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martedì 20 dicembre 2011

LA NOTTE SANTA

La storia di un Bambino

Il martedì siamo ormai abituati a vivere la santità attraverso la narrazione delle testimonianze di numerosi Santi di Dio. In virtù del Natale ormai alle porte, convertiamo l'appuntamento vivendo sempre una testimonianza di santità, ma decisamente differente dalle altre. La nostra cara Enza, un anno fa, ci ha donato una piccola storia davvero bella ed emozionante, soprattutto perchè realmente accaduta; tale storia è tratta dal libro "Chi comprenderà il Cuore di Dio" di Maria Dominique Moliniè e racconta un episodio incredibile che vede come protagonisti alcuni bambini e la loro fede in Gesù Bambino:

La scena è ambientata in Ungheria, al tempo delle terribili persecuzioni comuniste contro la fede.Alla scuola comunale, l'istitutrice è una atea militante che non perde nessuna occasione per seminare dubbi nei cuori dei bambini che, quasi tutti, vengono da famiglie praticanti. Una dei bambini, Angela, di 10 anni, si distingue per la grande fede e diventa il bersaglio della istitutrice. Un giorno, questa donna inventa un nuovo metodo per estrarre ogni barlume di fede dal cuore di questi bambini innocenti. Domanda ad Angela :- Quando i tuoi genitori ti chiamano, che fai?
- Vado da loro, risponde la bambina.
- E quando chiamano lo spazzacamino, che succede?
- Arriva lo spazzacamino.
- Bene figlia mia, viene perché esiste! Tu vieni perché esisti. Ma supponiamo che i tuoi genitori chiamino tua nonna che è morta, pensi che verrà?
- No, non credo che verrà.
- Brava! E se chiamano cappuccetto rosso o barbablù, che succederà?
- Non verrà nessuno perché si tratta di favole.
- Perfetto! Vedete dunque, bambini, che i viventi, quelli che esistono, rispondono a coloro che li chiamano, e coloro che non rispondono, non vivono più oppure hanno smesso di esistere. E’ chiaro, vero?
- Sì, risponde tutta la classe con voce timida.
- Tu Angela, credi che il Bambino Gesù ti senta quando lo chiami?La piccola risponde con un fervore improvviso, indovinando il tranello:- Sì, credo che mi senta!
- Bene, facciamo allora un piccolo esperimento. Se il Bambino Gesù esiste, udrà la vostra chiamata. Gridate allora tutti insieme, a voce alta: “Vieni Gesù Bambino!”
Dopo un lungo silenzio durante il quale l'istitutrice assapora lo smarrimento dei bambini, Angela si lancia in mezzo alla classe e grida :
- Ebbene sì, noi lo chiameremo. Tutti insieme, “Vieni Gesù Bambino!”
Tutti gli scolari si alzano e gridano, pieni di speranza:
- “Vieni Gesù Bambino!”Tralascio i dettagli per arrivare ai fatti. Tutti i bambini guardavano Angela, quando di colpo la porta si aprì senza rumore.“Tutta la luce del giorno si raccolse improvvisamente verso la porta. Questa luce cresceva e aumentava e divenne un globo di fuoco. All'inizio i bambini ebbero paura, ma il globo si aprì e dentro apparve un bellissimo bambino come non ne avevano mai visto uno. Il bambino sorrideva loro senza dire una parola. La sua presenza era dolcissima. Vestito di bianco, sembrava un piccolo sole. Era lui che produceva la luce. Non disse niente, sorrideva soltanto; poi disparve nel globo di luce che si dissolveva poco a poco, secondo le testimonianze dei bambini. La porta si richiuse da sola dolcemente. Inondati di gioia, i bambini non potevano parlare. Ma un grido stridulo ruppe il silenzio. Hagarde, l'istitutrice urlava : “È venuto! è venuto!” Poi scappò sbattendo la porta.Angela disse semplicemente: “Vedete, lui esiste!”.Il cappellano dell’epoca dopo interrogò ciascun bambino e dichiarò sotto giuramento che i bambini non si contraddicevano. D’altra parte i bambini trovavano questo quasi normale e uno di loro affermò: “Poiché eravamo in difficoltà, bisognava bene che Gesù bambino venisse a cavarci dagli impicci!”.L’istitutrice abbandonò il suo lavoro per motivi di salute mentale. Ripeteva continuamente: “È venuto! È venuto!”.

lunedì 19 dicembre 2011

ANGELUS 2011-12-18

Angelus di Papa Benedetto XVI - 18 Dicembre 2011


BENEDETTO XVI

ANGELUS

Piazza San Pietro
IV Domenica di Avvento, 18 dicembre 2011


Cari fratelli e sorelle!

