidi per la Settimana di Preghiera vengono preparati da un gruppo ecumenico di una diversa regione del mondo. Vorrei soffermarmi su questo punto. Quest’anno, i testi sono stati proposti da un gruppo misto composto da rappresentanti della Chiesa cattolica e del Consiglio Ecumenico Polacco, che comprende varie Chiese e Comunità ecclesiali del Paese. La documentazione è stata poi rivista da un comitato composto da membri del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani e della Commissione Fede e Costituzione del Consiglio Ecumenico delle Chiese. Anche questo lavoro fatto insieme in due tappe è un segno del desiderio di unità che anima i cristiani e della consapevolezza che la preghiera è la via primaria per raggiungere la piena comunione, perché uniti verso il Signore andiamo verso l'unità. Il tema della Settimana di quest’anno - come abbiamo sentito - è preso dalla Prima Lettera ai Corinzi: - “Tutti saremo trasformati dalla vittoria di Gesù Cristo, nostro Signore” (cfr 1 Cor 15,51-58), la sua vittoria ci trasformerà. E questo tema è stato suggerito dall’ampio gruppo ecumenico polacco che ho citato, il quale, riflettendo sulla propria esperienza come nazione, ha voluto sottolineare quanto forte sia il sostegno della fede cristiana in mezzo a prove e sconvolgimenti, come quelli che hanno caratterizzato la storia della Polonia. Dopo ampie discussioni è stato scelto un tema incentrato sul potere trasformante della fede in Cristo, in particolare alla luce dell’importanza che essa riveste per la nostra preghiera in favore dell’unità visibile della Chiesa, Corpo di Cristo. Ad ispirare questa riflessione sono state le parole di san Paolo che, rivolgendosi alla Chiesa in Corinto, parla della natura temporanea di ciò che appartiene alla nostra vita presente, segnata anche dall’esperienza di “sconfitta” del peccato e della morte, in confronto a ciò che porta a noi la “vittoria” di Cristo sul peccato e sulla morte nel suo Mistero pasquale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La storia particolare della nazione polacca, che ha conosciuto periodi di convivenza democratica e di libertà religiosa, come nel XVI secolo, è stata segnata, negli ultimi secoli, da invasioni e disfatte, ma anche dalla costante lotta contro l’oppressione e dalla sete di libertà. Tutto questo ha indotto il gruppo ecumenico a riflettere in maniera più approfondita sul vero significato di “vittoria” - che cosa è la vittoria - e di “sconfitta”. Rispetto alla “vittoria” intesa in termini trionfalistici, Cristo ci suggerisce una strada ben diversa, che non passa attraverso il potere e la potenza. Egli infatti afferma: “Se uno vuol essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servo di tutti” (Mc 9,35). Cristo parla di una vittoria attraverso l’amore sofferente, attraverso il servizio reciproco, l’aiuto, la nuova speranza e il concreto conforto donati agli ultimi, ai dimenticati, ai rifiutati. Per tutti i cristiani, la più alta espressione di tale umile servizio è Gesù Cristo stesso, il dono totale che fa di Se stesso, la vittoria del suo amore sulla morte, nella croce, che splende nella luce del mattino di Pasqua. Noi possiamo prendere parte a questa “vittoria” trasformante se ci lasciamo noi trasformare da Dio, solo se operiamo una conversione della nostra vita e la trasformazione si realizza in forma di conversione. Ecco il motivo per cui il gruppo ecumenico polacco ha ritenuto particolarmente adeguate per il tema della propria meditazione le parole di San Paolo: “Tutti saremo trasformati” dalla vittoria di Cristo, nostro Signore” (cfr 1 Cor  15,51-58).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La piena e visibile unità dei cristiani, a cui aneliamo, esige che ci lasciamo trasformare e conformare, in maniera sempre più perfetta, all’immagine di Cristo. L’unità per la quale preghiamo richiede una conversione interiore, sia comune che personale. Non si tratta semplicemente di cordialità o di cooperazione, occorre soprattutto rafforzare la nostra fede in Dio, nel Dio di Gesù Cristo, che ci ha parlato e si è fatto uno di noi; occorre entrare nella nuova vita in Cristo, che è la nostra vera e definitiva vittoria; occorre aprirsi gli uni agli altri, cogliendo tutti gli elementi di unità che Dio ha conservato per noi e sempre nuovamente ci dona; occorre sentire l’urgenza di testimoniare all’uomo del nostro tempo il Dio vivente, che si è fatto conoscere in Cristo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Concilio Vaticano II ha posto la ricerca ecumenica al centro della vita e dell’operato della Chiesa: “Questo santo Concilio esorta tutti i fedeli cattolici perché, riconoscendo i segni dei tempi, partecipino con slancio all’opera ecumenica” (Unitatis redintegratio, 4). Il beato Giovanni Paolo II ha sottolineato la natura essenziale di tale impegno, dicendo: “Questa unità, che il Signore ha donato alla sua Chiesa e nella quale egli vuole abbracciare tutti, non è un accessorio, ma sta al centro stesso della sua opera. Né essa equivale ad un attributo secondario della comunità dei suoi discepoli. Appartiene invece all’essere stesso di questa comunità” (Enc. Ut unum sint, 9). Il compito ecumenico è dunque una responsabilità dell’intera Chiesa e di tutti i battezzati, che devono far crescere la comunione parziale già esistente tra i cristiani fino alla piena comunione nella verità e nella carità. Pertanto, la preghiera per l’unità non è circoscritta a questa Settimana di Preghiera, ma deve diventare parte integrante della nostra orazione, della vita orante di tutti i cristiani, in ogni luogo e in ogni tempo, soprattutto quando persone di tradizioni diverse s’incontrano e lavorano insieme per la vittoria, in Cristo, su tutto ciò che è peccato, male, ingiustizia, violazione della dignità dell’uomo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da quando il movimento ecumenico moderno è nato, oltre un secolo fa, vi è sempre stata una chiara consapevolezza del fatto che la mancanza di unità tra i cristiani impedisce un annuncio più efficace del Vangelo, perché mette in pericolo la nostra credibilità. Come possiamo dare una testimonianza convincente se siamo divisi? Certamente, per quanto riguarda le verità fondamentali della fede, ci unisce molto più di quanto ci divide. Ma le divisioni restano, e riguardano anche varie questioni pratiche ed etiche, suscitando confusione e diffidenza, indebolendo la nostra capacità di trasmettere la Parola salvifica di Cristo. In questo senso, dobbiamo ricordare le parole del beato Giovanni Paolo II, che nella sua Enciclica Ut unum sint parla del danno causato alla testimonianza cristiana e all’annuncio del Vangelo dalla mancanza di unità (cfr nn. 98, 99). E’ una grande sfida questa per la nuova evangelizzazione, che può essere più fruttuosa se tutti i cristiani annunciano insieme la verità del Vangelo di Gesù Cristo e danno una risposta comune alla sete spirituale dei nostri tempi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il cammino della Chiesa, come quello dei popoli, è nelle mani del Cristo risorto, vittorioso sulla morte e sull’ingiustizia che Egli ha portato e ha sofferto a nome di tutti. Egli ci fa partecipi della sua vittoria. Solo Lui è capace di trasformarci e renderci, da deboli e titubanti, forti e coraggiosi nell’operare il bene. Solo Lui può salvarci dalle conseguenze negative delle nostre divisioni. Cari fratelli e sorelle, invito tutti ad unirsi in preghiera in modo più intenso durante questa Settimana per l’Unità, perché cresca la testimonianza comune, la solidarietà e la collaborazione tra i cristiani, aspettando il giorno glorioso in cui potremo professare insieme la fede trasmessa dagli Apostoli e celebrare insieme i Sacramenti della nostra trasformazione in Cristo. Grazie. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;{Saluti in varie lingue:&lt;/strong&gt; Je salue les pèlerins francophones, particulièrement les élèves du Collège Notre Dame des Missions de Charenton le Pont et ceux du Collège Rocroy Saint Vincent de Paul de Paris. Je vous invite à être des semeurs d’unité là où vous êtes, dans vos familles et dans vos communautés, pour que l’amour du Christ puisse porter à tous la paix et la joie. Je vous bénis de grand cœur !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I offer a cordial welcome to all the English-speaking pilgrims and visitors present at today’s Audience. My special greeting goes to the Lutheran pilgrims from Finland. I also greet the group of sailors and marines from the United States. Upon all of you and your families I cordially invoke God’s abundant blessings!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Von Herzen grüße ich alle deutschsprachigen Pilger, heute besonders eine Delegation von österreichischen Pfarrgemeinderatsmitgliedern in Begleitung von Bischof Alois Schwarz sowie eine Delegation der Mainzer Ranzengarde. Herzlich Willkommen! Beten wir in dieser Woche um die Einheit aller Christen, damit das gemeinsame Zeugnis, die Solidarität und die Zusammenarbeit wachse und wir dann wirklich dem Tag entgegengehen dürfen, an dem wir miteinander den von den Aposteln überlieferten Glauben bekennen und die Sakramente der Umgestaltung in Christus feiern dürfen. Danke für Ihre Aufmerksamkeit.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saludo a los peregrinos de lengua española, en particular a los miembros del Patronato de la Fundación “Santa Teresa de Ávila” de la Universidad Católica de Ávila, acompañados por el Gran Canciller de la misma, así como a los demás grupos de España y de los países latinoamericanos. Os invito a implorar de Dios el don de la unidad de los cristianos, para que crezca el testimonio común y la colaboración, y podamos un día profesar todos juntos la fe transmitida por los Apóstoles y celebrar los sacramentos de nuestra transformación en Cristo. Muchas gracias.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amados peregrinos de língua portuguesa, nomeadamente os brasileiros vindos de São Paulo, Recife, Belo Horizonte e Rio de Janeiro, sede bem-vindos! A todos saúdo com grande afeto e alegria, exortando-vos a perseverar na oração, nesta Semana pela Unidade, para que possa crescer entre os cristãos o testemunho comum, a solidariedade e a colaboração! E que Deus vos abençoe! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saluto in lingua polacca:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Witam serdecznie obecnych tu Polaków. Dzisiaj pragnę zachęcić was do ufnej modlitwy o jedność chrześcijan. Niech nie zabraknie też gestów wzajemnego zrozumienia, pojednania i gotowości do dialogu. Niech będą one, zgodnie z hasłem tego Tygodnia modlitw, świadectwem przemiany i zwycięstwa Chrystusa w naszym życiu. Waszym ekumenicznym dążeniom z serca błogosławię.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Traduzione italiana:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saluto cordialmente tutti i Polacchi qui presenti. Oggi voglio esortarvi alla fiduciosa preghiera per l’unita dei cristiani, affinché non manchino gesti di reciproca comprensione, di riconciliazione e di apertura al dialogo. Secondo il motto di questa Settimana di preghiera, tali gesti siano il segno della nostra trasformazione e della vittoria di Cristo nella nostra vita. Benedico di cuore i vostri sforzi ecumenici.&lt;strong&gt;}&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* * * &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cari fratelli e sorelle, &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini di lingua italiana. In particolare saluto i sacerdoti aderenti al Movimento dei Focolari ed auspico che le giornate di studio di questi giorni li aiutino a perseverare nella generosa sequela di Cristo e nella gioiosa testimonianza del suo Vangelo. Saluto gli studenti della diocesi di Caserta accompagnati dal loro Vescovo Mons. Pietro Farina: questo incontro rafforzi in ciascuno la fede e l’impegno di vita cristiana. Saluto con affetto i piccoli degenti dell’Istituto nazionale per la ricerca e la cura dei tumori di Milano ed assicuro la mia fervida preghiera affinché il Signore sostenga ognuno con la sua grazia. Saluto la folta rappresentanza dell’Ordine degli Avvocati di Roma e, mentre li ringrazio per la loro presenza, desidero incoraggiarli a svolgere la loro delicata professione mantenendosi sempre fedeli alla verità, presupposto fondamentale per l’attuazione della giustizia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Porgo, inoltre, un cordiale saluto ai giovani, ai malati ed agli sposi novelli. Invito voi, cari giovani, a testimoniare sempre con generosità la vostra fede in Cristo, che illumina il cammino della vita. Sia la fede un costante conforto nella sofferenza di tutti voi, cari malati. E per voi, cari sposi novelli, la luce di Cristo sia guida efficace nella vostra esistenza familiare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;© Copyright 2012 - Libreria Editrice Vaticana&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-7013040579581878566?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/7013040579581878566/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/udienza-generale-di-papa-benedetto-xvi_19.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/7013040579581878566'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/7013040579581878566'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/udienza-generale-di-papa-benedetto-xvi_19.html' title='Udienza Generale di Papa Benedetto XVI - 18 Gennaio 2012'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-9BykR105his/Ts5CCK-zVtI/AAAAAAAAAXY/o4PdxlNwuRo/s72-c/papa-benedettoXVI_ANSA_324.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-3447091581613938196</id><published>2012-01-18T12:12:00.000+01:00</published><updated>2012-01-18T12:12:14.107+01:00</updated><title type='text'>Che cosa cercate?</title><content type='html'>&lt;iframe width="459" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/WUyaT5SNsDQ?fs=1" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-3447091581613938196?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/3447091581613938196/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/che-cosa-cercate.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/3447091581613938196'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/3447091581613938196'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/che-cosa-cercate.html' title='Che cosa cercate?'