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giovedì 4 febbraio 2010

Ateismo o manovra satanica?

In questi giorni, l'argomento principale riguarda il Crocifisso e la controversa sentenza della Corte di Strasburgo che ne ha imposto l'immediata rimozione dalle aule scolastiche. Ma questa è solo la punta di un iceberg. 

Infatti, pensandoci bene, stiamo assistendo a qualcosa di incredibile e cioè una sorta di scristianizzazione votata a favore di un ateismo o magari a favore dell'adorazione di un nuovo culto. Basta vedere alcuni cenni storici recenti: prima viene negato il carattere cristiano della nostra Costituzione (contemperato fortunatamente dal recepimento di numerose norme di carattere cristiano come l'art.7, cd Rinvio ai Patti Lateranensi). Poi abbiamo assistito alla negazione da parte della comunità europea, del riconoscimento delle radici cristiane al momento della formazione della nuova Carta Costituzionale Europea, nonostante i numerosi interventi di Giovanni Paolo II in proposito. Poi abbiamo assistito alla demolizione figurale della Chiesa e ad un acceso anticlericalismo senza precedenti: si è cioè minato il rapporto fiduciario tra uomo e Chiesa e si è fatta passare l'idea della non necessarietà della partecipazione alle funzioni religiose. Poi si è fatta passare l'idea che i preti sono tutti pedofili o iniqui e perciò è controproducente ascoltarli; poi si è fatto passare il sacramento o come obbligo per potersi sposare oppure come motivo di far festa e ricevere regali, facendo scomparire il significato di questi sacramenti; dopodiché si è andati verso la strada della negazione con addirittura la creazione di pullman arrecanti il messaggio che Dio non esiste e che noi fortunatamente non ne abbiamo bisogno. Poi si è minata l'ora di religione presente nelle scuole di ogni ordine e grado ed ora assistiamo a situazioni come quella di Eluana Englaro dove ci si sostituisce a Dio. Stessa cosa per l'aborto dove da domani sarà disponibile una pillola che permetterà l'aborto come se fosse una cura per il mal di testa. Si fanno passare peccati come cose normali e fisiologiche, giustificando ciò che è sbagliato dinanzi agli occhi di Dio. E ora a conclusione anche la rimozione del Crocifisso, prima dalle aule scolastiche e poi da ogni ufficio (e poi chissà magari ci imporranno pure di non portare la Croce nemmeno al collo). 

Ora tutto questo è stato fatto passare come effetto del carattere laico della nostra società: prima menzogna perchè laico non vuol dire soffocare una religione e gradualmente eliminarla dalla società. Poi si è data la colpa agli atei: seconda menzogna perchè un ateo cosa gli frega se c'è un Crocifisso appeso al muro se per lui non ha valore? Terza menzogna: la colpa è dei musulmani: forse in parte può esserlo, ma anche i musulmani riconoscono Gesù e addirittura anche Maria: quindi che motivo avrebbero di ridurre il Paese ad un agglomerato di atei?

 

Ecco perchè mi è venuto in mente che solo uno può aver motivo a realizzare tutto questo e quel qualcuno è colui che ci ha ingannati tutti per bene fino al punto di nasconderci la sua presenza, rendendosi e paragonandosi a uomo di fantasia. Ebbene sì, nello scetticismo generale che mi piomberà addosso, vi dico che si tratta di satana, cioè del principe del male. Chi, se non lui, trae vantaggio dall'eliminare Dio dai nostri cuori? Chi, a parte lui, può odiare talmente la Croce di Gesù Cristo che segna la sua fine e condanna? Chi se non lui può volere la nostra riduzione ad atei? Egli, probabilmente, è stato liberato così come preannunciato, ed ora è libero più che mai di divorare le anime sopite e addormentate. E sapete perchè egli ha gioco facile con noi? Perchè noi diciamo che non esiste: quale gioia gli arrecate dicendo che non esiste perchè significa che il suo inganno ha finalmente dato frutto. Gesù, ma anche i profeti prima di Lui, ci hanno messo sempre in guardia dall'azione del maligno, ma noi abbiamo finito con il dimenticarci di tutti questi avvertimenti e persino nella Chiesa si è infiltrato scetticismo nei confronti della sua esistenza. Se persino la Chiesa è scettica, tanto più lo saranno i suoi fedeli. 

