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domenica 1 agosto 2010

Cercate le cose di lassù


XVIII domenica tempo ordinario


“Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo... pensate alle cose di lassù e non a quelle della terra”. Riflettendo su queste parole di San Paolo ai Colossesi (seconda lettura), di colpo, all’improvviso, come in un lampo, mi sono detta tra me e me: ma allora è tutto chiaro: se NON cerchiamo le cose di lassù, è che non siamo risorti, non siamo dove si trova Cristo. E se non siamo risorti, e non siamo dove si trova Cristo, c’è poco da fare, non possiamo che essere ancora nei nostri sepolcri! Imbiancati o anneriti che siano, non cambia niente: sempre sepolcri sono. E noi siamo come dei sepolti vivi, prigionieri delle cose della terra. Sempre curvi, con l’artrosi dell’anima che ci impedisce di raddrizzarci, di guardare in alto e di desiderare le cose di lassù, attaccati e attirati come siamo da queste di quaggiù!

• 1) Bruchi o farfalle?

E pensare che grazie alla nostra natura spirituale, saremmo chiamati a diventare come stupende farfalle e volare liberi nei cieli infiniti dello spirito, ma a causa dei nostri attaccamenti infiniti a cose finite, fasulle e traditrici, ci condanniamo da soli, a rimanere dei poveri bruchi che strisciano miseramente per terra, e non ci spuntano mai quelle ali che ci trasformerebbero in splendide farfalle libere di volare nel cielo, e sfuggire così alla schiavitù e alla forza di gravità degli attaccamenti terrestri.
Dobbiamo abbandonare l’uomo vecchio, terrestre, che striscia cibandosi di terra e fango, e rivestire quello nuovo, spirituale, libero di volare ed elevarsi nel cielo. E così saremo trasformati “di gloria in gloria” e saremo creature nuove, liberate dalle pesantezze della carne, e conformate all’immagine gloriosa del nostro Signore e Salvatore.

• 2) Festa della luce

Il tema della gloria ci introduce alla bellissima festa della Trasfigurazione che si celebrerà venerdì. La si potrebbe chiamare la festa della luce (i nostri fratelli d’Oriente insistono molto sulla teologia della luce). Luce increata e divina che folgorò i tre discepoli prescelti, e mostrò loro Gesù splendente come il Sole. E Pietro, Giacomo e Giovanni, con occhi trasformati dallo Spirito, “contemplarono l’invisibile e compresero l’incomprensibile”.
Gesù nella Trasfigurazione ha voluto lasciar intravedere chi veramente era: non mostrò di colpo una luce che prima non aveva, ma rese visibile quella luce che la sua natura umana nascondeva, e che procedeva dalla sua divinità.
“Quando Cristo si trasfigurò, non si appropriò di ciò che non era, né si trasformò in ciò che non era, ma svelò quello che era, ai suoi discepoli, aprendo i loro occhi: da ciechi li rese vedenti”. (San Giovanni Damasceno)

• 3) Abitati dalla gloria

La trasfigurazione di Gesù preannuncia il regno futuro e ci rivela il nostro destino eterno. Infatti anche noi siamo chiamati ad essere abitati dalla gloria: la grazia non è altro che il germe della gloria, e alla fine dei tempi, addirittura il nostro corpo, sarà un corpo glorioso. E faremo l’esperienza della luce che non conosce tramonto.
Quando le prove della vita, rendono difficile il nostro cammino, sentiamo il bisogno di percepire questo straordinario destino di gloria che ci aspetta, e Gesù trasfigurandosi, ha voluto mostrarcene un piccolo anticipo per rincuorarci e incoraggiarci a riprendere il cammino, anche se la salita, a volte, si fa dura. Forza e coraggio e sempre avanti: al traguardo ci attende un oceano di infinito amore, di inesauribile bellezza e di intramontabile luce.

 

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