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/WUyaT5SNsDQ/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-3264600927792946492</id><published>2012-01-18T12:11:00.000+01:00</published><updated>2012-01-18T12:11:04.767+01:00</updated><title type='text'>La Summa Teologica - Cinquantunesima parte</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Torniamo ad addentrarci nella Summa Teologica di San Tommaso d'Aquino, un'opera che diede un fondamento scientifico, filosofico e teologico alla dottrina cristiana. Continuiamo a scoprire la parte dedicata al Trattato relativo all'essenza di Dio: in particolare da oggi cominciamo a scorrere la parte relativa all'unità di Dio:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Prima parte &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Trattato relativo all'essenza di Dio&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;L'unità di Dio &amp;gt; Se l'unità aggiunga qualche cosa all'essere&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Prima parte&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Questione 11&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Articolo 1&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;strong&gt;SEMBRA&lt;/strong&gt; che l'unità aggiunga qualche cosa all'essere. Infatti:&lt;br /&gt;1. Tutto ciò che è posto in un genere determinato (di realtà), vi è posto perché si aggiunge (come determinazione) all'ente, il quale abbraccia tutti i generi. Ora l'uno appartiene ad un genere determinato, perché principio del numero, il quale è una specie del genere quantità. Dunque l'uno aggiunge qualche cosa all'ente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Ciò che divide o distingue qualche cosa di generico, risulta da un'aggiunta al dato generico. Ora, l'ente si divide in uno e molti. Dunque l'uno aggiunge qualche cosa all'ente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Se l'uno non aggiunge nulla all'ente, dire uno e dire ente sarebbe la stessa cosa. Ora, è un gioco di parole dire ente ente. Dunque sarebbe un gioco anche il dire ente uno: il che è falso. Dunque l'unità aggiunge qualche cosa all'ente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;IN CONTRARIO:&lt;/strong&gt; Dionigi dice: "Niente vi è tra gli esistenti che non partecipi dell'uno". E ciò non sarebbe se l'uno aggiungesse all'ente qualche cosa che lo coartasse. Dunque l'unità nulla aggiunge all'essere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;RISPONDO&lt;/strong&gt;: L'unità non aggiunge all'essere nessuna realtà, ma solo la negazione della divisione; poiché uno non altro significa che ente indiviso. E da ciò appare chiaro che l'uno si identifica con l'ente. Infatti, ogni ente o è semplice o composto. Quello semplice non è attualmente diviso e neppure è divisibile. Quello composto non esiste finché le sue parti sono divise, ma solo dopo che l'hanno costituito e composto. Quindi è manifesto che l'essere di qualsiasi cosa consiste nell'indivisione. Di qui deriva che ogni cosa come conserva il proprio essere, così conserva la propria unità. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ:&lt;/strong&gt; 1. Alcuni, pensando che fosse una stessa cosa l'uno che coincide con l'essere, e l'uno che è principio del numero, si divisero in sentenze opposte. Pitagora e Platone, vedendo che l'uno, il quale si identifica con l'ente, non aggiunge alcunché di reale sopra l'ente, ma significa la sostanza dell'ente in quanto è indivisa, stimarono che fosse altrettanto dell'uno che è principio del numero. E poiché il numero si compone di unità, credettero che i numeri fossero le essenze di tutte le cose. - Al contrario Avicenna, considerando che l'uno, principio del numero, aggiunge alcunché di reale alla sostanza dell'ente (ché altrimenti il numero composto di unità non sarebbe una specie della quantità) credette che l'uno, il quale coincide con l'ente, aggiungesse qualche cosa di reale alla sostanza dell'ente, come bianco a uomo. - Ma questo è manifestamente falso; perché ciascuna cosa è una in forza della propria sostanza. Se, infatti, ciascuna cosa fosse una per qualche cos'altro, essendo quest'altra entità a sua volta una, se fosse una anch'essa per qualche altra cosa, si andrebbe all'infinito. Quindi bisogna fermarsi al primo. - In conclusione, deve asserirsi che l'uno il quale si identifica con l'essere non aggiunge realtà alcuna all'ente; ma l'uno che è principio del numero aggiunge all'ente qualche cosa, che appartiene al genere di quantità. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Niente impedisce che quanto sotto un aspetto è diviso, sotto un altro sia indiviso, come ciò che è diviso numericamente, è indiviso secondo la specie: e così accade che una cosa sia una in un modo, e molteplice in un altro. Ma tuttavia, se tale cosa è indivisa assolutamente parlando; o perché è indivisa secondo ciò che appartiene alla sua essenza, sebbene sia divisa quanto alle parti non essenziali, come ciò che è uno in ragione del soggetto e molteplice secondo gli accidenti; o perché è indivisa in atto e divisibile in potenza, come ciò che è una cosa sola in rapporto al tutto e molteplice in rapporto alle parti: tale essere sarà uno assolutamente parlando, e molteplice sotto un certo aspetto. Se poi, viceversa, una cosa è indivisa sotto un certo aspetto e divisa assolutamente parlando - perché è divisa secondo l'essenza e indivisa secondo ragione, oppure secondo il principio o la causa -: allora sarà molteplice assolutamente parlando e una sotto un certo aspetto; come è il caso di ciò che è molteplice numericamente e uno specificamente o secondo la causa. Così dunque l'ente si divide in uno e molti, ma in questo senso: uno in modo assoluto, e molteplice sotto un certo aspetto. Infatti una molteplicità di cose non sarebbe contenuta sotto l'ente se non fosse contenuta in qualche modo sotto l'uno. Dice infatti Dionigi che "non vi è moltitudine che non partecipi all'unità; ma quel che è molteplice a motivo delle parti, è uno in quanto tutto; e cose, che sono molteplici a motivo degli accidenti, sono una cosa sola quanto al soggetto; e cose molteplici quanto al numero sono una cosa sola quanto alla specie; e cose molteplici quanto alla specie sono una quanto al genere; e cose molteplici quanto alle derivazioni sono una sola cosa quanto al principio". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Non è quindi un giochetto dire ente uno, perché uno aggiunge a ente qualche cosa di concettualmente diverso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_h5_q7nnNNTg/TSRGwSCjgPI/AAAAAAAABr4/okT4XyH-2yA/s200/9788870942248g.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_h5_q7nnNNTg/TSRGwSCjgPI/AAAAAAAABr4/okT4XyH-2yA/s200/9788870942248g.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-3264600927792946492?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/3264600927792946492/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/la-summa-teologica-cinquantunesima.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/3264600927792946492'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/3264600927792946492'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/la-summa-teologica-cinquantunesima.html' title='La Summa Teologica - Cinquantunesima parte'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_h5_q7nnNNTg/TSRGwSCjgPI/AAAAAAAABr4/okT4XyH-2yA/s72-c/9788870942248g.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-7767478234363374188</id><published>2012-01-17T11:20:00.000+01:00</published><updated>2012-01-17T11:20:05.182+01:00</updated><title type='text'>Come Dio ha parlato a Sant'Antonio abate</title><content type='html'>&lt;iframe width="459" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/fvg6nKgoIG8?fs=1" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-7767478234363374188?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/7767478234363374188/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/come-dio-ha-parlato-santantonio-abate.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/7767478234363374188'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/7767478234363374188'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/come-dio-ha-parlato-santantonio-abate.html' title='Come Dio ha parlato a Sant&apos;Antonio abate'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/fvg6nKgoIG8/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-1763273498803291510</id><published>2012-01-17T11:18:00.000+01:00</published><updated>2012-01-17T11:18:23.668+01:00</updated><title type='text'>Riscoprire i Santi - Sant'Antonio abate</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.santiebeati.it/immagini/Original/22300/22300.JPG" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://www.santiebeati.it/immagini/Original/22300/22300.JPG" width="246" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;Torna anche per questo martedì, l'appunto settimanale volto alla scoperta dei nostri cari Santi! Oggi riscopriamo la figura di uno dei Santi più noti e amati: Sant'Antonio abate, celebrato proprio oggi dalla Chiesa Cattolica.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il Quotidiano Avvenire lo ricorda così: "Antonio abate è uno dei più illustri eremiti della storia della Chiesa. Nato a Coma, nel cuore dell'Egitto, intorno al 250, a vent'anni abbandonò ogni cosa per vivere dapprima in una plaga deserta e poi sulle rive del Mar Rosso, dove condusse vita anacoretica per più di 80 anni: morì, infatti, ultracentenario nel 356. Già in vita accorrevano da lui, attratti dalla fama di santità, pellegrini e bisognosi di tutto l'Oriente. Anche Costantino e i suoi figli ne cercarono il consiglio. La sua vicenda è raccontata da un discepolo, sant'Atanasio, che contribuì a farne conoscere l'esempio in tutta la Chiesa."&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Entriamo più a fondo nella conoscenza di questo Santo di Dio attraverso il consueto tratto biografico (tratto dal sito Santi &amp;amp; Beati) seguito da una lettera scritta proprio dalla mano di Sant'Antonio:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo la pace costantiniana, il martirio cruento dei cristiani diventò molto raro; a questa forma eroica di santità dei primi tempi del cristianesimo, subentrò un cammino di santità professato da una nuovo stuolo di cristiani, desiderosi di una spiritualità più profonda, di appartenere solo a Dio e quindi di vivere soli nella contemplazione dei misteri divini.&lt;br /&gt;Questo fu il grande movimento spirituale del ‘Monachesimo’, che avrà nei secoli successivi varie trasformazioni e modi di essere; dall’eremitaggio alla vita comunitaria; espandendosi dall’Oriente all’Occidente e diventando la grande pianta spirituale su cui si è poggiata la Chiesa, insieme alla gerarchia apostolica.&lt;br /&gt;Anche se probabilmente fu il primo a instaurare una vita eremitica e ascetica nel deserto della Tebaide, s. Antonio ne fu senz’altro l’esempio più stimolante e noto, ed è considerato il caposcuola del Monachesimo.&lt;br /&gt;Conoscitore profondo dell’esperienza spirituale di Antonio, fu s. Atanasio (295-373) vescovo di Alessandria, suo amico e discepolo, il quale ne scrisse una bella e veritiera biografia.&lt;br /&gt;Antonio nacque verso il 250 da una agiata famiglia di agricoltori nel villaggio di Coma, attuale Qumans in Egitto e verso i 18-20 anni rimase orfano dei genitori, con un ricco patrimonio da amministrare e con una sorella minore da educare.&lt;br /&gt;Attratto dall’ammaestramento evangelico “Se vuoi essere perfetto, va’, vendi ciò che hai, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo, poi vieni e seguimi”, e sull’esempio di alcuni anacoreti che vivevano nei dintorni dei villaggi egiziani, in preghiera, povertà e castità, Antonio volle scegliere questa strada e venduto i suoi beni, affidata la sorella a una comunità di vergini, si dedicò alla vita ascetica davanti alla sua casa e poi al di fuori del paese.&lt;br /&gt;Alla ricerca di uno stile di vita penitente e senza distrazione, chiese a Dio di essere illuminato e così vide poco lontano un anacoreta come lui, che seduto lavorava intrecciando una corda, poi smetteva si alzava e pregava, poi di nuovo a lavorare e di nuovo a pregare; era un angelo di Dio che gli indicava la strada del lavoro e della preghiera, che sarà due secoli dopo, la regola benedettina “Ora et labora” del Monachesimo Occidentale.&lt;br /&gt;Parte del suo lavoro gli serviva per procurarsi il cibo e parte la distribuiva ai poveri; dice s. Atanasio, che pregava continuamente ed era così attento alla lettura delle Scritture, che ricordava tutto e la sua memoria sostituiva i libri. &lt;br /&gt;Dopo qualche anno di questa edificante esperienza, in piena gioventù cominciarono per lui durissime prove, pensieri osceni lo tormentavano, dubbi l’assalivano sulla opportunità di una vita così solitaria, non seguita dalla massa degli uomini né dagli ecclesiastici, l’istinto della carne e l’attaccamento ai beni materiali che erano sopiti in quegli anni, ritornavano prepotenti e incontrollabili.&lt;br /&gt;Chiese aiuto ad altri asceti, che gli dissero di non spaventarsi, ma di andare avanti con fiducia, perché Dio era con lui e gli consigliarono di sbarazzarsi di tutti i legami e cose, per ritirarsi in un luogo più solitario.&lt;br /&gt;Così ricoperto appena da un rude panno, si rifugiò in un’antica tomba scavata nella roccia di una collina, intorno al villaggio di Coma, un amico gli portava ogni tanto un po’ di pane, per il resto si doveva arrangiare con frutti di bosco e le erbe dei campi.&lt;br /&gt;In questo luogo, alle prime tentazioni subentrarono terrificanti visioni e frastuoni, in più attraversò un periodo di terribile oscurità spirituale, ma tutto superò perseverando nella fede in Dio, compiendo giorno per giorno la sua volontà, come gli avevano insegnato i suoi maestri. &lt;br /&gt;Quando alla fine Cristo gli si rivelò illuminandolo, egli chiese: “Dov’eri? Perché non sei apparso fin da principio per far cessare le mie sofferenze?”. Si sentì rispondere: “Antonio, io ero qui con te e assistevo alla tua lotta…”.&lt;br /&gt;Scoperto dai suoi concittadini, che come tutti i cristiani di quei tempi, affluivano presso gli anacoreti per riceverne consiglio, aiuto, consolazione, ma nello stesso tempo turbavano la loro solitudine e raccoglimento, allora Antonio si spostò più lontano verso il Mar Rosso.&lt;br /&gt;Sulle montagne del Pispir c’era una fortezza abbandonata, infestata dai serpenti, ma con una fonte sorgiva e qui nel 285 Antonio si trasferì, rimanendovi per 20 anni.&lt;br /&gt;Due volte all’anno gli calavano dall’alto del pane; seguì in questa nuova solitudine l’esempio di Gesù, che guidato dallo Spirito si ritirò nel deserto “per essere tentato dal demonio”; era comune convinzione che solo la solitudine, permettesse alla creatura umana di purificarsi da tutte le cattive tendenze, personificate nella figura biblica del demonio e diventare così uomo nuovo.&lt;br /&gt;Certamente solo persone psichicamente sane potevano affrontare un’ascesi così austera come quella degli anacoreti; non tutti ci riuscivano e alcuni finivano per andare fuori di testa, scambiando le proprie fantasie per illuminazioni divine o tentazioni diaboliche.&lt;br /&gt;Non era il caso di Antonio; attaccato dal demonio che lo svegliava con le tentazioni nel cuore della notte, dandogli consigli apparentemente di maggiore perfezione, spingendolo verso l’esaurimento fisico e psichico e per disgustarlo della vita solitaria; invece resistendo e acquistando con l’aiuto di Dio, il “discernimento degli spiriti”, Antonio poté riconoscere le apparizioni false, compreso quelle che simulavano le presenze angeliche.