In questi giorni ho visto i cristiani unirsi nel difendere il Crocifisso, e anche persone non certo sante, si sono schierate a sua difesa. Ma allora, se credete nel Crocifisso e lo volete difendere, perchè non credete a satana? Gesù scacciava i demoni e diede tale potere anche ai suoi discepoli: se non esistesse, perchè l'avrebbe fatto? Per divertimento? Chi crede in Gesù Cristo, sa che vi è una minaccia e che quella minaccia è rappresentata da satana che brama di divorarci tutti nel suo stesso fuoco dove anch'egli è destinato a marcire. Dunque, non solo noi dobbiamo impedire che ci tolgano il Crocifisso, ma dobbiamo anche e soprattutto impedire che venga sottratto il Suo significato pregnante e con esso anche la fede intesa nel vero senso della parola. Apriamo gli occhi perchè egli sta agendo e noi dobbiamo esser coloro che devono smascherarlo e aiutare gli altri a fare altrettanto. La nostra sorella Enza ci ha portato un esempio di come l'ateismo si stia diffondendo: ma non un ateismo intelligente, ma un ateismo stupido, privo di senso, incapace di spiegarsi e incapace di dimostrare l'inesattezza delle nostre parole. Lo stolto che non sa come avere ragione, grida ed insulta. Chi invece è nel giusto non ha bisogno di gridare perchè la Verità è già nelle sue parole. Avete mai visto Gesù gridare sui farisei per avere ragione? O non erano forse i farisei a gridare per farsi sentire e inventare storie per incolparlo e ucciderlo? 

Vi dico questo perchè questo avvenimento della sentenza non è un evento senza filo logico: è una tappa verso qualcosa di ben peggiore che non ci è concesso conoscere: ci è stato preannunciato un cambiamento nella Chiesa di Roma: quale sarà non lo sa nessuno, ma è evidente che qualcosa accadrà prima o poi. Noi dobbiamo farci trovare pronti e diffondere la Fede verso tutti anche a costo di insulti e parolacce. L'ateismo sta dilagando e noi dobbiamo esser in grado di porre un argine prima che sia troppo tardi e prima che maturino i tempi della fine. Ora sapete che il maligno è libero di agire: conoscete le sue mosse, conoscete la sua voglia di condurvi al male, e conoscete Gesù Cristo come libertà. Ricordatevi che i piaceri terreni e carnali giustificati dal mondo, sono opera sua perchè egli ha portato giustificazione per far compiere all'uomo ciò che Dio ha tracciato come immorale e sbagliato. Non assuefatevi al male perchè poi sarà difficile poterne scampare e capire chi è Dio.

Io ho un fratello che dice di non credere e che siamo stupidi a crederci, ma poi bestemmia il nome santo di Gesù Cristo: se non crede, perchè lo bestemmia? Come puoi bestemmiare qualcuno che non esiste? Anche qui satana si vede: egli ama bestemmiare con odio il nome di Gesù Cristo perchè ha segnato la sua condanna: voi volete davvero essere suoi portavoce?

Piuttosto provate a benedire il nome di Gesù Cristo e vedete gli effetti benevoli che ne scaturiscono: provate soltanto una volta e poi vedete cosa è meglio se bestemmiare o lodare chi ha avuto l'unico torto di amarci al punto di morire nell'umiliazione. Pensate che per colpa della nostra debolezza Gesù ha fatto tutto ciò che ha fatto e come ricompensa, a distanza di duemila anni, noi ancora scegliamo Barabba piuttosto che Lui. Riflettete e non date per scontato la vostra fede perchè Gesù non ha dato per scontato la vostra vita e la vostra salvezza.

mercoledì 3 febbraio 2010

In difesa del Crocifisso

Crocifisso, ecco il ricorso alla Corte di Strasburgo

Vi avevamo annunciato che avremmo affrontato il tema del ricorso che il Governo aveva preparato per la Corte di Strasburgo. Ecco proprio un articolo pubblicato dall’Avvenire che, presenta il suddetto ricorso; 

 

Franco Frattini sfoglia, una dopo l’altra, quattordici pagine dattiloscritte. Si ferma sull’ultima. E legge, in francese, le uniche quattro righe in neretto dell’intero testo. Une conception de la neutralité.... È riassunto qui il senso del ricorso presentato dal governo italiano contro la sentenza della Corte di Strasburgo che vorrebbe cancellare la presenza dei crocifissi dalle aule scolatiche. È qui il no a una visione che – si legge nel pro memoria messo a punto nell’ultima riunione della squadra che ha preparato il ricorso – «confonde la neutralità dello Stato di fronte a religioni diverse con la neutralizzazione di qualsiasi riferimento alla dimensione religiosa o spirituale all’interno dello spazio pubblico». L’argomentazione è rigorosa: «Una concezione della neutralità che impone l’eliminazione di un simbolo religioso... piuttosto che aprire il dialogo alla comprensione e alla tolleranza che caratterizzano il pluralismo, si trasforma in negazione di questa stessa libertà finendo per escludere la dimensione religiosa». E «favorire ateismo e agnosticismo».