In questa quarta e ultima domenica di Avvento, la liturgia ci presenta quest’anno il racconto dell’annuncio dell’Angelo a Maria. Contemplando l’icona stupenda della Vergine Santa, nel momento in cui riceve il messaggio divino e dà la sua risposta, veniamo interiormente illuminati dalla luce di verità che promana, sempre nuova, da quel mistero. In particolare, vorrei soffermarmi brevemente sull’importanza della verginità di Maria, del fatto cioè che Ella ha concepito Gesù rimanendo vergine.

Sullo sfondo dell’avvenimento di Nazaret c’è la profezia di Isaia. “Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele” (Is 7,14). Questa antica promessa ha trovato compimento sovrabbondante nell’Incarnazione del Figlio di Dio. Infatti, non solo la Vergine Maria ha concepito, ma lo ha fatto per opera dello Spirito Santo, cioè di Dio stesso. L’essere umano che comincia a vivere nel suo grembo prende la carne da Maria, ma la sua esistenza deriva totalmente da Dio. E’ pienamente uomo, fatto di terra – per usare il simbolo biblico – ma viene dall’alto, dal Cielo. Il fatto che Maria concepisca rimanendo vergine è dunque essenziale per la conoscenza di Gesù e per la nostra fede, perché testimonia che l’iniziativa è stata di Dio e soprattutto rivela chi è il concepito. Come dice il Vangelo: “Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio” (Lc 1,35). In questo senso, la verginità di Maria e la divinità di Gesù si garantiscono reciprocamente.

Ecco perché è così importante quell’unica domanda che Maria, “molto turbata”, rivolge all’Angelo: “Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?” (Lc 1,34). Nella sua semplicità, Maria è sapientissima: non dubita del potere di Dio, ma vuole capire meglio la sua volontà, per conformarsi completamente a questa volontà. Maria è infinitamente superata dal Mistero, eppure occupa perfettamente il posto che, al centro di esso, le è stato assegnato. Il suo cuore e la sua mente sono pienamente umili, e, proprio per la sua singolare umiltà, Dio aspetta il “sì” di questa fanciulla per realizzare il suo disegno. Rispetta la sua dignità e la sua libertà. Il “sì” di Maria implica l’insieme di maternità e verginità, e desidera che tutto in Lei vada a gloria di Dio, e il Figlio che nascerà da Lei possa essere tutto dono di grazia.

Cari amici, la verginità di Maria è unica e irripetibile; ma il suo significato spirituale riguarda ogni cristiano. Esso, in sostanza, è legato alla fede: infatti, chi confida profondamente nell’amore di Dio, accoglie in sé Gesù, la sua vita divina, per l’azione dello Spirito Santo. E’ questo il mistero del Natale! Auguro a tutti voi di viverlo con intima gioia.

Dopo Angelus

Cari fratelli e sorelle,

ieri, a Madrid, sono stati proclamati Beati ventidue missionari Oblati di Maria Immacolata e un laico, uccisi nel 1936 per il solo fatto di essere zelanti testimoni del Vangelo. Alla gioia per la loro beatificazione si unisce la speranza che il loro sacrificio porti ancora tanti frutti di conversione e di riconciliazione.

Desidero assicurare la mia vicinanza alle popolazioni del sud delle Filippine colpite da una violenta tempesta tropicale. Prego per le vittime, in gran parte bambini, per i senzatetto e per i numerosi dispersi.