&lt;br /&gt;E venne il tempo in cui molte persone che volevano dedicarsi alla vita eremitica, giunsero al fortino abbattendolo e Antonio uscì come ispirato dal soffio divino; cominciò a consolare gli afflitti ottenendo dal Signore guarigioni, liberando gli ossessi e istruendo i nuovi discepoli.&lt;br /&gt;Si formarono due gruppi di monaci che diedero origine a due monasteri, uno ad oriente del Nilo e l’altro sulla riva sinistra del fiume, ogni monaco aveva la sua grotta solitaria, ubbidendo però ad un fratello più esperto nella vita spirituale; a tutti Antonio dava i suoi consigli nel cammino verso la perfezione dello spirito uniti a Dio.&lt;br /&gt;Nel 307 venne a visitarlo il monaco eremita s. Ilarione (292-372), che fondò a Gaza in Palestina il primo monastero, scambiandosi le loro esperienze sulla vita eremitica; nel 311 Antonio non esitò a lasciare il suo eremo e si recò ad Alessandria, dove imperversava la persecuzione contro i cristiani, ordinata dall’imperatore romano Massimino Daia († 313), per sostenere e confortare i fratelli nella fede e desideroso lui stesso del martirio.&lt;br /&gt;Forse perché incuteva rispetto e timore reverenziale anche ai Romani, fu risparmiato; le sue uscite dall’eremo si moltiplicarono per servire la comunità cristiana, sostenne con la sua influente presenza l’amico vescovo di Alessandria, s. Atanasio che combatteva l’eresia ariana, scrisse in sua difesa anche una lettera a Costantino imperatore, che non fu tenuta di gran conto, ma fu importante fra il popolo cristiano.&lt;br /&gt;Tornata la pace nell’impero e per sfuggire ai troppi curiosi che si recavano nel fortilizio del Mar Rosso, decise di ritirarsi in un luogo più isolato e andò nel deserto della Tebaide, dove prese a coltivare un piccolo orto per il suo sostentamento e di quanti, discepoli e visitatori, si recavano da lui per aiuto e ricerca di perfezione.&lt;br /&gt;Visse nella Tebaide fino al termine della sua lunghissima vita, poté seppellire il corpo dell’eremita s. Paolo di Tebe con l’aiuto di un leone, per questo è considerato patrono dei seppellitori.&lt;br /&gt;Negli ultimi anni accolse presso di sé due monaci che l’accudirono nell’estrema vecchiaia; morì a 106 anni, il 17 gennaio del 356 e fu seppellito in un luogo segreto.&lt;br /&gt;La sua presenza aveva attirato anche qui tante persone desiderose di vita spirituale e tanti scelsero di essere monaci; così fra i monti della Tebaide (Alto Egitto) sorsero monasteri e il deserto si popolò di monaci; primi di quella moltitudine di uomini consacrati che in Oriente e in Occidente, intrapresero quel cammino da lui iniziato, ampliandolo e adattandolo alle esigenze dei tempi.&lt;br /&gt;I suoi discepoli tramandarono alla Chiesa la sua sapienza, raccolta in 120 detti e in 20 lettere; nella Lettera 8, s. Antonio scrisse ai suoi “Chiedete con cuore sincero quel grande Spirito di fuoco che io stesso ho ricevuto, ed esso vi sarà dato”.&lt;br /&gt;Nel 561 fu scoperto il suo sepolcro e le reliquie cominciarono un lungo viaggiare nel tempo, da Alessandria a Costantinopoli, fino in Francia nell’XI secolo a Motte-Saint-Didier, dove fu costruita una chiesa in suo onore.&lt;br /&gt;In questa chiesa a venerarne le reliquie, affluivano folle di malati, soprattutto di ergotismo canceroso, causato dall’avvelenamento di un fungo presente nella segala, usata per fare il pane.&lt;br /&gt;Il morbo era conosciuto sin dall’antichità come ‘ignis sacer’ per il bruciore che provocava; per ospitare tutti gli ammalati che giungevano, si costruì un ospedale e una Confraternita di religiosi, l’antico Ordine ospedaliero degli ‘Antoniani’; il villaggio prese il nome di Saint-Antoine di Viennois.&lt;br /&gt;Il papa accordò loro il privilegio di allevare maiali per uso proprio e a spese della comunità, per cui i porcellini potevano circolare liberamente fra cortili e strade, nessuno li toccava se portavano una campanella di riconoscimento.&lt;br /&gt;Il loro grasso veniva usato per curare l’ergotismo, che venne chiamato “il male di s. Antonio” e poi “fuoco di s. Antonio” (herpes zoster); per questo nella religiosità popolare, il maiale cominciò ad essere associato al grande eremita egiziano, poi fu considerato il santo patrono dei maiali e per estensione di tutti gli animali domestici e della stalla.&lt;br /&gt;Nella sua iconografia compare oltre al maialino con la campanella, anche il bastone degli eremiti a forma di T, la ‘tau’ ultima lettera dell’alfabeto ebraico e quindi allusione alle cose ultime e al destino.&lt;br /&gt;Nel giorno della sua festa liturgica, si benedicono le stalle e si portano a benedire gli animali domestici; in alcuni paesi di origine celtica, s. Antonio assunse le funzioni della divinità della rinascita e della luce, LUG, il garante di nuova vita, a cui erano consacrati cinghiali e maiali, così s. Antonio venne rappresentato in varie opere d’arte con ai piedi un cinghiale.&lt;br /&gt;Patrono di tutti gli addetti alla lavorazione del maiale, vivo o macellato; è anche il patrono di quanti lavorano con il fuoco, come i pompieri, perché guariva da quel fuoco metaforico che era l’herpes zoster, ma anche in base alla leggenda popolare che narra che s. Antonio si recò all’inferno, per contendere l’anima di alcuni morti al diavolo e mentre il suo maialino sgaiattolato dentro, creava scompiglio fra i demoni, lui accese col fuoco infernale il suo bastone a ‘tau’ e lo portò fuori insieme al maialino recuperato e lo donò all’umanità, accendendo una catasta di legna.&lt;br /&gt;Per millenni e ancora oggi, si usa nei paesi accendere il giorno 17 gennaio, i cosiddetti “focarazzi” o “ceppi” o “falò di s. Antonio”, che avevano una funzione purificatrice e fecondatrice, come tutti i fuochi che segnavano il passaggio dall’inverno alla imminente primavera. Le ceneri poi raccolte nei bracieri casalinghi di una volta, servivano a riscaldare la casa e con apposita campana fatta con listelli di legni per asciugare i panni umidi.&lt;br /&gt;È invocato contro tutte le malattie della pelle e contro gli incendi. Veneratissimo lungo i secoli, il suo nome è fra i più diffusi del cattolicesimo, anche se poi nella devozione onomastica è stato soppiantato dal XIII sec. dal grande omonimo santo taumaturgo di Padova.&lt;br /&gt;Nell’Italia Meridionale per distinguerlo è chiamato “Sant’Antuono”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Autore: Antonio Borrelli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tratto da “Le lettere” di S. Antonio il Grande, Prima Lettera par. 1&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Prima di ogni cosa, cari figli, Antonio vi saluta nel Signore. Credo che uomini e donne, che la grazia di Dio chiama alla predicazione per mezzo del Verbo, appartengano a tre generi di persone. Il primo è costituito da coloro che sono chiamati dalla legge naturale dell’amore posta fin dalla creazione nella loro anima. Quando sono stati toccati dalla parola di Dio, senza alcun indugio, l’hanno seguita sollecitamente. Così accadde per il nostro progenitore Abramo. Quando vide che egli l’amava per la. legge naturale dell’amore, gli apparve e gli disse: «Vattene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre, verso il paese che io ti indicherò» (Gen 12,1). Abramo senza alcuna esitazione si mostrò pronto alla chiamata. Egli è stato la figura della prima vita di questa istituzione che ancora oggi dura in quanti seguono le sue orme: se si adoperano con zelo cercando il timore di Dio nella pazienza e nella pace, ricevono lode per il loro comportamento perché disposti a seguire l’amore di Dio. Questo è il primo genere di vocazione.&lt;br /&gt;Ecco il secondo: alcuni sentono che la legge scritta afferma che vi sono supplizi di ogni specie per i peccatori e sante promesse per coloro che portano frutto nel timore di Dio. Questa testimonianza della legge desta in loro il pensiero di obbedire alla vocazione. Così attestò Davide: «La legge del Signore è perfetta, rinfranca l’anima» (Sal 18,8) e ancora: «La tua parola nel rivelarsi illumina, dona saggezza ai semplici» (Sal 118,130). Non mancano molti altri passi, ma non possiamo citarli tutti.&lt;br /&gt;Infine, il terzo genere di vocazione. Alcuni dapprima sono stati duri di cuore e hanno perseverato nel peccato, ma Dio, per la sua misericordia, manda loro delle prove per emendarli perché, vinti da queste prove, abbiano coscienza delle loro colpe, si pentano, si convertano, ascoltino la parola, se si sono pentiti sinceramente, e compiano anch’essi opere meritevoli come quelli di cui abbiamo parlato prima. Questi sono i tre modi con cui gli uomini si incamminano sulla strada della conversione fino a ottenere la grazia e la vocazione di figli di Dio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-1763273498803291510?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/1763273498803291510/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/riscoprire-i-santi-santantonio-abate.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/1763273498803291510'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/1763273498803291510'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/riscoprire-i-santi-santantonio-abate.html' title='Riscoprire i Santi - Sant&apos;Antonio abate'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-6195896054259000693</id><published>2012-01-16T11:51:00.000+01:00</published><updated>2012-01-16T11:51:03.590+01:00</updated><title type='text'>Benedetto XVI: educare i giovani a rispondere alla chiamata</title><content type='html'>&lt;iframe width="459" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/0zgOWUKx01k?fs=1" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-6195896054259000693?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/6195896054259000693/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/benedetto-xvi-educare-i-giovani.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/6195896054259000693'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/6195896054259000693'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/benedetto-xvi-educare-i-giovani.html' title='Benedetto XVI: educare i giovani a rispondere alla chiamata'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/0zgOWUKx01k/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-4829613594082070418</id><published>2012-01-16T11:50:00.000+01:00</published><updated>2012-01-16T11:50:27.561+01:00</updated><title type='text'>Angelus di Papa Benedetto XVI - 15 Gennaio 2011</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;BENEDETTO XVI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ANGELUS &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piazza San Pietro&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Domenica, 15 gennaio 2012&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-ubxQI4gYwAw/TomeOHJvovI/AAAAAAAAAVs/1VYCngVMgf4/s1600/Papa%252C+Angelus.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/-ubxQI4gYwAw/TomeOHJvovI/AAAAAAAAAVs/1VYCngVMgf4/s1600/Papa%252C+Angelus.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Cari fratelli e sorelle!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nelle Letture bibliche di questa domenica – la seconda del Tempo Ordinario – emerge il tema della vocazione: nel Vangelo è la chiamata dei primi discepoli da parte di Gesù; nella prima Lettura è la chiamata del profeta Samuele. In entrambi i racconti risalta l’importanza della figura che svolge il ruolo di mediatore, aiutando le persone chiamate a riconoscere la voce di Dio e a seguirla. Nel caso di Samuele, si tratta di Eli, sacerdote del tempio di Silo, dove era custodita anticamente l’arca dell’alleanza, prima di essere trasportata a Gerusalemme. Una notte Samuele, che era ancora un ragazzo e fin da piccolo viveva al servizio del tempio, per tre volte di seguito si sentì chiamare nel sonno e corse da Eli. Ma non era lui a chiamarlo. Alla terza volta Eli capì, e disse a Samuele: Se ti chiamerà ancora, rispondi: “Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta” (1 Sam 3,9). Così avvenne, e da allora in poi Samuele imparò a riconoscere le parole di Dio e divenne il suo fedele profeta. Nel caso dei discepoli di Gesù, la figura mediatrice è quella di Giovanni Battista. In effetti, Giovanni aveva una vasta cerchia di discepoli, e tra questi vi erano anche le due coppie di fratelli Simone e Andrea, Giovanni e Giacomo, pescatori della Galilea. Proprio a due di questi il Battista indicò Gesù, il giorno dopo il suo battesimo nel fiume Giordano. Lo indicò loro dicendo: “Ecco l’agnello di Dio!” (Gv 1,36), che equivaleva a dire: Ecco il Messia. E quei due seguirono Gesù, rimasero a lungo con Lui e si convinsero che era veramente il Cristo. Subito lo dissero agli altri, e così si formò il primo nucleo di quello che sarebbe diventato il collegio degli Apostoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla luce di questi due testi, vorrei sottolineare il ruolo decisivo della guida spirituale nel cammino di fede e, in particolare, nella risposta alla vocazione di speciale consacrazione per il servizio di Dio e del suo popolo. Già la stessa fede cristiana, di per sé, presuppone l’annuncio e la testimonianza: infatti essa consiste nell’adesione alla buona notizia che Gesù di Nazaret è morto e risorto, che è Dio. E così anche la chiamata a seguire Gesù più da vicino, rinunciando a formare una propria famiglia per dedicarsi alla grande famiglia della Chiesa, passa normalmente attraverso la testimonianza e la proposta di un “fratello maggiore”, di solito un sacerdote. Questo senza dimenticare il ruolo fondamentale dei genitori, che con la loro fede genuina e gioiosa e il loro amore coniugale mostrano ai figli che è bello ed è possibile costruire tutta la vita sull’amore di Dio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cari amici, preghiamo la Vergine Maria per tutti gli educatori, specialmente i sacerdoti e i genitori, perché abbiano piena consapevolezza dell’importanza del loro ruolo spirituale, per favorire nei giovani, oltre alla crescita umana, la risposta alla chiamata di Dio, a dire: “Parla, Signore, il tuo servo ti ascolta”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dopo l'Angelus:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cari fratelli e sorelle,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;celebriamo oggi la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Milioni di persone sono coinvolte nel fenomeno delle migrazioni, ma esse non sono numeri! Sono uomini e donne, bambini, giovani e anziani che cercano un luogo dove vivere in pace. Nel mio Messaggio per questa Giornata del Migrante e del Rifugiato ho richiamato l’attenzione sul tema “Migrazioni e nuova evangelizzazione”, sottolineando che i migranti sono non soltanto destinatari, ma anche protagonisti dell’annuncio del Vangelo nel mondo contemporaneo. In questo contesto sono lieto di rivolgere un cordiale saluto ai rappresentanti delle comunità migranti di Roma, oggi presenti in Piazza San Pietro. Benvenuti!