Quattordici pagine. Pensate. Riviste. Limate. Per far sapere alla Corte dei diritti umani che «imporre a uno Stato di togliere un simbolo religioso» che è parte integrante della storia, della cultura e della tradizione di un Paese «implica un giudizio negativo sul valore del simbolo stesso e rappresenta una violazione della libertà religiosa». Si entra nei dettagli. E si interroga la Corte. «Bisogna domandarsi se la semplice presenza del Crocifisso turbi la coscienza di un non credente o se non è piuttosto la pretesa di toglierlo che manifesta l’intolleranza alla dimensione religiosa». La strategia è via via più chiara: «Nella misura in cui non ponga in essere comportamenti manifestamente lesivi del diritto di credere o non credere, ogni Stato è libero di regolare come meglio ritiene, in funzione delle sue specificità storiche, culturali e sociali, il rapporto tra lo spazio pubblico e la dimensione del sacro».

C’è attesa. Ma anche fiducia. Giorno dopo giorno vari altri Paesi stanno venendo a sostegno dell’azione italiana. Frattini continua a leggere sottovoce il ricorso.

A tratti guarda chi gli siede davanti e commenta un passaggio leggendolo in francese e traducendolo in italiano. «Se l’impatto della presenza di un oggetto simbolico come il crocifisso in uno spazio pubblico rappresenta realmente un disagio psicologico talmente grande da rasentare la violazione della libertà religiosa allora converrebbe bandire tutti i simboli religiosi... Le cattedrali, le chiese che si trovano nelle piazze centrali delle nostre città». Non è una provocazione; è un punto fermo del ricorso: se il crocifisso turba le coscienze dei non credenti, come può non turbarle una chiesa? E come lo stesso disagio non può valere «per le foto dei capi di Stato appese ai muri di tante scuole» qualora uno abbia un’idea politica diversa?

Torniamo al ricorso.

«Nel messaggio della Croce c’è un pezzo della storia d’Europa, della civiltà occidentale», si legge. Il linguaggio è tecnico. I richiami a sentenze passate si accavallano. Ma gli elementi che caratterizzano il ricorso sono chiari. Si ricorda la giurisprudenza della Corte in casi come quello del velo islamico. E si ribadisce che «non vi è, nella maniera più assoluta, alcun consenso a livello europeo, attorno al principio affermato dalla Corte, che lo spazio pubblico debba essere spogliato da qualsiasi riferimento religioso». Simboli della religione cristiana sono, del resto, presenti ovunque in Europa. «Basti pensare alle croci sulle bandiere nazionali. Ma anche alla banconota da 20 euro che riproduce la Cattedrale di Strasburgo». E perché «in diversi Stati membri del Consiglio d’Europa è pratica esporre simboli religiosi nelle aule scolastiche. È il caso dell’Austria, della Romania, della Grecia, di San Marino e di alcuni Laender tedeschi».

Si guarda alla soluzione. Si prova a indicare la strada. «Lo Stato – si legge ancora – non si deve schierare né con i partigiani dei simboli religiosi né con chi vorrebbe sradicarli dalla sfera pubblica». Nel primo caso «rischierebbe di obbligare a una religione», nell’altro di trascinare un Paese verso «l’agnosticismo e l’ateismo». C’è, però, ancora un punto centrale. Spiegare che la presenza del Crocifisso nelle aule italiane «rispecchia un dato culturale ed è coerente con il sentire comune della popolazione italiana». E allora se è giusto tutelare i diritti delle minoranze, «occorre però tutelare adeguatamente anche i sentimenti e le sensibilità» della stragrande maggioranza degli italiani. Frattini solleva gli occhi e spedisce a Strasburgo l’ultimo messaggio: «La nostra tradizione, il rapporto concordatario tra Stato e Chiesa, ma anche il nostro presente e il rispetto per i valori costitutivi e fondanti del nostro popolo devono avere risposta. L’Europa che allontana da sé la religiosità, per riconoscerla solo, con un involontario razzismo, alle comunità degli immigrati, è un’Europa senza anima e senza identità. E l’Italia non può stare in silenzio». 