{ Saluti in varie lingue: Chers frères et sœurs francophones, en ce dernier dimanche de l’Avent l’Évangile nous invite à contempler la Vierge Marie. Alors que s’approche la fête de Noël beaucoup se demandent comment accueillir dignement le Fils de Dieu qui vient demeurer parmi nous. Comme Marie écoutons et accueillons la Parole, faisons silence et laissons Dieu vivre en nous. Soyons sans crainte, acceptons de nous abandonner avec confiance entre les mains de notre Dieu et avec Marie redisons « Que tout se passe pour moi selon ta parole » ! Que le bruit et l’agitation de la préparation de Noël n’empêchent pas de voir et de comprendre l’essentiel : Dieu vient sauver son peuple ! Avec ma Bénédiction Apostolique !

I greet all the English-speaking pilgrims and visitors present at this Angelus prayer. The Gospel of today’s liturgy recounts the Archangel Gabriel’s Annunciation to the Virgin Mary, that she would conceive and bear a son to be called Jesus. Just as the Immaculate Virgin brought God to us, may we be not afraid to let her bring us to God. In this final week of Advent, let us intensify our efforts to prepare for his coming. Upon you and your loved ones, I invoke the blessings of Almighty God!

Gerne heiße ich alle deutschsprachigen Pilger und Gäste willkommen. Am heutigen vierten Adventssontag hören wir das Evangelium der Verkündigung an Maria, das wir auch im Gebet des Angelus betrachten: „Der Engel brachte Maria die Botschaft." Wenige Tage vor Weihnachten blicken wir auf Maria hin, die Gott dazu erwählt hat, als Jungfrau die Mutter des Erlösers zu werden. Das Ja der demütigen Magd steht am Anfang der Menschwerdung und der Erlösung. Möge uns Maria in unserem Ja zu Gott bestärken, daß auch wir der Botschaft Gottes in unserem Leben Raum geben, ihm vertrauen, ihm glauben, daß auch wir bereit sind, den Herrn aufzunehmen, ihm Platz zu geben und so neue Menschen zu werden. Von Herzen wünsche ich euch allen eine gesegnete Adventszeit.

Saludo con afecto a los peregrinos de lengua española. La liturgia de este último domingo de adviento, cuando faltan ya pocos días para la Navidad, nos invita a dirigir nuestros ojos a la Virgen María. Que Ella nos ayude a intensificar nuestra preparación espiritual, para disponer nuestro corazón al nacimiento del Hijo de Dios. Con estos sentimientos, deseo también recordar a los misioneros Oblatos de María Inmaculada que, junto con el laico Cándido Castán, fueron beatificados ayer en Madrid. Que el testimonio de fe y caridad que dieron en su martirio nos sirva de estímulo y ejemplo para dedicar nuestra vida al servicio de Dios y de los hermanos. Feliz domingo.

Serdeczne pozdrowienie kieruję do Polaków. W ostatnią niedzielę Adwentu liturgia prowadzi nas do Nazaretu, do domu Tej, którą Bóg wybrał i napełnił łaską, aby wydała na świat Jego Syna. Uczmy się od Maryi ufnej modlitwy i oddania, abyśmy odczytywali wolę Bożą i byli zawsze gotowi ją wypełniać. Przez ręce Dziewicy Matki niech dobry Bóg obficie wam błogosławi.

[Rivolgo un cordiale saluto ai polacchi. La liturgia dell’ultima domenica di Avvento ci porta a Nazareth, nella casa di Colei che è stata scelta da Dio e colmata di grazia, affinché portasse alla luce il suo Figlio. Impariamo da Maria la fiduciosa preghiera e l’abbandono, perché scopriamo la volontà di Dio e siamo pronti a compierla. Per le mani della Vergine Madre il buon Dio vi benedica abbondantemente.]}

Rivolgo infine un cordiale saluto ai pellegrini di lingua italiana, in particolare ai gruppi di fedeli provenienti dalle Diocesi di Catania e di Caltanissetta, da Tolentino e da Avellino, come pure alla comunità romana di Comunione e Liberazione: li incoraggio a proseguire con gioia il cammino della fede e ad essere lievito evangelico nella società. Saluto anche l’Orchestra giovanile dell’Accademia d’Archi “Arrigoni” di San Vito al Tagliamento, ai cui giovani componenti auguro ogni bene per la loro formazione artistica. Buona domenica a tutti e buona preparazione al Santo Natale. Buona domenica!