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi desidero ricordare che dal 18 al 25 di questo mese di gennaio si svolgerà la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani. Invito tutti, a livello personale e comunitario, ad unirsi spiritualmente e, dove possibile, anche praticamente, per invocare da Dio il dono della piena unità tra i discepoli di Cristo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;{Saluti in varie lingue:&lt;/strong&gt; En cette Journée du migrant et du réfugié, le thème de cette année « Migrations et nouvelle évangélisation » nous invite, chers pèlerins francophones, à être des porteurs infatigables de la Bonne Nouvelle auprès de nos frères et sœurs réfugiés et migrants. Soyons des témoins authentiques de l’Évangile en vivant concrètement la solidarité et la charité chrétienne, non seulement par la prière mais aussi par des actes. Mercredi commencera la Semaine de prière pour l’Unité des chrétiens. Prions pour la réalisation de cette unité et « laissons-nous transformer par la victoire de Notre Seigneur Jésus Christ ». Que Marie nous accompagne sur le chemin vers la pleine communion ! Avec ma Bénédiction Apostolique !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I offer a warm welcome to the English-speaking pilgrims and visitors present at this Angelus prayer. This Sunday we hear in the Gospel of John how the first Apostles responded to Jesus’ invitation to follow him. This response is a total giving of oneself which is demonstrated through the change of Simon’s name to Peter. May we strive to remain open to the Lord’s will for our lives. I wish all of you a good Sunday. May God bless you!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Herzlich willkommen sage ich allen Brüdern und Schwestern deutscher Sprache. Unser Christsein gründet nicht auf einer trockenen Theorie oder einer überholten Tradition. Christsein heißt Begegnung mit Jesus Christus, der lebt und der mich ruft. „Meister, wo wohnst du?“, fragen im Evangelium die ersten Jünger, und der Herr lädt sie ein: „Kommt und seht!“. Diese Einladung gilt auch uns, hier und heute. Je mehr wir uns Christus nähern, um so stärker werden wir von seiner Liebe und seinem Leben erfüllt. Und diese Begeisterung im Herrn wollen wir an unsere Mitmenschen weitergeben. Er ist es, der unser Leben hell und froh macht. Euch allen wünsche ich einen gesegneten Sonntag.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española presentes en esta oración mariana, en particular a los profesores y alumnos del Instituto de Villafranca de los Barros, España. En este segundo domingo del tiempo ordinario, el Evangelio nos habla de los primeros discípulos. También en nosotros deben resonar las palabras de Juan el Bautista: “Éste es el Cordero de Dios”, invitándonos a seguir a Jesús, a convivir con Él, a sentirnos interpelados por su mensaje de salvación. Os exhorto a estar siempre disponibles a la voz del Señor, acogiendo su voluntad en nuestras vidas y confesándolo como nuestro Redentor. Que Dios os bendiga.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Serdeczne pozdrowienie kieruję do wszystkich Polaków. Dzisiaj w Światowy Dzień Migranta i Uchodźcy w szczególny sposób pamiętamy w modlitwie o przebywających na obczyźnie. Przedmiotem naszej refleksji są „Migracje a nowa ewangelizacja”. Niech pomoże nam ona lepiej zrozumieć potrzeby migrantów i uchodźców, a szczególnie ich pragnienie spotkania z Bogiem. Wam wszystkim, a zwłaszcza Polakom żyjącym poza granicami ojczyzny, z serca błogosławię.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[Un cordiale saluto rivolgo a tutti i Polacchi. Oggi, nella “Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato”, in modo particolare ricordiamo nella preghiera tutti coloro che vivono in terra straniera. L’oggetto della nostra riflessione è “Migrazioni e nuova evangelizzazione”. Che essa ci aiuti a comprendere meglio i bisogni dei migranti e dei rifugiati e specialmente il loro desiderio di incontrare Dio. Benedico di cuore voi tutti e in modo particolare i Polacchi che vivono fuori della patria.]&lt;strong&gt;}&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E saluto infine con affetto i pellegrini di lingua italiana, in particolare i ragazzi del catechismo di Segni, accompagnati dal Parroco e dagli educatori, e i giovani di Le Castella – Isola di Capo Rizzuto, che domenica scorsa hanno ricevuto il Sacramento della Confermazione. A tutti auguro una buona domenica, una buona settimana. Grazie per la vostra attenzione. Buona domenica!.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;© Copyright 2012 - Libreria Editrice Vaticana&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-4829613594082070418?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/4829613594082070418/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/angelus-di-papa-benedetto-xvi-15.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/4829613594082070418'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/4829613594082070418'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/angelus-di-papa-benedetto-xvi-15.html' title='Angelus di Papa Benedetto XVI - 15 Gennaio 2011'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-ubxQI4gYwAw/TomeOHJvovI/AAAAAAAAAVs/1VYCngVMgf4/s72-c/Papa%252C+Angelus.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-8680324042683853401</id><published>2012-01-15T10:03:00.000+01:00</published><updated>2012-01-15T10:03:44.148+01:00</updated><title type='text'>Video Vangelo II domenica ordinario B</title><content type='html'>&lt;iframe width="459" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/7VVEtax82-A?fs=1" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-8680324042683853401?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/8680324042683853401/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/video-vangelo-ii-domenica-ordinario-b.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/8680324042683853401'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/8680324042683853401'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/video-vangelo-ii-domenica-ordinario-b.html' title='Video Vangelo II domenica ordinario B'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/7VVEtax82-A/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-1325939738812853747</id><published>2012-01-15T10:00:00.000+01:00</published><updated>2012-01-15T10:00:50.027+01:00</updated><title type='text'>La chiamata</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt; ( Gv 1,35-42)&amp;nbsp;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;II Domenica T.O.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;II tema di oggi è quello della chiamata. Già nella prima lettura vediamo il giovane Samuele che nella notte, si sente chiamare tre volte per nome e pensa che sia il profeta Eli, ma questi capisce che, a chiamarlo, è il Signore e gli dice: “Vattene a dormire e se ti chiamerà ancora, dirai: Parla Signore, il tuo servo ti ascolta”. E Samuele fece così e divenne poi un grande profeta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;• “Andate, seguite Lui!” &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni esistenza è già una prima chiamata: Dio ci ha tratti dall’abisso vertiginoso del nulla e, dandoci l’essere, ci ha dato anche un progetto da compiere, un disegno da realizzare che è addirittura disegnato “sul palmo delle sue mani” (Isaia 49). E’ questo il senso della nostra vita: collaborare a un grande progetto che Dio ha da tutta l’eternità su ognuno di noi. &lt;br /&gt;Il Vangelo ci parla della chiamata di Giovanni e Andrea: “Il giorno dopo il Battista stava ancora là con due dei suoi discepoli e fissando lo sguardo su Gesù che passava disse: Ecco l’Agnello di Dio! E i due discepoli, sentendolo parlare così seguirono Gesù”. Stupefacente questa umiltà del Battista: prima si era definito solo una voce che grida nel deserto e ora è solo più un dito puntato che indica un Altro. E lo indica a due dei suoi discepoli che lo abbandonano per seguire il nuovo Maestro. Avrà sofferto nel vederli andar via, ma non fa nulla per trattenerli, sa che lui deve diminuire per lasciar crescere il vero Maestro. Sa che lui è solo l’amico dello sposo, ma lo sposo è un altro. Quale esempio di sovrana libertà e di totale distacco da sé stesso! Sublime grandezza di Giovanni! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;• “Dove abiti?” &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E i due discepoli del Battista iniziano a seguire quel Nazareno che trasformerà totalmente la loro vita. Per questi uomini di Galilea inizia qualcosa di radicalmente nuovo: la salvezza è entrata nella loro vita e non ne uscirà mai più! Quella forza nuova che è entrata nel mondo, continuerà a rimanervi fino alla fine dei secoli. Quella stessa voce che ha chiamato i primi discepoli continuerà a chiamarne infiniti altri, di ogni razza, popolo, lingua e nazionalità. Continuerà a risuonare fra gli uomini e donne di tutti i tempi e ad attraversare i secoli senza che questi possano coprirne il suono o offuscarne il ricordo, ma la rivestiranno di un manto di universalità senza confini. &lt;br /&gt;“Gesù allora si voltò e vedendo che lo seguivano disse: che cercate? Rabbì dove abiti? Venite e vedrete”. Ecco Dio che entra nella storia degli uomini. E vi entra mentre stanno vivendo la loro vita di sempre, si presenta alla loro riva per invitarli a diventare collaboratori del suo piano di salvezza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;• “Venite e vedrete”. E noi? &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E si presenta alla nostra riva, a noi discepoli di oggi per rinnovare il suo invito. Anche a noi dice: “venite e vedrete!” E’ sempre Lui che si presenta per primo, ma siamo sempre noi che dobbiamo lasciare le nostre reti e i nostri appigli per seguirlo. Vedremo in seguito che anche altri apostoli, appena ebbero udito la voce del Maestro, lasciarono subito la barca, le reti e il padre, per seguirlo. Segno che da Gesù emanava veramente un fascino straordinario, assolutamente unico, che faceva vibrare le corde nascoste del cuore umano. Incontrando il Suo sguardo, quei primi discepoli capirono sicuramente di essere infinitamente amati e sentirono che valeva la pena di lasciare tutto pur di continuare a incontrare quello sguardo e sentire quella voce, unica al mondo, che veniva da “oltre”. E parlava un linguaggio divino. Di colpo capirono che Colui che li chiamava non era più soltanto l’Uomo di Galilea, ma lo splendore della gloria del Padre, l’eletto, l’inviato, Colui che, solo, aveva parole di vita eterna. Andarono dunque e si fermarono presso di Lui. Per sempre! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.incamminocongesu.org/"&gt;Wilma Chasseur&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-1325939738812853747?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/1325939738812853747/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/la-chiamata.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/1325939738812853747'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/1325939738812853747'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/la-chiamata.html' title='La chiamata'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-4775700855499711197</id><published>2012-01-14T11:13:00.000+01:00</published><updated>2012-01-14T11:13:03.841+01:00</updated><title type='text'>Il sale della terra</title><content type='html'>&lt;iframe width="459" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/om4vkYgqos0?fs=1" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-4775700855499711197?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/4775700855499711197/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/il-sale-della-terra.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/4775700855499711197'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/4775700855499711197'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/il-sale-della-terra.html' title='Il sale della terra'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/om4vkYgqos0/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-5013451508300546562</id><published>2012-01-14T11:10:00.000+01:00</published><updated>2012-01-14T11:10:08.400+01:00</updated><title type='text'>In difesa della vita - Evangelium Vitae - XLIV</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Torna l'appuntamento con la Lettera Enciclica "Evangelium vitae", in difesa della vita. Ci avviamo quasi alla conclusione di questa Lettera Enciclica del Beato Giovanni Paolo II che inneggia alla vita, ma prima vediamo i "motivi" che spingono a scrivere e a parlare del Vangelo della vita:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;«&lt;em&gt;Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia perfetta&lt;/em&gt;» (1 Gv 1, 4): il Vangelo della vita è per la città degli uomini&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;101. «&lt;em&gt;Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia perfetta&lt;/em&gt;» (1 Gv 1, 4). La rivelazione del Vangelo della vita ci è data come bene da comunicare a tutti: perché tutti gli uomini siano in comunione con noi e con la Trinità (cf. 1 Gv 1, 3). Neppure noi potremmo essere nella gioia piena se non comunicassimo questo Vangelo agli altri, ma lo tenessimo solo per noi stessi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Vangelo della vita non è esclusivamente per i credenti: è per tutti. La questione della vita e della sua difesa e promozione non è prerogativa dei soli cristiani. Anche se dalla fede riceve luce e forza straordinarie, essa appartiene ad ogni coscienza umana che aspira alla verità ed è attenta e pensosa per le sorti dell'umanità. Nella vita c'è sicuramente un valore sacro e religioso, ma in nessun modo esso interpella solo i credenti: si tratta, infatti, di un valore che ogni essere umano può cogliere anche alla luce della ragione e che perciò riguarda necessariamente tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo, la nostra azione di «popolo della vita e per la vita» domanda di essere interpretata in modo giusto e accolta con simpatia. Quando la Chiesa dichiara che il rispetto incondizionato del diritto alla vita di ogni persona innocente — dal concepimento alla sua morte naturale — è uno dei pilastri su cui si regge ogni società civile, essa «vuole semplicemente promuovere uno Stato umano. Uno Stato che riconosca come suo primario dovere la difesa dei diritti fondamentali della persona umana, specialmente di quella più debole».136&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Vangelo della vita è per la città degli uomini. Agire a favore della vita è contribuire al rinnovamento della società mediante l'edificazione del bene comune. Non è possibile, infatti, costruire il bene comune senza riconoscere e tutelare il diritto alla vita, su cui si fondano e si sviluppano tutti gli altri diritti inalienabili dell'essere umano. Né può avere solide basi una società che — mentre afferma valori quali la dignità della persona, la giustizia e la pace — si contraddice radicalmente accettando o tollerando le più diverse forme di disistima e violazione della vita umana, soprattutto se debole ed emarginata. Solo il rispetto della vita può fondare e garantire i beni più preziosi e necessari della società, come la democrazia e la pace.