martedì 2 febbraio 2010

The Crucifix

LA CONTROVERSIA DEL CROCIFISSO

Il 3 novembre 2009 la Corte europea dei diritti dell’uomo – organismo con sede a Strasburgo che deve far rispettare l’omonima Convenzione per conto del Consiglio d’Europa – ha emesso una sentenza che condannava l’Italia per la presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche. Pronunciandosi su un caso specifico – il ricorso di una cittadina italiana di origini finlandesi contro l’esposizione di un crocifisso in una scuola media del suo paese di residenza, Abano Terme –, la Corte estese indebitamente il raggio d’azione della sentenza sostenendo che «la presenza del crocifisso, che non è possibile non notare nelle aule scolastiche, potrebbe essere facilmente interpretata dagli alunni di ogni età come un simbolo religioso» disturbando «gli alunni atei o quelli che praticassero altre religioni, specialmente se appartenessero a minoranze». Il ricorso era già stato respinto dal Tar del Veneto e poi dal Consiglio di Stato con la decisiva sentenza dell’11 febbraio 2006. (Avvenire)

 

Abbiamo deciso di interessarci di questo argomento importante perché il ricorso del Governo è in questi giorni, quasi pronto. vorrei sapere quale è la pericolosità di cui si parla e soprattutto quale pessimo esempio Esso dia. Se non sbaglio, il Crocifisso inteso come simbolo religioso, insegna l'uomo solo ad amare il prossimo e sacrificarsi per gli altri. E' questo un pessimo esempio? Dire di aiutare gli altri? O non è piuttosto un pretesto per eliminare il Crocifisso definitivamente dagli occhi e quindi dal cuore delle persone?

Si parla di pericolosità, ma quale pericolo c'è in un semplice Crocifisso? Quale è dunque questo enorme pericolo? Semmai il pericolo è che il Crocifisso, nelle aule, rimanga l'ultima cosa integra, visto che quasi tutte le scuole sono a rischio crollo. Quindi mi preoccuperei di più della salute fisica degli studenti che della pericolosità di un Crocifisso, che a detta loro (cioè di atei) è solo un oggetto. Un oggetto inanimato può spaventare davvero così tanto?

E' davvero incredibile, comunque, come questo fatto abbia attirato così tanta attenzione: con tutti i problemi del nostro Paese, ci si è puntati come dei bambini, sul fatto che il Crocifisso non può stare nelle aule. Di questo passo, scommetto che diventerà un problema pure portare al collo una catenina rappresentante il cattolicesimo. E questa voi la chiamate laicità? Non è piuttosto intolleranza religiosa verso di noi cristiani? Laicità vuol dire tolleranza, non intolleranza. Riflettete su queste parole e sul loro significato intrinseco. Il fondamento della sentenza europea è la laicità dell'Europa. Ma, come detto, laicità non va intesa come ateismo, o come laicismo, ma semplicemente come tolleranza e rispetto. E il Crocifisso non lede alcuna norma, non lede alcun diritto, non manca di rispetto a niente e a nessuno. Esso è parte della nostra cultura, delle nostre radici e come tale deve avere il rispetto che gli compete. E se qualcuno non lo può tollerare, si faccia un esame di coscienza perché vuol dire che forse è la sua coscienza che gli dice che dopotutto, quel Crocifisso rappresenta davvero qualcosa. E questo vale per non cristiani e per atei. Dicono che la colpa sia dei musulmani, ma io non credo perché essi mostrano rispetto verso di noi e dopotutto riconoscono Gesù Cristo come profeta di Dio. Allora chi è che manovra da dietro le quinte? Non sarà mica qualche ateo o qualche servo di satana che sta lavorando per piano piano toglierci tutto ciò che possa ricordarci Dio? Magari in un tentativo di scristianizzazione dell'uomo? Non sarà che satana sta lottando per eliminare e rendere vano il sacrificio di Gesù Cristo? Per cui non dobbiamo permetterlo così noi non dobbiamo aspettare queste cose per svegliare le nostre coscienze assopite.