© Copyright 2011 - Libreria Editrice Vaticana

domenica 18 dicembre 2011

Video Vangelo: IV Avvento (B)

Accendiamo le nostre anime

( LC 1,26-38)
4^ Domenica d’Avvento 

In Avvento, ci sono tre personaggi tipici che ci aiutano a preparare la venuta del Signore: ISAIA, il profeta lontano, vissuto circa 7 secoli prima del Messia, che lo annuncia da molto lontano; GIOVANNI BATTISTA, il profeta vicino, che lo indica come già presente e MARIA che non lo annuncia per niente, né lo indica, ma lo porta addirittura in grembo…
Il Vangelo dell’Annunciazione ci parla di Colei che diventerà la Madre per eccellenza, totalmente madre perché totalmente vergine; madre dell’intera umanità perché è appartenuta tutta intera all’Altissimo Signore e a Lui solo.
Il tempo d’Avvento è un tempo particolarmente adatto per ricordare la tutta pura, l’Immacolata, lo splendore di grazia, la primogenita della redenzione, come Cristo fu il primogenito della nuova umanità. La fede di Maria è fede in una promessa umanamente irrealizzabile. E’ fede nel miracolo, fede in Dio solo, perché la parola di Dio è parola di Dio: non può non essere vera e non realizzarsi prima o poi. Maria è una vera discendente di Abramo: entrambi trovarono grazia presso Dio; entrambi furono lodati per la loro fede in una promessa umanamente irrealizzabile senza chiedere garanzie. E Maria avrebbe avuto motivi più che legittimi di chiederne per poi rifuggire da quella tremenda prova che, ai piedi della Croce, le trapasserà l’anima. Ma non lo fece.

• Quanti “no” insensati abbiamo detto?

Quante volte, noi invece, siamo tentati di trovare motivi legittimi, sensati, ragionevoli per eludere alcune richieste del Signore su pretesto che quel che ci chiede è umanamente impossibile, è pura follia agli occhi del mondo, non rientra negli schemi del “politicamente corretto” ecc. Quanti motivi legittimi e sensati per dire “no”. Ma sarebbero dei “no” insensati. Se Maria avesse fatto così, non avremmo avuto il Salvatore del mondo.
Chiediamo la grazia alla Madonna di capire che la fede è salto nel vuoto, è dire “sì” quando questo “sì” sembra irragionevole, irrealizzabile, insensato. E’ andare al di là delle nostre piccole vedute, sapendo che la fede non è mai contro la ragione, ma oltre la ragione. E solo allora, dopo il salto nel vuoto, conosceremo veramente Dio. Il Dio vivo e vero e non l’idea che ci eravamo fatti di Lui.

• Le quattro candele

Quattro candele bruciavano lentamente e silenziosamente, sull’altare. Il silenzio era tale che si poteva udire la conversazione delle quattro fiammelle. La prima disse: “Io sono la candela della pace, ma nel mondo ci sono guerre, divisioni, rivalità anche tra amici e parenti e nessuno viene più a cercarmi”. E si spense. La seconda candela disse: “ Io sono la candela della fede, ma tutti vogliono solo sempre vedere e toccare e mai credere, così nessuno viene più a cercarmi”. E si spense. La terza candela disse: “Io sono la candela della gioia, ma nel mondo c’è tanto pessimismo, scoraggiamento e tristezza e nessuno viene più a cercarmi”. E si spense. In quel momento arrivò un bambino che, vedendo le tre candele spente, si mise a piangere e disse: “ Ma perché vi siete spente, è troppo buio così!”. Allora prese la parola la quarta candela e disse: “ Non temere bimbo mio, finché la mia fiammella rimane accesa niente è perduto perché con quella possiamo accendere tutte le altre. Sai chi sono io? Sono la candela della speranza”.
Ecco cos’è il tempo d’Avvento: tempo di speranza! Chiediamo a Maria “zolla innocente, aiuola fiorita e profumata nell’immensa palude dell’umanità” (Paolo VI) di ravvivare la nostra speranza, affinché la nostra anima non si spenga.

Wilma Chasseur