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti, non ci può essere vera democrazia, se non si riconosce la dignità di ogni persona e non se ne rispettano i diritti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ci può essere neppure vera pace, se non si difende e promuove la vita, come ricordava Paolo VI: «Ogni delitto contro la vita è un attentato contro la pace, specialmente se esso intacca il costume del popolo..., mentre dove i diritti dell'uomo sono realmente professati e pubblicamente riconosciuti e difesi, la pace diventa l'atmosfera lieta e operosa della convivenza sociale».137&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il «popolo della vita» gioisce di poter condividere con tanti altri il suo impegno, così che sempre più numeroso sia il «popolo per la vita» e la nuova cultura dell'amore e della solidarietà possa crescere per il vero bene della città degli uomini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.abebooks.it/images/ReadingRoom/Specials/giovanni-paolo-papa/evangelium-vitae-giovanni-paolo-II.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.abebooks.it/images/ReadingRoom/Specials/giovanni-paolo-papa/evangelium-vitae-giovanni-paolo-II.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-5013451508300546562?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/5013451508300546562/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/in-difesa-della-vita-evangelium-vitae.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/5013451508300546562'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/5013451508300546562'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/in-difesa-della-vita-evangelium-vitae.html' title='In difesa della vita - Evangelium Vitae - XLIV'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-7608604138113237123</id><published>2012-01-13T11:22:00.000+01:00</published><updated>2012-01-13T11:22:03.749+01:00</updated><title type='text'>L'Undicesimo Comandamento</title><content type='html'>&lt;iframe width="459" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/187IqLp_CS4?fs=1" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-7608604138113237123?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/7608604138113237123/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/lundicesimo-comandamento.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/7608604138113237123'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/7608604138113237123'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/lundicesimo-comandamento.html' title='L&apos;Undicesimo Comandamento'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/187IqLp_CS4/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-657183575580226855</id><published>2012-01-13T11:13:00.002+01:00</published><updated>2012-01-13T11:13:37.450+01:00</updated><title type='text'>Elvira - Figlia spirituale di Padre Pio - XVII</title><content type='html'>&lt;b&gt;Continuiamo a scoprire la figura di Elvira, figlia spirituale di San Pio da Pietrelcina; di Elvira oggi vedremo un nuovo esempio di misericordia, requisito indispensabile per ogni cristiano poiché solo perdonando gli altri si ottiene misericordia dal Padre:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;CAPITOLO III&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;AMARE CON LE OPERE&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;SOPPORTARE PAZIENTEMENTE LE PERSONE MOLESTE&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fra tutte le opere di misericordia la più difficile, forse, da mettere in pratica è quella di sopportare pazientemente le persone moleste, ma Elvira sa compiere egregiamente anche questa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A qual grado di eroismo sappia giungere in tale sopportazione lo dimostra chiaramente l'episodio seguente: Quando abitava vicino allo Stadio. Elvira aveva fatto la conoscenza di Giuseppina Galli, una povera ragazza di 26 anni uscita dal manicomio. Gliel'aveva raccomandata la maestra Frangipane e lei si era recata subito a farle visita. L'aveva trovata in casa tutta nuda, con un gran turbante in testa. Come si presentasse la casa è difficile dirlo. C'erano dovunque mucchi di immondizie: teste di pesci, ossa, recipienti colmi di urina, panni sudici sotto la tavola... La povera ragazza aveva la mania di accumulare e di conservare tutto. Elvira entrò subito nelle sue simpatie e dopo undici mesi che quella creatura non usciva di casa, potè indurla ad uscire per fare una passeggiata. La condusse lungo Viale Tripoli fino dai Salesiani per fare una visita a Gesù Sacramentato. Per la strada Giuseppina si fermava ad ogni passo e, sollevando ora un piede ora l'altro, mostrava ad Elvira la suola delle scarpe per chiederle se "si era attaccato niente". Come Dio volle arrivarono a destinazione e la gratitudine della ragazza per quella passeggiata fu tale che, al ritorno, non volle più saperne di staccarsi dalla sua nuova amica e si diede ad insistere per essere condotta a vedere la sua casa. Elvira dovette accontentarla e ricorrere poi a tutta la sua forza persuasiva per ricondurla via. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da quella volta Elvira si recò ogni giorno a trovarla per parlarle di Padre Pio e convincerla a riordinare la casa. Ottenne così di poter fare una buca nell'orto e di buttarci tutti quei rifiuti che da tempo avevano trasformato la casa in un porcile. Purtroppo però il giorno dopo, mentre Elvira ripensava con soddisfazione a questa vittoria che aveva ottenuto, Giuseppina estraeva dalla buca i suoi rifiuti e riportava tutto amorosamente in casa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era proprio un caso disperato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non c'era che Padre Pio che potesse fare qualcosa per lei ed Elvira pensò di condurgliela. Si misero in treno per San Giovanni Rotondo. Giuseppina aveva due enormi sporte, piene di cartocci dal contenuto indefinibile, che si stringeva gelosamente al petto litigando con tutti i compagni di viaggio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come furono giunte a destinazione, Elvira corse subito dal Padre a dirgli chi aveva condotto con se e lui, per tutta risposta, disse: "E mandala a Messa!" Non era un'impresa facile, ma finalmente fu possibile convincere la povera ragazza che si piazzò nel mezzo della Chiesa sul suo seggiolino, senza più volerne sapere di confessarsi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Elvira era disperata e non sapeva più che cosa fare. Domandò a Padre Pio: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Devo portarla a casa o in manicomio?" &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Né a casa sua, né in manicomio - rispose il Padre - A casa tua". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Elvira non protestò: del resto sapeva di doversi aspettare ogni genere di prove. E non protestò nemmeno il marito quando si sentì proporre un'ospite che, a tavola, mangiava tutto lei, che, se si offriva di far le pulizie, ammucchiava l'immondizia negli angoli più impensati, quando non se la metteva in tasca, che si immergeva, con addosso vestiti e scarpe, nella vasca da bagno inondando tutta la casa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo quattro giorni Elvira, non potendone più, decise di riportarla a casa sua. Ebbene, la mattina dopo, al momento di mandare ad effetto il suo proposito, venne colta da un così forte dolore che non potè alzarsi dal letto. Passò così venti giorni inchiodata a letto con l'assistenza di quella povera matta che non l'abbandonava un istante e parlava, parlava senza posa, interrompendosi soltanto per baciarle ogni tanto i piedi in segno di riconoscenza. Anche le spese del suo mantenimento gravavano tutte sulle spalle dei suoi benefattori, poiché i parenti di Giuseppina se ne disinteressavano completamente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finalmente Elvira ottenne di far accogliere quella povera ragazza dall'Istituto Maccolini. Ve la condusse e le mostrò la stanza che avrebbe dovuto occupare, della quale Giuseppina si mostrò entusiasta, ma quando fu il momento di dividersi dalla sua benefattrice, pregò tanto di poter restare ancora una settimana con lei che, pazientemente, Elvira se la riportò a casa. Dopo un po', ambientatasi nell'Istituto, la ragazza sembrò riprendersi ed Elvira le trovò un lavoro presso una fabbrica di scatole di cartone. Era però destino che questa storia si concludesse tristemente. Qualche tempo dopo, infatti, la ragazza finì nuovamente in manicomio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-657183575580226855?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/657183575580226855/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/elvira-figlia-spirituale-di-padre-pio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/657183575580226855'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/657183575580226855'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/elvira-figlia-spirituale-di-padre-pio.html' title='Elvira - Figlia spirituale di Padre Pio - XVII'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-7922770595970455375</id><published>2012-01-12T11:10:00.000+01:00</published><updated>2012-01-12T11:10:06.301+01:00</updated><title type='text'>Benedetto XVI: l'Eucaristia punto più alto della preghiera</title><content type='html'>&lt;iframe width="459" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/hNk3rMxmsDo?fs=1" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-7922770595970455375?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/7922770595970455375/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/benedetto-xvi-leucaristia-punto-piu.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/7922770595970455375'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/7922770595970455375'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/benedetto-xvi-leucaristia-punto-piu.html' title='Benedetto XVI: l&apos;Eucaristia punto più alto della preghiera'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/hNk3rMxmsDo/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-8042165883702832005</id><published>2012-01-12T11:09:00.000+01:00</published><updated>2012-01-12T11:09:30.691+01:00</updated><title type='text'>Udienza Generale di Papa Benedetto XVI - 11 Gennaio 2012</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;BENEDETTO XVI &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;UDIENZA GENERALE &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aula Paolo VI&lt;br /&gt;Mercoledì, 11 gennaio 2012&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-9BykR105his/Ts5CCK-zVtI/AAAAAAAAAXY/o4PdxlNwuRo/s1600/papa-benedettoXVI_ANSA_324.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="227" src="http://2.bp.blogspot.com/-9BykR105his/Ts5CCK-zVtI/AAAAAAAAAXY/o4PdxlNwuRo/s320/papa-benedettoXVI_ANSA_324.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;La preghiera di Gesù nell'Ultima Cena&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cari fratelli e sorelle, &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;nel nostro cammino di riflessione sulla preghiera di Gesù, presentata nei Vangeli, vorrei meditare oggi sul momento, particolarmente solenne, della sua preghiera nell'Ultima Cena. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo sfondo temporale ed emozionale del convito in cui Gesù si congeda dagli amici, è l'imminenza della sua morte che Egli sente ormai vicina. Da lungo tempo Gesù aveva iniziato a parlare della sua passione, cercando anche di coinvolgere sempre più i suoi discepoli in questa prospettiva. Il Vangelo secondo Marco racconta che fin dalla partenza del viaggio verso Gerusalemme, nei villaggi della lontana Cesarea di Filippo, Gesù aveva iniziato «a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere» (Mc 8,31). Inoltre, proprio nei giorni in cui si preparava a dare l’addio ai discepoli, la vita del popolo era segnata dall'avvicinarsi della Pasqua, ossia del memoriale della liberazione di Israele dall’Egitto. Questa liberazione, sperimentata nel passato e attesa di nuovo nel presente e per il futuro, tornava viva nelle celebrazioni familiari della Pasqua. L’Ultima Cena si inserisce in questo contesto, ma con una novità di fondo. Gesù guarda alla sua Passione, Morte e Risurrezione, essendone pienamente consapevole. Egli vuole vivere questa Cena con i suoi discepoli, con un carattere del tutto speciale e diverso dagli altri conviti; è la sua Cena, nella quale dona Qualcosa di totalmente nuovo: Se stesso. In questo modo, Gesù celebra la sua Pasqua, anticipa la sua Croce e la sua Risurrezione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa novità ci viene evidenziata dalla cronologia dell’Ultima Cena nel Vangelo di Giovanni, il quale non la descrive come la cena pasquale, proprio perché Gesù intende inaugurare qualcosa di nuovo, celebrare la sua Pasqua, legata certo agli eventi dell’Esodo. E per Giovanni Gesù morì sulla croce proprio nel momento in cui, nel tempio di Gerusalemme, venivano immolati gli agnelli pasquali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qual è allora il nucleo di questa Cena? Sono i gesti dello spezzare il pane, del distribuirlo ai suoi e del condividere il calice del vino con le parole che li accompagnano e nel contesto di preghiera in cui si collocano: è l’istituzione dell’Eucaristia, è la grande preghiera di Gesù e della Chiesa. Ma guardiamo più da vicino questo momento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anzitutto, le tradizioni neotestamentarie dell'istituzione dell'Eucaristia (cfr 1 Cor 11,23-25; Lc 22, 14-20; Mc 14,22-25; Mt  26,26-29), indicando la preghiera che introduce i gesti e le parole di Gesù sul pane e sul vino, usano due verbi paralleli e complementari. Paolo e Luca parlano di eucaristia/ringraziamento: «prese il pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro» (Lc 22,19). Marco e Matteo, invece, sottolineano l’aspetto di eulogia/benedizione: «prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro» (Mc 14,22). Ambedue i termini greci eucaristeìn e eulogeìn rimandano alla berakha ebraica, cioè alla grande preghiera di ringraziamento e di benedizione della tradizione d’Israele che inaugurava i grandi conviti. Le due diverse parole greche indicano le due direzioni intrinseche e complementari di questa preghiera. La berakha, infatti, è anzitutto ringraziamento e lode che sale a Dio per il dono ricevuto: nell’Ultima Cena di Gesù, si tratta del pane – lavorato dal frumento che Dio fa germogliare e crescere dalla terra – e del vino prodotto dal frutto maturato sulle viti. Questa preghiera di lode e ringraziamento, che si innalza verso Dio, ritorna come benedizione, che scende da Dio sul dono e lo arricchisce. Il ringraziare, lodare Dio diventa così benedizione, e l’offerta donata a Dio ritorna all’uomo benedetta dall’Onnipotente. Le parole dell’istituzione dell’Eucaristia si collocano in questo contesto di preghiera; in esse la lode e la benedizione della berakha diventano benedizione e trasformazione del pane e del vino nel Corpo e nel Sangue di Gesù. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima delle parole dell’istituzione vengono i gesti: quello dello spezzare il pane e quello dell’offrire il vino. Chi spezza il pane e passa il calice è anzitutto il capofamiglia, che accoglie alla sua mensa i familiari, ma questi gesti sono anche quelli dell’ospitalità, dell’accoglienza alla comunione conviviale dello straniero, che non fa parte della casa. Questi stessi gesti, nella cena con la quale Gesù si congeda dai suoi, acquistano una profondità del tutto nuova: Egli dà un segno visibile dell’accoglienza alla mensa in cui Dio si dona. Gesù nel pane e nel vino offre e comunica Se stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma come può realizzarsi tutto questo? Come può Gesù dare, in quel momento, Se stesso? Gesù sa che la vita sta per essergli tolta attraverso il supplizio della croce, la pena capitale degli uomini non liberi, quella che Cicerone definiva la mors turpissima crucis. Con il dono del pane e del vino che offre nell'Ultima Cena, Gesù anticipa la sua morte e la sua risurrezione realizzando ciò che aveva detto nel discorso del Buon Pastore: «Io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio» (Gv 10,17-18). Egli quindi offre in anticipo la vita che gli sarà tolta e in questo modo trasforma la sua morte violenta in un atto libero di donazione di sé per gli altri e agli altri. La violenza subita si trasforma in un sacrificio attivo, libero e redentivo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancora una volta nella preghiera, iniziata secondo le forme rituali della tradizione biblica, Gesù mostra la sua identità e la determinazione a compiere fino in fondo la sua missione di amore totale, di offerta in obbedienza alla volontà del Padre. La profonda originalità del dono di Sé ai suoi, attraverso il memoriale eucaristico, è il culmine della preghiera che contrassegna la cena di addio con i suoi. Contemplando i gesti e le parole di Gesù in quella notte, vediamo chiaramente che il rapporto intimo e costante con il Padre è il luogo in cui Egli realizza il gesto di lasciare ai suoi, e a ciascuno di noi, il Sacramento dell'amore, il «Sacramentum caritatis». Per due volte nel cenacolo risuonano le parole: «Fate questo in memoria di me» (1Cor 11,24.25). Con il dono di Sé Egli celebra la sua Pasqua, diventando il vero Agnello che porta a compimento tutto il culto antico. Per questo san Paolo parlando ai cristiani di Corinto afferma: «Cristo, nostra Pasqua [il nostro Agnello pasquale!], è stato immolato! Celebriamo dunque la festa … con azzimi di sincerità e di verità» (1 Cor 5,7-8). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’evangelista Luca ha conservato un ulteriore elemento prezioso degli eventi dell'Ultima Cena, che ci permette di vedere la profondità commovente della preghiera di Gesù per i suoi in quella notte, l’attenzione per ciascuno. Partendo dalla preghiera di ringraziamento e di benedizione, Gesù giunge al dono eucaristico, al dono di Se stesso, e, mentre dona la realtà sacramentale decisiva, si rivolge a Pietro. Sul finire della cena, gli dice: «Simone, Simone, ecco: Satana vi ha cercati per vagliarvi come il grano; ma io ho pregato per te, perché la tua fede non venga meno. E tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli» (Lc 22,31-32). La preghiera di Gesù, quando si avvicina la prova anche per i suoi discepoli, sorregge la loro debolezza, la loro fatica di comprendere che la via di Dio passa attraverso il Mistero pasquale di morte e risurrezione, anticipato nell’offerta del pane e del vino. L’Eucaristia è cibo dei pellegrini che diventa forza anche per chi è stanco, sfinito e disorientato. E la preghiera è particolarmente per Pietro, perché, una volta convertito, confermi i fratelli nella fede. L'evangelista Luca ricorda che fu proprio lo sguardo di Gesù a cercare il volto di Pietro nel momento in cui questi aveva appena consumato il suo triplice rinnegamento, per dargli la forza di riprendere il cammino dietro a Lui: «In quell’istante, mentre ancora parlava, un gallo cantò. Allora il Signore si voltò e fissò lo sguardo su Pietro, e Pietro si ricordò della parola che il Signore gli aveva detto» (Lc 22,60-61). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cari fratelli e sorelle, partecipando all'Eucaristia, viviamo in modo straordinario la preghiera che Gesù ha fatto e continuamente fa per ciascuno affinché il male, che tutti incontriamo nella vita, non abbia a vincere e agisca in noi la forza trasformante della morte e risurrezione di Cristo. Nell’Eucaristia la Chiesa risponde al comando di Gesù: «Fate questo in memoria di me» (Lc 22,19; cfr 1Cor 11, 24-26); ripete la preghiera di ringraziamento e di benedizione e, con essa, le parole della transustanziazione del pane e del vino nel Corpo e Sangue del Signore. Le nostre Eucaristie sono un essere attirati in quel momento di preghiera, un unirci sempre di nuovo alla preghiera di Gesù. Fin dall’inizio, la Chiesa ha compreso le parole di consacrazione come parte della preghiera fatta insieme a Gesù; come parte centrale della lode colma di gratitudine, attraverso la quale il frutto della terra e del lavoro dell’uomo ci viene nuovamente donato da Dio come corpo e sangue di Gesù, come auto-donazione di Dio stesso nell'amore accogliente del Figlio (cfr Gesù di Nazaret, II, pag. 146). Partecipando all’Eucaristia, nutrendoci della Carne e del Sangue del Figlio di Dio, noi uniamo la nostra preghiera a quella dell’Agnello pasquale nella sua notte suprema, perché la nostra vita non vada perduta, nonostante la nostra debolezza e le nostre infedeltà, ma venga trasformata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cari amici, chiediamo al Signore che, dopo esserci debitamente preparati, anche con il Sacramento della Penitenza, la nostra partecipazione alla sua Eucaristia, indispensabile per la vita cristiana, sia sempre il punto più alto di tutta la nostra preghiera. Domandiamo che, uniti profondamente nella sua stessa offerta al Padre, possiamo anche noi trasformare le nostre croci in sacrificio, libero e responsabile, di amore a Dio e ai fratelli. Grazie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;{Saluti in varie lingue: &lt;/strong&gt;Je salue avec joie les pèlerins francophones, en particulier les prêtres de Marseille avec Mgr Georges Pontier et les fidèles de Nouméa. À la suite de Jésus, puissiez-vous transformer vos croix personnelles en sacrifice d’amour pour Dieu et pour les autres, et par le Sacrement de la Pénitence, vous préparer dignement à participer à l’Eucharistie, sommet de la prière chrétienne. Avec ma bénédiction !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I greet the many school groups from the United States present at today’s Audience, including the deacons from Saint Paul’s Seminary in Minnesota. My greeting also goes to the students of Carmel College in New Zealand. I welcome the participants in the Interfaith Journey from Canada. Upon all the English-speaking visitors and their families I cordially invoke God’s abundant blessings!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gerne heiße ich alle Gäste und Pilger deutscher Sprache willkommen. Durch die Eucharistie sind wir hineingenommen in das Beten Jesu, haben teil am Leib und Blut des neuen Osterlammes. Bitten wir Christus, daß wir in Verbindung mit ihm auch unsere Mühsale, unser Leiden, unser Sein umwandeln dürfen in einen Akt der Liebe, der Hingabe an Gott und an den Nächsten. Der Herr begleite euch alle mit seinem Segen. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saludo a los peregrinos de lengua española, en particular a los grupos provenientes de España, México y otros países latinoamericanos. Invito a todos a participar con fe y devoción en la Eucaristía, a unirse más profundamente a la ofrenda de alabanza y bendición de Jesús al Padre, y así poder trasformar vuestra cruz en sacrificio libre y responsable, en amor a Dios y a los hermanos. Muchas gracias.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saúdo cordialmente os peregrinos de língua portuguesa, desejando-vos que o ponto mais alto da vossa oração seja uma digna participação na Eucaristia para poderdes, também vós, transformar as cruzes da vossa vida em sacrifício livre de amor a Deus e aos irmãos. Obrigado pela vossa presença. Ide com Deus. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saluto in lingua polacca:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Witam obecnych tu Polaków. Kiedy z Jezusem wchodzimy do Wieczernika i, należycie przygotowani, przystępujemy do stołu Pańskiego, uświadamiamy sobie, że udział w Eucharystii, niezbędny dla życia chrześcijańskiego, jest równocześnie szkołą i punktem kulminacyjnym naszej modlitwy. Zjednoczeni z Chrystusem, przez Niego, z Nim i w Nim, w jedności Ducha Świętego oddajemy chwałę Ojcu. Niech Bóg wam błogosławi!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Traduzione italiana:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Do il benvenuto ai polacchi qui presenti. Quando con Gesù entriamo nel Cenacolo e, debitamente preparati, ci accostiamo al tavolo del Signore, ci rendiamo conto che la partecipazione all’Eucaristia, indispensabile per la vita cristiana, è contemporaneamente la scuola e il culmine della nostra preghiera. Uniti a Cristo, per Lui, con Lui e in Lui, nell’unità dello Spirito Santo rendiamo gloria al Padre. Dio vi benedica!&lt;strong&gt;}&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* * * &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rivolgo un cordiale benvenuto ai pellegrini italiani. Saluto i gruppi parrocchiali e le associazioni, in particolare i dirigenti e il personale dei vari Circhi qui presenti – grazie per la vostra esibizione –, i dipendenti del Bioparco di Roma nel centenario di fondazione e la Confraternita del SS. Salvatore di Enna per i 750 anni di attività. A tutti l’auspicio che quest’incontro con il successore di Pietro riempia ciascuno di entusiasmo e stimoli a testimoniare, con le parole e con le opere, Gesù nostro Salvatore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine, un pensiero affettuoso ai giovani, ai malati e agli sposi novelli. La Festa del Battesimo del Signore che abbiamo celebrato domenica scorsa ci offre l’opportunità di ripensare al nostro Battesimo. Cari giovani, vivete con gioia la vostra appartenenza alla Chiesa, che è la famiglia di Gesù. Cari ammalati, la grazia del Battesimo lenisca le vostre sofferenze e vi spinga ad offrirle a Cristo per la salvezza dell’umanità. E voi, cari sposi novelli, che iniziate il vostro cammino coniugale, fondate il vostro matrimonio sulla fede, ricevuta in dono il giorno del vostro Battesimo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;© Copyright 2012 - Libreria Editrice Vaticana&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-8042165883702832005?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/8042165883702832005/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/udienza-generale-di-papa-benedetto-xvi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/8042165883702832005'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/8042165883702832005'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/udienza-generale-di-papa-benedetto-xvi.html' title='Udienza Generale di Papa Benedetto XVI - 11 Gennaio 2012'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-9BykR105his/Ts5CCK-zVtI/AAAAAAAAAXY/o4PdxlNwuRo/s72-c/papa-benedettoXVI_ANSA_324.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-7958980258669135103</id><published>2012-01-11T11:41:00.000+01:00</published><updated>2012-01-11T11:41:19.565+01:00</updated><title type='text'>Tu vieni e seguimi</title><content type='html'>&lt;iframe width="459" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/gumFqWzXSKo?fs=1" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-7958980258669135103?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/7958980258669135103/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/tu-vieni-e-seguimi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/7958980258669135103'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/7958980258669135103'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/tu-vieni-e-seguimi.html' title='Tu vieni e seguimi'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/gumFqWzXSKo/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-8244936904986071019</id><published>2012-01-11T11:38:00.000+01:00</published><updated>2012-01-11T11:38:57.563+01:00</updated><title type='text'>La Summa Teologica - Cinquantesima parte</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Torniamo ad addentrarci nella Summa Teologica di San Tommaso d'Aquino, un'opera che diede un fondamento scientifico, filosofico e teologico alla dottrina cristiana. Continuiamo a scoprire la parte dedicata al Trattato relativo all'essenza di Dio e gli articolo relativi al tema dell'eternità.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Prima parte &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Trattato relativo all'essenza di Dio&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;L'eternità di Dio &amp;gt; Se vi sia un evo soltanto&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Prima parte&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Questione 10&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Articolo 6&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;SEMBRA&lt;/strong&gt; che non vi sia soltanto un evo. Infatti:&lt;br /&gt;1. Nei libri apocrifi di Esdra è scritto: "La maestà e la potestà degli evi è presso di Te, o Signore!". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Diversità di generi richiede diversità di misure. Ora, alcuni eviterni sono d'ordine corporale, cioè i corpi celesti; altri sono sostanze spirituali, cioè gli angeli. Non vi è dunque un evo soltanto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Siccome evo è nome di durata, cose che hanno un solo evo, hanno anche una sola durata. Ora, tutti gli esseri eviterni non hanno una sola durata; perché alcuni principiano ad essere dopo gli altri, come è chiaro massime delle anime umane. Non vi è dunque un evo solo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Enti tra loro indipendenti non pare che abbiano una sola misura di durata: la ragione infatti per cui tutte le cose temporanee sembrano soggette a un unico tempo, è che di tutti i movimenti è causa, in qualche maniera, il primo moto, il quale per primo è misurato dal tempo. Ora, gli esseri eviterni non dipendono l'uno dall'altro; perché un angelo non è causa d'un altro angelo. Dunque non vi è un evo solo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;IN CONTRARIO&lt;/strong&gt;: L'evo è più semplice del tempo e si accosta di più all'eternità. Ora, il tempo è uno solo. Dunque con più ragione l'evo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;RISPONDO:&lt;/strong&gt; Su questo punto vi sono due opinioni: c'è chi dice che vi è un solo evo, e c'è chi dice che ve ne sono molti. Per sapere quale delle due sia la più vera, bisogna considerare donde deriva l'unità del tempo: perché alla conoscenza delle cose spirituali noi arriviamo mediante le corporali. Dunque, dicono alcuni che per tutte le cose temporali vi è un solo tempo perché una sola è la serie dei numeri per tutte le cose numerate: infatti, secondo Aristotele, il tempo non è che numero. - Ma la ragione è insufficiente, perché il tempo non è un numero preso come astratto e separato dalle cose numerate, ma come ad esse inerente, ché altrimenti non sarebbe continuo: così dieci braccia di panno non sono continue a causa del numero (10), ma del numerato (cioè del panno stesso). Ora, il numero come si trova in concreto nelle cose numerate non è identico per tutte, ma diverso per ogni cosa diversa.