E’ lodevole che molti si siano stretti intorno al Crocifisso nelle aule, ma prima che nelle aule, il Crocifisso deve stare nel nostro cuore. A cosa serve difendere un simbolo se poi quel simbolo non lo seguiamo o lo disconosciamo quotidianamente? Dunque, difendiamo le nostre radici, la nostra vita, sia all’esterno e sia, principalmente, all’interno perché è lì che Gesù viene prima di tutto. Nei giorni seguenti, analizzeremo anche il ricorso del Governo, ma per ora fermiamoci qui. Sperando che non si debba più sentir parlare di cose simili e di non assistere ad uomini che si rifiutano di lavorare in luoghi dove è esposto il Crocifisso, dimostrando solo un carattere di intolleranza e di mancanza di rispetto verso la nostra stessa cultura.

lunedì 1 febbraio 2010

Cristo, Potenza che libera

LIBERI DAL PORNO E MASTURBAZIONE

Salve a tutti. Oggi, decidiamo di intraprendere un percorso diretto alla lotta contro una delle dipendenze più diffuse esistenti: la porno-dipendenza. Parlarne non è facile, ma è necessario perché essa è una delle vie più facili per giungere alla perdizione.

 In realtà in questa categoria rientrano a braccetto due fenomeni collegati tra loro: la masturbazione e la pornografia a cui si ricollegano molte devianze di natura sessuale.  La prima è una pratica diffusa da moltissimo tempo, prima ancora dell'avvento di ogni forma di pornografia. Se si fa qualche ricerca su Wikipedia o Google, si può facilmente trovare le radici antiche di questa pratica. La seconda è nata in seguito alla diffusione di connessioni internet e di siti che forniscono una fruizione facile e gratuita (questo vi dovrebbe già far pensare), di materiale pornografico. 

Innanzitutto va detto, senza più ombra di dubbio o di interpretazione, che la masturbazione è peccato. Molti pensano che ciò è un invenzione di qualche frustrato, ma in realtà la Bibbia ci dice semplicemente che fornicare, concupire sono atteggiamenti immorali e peccaminosi. Tali atteggiamenti sono direttamente collegati alla pratica masturbatoria (la quale è collegata il più delle volte alla concupiscenza delle immagini porno). Non è tutto, la Parola di Dio ci dice di più: "Non sapete che il vostro corpo e' il tempio dello Spirito Santo che e' in voi e che avete ricevuto da Dio? quindi non appartenete a voi stessi." 1Corinzi 6:19; ed ancora: "Non sapete che siete il tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?" 1Corinzi 3:16; ed ancora: "Infatti quelli che sono secondo la carne, pensano alle cose della carne; invece quelli che sono secondo lo Spirito, pensano alle cose dello Spirito. Ma cio' che brama la carne e' morte, mentre cio' che brama lo Spirito e' vita e pace; infatti cio' che brama la carne e' inimicizia contro Dio, perche' non e' sottomesso alla legge di Dio e neppure puo' esserlo; e quelli che sono nella carne non possono piacere a Dio." Romani 8:5-8.  E potrei continuare all'infinito. 

Quindi ciò smente subito i saggi della nostra epoca che affermano che la Bibbia non denuncia mai questo atteggiamento. Premesso, allora, che masturbarsi è contrario alla natura ed è immorale oltreché impuro, voi volete servire la carne o lo Spirito? Volete che la carne vi trascini sotto il suo giogo oppure volete essere liberi? E per chi dice che masturbarsi non è una schiavitù, ma piacere, li invito a non farlo per più di una settimana. Se siete capaci di resistere mi smentirete. Ma vi assicuro che non ci riuscirete. Soprattutto per chi fa uso di pornografia. La pornografia sottomette la mente impedendole di ragionare secondo Dio. La pornografia vi demonizza il cervello e vi rende schiavi. Non è tutto: dopo un po' vedrete che non vi basterà più; cercherete qualcosa di nuovo. Ed è così che nascono gli stupratori, i pervertiti, i pedofili. La mia non è una visione catastrofica, ma la realtà. E lo dimostra il fatto che, recentemente, vi è stata un’ondata di stupri compiuti da soggetti di giovane età, alcune persino minorenni.

 Le cose da dire sono molti e lo faremo qui e nella sezione del sito dedicata al fenomeno. Abbiamo però deciso di iniziare questa crociata qui, per darvi maggior visibilità e importanza. Noi abbiamo un arma contro queste dipendenze: la preghiera a Dio e a Gesù Cristo. Loro non resteranno sordi al vostro richiamo e ve ne accorgerete. Non pensate comunque che si sconfigge questo male da un giorno all'altro. Ci vuole tempo, cadrete, ma l'importante è rialzarsi e liberare la mente. Pregate, pregate e pregate. Ricordatevi che Gesù è la Via, la Verità e la Vita.

Che Dio vi aiuti e ci doni il Suo Spirito per affrontare questa battaglia che affronteremo tutti insieme.