&lt;br /&gt;Quindi altri assegnano come causa dell'unità del tempo l'unità dell'eternità, la quale è il principio di ogni durata. E così, tutte le durate sono una cosa sola, se si considera il loro principio; ma sono molte, se si considera la diversità degli esseri che ricevono la loro durata dall'influsso della prima causa. Altri invece assegnano come causa dell'unità del tempo la materia prima, la quale è il primo soggetto del movimento, la cui misura è il tempo. - Ma nessuna di queste due spiegazioni è sufficiente, perché le cose che hanno in comune la causa o il soggetto, specie se remoto, non sono una cosa unica in senso pieno e assoluto, ma in senso relativo.&lt;br /&gt;La vera ragione dell'unità del tempo è dunque l'unità del primo moto, il quale, essendo semplicissimo, regola tutti gli altri, come insegna Aristotele. Così dunque il tempo non sta in relazione con quel moto soltanto come la misura col misurato, ma anche come l'accidente col soggetto, e così riceve da esso la sua unità. Rispetto agli altri moti invece dice un rapporto solo come una misura al misurato. Per cui non si moltiplica col moltiplicarsi di essi, perché un'unica misura separata è buona per misurare innumerevoli oggetti.&lt;br /&gt;Posto ciò, bisogna sapere che riguardo alle sostanze spirituali vi fu doppia opinione. Alcuni, come Origene, hanno sostenuto che tutte quante son derivate da Dio uguali tra loro; o, per lo meno, come altri han detto, molte di esse. Invece altri hanno detto che tutte le sostanze spirituali sono provenute da Dio secondo una certa gerarchia e con un certo ordine. Tale sembra essere il sentire di Dionigi, il quale asserisce che tra le sostanze spirituali vi sono le prime, le intermedie e le ultime, anche in un medesimo ordine di angeli. Secondo la prima opinione, dunque, è necessario dire che vi sono più evi, in quanto che vi sono più eviterni primi ed eguali. Invece secondo l'altra opinione bisogna dire che vi è un solo evo; perché, essendo ogni cosa misurata con ciò che vi è di più semplice nel suo genere, come dice Aristotele, è necessario ammettere che l'essere di tutti gli eviterni abbia per misura l'essere del primo eviterno, il quale è tanto più semplice quanto più eccelso. E poiché questa seconda opinione è la più vera come dimostreremo in seguito, ammettiamo fin da ora che vi è un solo evo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ:&lt;/strong&gt; 1. Evo, qualche volta, si prende per secolo, il quale è un periodo di durata di qualche cosa: ed in questo senso si dice che ci sono molti evi, come molti secoli. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Sebbene i corpi celesti e le creature spirituali differiscano nella loro natura generica; tuttavia convengono in questo, che tutti hanno l'essere intrasmutabile, e per questo hanno per misura l'evo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Neanche le cose temporali nascono tutte insieme, e tuttavia hanno un unico tempo, perché la prima (di esse) è misurata dal tempo. Così tutti gli eviterni hanno un unico evo a motivo del primo tra essi, anche se non cominciano tutti insieme. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Perché più cose abbiano una stessa misura non si richiede che una sia causa di tutte le altre; basta che sia la più semplice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_h5_q7nnNNTg/TSRGwSCjgPI/AAAAAAAABr4/okT4XyH-2yA/s200/9788870942248g.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_h5_q7nnNNTg/TSRGwSCjgPI/AAAAAAAABr4/okT4XyH-2yA/s200/9788870942248g.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-8244936904986071019?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/8244936904986071019/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/la-summa-teologica-cinquantesima-parte.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/8244936904986071019'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/8244936904986071019'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/la-summa-teologica-cinquantesima-parte.html' title='La Summa Teologica - Cinquantesima parte'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_h5_q7nnNNTg/TSRGwSCjgPI/AAAAAAAABr4/okT4XyH-2yA/s72-c/9788870942248g.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-8334227326122100179</id><published>2012-01-10T12:45:00.000+01:00</published><updated>2012-01-10T12:45:45.896+01:00</updated><title type='text'>I primi martiri francescani</title><content type='html'>&lt;iframe width="459" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/42EnyTISE8A?fs=1" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-8334227326122100179?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/8334227326122100179/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/i-primi-martiri-francescani.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/8334227326122100179'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/8334227326122100179'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/i-primi-martiri-francescani.html' title='I primi martiri francescani'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/42EnyTISE8A/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-4954211530556077293</id><published>2012-01-10T12:43:00.001+01:00</published><updated>2012-01-10T12:43:53.046+01:00</updated><title type='text'>Riscoprire i Santi - Santi Berardo, Otone, Pietro, Accursio e Adiuto</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.santiebeati.it/immagini/Original/90365/90365.JPG" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="160" src="http://www.santiebeati.it/immagini/Original/90365/90365.JPG" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;Torna anche per questo martedì, l'appunto settimanale volto alla scoperta dei nostri cari Santi! Il 16 Gennaio prossimo la Chiesa Cattolica celebrerà la memoria della passione dei santi martiri Berardo, Ottone, Pietro, sacerdoti, Accorsio e Adiuto, religiosi, dell’Ordine dei Minori. Per questo noi vogliamo ricordarli in questo nostro appuntamento, soprattutto in un momento storico ancora contrassegnato dal martirio cristiano: mandati da san Francesco ad annunciare il Vangelo di Cristo ai musulmani, catturati a Siviglia e condotti a Marrakesch, per ordine del capo dei Mori furono trafitti con la spada. Ne ricordiamo appieno la storia attraverso il consueto tratto biografico ricavato dal sito "&lt;a href="http://www.santiebeati.it/dettaglio/90365"&gt;Santi e Beati&lt;/a&gt;":&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Chiesa universale venera il diacono Santo Stefano quale primo martire della cristianità, ma anche le Chiese locali, nonché le congregazioni religiose, hanno da sempre prestato da sempre particolare venerazione ai loro protomartiri. In data odierna è l’Ordine dei Frati Minori a festeggiare quei confratelli che per primi hanno versato il loro sangue a perenne testimonianza della loro fede cristiana: Berardo, Otone, Pietro, Accursio e Adiuto, questi i loro nomi, furono i primi missionari inviati da San Francesco nelle terre dei Saraceni. &lt;br /&gt;Sei anni dopo la sua conversione, fondato l’Ordine dei Frati Minori, San Francesco si sentì acceso dal desiderio di martirio e decise di recarsi in Siria per predicare la fede e la penitenza agli infedeli. La nave su cui viaggiava finì però a causa del vento sulle rive della Dalmazia ed egli fu costretto a ritornare ad Assisi. Il desiderio di ottenere la corona del martirio continuò comunque a pervadere il cuore di Francesco e pensò allora di mettersi in viaggio verso il Marocco per predicare il Vangelo di Cristo al Miramolino, capo dei musulmani, ed ai suoi sudditi. Giuntò in Spagna, fu però costretto nuovamente a fare ritorno alla Porziuncola da un’improvvisa malattia.&lt;br /&gt;Nonostante i due insuccessi subiti, organizzò l’Ordine in province e provvide a mandare missionari in tutte le principali nazioni europee. Nella Pentecoste del 1219 diede inoltre licenza al sacerdote Otone, al suddiacono Berardo ed ai conversi Vitale, Pietro, Accursio, Adiuto, di recarsi a predicare il Vangelo ai saraceni marocchini, mentre egli optò per aggregarsi ai crociati diretti in Palestina, al fine di visitare i luoghi santi e convertire gli infedeli indigeni.Ricevuta la benedizione del fondatore, i sei missionari raggiunsero a piedi la Spagna. Giunti nel regno di Aragona, Vitale, capo della spedizione, si ammalò, ma ciò non impedì agli altri cinque confratelli di proseguire il loro cammino sotto la guida di Berardo. A Coimbra, in Portogallo, la regina Orraca, moglie di Alfonso II, li ricevette in udienza. Si riposarono alcuni giorni nel convento di Alemquer, beneficiando dell’aiuto dell’infanta Sancha, sorella del re, che fornì loro degli abiti civili per facilitare la loro opera di apostolato tra i mussulmani. Così abbigliati, si imbarcarono alla volta della sontuosa città di Siviglia, a quel tempo capitale dei re mori. Non propriamente prudenti, si precipitarono frettolosamente alla principale moschea ed ivi si misero a predicare il Vangelo contro l’islamismo. Furono naturalmente presi per folli e malmenati, ma essi non si scomposero e, recatisi al palazzo del re, chiesero di potergli parlare. Miramolino li ascoltò di malavoglia e, non appena udì qualificare Maometto quale falso profeta, andò su tutte le furie ed ordinò di rinchiuderli in un’oscura prigione. Suo figlio gli fece notare che farli decapitare subito sarebbe stata una sentenza troppo rigirosa, quanto sommaria, ed era dunque preferibile osservare perlomeno qualche formalità. Dopo alcuni giorni il sovrano li fece chiamare davanti al suo tribunale e, avendo saputo che desideravano trasferirsi in Africa, anziché rimandarli in Italia li accontentò imbarcandoli su un vascello pronto a salpare per il Marocco.Compagno di viaggio dei cinque missionari fu l’infante portoghese Don Pietro Fernando, fratello del re, assai desideroso di ammirare la corte di Miramolino. Sin dal loro arrivo nel paese africano, Berardo, conoscitore la lingua locale, prese subito a predicare la fede cristiana dinnanzi al re ed a criticare Maometto ed il Corano, libro sacro dei musulmani. Miramolino li fece allora cacciare dalla città, ordinando inoltre che fossero rimandati nelle terre cristiane. Ma i frati, non appena furono liberati, rientrarono prontamente in città e ripresero a predicare sulla pubblica piazza. Il re infuriato li fece allora gettare in una fossa per farveli perire di fame e di stenti, ma essi, dopo tre settimane di digiuno, ne furono estratti in migliori condizioni rispetto a quando vi erano stati rinchiusi. Lo stesso Miramolino ne restò alquanto meravigliato. Ciò nonostante dispose per una seconda volta che fossero fatti ripartire per la Spagna, ma nuovamente essi riuscirono a fuggire e tornarono a predicare, finché l’infante di Portogallo non li bloccò nella sua residenza sotto sorveglianza, temendo che il loro eccessivo zelo potesse pregiudicare anche i cristiani componenti il suo seguito.&lt;br /&gt;Un giorno Miramolino, per sedare alcuni ribelli, fu costretto a marciare con il suo esercito, richiedendo anche l’aiuto del principe portoghese. Quest’ultimo vi erano però anche i cinque francescani ed un giorno, in cui venne a mancare l’acqua all’esercito, Berardo prese una vanga e scavò una fossa, facendone scaturire un’abbondante sorgente di acqua fresca con innegabile grande meraviglia da parte dei mori. Continuando però a predicare malgrado la proibizione del re, furono nuovamente fatti arrestare, sottoposti a flagellazione e gettati in prigione. Furono poi allora consegnati alla plebe, perché facesse vendicasse le ingiurie da loro proferite contro Maometto: furono così flagellati ai crocicchi delle strade e trascinati sopra pezzi di vetro e cocci di vasi rotti. Sulle loro piaghe vennero versati sale e aceto misti ad olio bollente, ma essi sopportarono tutti questi dolori con tale fortezza d’animo tanto da sembrare impassibili. Miramolino non poté che rimanere ammirato per tanta pazienza e rassegnazione e cercò dunque di convincerli ad abbracciare l’Islam promettendo loro ricchezze, onori e piaceri. I cinque frati però respinsero anche le cinque giovani loro offerte in mogli e perseverarono imperterriti nell’esaltare la religione cristiana.&lt;br /&gt;A tal punto il Miramolino non resistette più a cotante avversioni e, preso dalla collera, impugnò la sua scimitarra e decapitò i cinque intrepidi confessori della fede: era il 16 gennaio 1220, presso Marrakech. In tale istante le loro anime, mentre spiccavano il volo per il cielo, apparvero all’infanta Sancha, la loro benefattrice, che in quel momento era raccolta in preghiera nella sua stanza.&lt;br /&gt;I corpi e le teste dei martiri furono subito fuori del recinto del palazzo reale. Il popolo se ne impadronì, tra urla e oltraggi di ogni genere li trascinò per le vie della città ed infine li espose sopra un letamaio, in preda ai cani ed agli uccelli. Un provvidenziale temporale mise però in fuga gli animali e permise così ai cristiani di recuperare i resti dei frati e trasportarli nella residenza dell’infante. Questi fece costruire due casse d’argento di differente grandezza. Nella più piccola vi depose le teste, mentre nella più grande i corpi martiri. Tornando in Portogallo, portò infine con sé le preziose reliquie, che destinò alla chiesa di Santa Croce di Coimbra, ove sono ancora oggi sono oggetto di venerazione. Tale esperienza fece maturare in Sant’Antonio da Lisbona (da noi conosciuto come Antonio di Padova) l’idea di passare dall’Ordine dei Canonici Regolari ai Frati Minori. Appresa la notizia del martirio dei cinque suoi figli, San Francesco esclamò: “Ora posso dire che ho veramente cinque Frati Minori”. Furono canonizzati dal pontefice francescano Sisto IV nel 1481 ed il Martyrologium Romanum li commemora al 16 gennaio, anniversario del loro glorioso martirio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Autore: Fabio Arduino&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-4954211530556077293?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/4954211530556077293/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/riscoprire-i-santi-santi-berardo-otone.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/4954211530556077293'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/4954211530556077293'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/riscoprire-i-santi-santi-berardo-otone.html' title='Riscoprire i Santi - Santi Berardo, Otone, Pietro, Accursio e Adiuto'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-420728373346237493</id><published>2012-01-09T11:02:00.000+01:00</published><updated>2012-01-09T11:02:38.590+01:00</updated><title type='text'>Benedetto XVI: plasmati dalla figliolanza divina</title><content type='html'>&lt;iframe width="459" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/bfURDlkwabM?fs=1" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-420728373346237493?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/420728373346237493/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/benedetto-xvi-plasmati-dalla.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/420728373346237493'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/420728373346237493'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/benedetto-xvi-plasmati-dalla.html' title='Benedetto XVI: plasmati dalla figliolanza divina'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/bfURDlkwabM/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-5996282434348004793</id><published>2012-01-09T11:01:00.000+01:00</published><updated>2012-01-09T11:01:13.060+01:00</updated><title type='text'>Angelus di Papa Benedetto XVI - 08 Gennaio 2011</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;FESTA DEL BATTESIMO DEL SIGNORE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BENEDETTO XVI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ANGELUS &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piazza San Pietro&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Domenica, 8 gennaio 2012&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-ubxQI4gYwAw/TomeOHJvovI/AAAAAAAAAVs/1VYCngVMgf4/s1600/Papa%252C+Angelus.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/-ubxQI4gYwAw/TomeOHJvovI/AAAAAAAAAVs/1VYCngVMgf4/s1600/Papa%252C+Angelus.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;Cari fratelli e sorelle!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi celebriamo la festa del Battesimo del Signore. Stamani ho conferito il Sacramento del Battesimo a sedici bambini, e per questo vorrei proporre una breve riflessione sul nostro essere figli di Dio. Anzitutto però partiamo dal nostro essere semplicemente figli: questa è la condizione fondamentale che ci accomuna tutti. Non tutti siamo genitori, ma tutti sicuramente siamo figli. Venire al mondo non è mai una scelta, non ci viene chiesto prima se vogliamo nascere. Ma durante la vita, possiamo maturare un atteggiamento libero nei confronti della vita stessa: possiamo accoglierla come un dono e, in un certo senso, “diventare” ciò che già siamo: diventare figli. Questo passaggio segna una svolta di maturità nel nostro essere e nel rapporto con i nostri genitori, che si riempie di riconoscenza. E’ un passaggio che ci rende anche capaci di essere a nostra volta genitori – non biologicamente, ma moralmente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche nei confronti di Dio siamo tutti figli. Dio è all’origine dell’esistenza di ogni creatura, ed è Padre in modo singolare di ogni essere umano: ha con lui o con lei una relazione unica, personale. Ognuno di noi è voluto, è amato da Dio. E anche in questa relazione con Dio noi possiamo, per così dire, “rinascere”, cioè diventare ciò che siamo. Questo accade mediante la fede, mediante un “sì” profondo e personale a Dio come origine e fondamento della nostra esistenza. Con questo “sì” io accolgo la vita come dono del Padre che è nei Cieli, un Genitore che non vedo ma in cui credo e che sento nel profondo del cuore essere il Padre mio e di tutti i miei fratelli in umanità, un Padre immensamente buono e fedele. Su che cosa si basa questa fede in Dio Padre? Si basa su Gesù Cristo: la sua persona e la sua storia ci rivelano il Padre, ce lo fanno conoscere, per quanto è possibile in questo mondo. Credere che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, consente di “rinascere dall’alto”, cioè da Dio, che è Amore (cfr Gv 3,3). E teniamo ancora una volta presente che nessuno si fa uomo: siamo nati senza il nostro proprio fare, il passivo di essere nati precede l’attivo del nostro fare. Lo stesso è anche sul livello dell’essere cristiani: nessuno può farsi cristiano solo dalla propria volontà, anche essere cristiano è un dono che precede il nostro fare: dobbiamo essere rinati in una nuova nascita. San Giovanni dice: “A quanti l’hanno accolto / ha dato potere di diventare figli di Dio” (Gv 1,12). Questo è il senso del sacramento del Battesimo, il Battesimo è questa nuova nascita, che precede il nostro fare. Con la nostra fede possiamo andare incontro a Cristo, ma solo Lui stesso può farci cristiani e dare a questa nostra volontà, a questo nostro desiderio la risposta, la dignità, il potere di diventare figli di Dio che da noi non abbiamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cari amici, questa domenica del Battesimo del Signore conclude il tempo di Natale. Rendiamo grazie a Dio per questo grande mistero, che è fonte di rigenerazione per la Chiesa e per il mondo intero. Dio si è fatto figlio dell’uomo, perché l’uomo diventi figlio di Dio. Rinnoviamo perciò la gioia di essere figli: come uomini e come cristiani; nati e rinati ad una nuova esistenza divina. Nati dall’amore di un padre e di una madre, e rinati dall’amore di Dio, mediante il Battesimo. Alla Vergine Maria, Madre di Cristo e di tutti coloro che credono in Lui, chiediamo che ci aiuti a vivere realmente da figli di Dio, non a parole, o non solo a parole, ma con i fatti. Scrive ancora san Giovanni: “Questo è il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il precetto che ci ha dato” (1 Gv 3,23). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dopo l'Angelus:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;{ Saluti in varie lingue: &lt;/strong&gt;Je vous salue cordialement, chers pèlerins de langue française. Alors que dans nombreux pays est célébrée, aujourd’hui, la fête de l’Épiphanie, ici, à Rome, se célèbre, celle du Baptême du Seigneur. Souvenons- nous de notre propre baptême, de ce jour où le regard du Père s’est posé sur chacun de nous, nous inondant de son Esprit et de sa vie. Le Père, désormais, nous appelle par notre nom et nous invite à témoigner de son amour infini pour tout homme. Que la Vierge Marie nous aide à offrir notre vie pour l’annonce de la Bonne Nouvelle ! Avec ma Bénédiction Apostolique !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I am happy to greet all the English-speaking pilgrims and visitors present for this Angelus prayer. In today’s feast, the Baptism of Jesus, God the Father bears witness to his only-begotten Son, and the Holy Spirit anoints him for his imminent public ministry. Let us ask for the courage to be always faithful to the life of communion with the Holy Trinity which we received in Baptism. May God bless all of you abundantly! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Von Herzen grüße ich alle deutschsprachigen Pilger und Besucher hier auf dem Petersplatz. Die Kirche feiert heute das Fest der Taufe Jesu: Am Jordan steht Christus mitten unter den sündigen Menschen als einer von ihnen, und zugleich offenbart ihn der Vater im Himmel als seinen geliebten Sohn. Durch das Sakrament der Taufe werden auch wir zu geliebten Kindern Gottes, neugeschaffen nach dem Bild Jesu Christi. Möge der Heilige Geist uns helfen, die Würde der Gotteskindschaft in der Liebe zum Herrn in allen Wirrnissen zu bewahren und in unserem Leben zu bezeugen für die anderen. Der Herr schenke euch dazu seine Gnade.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saludo con afecto a los peregrinos de lengua española que participan en esta oración mariana. Celebramos hoy la fiesta del bautismo del Señor en el Jordán, en el que se revela el misterio del nuevo bautismo del agua y del Espíritu. Os exhorto a hacer memoria del día en que fuimos iluminados sacramentalmente en Cristo y comenzamos nuestra existencia como hijos de Dios. Que el compromiso manifestado entonces y la fe que proclamamos, no dejen de resonar en nuestros corazones y nuestras voces. Muchas gracias.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Serdeczne pozdrowienie kieruję do Polaków. Liturgia Kościoła wspomina dziś chrzest Jezusa w Jordanie. Był to gest solidarności z grzesznikami wszystkich czasów, którzy przez Jego dzieło odkupienia doznają Bożego usprawiedliwienia i miłosierdzia. Dziękujmy dziś za to, że i my mamy udział w tej tajemnicy dzięki łasce sakramentu chrztu. Niech Bóg wam błogosławi!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[Un cordiale saluto rivolgo ai polacchi. La liturgia di oggi ricorda il battesimo di Gesù nel Giordano. E’ stato questo un gesto di solidarietà con i peccatori di tutti i tempi, che grazie alla sua opera di redenzione sperimentano la giustificazione e la misericordia di Dio. Rendiamo grazie oggi, perché anche noi partecipiamo a questo mistero per la grazia del sacramento del Battesimo. Dio vi benedica!]&lt;strong&gt;}&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rivolgo infine un caloroso saluto ai pellegrini di lingua italiana, in modo speciale alle famiglie e ai gruppi parrocchiali. A tutti auguro una buona domenica e, nuovamente, ogni bene per l’anno da poco iniziato. Buona domenica, buon anno. Auguri, grazie!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;© Copyright 2012 - Libreria Editrice Vaticana&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-5996282434348004793?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/5996282434348004793/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/angelus-di-papa-benedetto-xvi-08.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/5996282434348004793'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/5996282434348004793'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/angelus-di-papa-benedetto-xvi-08.html' title='Angelus di Papa Benedetto XVI - 08 Gennaio 2011'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-ubxQI4gYwAw/TomeOHJvovI/AAAAAAAAAVs/1VYCngVMgf4/s72-c/Papa%252C+Angelus.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-6478759756164680882</id><published>2012-01-08T11:24:00.000+01:00</published><updated>2012-01-08T11:24:30.411+01:00</updated><title type='text'>Video Vangelo: Battesimo di Gesù</title><content type='html'>&lt;iframe width="459" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/AyGYhsvh6XU?fs=1" frameborder="0" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3044562602643380578-6478759756164680882?l=nellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellavigna.blogspot.com/feeds/6478759756164680882/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/video-vangelo-battesimo-di-gesu.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/6478759756164680882'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3044562602643380578/posts/default/6478759756164680882'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellavigna.blogspot.com/2012/01/video-vangelo-battesimo-di-gesu.html' title='Video Vangelo: Battesimo di Gesù'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/AyGYhsvh6XU/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3044562602643380578.post-5795096300339386724</id><published>2012-01-08T11:22:00.000+01:00</published><updated>2012-01-08T11:22:21.579+01:00</updated><title type='text'>Battesimo: mistero di Luce</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Battesimo di Gesù&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;(Mc 1,7-11)&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;La festa del Battesimo di Gesù conclude le festività natalizie e ora lo celebriamo anche come primo mistero della luce, con i misteri luminosi che vengono a colmare quella lacuna che c’era nel rosario, in cui si passava dai misteri gioiosi a quelli dolorosi, saltando tutta la vita pubblica di Gesù. &lt;br /&gt;Sappiamo che il battesimo al Giordano inaugura la predicazione di Gesù, dopo i trent’anni di silenzio e nascondimento vissuti a Nazareth. Ma perché Gesù volle essere battezzato? Perché il Figlio dell’Altissimo, colui che doveva rivelare di essere il santo per eccellenza, l’inviato specialissimo del Padre mandato come redentore e salvatore del mondo, doveva ora mettersi in fila con i peccatori bisognosi di salvezza ? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;• Perché volle essere battezzato? &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché il Figlio di Dio, colui che aveva detto e provato con la sua vita che nessuno mai avrebbe potuto accusarlo di peccato, ora deve mettersi in fila con dei peccatori e comportarsi come un qualsiasi figlio d’uomo? Il Vangelo di Marco che meditiamo quest’anno, non ce lo dice, ma Matteo un accenno di risposta la abbozza. Al Battista che voleva impedirgli di sottomettersi al battesimo di penitenza, Gesù risponde: “Lascia fare per ora perché conviene che così adempiamo ogni giustizia”. Questa risposta lascia intatto il mio perché: che razza di giustizia è mai questa che chi è mondo e stramondo debba andarsi ancora a lavare con quelli che hanno effettivamente bisogno di esserlo? Mai saputo che la giustizia umana condanni qualcuno che è già pulito ad andarsi ancora a lavare. Si tratterà di una giustizia divina certo, ma perché mai sarebbe giusto che colui che è venuto per togliere i peccati del mondo, debba sottomettersi a un lavacro riservato ai peccatori, proprio Lui che di peccati non ne ha neppure l’ombra? Mistero! Di luce, ma sempre mistero! &lt;br /&gt;Perché Gesù deve mettersi in fila con i peccatori, con quelli che mentre andavano a ricevere il battesimo confessavano i loro peccati e venivano poi immersi nell’acqua del Giordano per ricevere il battesimo di pentimento? Gesù si immerge e riceve il battesimo di pentimento! Pentimento di che? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;• Perché il Battista battezzava? &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sappiamo che questo battesimo creava problemi allo stesso Giovanni Battista che aveva istituito questo rito che gli attirava gente da tutta la Giudea e regioni circonvicine. Gente anche influente, capi del popolo, scribi e farisei che andavano a farsi battezzare, e gli chiedevano: “Ma chi sei, un profeta, Elia, il Cristo?” Alla sua risposta negativa gli chiedevano:” ma allora perché battezzi, chi ti autorizza?” E il Battista rispondeva che dopo di lui sarebbe venuto uno che era prima di lui e che avrebbe battezzato in Spirito santo e fuoco. Ma intanto questo Qualcuno, ce l’aveva lì davanti, tra la fila di coloro che venivano a chiedere il suo battesimo di pentimento. Colui che toglie i peccati del mondo, che ha creato lo sterminato universo compresi i mari, gli oceani e tutte le acque che scorrono sulla faccia della terra, scende ora in questo rigagnolo. Lui, la sorgente d’acqua viva, cosa può ricevere da queste acque? A cosa gli serve scendere in ess
